I semi: quanto durano e come si conservano

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La cosa migliore sicuramente è usare sempre i semi dell’anno precedente che sono più freschi e germinano meglio, a seconda della pianta i semi possono durare due o tre anni tranquillamente. Dopo qualche anno il seme muore e quindi non servirà più a nulla.

Il vantaggio di un seme giovane è che il tegumento, la scorza esterna del seme, sarà più tenera, mentre si indurisce e si fa legnosa su semi vecchi. Per questo se il seme ha qualche anno è più faticoso per la piantina germogliare. Possiamo aiutarla mettendo 12 ore a bagno i semi, magari nella camomilla.

In secondo luogo i semi vecchi, alla fine del loro ciclo vitale, spesso danno luogo a piante che vanno in pre fioritura. Le piante possono prefiorire anche per vari altri motivi: una carenza di acqua, esposizione al freddo (il finto inverno delle piante biennali) oppure un errato periodo di semina.

Semi di piante come peperoncino o pomodoro possono durare serenamente per due o tre anni.

La conservazione dei semi richiede un luogo che sia asciutto e non troppo caldo perché non si creino le condizioni adatte alla germogliazione, preferibilmente anche buio. Inoltre i semi devono essere tenuti in posti puliti, per evitare muffe o malattie delle piante, attenzione anche a non lasciare residui di ortaggio fresco attaccati al seme, marcendo può infettarlo. L’ideale per tenere i semi potrebbe essere una scatola di latta, tipo quelle dei biscotti, che ripara bene ma non è completamente ermetica.

 

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2 comments on “I semi: quanto durano e come si conservano

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