La coltivazione dei carciofi

il carciofo in ortoIl carciofo è un ortaggio della famiglia delle composite coltivato e selezionato fin dai tempi antichi, di origine mediterranea. Sono numerose le varietà di carciofi conosciuti, dal carciofo romanesco, al catanese e al rosso di Sardegna. Si tratta di una pianta perenne che quando le temperature sono elevate entra in fase di dormienza, per risvegliarsi se riceve molta acqua. La sua coltivazione è tipicamente invernale o primaverile.riga verde

Terreno e clima

Terreno. La pianta di carciofo richiede un ph del terreno compreso tra 6 e 6,5 e una buona esposizione al sole, le radici del carciofo sono fittonanti quindi occorre nella preparazione della terra lavorare il terreno in profondità con vangatura accurata. Prima di fare un impianto di coltivazione di carciofi nell’orto occorre predisporre una buona concimazione di fondo che arricchisca bene il terreno (letame maturo oppure compost). La terra della carciofaia deve mantenere l’umidità (importante durante la raccolta, perchè la pianta non entri in dormienza) ma evitare il ristagno di acqua, fonte di malattie funginee che possono provocare marciumi (fusarium, peronospora).

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Realizzare una carciofaia

Preparazione del terreno: il terreno va lavorato come già detto in profondità (anche 40-50 cm se possibile, lavorando in estate e autunno), e concimato molto, tenendo conto che la carciofaia può durare per diversi anni. Occorrono circa 5 kg di letame maturo a metro quadro. Se il terreno non drena adeguatamente per evitare ristagni si deve rialzare le aiole della carciofaia realizzando baulature.

Impianto: ci sono tre metodi per impiantare una carciofaia:

Semina. Il carciofo si semina a febbraio-marzo in semenzaio, mentre se lo si mette direttamente a dimora nell’orto va seminato ad aprile o maggio. Il trapianto avviene a maggio, al momento del trapianto occorre irrigare con abbondanza.

Riproduzione da polloni. Il carciofo si può seminare mettendo a dimora i “carducci”, ossia quei germogli prelevati dalla base della pianta che hanno un anno di vita. Si tagliano con la loro porzione di radice, devono essere sviluppati con già 4-5 foglie, lunghi 25/40 cm. Questa operazione si fa in primavera (marzo-aprile) oppure autunno (settembre-ottobre).

Messa a dimora degli ovuli. Come vedremo in seguito si può riprodurre i carciofi anche usando ovuli o carducci ottenuti durante l’operazione di diccioccatura. In questo caso si smuove il terreno, si concima abbondantemente e si mette l’ovulo a 4 cm di profondità. L’ovulo va impiantato nel periodo di dormienza (luglio-agosto)

Sesto di impianto. I carciofi chiedono spazio: si piantano a file distanti uno/due metri, lasciando un metro tra una pianta e l’altra lungo la fila.

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la carciofaiaColtivazione: una carciofaia nell’orto

Durata della coltivazione. La carciofaia dura diversi anni essendo il carciofo una pianta poliennale, si può tenere anche 10-12 anni, controllando però dopo qualche anno l’eventuale presenza di malattie funginee (come fusarium o peronospora). La tempistica ideale di durata è di 4-5 anni, poi generalmente si sposta la carciofaia in un altra aiola dell’orto.

Copertura. Il carciofo teme le gelate, per cui dopo il trapianto è utile coprire con tessuto non tessuto o pacciamatura. Anche successivamente nella carciofaia è sempre utile pacciamare durante l’inverno, l’ideale è usare materiale organico che vada poi ad arricchire il suolo, ricordando che bisogna evitare di creare marciumi che possano favorire malattie della pianta.

Dormienza e irrigazione. Il carciofo è una pianta che entra in dormienza a causa del caldo o della scarsità di acqua, per cui vive nei periodi freschi dell’anno, per questo si tratta di un ottimo ortaggio invernale. Per svegliare il carciofo dal periodo di dormienza si può procedere con l’irrigazione anticipando la produzione di ortaggi. Una frequente irrigazione è importante per questa coltura.

Diccioccatura e scarducciatura del carciofo. Nell’anno successivo al trapianto incominciano a crescere nuovi germogli e steli alla base del cespo, per evitare di avere una quantità di fiori di piccole dimensioni occorre rimuovere i germogli in eccesso, con l’operazione di diccioccatura e di scarducciatura. Si tagliano con un coltello, i germogli da staccare si possono rimuovere prima che si aprano (ovuli) oppure già con qualche foglia (carducci). Ovuli e carducci possono essere utilizzati per creare nuovi impianti, la moltiplicazione trapiantando gli ovuli richiede meno irrigazione, ma se si usano i carducci la pianta si sviluppa più rapidamente. La diccioccatura si esegue andando anche fino a 4-5 cm sotto la superficie del terreno. La scarducciatura (rimozione degli ovuli) si esegue in autunno o in inverno, metre i polloni si rimuovono con la diccioccatura, da fare in estate, con le piante quasi secche.

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La raccolta del carciofo

Quelli che vengono chiamati frutti in realtà sono i fiori dei carciofi, detti anche boccioli o capolini. Possono essere di diverse qualità: i frutti di prima scelta sono quelli emessi dall’apice della pianta, con un frutto per germoglio, la seconda scelta è quella che nasce da una delle diramazioni principali e sono i carciofi che solitamente si trovano in commercio, mentre dalle diramazioni secondarie nascono i carciofini di terza scelta usati soprattutto per conserve e sottolio. Il carciofo si raccoglie quando il capolino ha le giuste dimensioni e le punte ben chiuse. La raccolta è scalare, per le varietà primaverili, adatte al clima del centro nord, avviene da fine febbraio per tutta la primavera, mentre i carciofi autunnali (sud Italia) si raccolgono da settembre-ottobre.

Se si lascia invecchiare sulla pianta il carciofo diventa duro, più è maturo e più si indurisce, se conservato per molto tempo appassisce.

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Nemici del carciofo

Principali insetti e parassiti:

Afidi. Come per molte delle piante del nostro orto ci sono afidi del carciofo, pidocchi che attaccano questa pianta lasciando la melata e provocando fumaggine. I carciofi sono attaccati da un afide nero, persistente soprattutto nel periodo primaverile.

Nottue. Si nutrono delle foglie centrali della pianta. Occorre intervenire contro le nottue quando sono allo stato larvale con bacillus thuringensis.

Topi. Difendere dai topi la carciofaia è fondamentale, i topi mangiano le radici e sono uno dei peggiori nemici del carciofo da orto.

Le malattie crittogamiche della carciofaia:

Fusarium: malattia funginea che colpisce il carciofo, si tratta col rame che però non può curare la pianta, solo contenere l’infezione. Per questo occorre un controllo accurato e un impianto con buone distanze tra le piante. Se si riscontrano piante malate occorre eliminarle con tempestività per evitare il contagio.

Peronospora: questa malattia da orto può colpire il carciofo, si interviene con rame e con potature per eliminare le parti malate. Si riconosce per le macchie giallastre con sfumature più scure al centro e muffa bianca sulla pagina inferiore della foglia.

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Varietà di carciofo da coltivazione

Sono diverse le varietà di carciofo coltivate, tra le migliori che consigliamo nel vostro orto ci sono:

Carciofo romanesco. Varietà tardiva primaverile, richiede un clima mite e asciutto e si raccolgono i capolini fino in primavera.

Carciofo violetto. Varietà di carciofo dalla forma affusolata, ortaggio ottimo da mangiare anche crudo.

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22 comments on “La coltivazione dei carciofi

  1. salve desideravo sapere nell’orto avevo un bel po di piante di carciofo ben cresciuti aspettando che spuntassero i carciofi. invece o trovato tutte le piante totalmente secche la causa quale potrebbe essere stata? distinti saluti

    1. Buongiorno Nunzio. Difficile dirti senza vedere la coltivazione… Se hai trovato le piante semplicemente secche (non con macchie strane o marciumi), prova a scavarne una, è molto probabile siano stati i topi che ti hanno mangiato alla base le radici delle piante, facendole seccare. Topini e arvicole sono tra i principali nemici dei carciofi, in particolare durante l’inverno quando scarseggia il cibo.

    1. Buongiorno Maurizio
      Vedi nel nostro articolo la voce “diccioccatura e scarducciatura”, sono queste le operazioni necessarie al corretto sviluppo produttivo del carciofo, non servono altre potature.

  2. Salve,sono tornato dalle ferie e volevo sapere come comportarmi con le mie carciofaie tipo “violetto” e “romanesco”. Ho lasciato le piante con qualche carciofo piccolissimo prima di partire pensando che la pianta fosse ormai “ferma” ma, hanno continuato la produzione con diversi carciofi “spigati”. Alcuni contadini, miei vicini, mi hanno detto che devo tagliare le pianta quasi totalmente (loro usano la barra falciante !!) e di stare tranquillo poichè dopo Agosto le piante rincominceranno a “muovere”. secondo voi è corretto?

    1. Domanda difficile, dipende dal clima e dalle varietà. Probabilmente è corretto, magari ricominceranno un po’ più tardi, verso settembre. In genere fidarsi di gente che coltiva da anni nella tua stessa zona è una buona idea.

  3. grazie per l,informazioni. ho una decina di piante sotto serra in piemonte ho coperto il terreno con foglie e spero che le piante non muoiano. chiedo:i supplementi che nascono ai piedi della pianta devono essere tutti tolti ,o se ne puo lasciare qualcuno.’?

    1. vanno rimossi, per tener la giusta distanza tra le piante, ma possono esser trapiantati per formare nuove piante di carciofi.

  4. Buongiorno,
    Ho delle piante di carciofo romanesco.
    Volevo sapere il modo corretto per asportare i Carducci.
    Basta strapparli oppure bisogna portare via anche una parte della base della pianta madre?
    Grazie molte
    Massimo

    1. ciao Massimo
      nella scarducciatura si strappano i carducci, andando a scavare un po’, il carduccio è il germoglio e solo quello si toglie. I più vigorosi si possono reimpiantare.

  5. ..Dopo diversi anni che abbiamo provato a coltivare i carciofi , quest ‘ anno ne abbiamo mangiati qualcuno , ma diverse piante producono soprattutto le parti verdi e i piccoli carciofi tendono da subito a spigare .. abbiamo concimato con fosforo e potassio a febbraio , insomma piante di carciofo monumentali , ma carciofi pochi e miserini …Cosa si potrebbe fare x avere anche in parte un po ‘ di soddisfazione nella loro coltivazione ??? premettiamo che li abbiamo protetti in inverno l ‘ abbiamo scarducciati in primavera ed in autunno e dicioccati in estate , abbiamo anche fatto un drenaggio al terreno sottostante , ma i risultati sono scarsi perchè appunto le piante tendono ad accrescere il fogliame senza produrre frutti apprezzabili … Cosa ci suggerite ??? Grazie in ogni caso del vostro parere …

    1. Difficile dare una ricetta magica ma penso che la ragione del tuo problema stia nella fertilizzazione. Attenzione che troppa concimazione azotata può favorire appunto lo sviluppo della parte fogliare delle piante, dirottando le energie su quello a scapito del fiore. Quindi potrebbe essere un problema dovuto a troppo azoto.

  6. Ho delle piante di carciofo e volevo sapere molto gentilmente se qualcuno mi sa dire se il fiore che fa il carciofo quanto prima fiorisce della raccolta

    1. Il carciofo si raccoglie prima della fioritura. Quando raccoglierlo lo si vede a occhio: il capolino deve avere le giuste dimensioni e le “squamette” ancora ben chiuse, prima che l’infiorescenza si apra.

  7. Buon giorno:
    15 piante di carciofo romano purtroppo 9 sono andate in pasto a topi come posso liberarmene grazie della risposta

    1. mario fai una cosa,prendi dei secchi di plastica (quelli che di solito contengono vernici circa 25 lt)
      riempili di terra concimata pianta un carciofo x ogni secchio,fai 30/40 buchi con il trapano circa 10mm di diametro ad ogni secchio poi interri direttamente i secchi in modo che i topi non riescono a mangiare la plastica, funziona.

  8. Buongiorno a tutti!
    Ho 10 piante di carciofi miste romanesco e violetto.
    Zona Italia centrale.
    Le coltivo da tre anni con buoni risultati.
    Le ho tagliate alla base prima dell’estate, e durante il mese di luglio ed agosto le ho annaffiate.
    Oggi 2/09/2016 ho visto il primo capolino.
    1) Secondo voi è prematura come crescita?
    2) Ho sbagliato a continuare l’irrogazione dirante l’estate?

    Grazie di tutto!

    1. Il carciofo ha un periodo di dormienza che può essere interrotto irrigando, non è sbagliato a priori farlo, dipende dal clima. Io in zone calde lascerei doremire evitando di bagnare per luglio e la prima metà di agosto. Bene comunque che riparta già.

  9. salve a tutti, abito in piemonte e ho 2 piante di carciofo . Devo coprirle tutte tipo con una serra o basta coprire il terreno con paglia? Tenete presente che le piante si stanno sviluppando ora in maniera corretta. Le ho trapiantate a luglio ma per circa un mese e mezzo non si sono sviluppate, poi da circa un mese sono in crescita. Ho paura che il gelo le faccia morire.

    1. Tutto dipende dal clima, in teoria il carciofo è una pianta mediterranea che ama gli inverni non troppo freddi e il clima mite, quindi non è escluso che la pianta patisca il gelo. Coprire con la paglia aiuta, fare un piccolo tunnel anche.

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