Come si coltiva il cavolfiore

cavolfiore nell'ortoI cavolfiori sono uno dei principali ortaggi della famiglia dei cavoli (scientificamente brassicacee o crucifere), si tratta di una coltivazione interessante, che non può mancare nel nostro orto biologico, anche perché questi cavoli non temono il freddo e quindi il cavolfiore può occupare le parcelle dell’orto anche nei mesi autunnali quando le varietà da seminare sono meno.

La pianta ha un ciclo colturale biennale, forma una radice fittonante profonda per sostenere un fusto che finisce poi in una corposa infiorescenza a palla, che appunto è la parte che si mangia e viene anche chiamata corimbo.

Rispetto agli altri cavoli si distingue per il colore bianco dei fiori, che gli vale appunto l’appellativo di cavolo fiore.

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Iniziare la coltura: terreno, semina e trapianto

Terreno e clima. Come dicevamo il cavolfiore è una pianta che non soffre il clima freddo, mentre al contrario il caldo porta la pianta in sofferenza e l’infiorescenza si forma con un po’ di freddo. A livello di terreno richiede terreni di medio impasto che siano abbastanza umidi. Il cavolfiore teme decisamente la siccità, soprattutto quando la piantina è piccola. Serve che il terreno sia ricco di sostanza organica ed elementi nutritivi, si consiglia quindi di concimare con humus o letame ben maturo durante la fase preparatoria di lavorazione della terra.

La semina del cavolfiore. La semina di solito avviene in estate, ci sono però diverse varietà e la semina può andare avanti da aprile a settembre a seconda del cultivar scelto. Conviene chiedere all’acquisto delle sementi o delle piantine il periodo consigliato. Molto meglio seminare in semenzaio le piantine, a un cm di profondità, curando che non secchi mai il terriccio durante la germinazione e lo sviluppo della piantina.

Trapianto e sesto di impianto. Il cavolfiore è una pianta abbastanza esigente, quindi le piantine devono stare a 50/60 cm di distanza l’una dall’altra, anche per via di queste distanze meglio ricorrere ai trapianti, altrimenti se qualche seme non germina si rischia di sprecare molto spazio. Si trapianta nell’orto generalmente a 40 giorni dalla semina.

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La coltivazione del cavolfiore

Durante la coltivazione. Il cavolfiore è una pianta da curare bene: finchè è piccola bisogna tener ben libero il terreno dalle infestanti con sarchiature frequenti, evitando che si formi una crosta superficiale sul terreno che lo renda arido e duro. Può essere utile la pacciamatura, che mantiene anche l’umidità.

Irrigazione. I cavolfiori devono essere bagnati spesso, quando è piccola la piantina è delicata, mentre con la crescita richiede comunque una frequente irrigazione perché se si sente privata di acqua la pianta apre il cespo e i fiori si allungano distanziandosi, rovinando il raccolto irrimediamilmente.

La rotazione colturale e la consociazione del cavolfiore.: dopo esser stato coltivato il cavolfiore non deve essere ripiantato per 3 anni nella stessa parcella dell’orto, allo stesso modo non deve seguire altri cavoli o piante crucifere (rucola, rapanelli, mizuna, cime di rapa). Segue invece con ottimi risultati le leguminose (piselli, fagioli, fagiolini, fave,..).La consociazione con i pomodori oppure con alcune aromatiche (salvia, rosmarino, sedano) è molto utile per tener lontana la cavolaia, uno degli insetti più nocivi per questa coltura.

Nemici del cavolfiore. La cavolaia è il principale avversario dei cavolfiori come di tutte le brassicacee, questa larva si combatte usando nelle ore serali il bacillus thuringensis, insetticida biologica completamente naturale e atossico per l’uomo. Ci sono poi i soliti afidi e la mosca bianca tra i parassiti più probabili per questa coltura. il trialeurodide (detto anche mosca bianca) e possono essere attaccati dagli afidi (varietà afide ceroso).

Malattie dei cavoli. Le crucifere sono soggette alla septoria, l’ernia del cavolo, alla peronospora e all’alternaria, se volete usare solo prodotti consentiti in agricoltura biologica si interviene con trattamenti a base di rame, efficaci a contenere la malattia ma non curativi sulle piante colpite. In ogni caso come per tutte le coltivazioni vale il principio di evitare ristagni d’acqua per non incorrere in problemi di funghi.

Raccolta. Il cavolfiore potete semplicemente vederlo da voi quando è pronto, ossia quando il corimbo (parte floreale) è pienamente sviluppato e ancora compatto. Occorre fare attenzione a coglierlo prima che inizi a separare i fiori, tenendo conto che siccità o gelate accelerano il separarsi del cespo.

Proprietà e uso. In cucina il cavolfiore si può mangiare in molte ricette, solitamente è una verdura che si consuma cotta, si può anche mettere sottolio o sottaceto. L’odore un po’ sgradevole che rilascia durante la cottura è dovuto allo zolfo che poi va evaporando. Il cavolfiore ha delle interessanti proprietà benefiche con effetti antitumorali e positivi sull’intestimo.

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