L’orto naturale di agosto: ricapitoliamo

Da ormai un anno stiamo seguendo un esperimento di orto naturale, coltivato seguendo la filosofia del non fare di Masanobu Fukuoka. Su Orto Da Coltivare abbiamo seguito passo dopo passo le operazioni effettuate e i risultati raggiunti.

Dato che è passato un po’ di tempo vale la pena ricapitolare cosa è successo.

Il riepilogo di un anno di orto naturale

A settembre ho deciso di impostare un orto naturale, limitando al massimo gli interventi colturali. L’esperimento prevedeva di:

  • Seminare sopra le erbe spontanee un mix di semenze.
  • Tagliare le erbe spontanee e usarle come pacciamatura.
  • Lasciare fare alla natura senza arare, concimare, diserbare e usare prodotti chimici.

orto naturale di giorgio avanzo

Il miglioramento del terreno

Come già rilevato ci sono stati alcuni risultati positivi, a cominciare dal ripristino di un’area del giardino che era stata molto sfruttata dagli orti precedenti. Si è ristabilita una vegetazione in continua evoluzione e le associazioni vegetali continuano a cambiare, sono arrivati molti tipi di insetti e impollinatori, lucertole, orbettini e altri animali. Ho potuto notare che il suolo, prima era marroncino chiaro e crostoso, ora sotto la vegetazione è già più scuro e soffice.

Risultati di raccolta

Ho anche avuto qualche risultato come raccolta. La lattuga bionda in primavera era abbondante e i piselli sono la verdura che più è riuscita nel primo anno di questo orto, ho avuto una buona raccolta considerando l’area poco estesa dell’esperimento. Anche l’aglio è venuto bene, era in quella zona spontaneamente da anni e continua a riprodursi comunque in ogni circostanza.

Un ambiente in evoluzione

Fukuoka, il padre dell’agricoltura naturale, diceva che un orto naturale ha bisogno di tempo per stabilizzarsi. Diciamo due o tre anni dove la situazione di partenza è molto compromessa. L’orto naturale non è infatti un orto stagionale. Certo, alcune piante lo sono ma la copertura del suolo da parte della vegetazione è perenne, l’uomo interviene il meno possibile sulla natura, nel mio caso con sfalci e semine.

Lo stato dell’arte: com’è ora l’orto

Com’è ora la situazione nell’orto? Un casino.

Le erbacce sono dappertutto, di molti tipi, le fave che erano cresciute e avevano fiorito bene non ce l’hanno fatta, i primi legumi sono stati mangiati da vari insetti e poi le piante sono state soffocate dalle erbacce. Ad ogni modo credo di avere sbagliato i tempi della semina: non si dovrebbero sviluppare nella stagione più calda.

pomodori col metodo fukuoka

Nell’erba alta dell’orto possiamo ancora vedere la lattuga andata ormai a seme, qualche pianta di pisello nata ultimamente qua e là e le piante di pomodoro che ho trapiantato, 8 in totale.

Volevo vedere se l’ambiente ristabilito poteva essere buono per la crescita dei pomodori. Inizialmente le piante erano soffocate dalle erbacce, stavano crescendo ma un po’ a stento. Allora ho liberato l’area con un nuovo sfalcio. Sempre lasciando il materiale vegetale a terra come pacciamatura.

Da quel momento effettivamente le piante di pomodoro hanno iniziato a crescere bene, senza averle mai concimate o bagnate. Anche le erbacce hanno ripreso a crescere ristabilendo velocemente una situazione simile a quella iniziale. Ricordo infatti che con lo sfalcio la maggior parte delle piante non muore e riprende da subito a vegetare.

I pomodori sono quasi pronti, adesso per questa estate non interverrò più ,se non per la raccolta dei pomodori. Questo autunno rifarò la semina dei piselli e fino ad allora non ci saranno aggiornamenti su queste pagine.

Estensioni maggiori?

erbe spontanee agosto

Il piccolo pezzo di terreno (50 metri quadri circa) probabilmente non fa molto testo per comprendere le potenzialità dell’agricoltura naturale. Soprattutto sarebbe bello arricchire l’ambiente con qualche albero e arbusto, ma nei 50 metri quadrati non c’è molto spazio per arricchire il tutto con la vegetazione arboreo-arbustiva. È vero che attorno ci sono gli alberi ma l’orto rialzato rimane pur sempre un ambiente particolare. Sarebbe bello poter avviare un esperimento nei prossimi anni su una estensione maggiore.

In realtà si può vedere anche su estensioni piccole il miglioramento dell’ambiente. Per la raccolta invece forse ci vuole più tempo perché si possa intuire quali tipi di ortaggio sono la vera vocazione di quel posto. Per quell’appezzamento coltivare piselli in primavera, seminandoli in autunno può andare bene, ma dobbiamo ancora osservare cosa succede negli anni successivi al primo. Ecco perché sarà importante continuare a seguire l’esperimento!

Gli aggiornamenti del primo anno dell’orto naturale sono finiti, il prossimo anno la natura farà i suoi aggiustamenti e anche io imparerò dai miei errori e cercherò di fare meglio.

Ci risentiamo in autunno per un nuovo aggiornamento! Buona estate!

Questo articolo è stato scritto da Giorgio Avanzo che circa un anno fa ha iniziato a coltivare un orto sperimentale secondo gli insegnamenti di Masanobu Fukuoka. L’orto naturale che Giorgio coltiva viene seguito con continui aggiornamenti, ecco un riepilogo estivo a un anno dall’impostazione dell’orto.

Orto del non-fare 7: maggio

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Un commento

  1. Emanuele 14 agosto 2018 al 16:17 - Rispondi

    Veramente una splendida esperienza e una speranza per il nostro ritmo di vita e per l’ambiente. Grazie della bella condivisione

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