Coltivare l’amaranto

L’amaranto è una pianta spontanea infestante, poco conosciuta come ortaggio. In realtà è una coltura davvero interessante per l’orto: si tratta di una pianta molto semplice da coltivare, si adatta a tutti i tipi di terreni e ha pochi nemici, si mangiano sia le foglie che i semi.

La pianta dell’amaranto

amarantoPianta originaria del centro America, diffusa in tutto il mondo, si adatta a qualsiasi terreno, prediligendo quelli ricchi di sostanza organica e ama il clima caldo. Si tratta di una pianta che può arrivare a 80 cm / un metro di altezza, ha un apparato radicale a fittone, foglie da 5/20 centimetri commestibili. Nella parte centrale l’amaranto sviluppa un’infiorescenza principale da cui si sviluppano i fiori, piccole capsule che racchiudono i semi. Esistono diverse varietà di amaranto, oltre 60.

Seminare l’amaranto nell’orto

I semi dell’amaranto sono molto vitali, restano attivi anche 10 anni nel suolo, una pianta può produrne anche un milione, per questo è tipica come erba infestante. Predilige la terra fertile, ricca di sostanza organica, infatti si trova spesso a infestare le aiuole concimate. Si semina da metà aprile. La preparazione del terreno richiede una vangatura profonda e una concimazione organica.  Si semina ad aprile nel sud Italia, a maggio al nord, si può mettere direttamente a dimora o in pane di terra.

Il seme si mette a poco meno di 1 cm di profondità, si possono mettere 2-3 semi di amaranto insieme (diradando poi quando le piantine mettono le prime due foglie vere e si può selezionare la più vigorosa), si ricopre con terra fine e si bagna. Le piante devono stare a 15/20 cm l’una dall’altra se si vuole consumare la foglia, aumentando la distanza invece se si vogliono coltivare piante da seme (infatti bisogna lasciar crescere la pianta di più).

Dove trovare i semi di amaranto: essendo una coltivazione poco diffusa non è semplicissimo reperire i semi, per fortuna viene in aiuto il web e si trovano qui ottime sementi, certificate biologiche e persino biodinamiche Demeter.

La coltivazione

L’amaranto cresce rapidamente e non ha grossi problemi di erbe infestanti, è quindi semplice il lavoro di coltivazione nell’orto. L’irrigazione è necessaria solo in periodi molto secchi perché si tratta di una pianta  resistente alla siccità, un’irrigazione settimanale può bastare a garantire una corretta crescita anche nei periodi caldi. La concimazione è sufficiente farla preparando il terreno, nella misura di circa 3-4 kg di letame o di compost al metro quadro. Non bisogna esagerare con l’azoto perché l’amaranto come gli spinaci può accumulare nitrati nelle foglie, che risultano poi tossiche al consumo.

Avversità

L’amaranto è una pianta molto rustica, non per niente conosciuta più come erba infestante che come pianta da orto, non ha molti nemici e non richiede trattamenti anti parassitari. Può subire gli afidi.

La raccolta e l’utilizzo dell’amaranto

L’amaranto coltivato per consumare le foglie si raccoglie quando la pianta è giovane e tenera, si possono asportare le foglie o raccogliere l’intera pianta. La produzione di foglie è da fine giugno fino al primo freddo. Le foglie si consumano cotte.

I semi maturano tra agosto e ottobre, si raccolgono quando sono semplici da separare tra le dita. Si impiegano come i cereali (in farina, per fare il pane, in zuppe e minestre, possono anche essere soffiati), se bolliti i semi fanno una gelatina tipo quelli della tapioca.

Le proprietà dell’amaranto

Molti semi sono ricchi di proteine e fibre, ma anche di calcio, magnesio, fosforo e ferro. Rispetto ai cereali l’amaranto ha un alto valore biologico come alimento e i semi essendo privi di glutine sono un alimento indicato per i celiachi. Tutte queste proprietà rendono l’amaranto un ortaggio raro poco conosciuto ma molto interessante da coltivare.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento. Per restare in contatto puoi iscriverti alla newsletter o seguire la pagina facebook.

6 Commenti

  1. rob 24 giugno 2015 al 8:57 - Rispondi

    questo mi ha incuriosito

  2. Marfisa 11 luglio 2015 al 9:03 - Rispondi

    Ho utilizzato le foglie lessate per preparare una frittatina con uova e parmagiano, buon risultato, o per riempire fiori di zucchine, maturati contemporaneamente, con tonno, uovo e parmigiano. Attendo l’apparizione delle spighe riosse e poi dei semi, mai assaggiati perche ho appena avuto le foglie in regalo da una vicina di casa in csmpagna.

    • orticoltore 29 luglio 2015 al 14:44 - Rispondi

      Complimenti e grazie per aver condiviso, ci fai venire l’acquolina in bocca. Raccontaci poi come va coi semi.

      • mercurio 25 aprile 2017 al 15:50 - Rispondi

        La pianta cresce facilmente e produce molte foglie e pochissimi semi.
        I semi confezionati si trovano nei negozi biologici o in qualche supermercato. Con la cottura diventano una massa collosa a meno che non si aggiungano delle patate per migliorarne la consistenza e il sapore.
        Direi che conviene coltivarlo per le foglie, che sono ricche di ferro e assomigliano, come gusto agli spinaci. Occhio agli ossalati.

  3. Gabriella Ricci 16 agosto 2016 al 17:56 - Rispondi

    io mangio spesso le foglie lessate di una pianta appartenente alla famiglia delle amarantacee che in Grecia chiamano βλητο (vlita) sono squisite condite con olio e limone.Sono talmente buone che ogni volta che vado in Grecia (ogni anno) compro i semi e coltivo sul mio terrazzo.

Scrivi un commento