Il caffè Malatesta è una giovane realtà nata a Lecco da un gruppo di ragazzi che ha saputo mettere in piedi una filiera di importazione e torrefazione di caffè alternativa a quella della grande distribuzione e basata su principi di etica e rispetto dell’ambiente. Il caffè viene coltivato con metodi biologici da campesinos che lavorano con metodi tradizionali e in condizioni di lavoro dignitose, l’importazione avviene cercando un contatto diretto con i produttori, dalla Colombia alle comunità zapatiste del Chiapas. Il collettivo Malatesta riesce a creare reddito e lavoro senza speculare su persone ed ecosistema, andiamo a conoscere meglio questa bellissima realtà.

La storia del progetto

torrefazione caffèL’idea del caffè Malatesta prende forma nel 2011 a Lecco, all’interno del Gruppo di Acquisto Solidale “La comunità della Sporta”. Il Gas di Lecco con l’aumentare degli associati decide di affittare un magazzino dove stoccare gli acquisti, in questo spazio si trovano casualmente macchine per la torrefazione artigianale del caffè inutilizzate. Vedendo questi macchinari nasce l’idea di mettere in piedi una realtà economica che possa essere fonte di reddito e quindi dar lavoro ma anche portare avanti valori di equità. Il desiderio è di porre attenzione non solo alla coltivazione del caffè, come già avviene nei progetti di commercio equo, ma a tutta la filiera, che comprende anche importazione, tostatura e distribuzione. Il progetto coinvolge quindi l’intera catena produttiva alternativa del caffè, dal lavoro agricolo fino alla torrefazione. Nasce così il collettivo Malatesta che noleggia le macchine per la lavorazione del caffè e inizia a sperimentare, partendo con la fornitura al gruppo di acquisto lecchese della sporta, allargandosi poi ad altri GAS. Per trovare il caffè verde da usare in torrefazione il collettivo inizia appoggiandosi a realtà affini come il Caffè Libertad di Amburgo e la cooperativa Shadilly delle Marche. Insieme a loro si importa il caffè da progetti solidali in Chiapas, Honduras, Guatemala e Uganda.

Nel 2014 parte anche l’esperienza di importazione diretta di caffè verde da parte di Malatesta, che seleziona caffè proveniente dalla Colombia. Il rapporto diretto con chi coltiva permette una maggior comprensione delle realtà sociali coinvolte e porta a un sostegno. Il caffè colombiano tostato da Malatesta viene dalla Cauca, zona povera con problemi economici causati da conflitti interni.

La conoscenza diretta è anche un principio rivolto alle realtà che sostengono Malatesta in Italia con l’acquisto, offrendo la possibilità di visitare il laboratorio di torrefazione e incontrando di persona i  gruppi di acquisto e le varie realtà che appoggiano il progetto. Il consumatore non è semplicemente acquirente, ma sostiene una filiera di cui conosce e condivide azioni e finalità.

Il collettivo Malatesta ha in programma di allargarsi, creando maggior lavoro e migliorando ulteriormente la fase di tostatura della torrefazione, oltre a sviluppare maggiori contatti diretti con i produttori, promuovendo in particolare iniziative solidali. C’è in cantiere anche l’idea di sviluppare un modello di autocertificazione partecipata che possa esser garanzia anche per piccole realtà che non hanno accesso alle certificazioni istituzionali.

Principi cardine del caffè Malatesta

  • Creazione di reddito da lavoro manuale ed intellettuale ed in nessun caso di profitti o introiti incoerenti con la partecipazione e l’impegno al progetto collettivo.
  • Lavorazione di materie prime prodotte in condizioni lavorative e sociali dignitose, con particolare attenzione alle piccole realtà prive di accesso alla certificazione internazionale Fair Trade.
  • Lavorazione di materie prime prodotte nel rispetto dell’ambiente e del territorio con metodi di coltivazione biologica, ricercando rapporti di fiducia con piccoli produttori privi di accesso alla certificazione riconosciuta Organic/Bio.
  • Condivisione comune, mediante una costante pratica assembleare, delle scelte e dei percorsi che il progetto intraprenderà, rifiutando la formazione di dinamiche verticistiche ed autoritarie.
  • Costante ricerca di confronto e scambio con le realtà che intendono promuovere la cultura e la pratica della solidarietà, del mutualismo e dell’autogestione.

Coltivazione del caffè verde

la coltivazione di caffè verde

La scelta del collettivo è quella di lavorare esclusivamente con produttori che garantiscano condizioni lavorative dignitose, verificando personalmente tramite la conoscenza diretta, evitando trader internazionali che puntano a marginare profitto anche quando trattano prodotti “etici”.

Il caffè verde importato da Malatesta è sempre coltivato con metodi naturali, seguendo i principi della coltivazione biologica e nel rispetto dell’ambiente. Le bacche di caffè sono colte manualmente dai campesinos, su piante coltivate in montagna all’ombra della foresta, preservando la biodiversità ed evitando le colture intensive.

La torrefazione

Per ottenere un caffè di qualità elevata è fondamentale curare la fase di tostatura, che viene effettuata con una macchina tradizionale a tamburo rotante. Il residuo della torrefazione di caffè è molto utile all’agricoltura perché si tratta di una sostanza dall’alta ritenzione idrica, per questo viene messo a disposizione dei piccoli orticoltori locali. Dopo la tostatura il caffè viene stoccato in silos e poi confezionato in monorigine o miscela.

caffè malatesta lecco

Dove trovare il caffè Malatesta

Malatesta propone i suoi caffè in confezioni da 250 grammi per il macinato e da 1 kg per il caffè in chicchi, si può acquistare il caffè direttamente al laboratorio di Galbiate (Lecco) in via Ettore Monti 23, oppure visitando il sito caffèmalatesta.org per trovare punti vendita o eventi cui il collettivo partecipa. Le proposte vanno dal 100% arabica a miscele tra arabica e robusta, c’è anche un caffè con cardamomo macinato che sostiene i progetti per la Palestina dell’associazione Casa della Pace e un decaffeinato 100% arabica, sempre biologico e solidale.

 

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