Il compostaggio è un sistema estremamente utile a valorizzare residui organici della cucina, del giardino o del campo. Ci permette di trasformare rifiuti in una preziosa risorsa per le nostre coltivazioni.

Apportare compost al suolo, quindi sostanza organica, è indispensabile per la rigenerazione dei terreni, che in molti casi risultano depauperati di humus, minerali e microrganismi. Il compost aumenta il livello di sostanza organica e contribuisce a quei processi di rivitalizzazione del Suolo, indispensabile alla Vita ed indispensabile per tutti noi che dipendiamo imprescindibilmente dalla Terra.

compost

Scopriamo qualcosa in più su questo processo, andando a indagare come avviene e come possiamo realizzare nel concreto un buon compost autoprodotto, una buona pratica economica ed ecologica che ognuno dovrebbe attuare.

Tipi di compostaggio

Esistono molti sistemi di compostaggio, e nella nostra guida valuteremo regole adatte ad ogni situazione e ad ogni materiale da processare.

Vale la pena però distinguere subito tra due grandi gruppi di compostaggio:

  • Compostaggio domestico
  • Compostaggio agricolo

Compostaggio domestico

Fare il compost domestico significa utilizzare tutti gli scarti organici prodotti nella vita quotidiana: sia di origine vegetale che di origine animale. Si tratta di una pratica generalmente casalinga, ma non solo, che si può effettuare in giardino, ma anche sul balcone, dotandosi di semplici compostiere.

Rappresenta un buon modo per tramutare rifiuti in prezioso ammendante da usare per l’orto o per le piante in vaso.

Compostaggio agricolo

Il compostaggio agricolo è fatto utilizzando esclusivamente residui vegetali, nella gestione di campo infatti si creano spesso scarti vegetali, quali residui di colture esaurite, rami potati e triturati, erba di sfalcio, foglie.

Si può compostare anche con sola materia vegetale e fare compost rappresenta un’ottima pratica di economia circolare e di ecologia applicata, da realizzare in azienda agricola o comunque nel campo che coltiviamo.

Dove fare il compost

compostiera

La scelta del luogo è importante: il compostaggio deve essere fatto in un posto comodo di accesso e dove non disturbi. Se fatto bene il compost non puzza ma alcuni materiali possono comunque provocare odori.

Beneficia dell’ombra in estate e del sole in inverno, per questo l’ideale è farlo sotto una pianta che perde le foglie in autunno.

Possiamo farlo in tre modi:

  • Cumulo. Il sistema più semplice perché non chiede strutture ed è correttamente aerato, richiede spazio (calcoliamo una base di circa 100 cm, lunghezza di almeno 100 cm, altezza 80 cm a sezione triangolare) e con il cumulo resta tutto a vista. Ottimo metodo in campo, per la sua semplicità.
  • Buca. La buca è riparata esteticamente ma occorre fare molta attenzione che non vi siano ristagni di acqua, bisogna poi arieggiare il materiale. Altrimenti si incorre in marciumi e quindi cattivi odori.
  • Compostiera. Usare una compostiera è ideale per il compostaggio domestico, non infastidisce esteticamente, limita gli odori e ottimizza gli spazi. Se ne trovano in commercio di diverse dimensioni, con costi anche ridotti, ma si può facilmente autoprodurre. Possiamo con una compostiera fare compost anche sul balcone.

Come avviene il processo di compostaggio

Principalmente in un ciclo di compostaggio, che dura tre o quattro mesi, dobbiamo seguire 3 indicatori principali al fine di ottenere un compost di qualità nei tempi indicati:

  • Il rapporto tra il Carbonio e l’Azoto
  • L’ossigenazione
  • L’umidità

Con questi tre indicazioni potremmo semplicemente gestire il processo utilizzando tutti i tipi di scarti vegetali ed animali ed effettuando un compost domestico oppure agricolo; in base ai materiali, alle quantità e al relativo sistema scelto.

Approfondiamo i tre fattori di controllo da tenere d’occhio compostando.

Il rapporto tra carbonio e azoto

Il rapporto tra il carbonio e l’azoto è importante perché ci permette di preparare il corretto mix di residui in modo tale che sia appetibile ai microrganismi.

Infatti i batteri decompositori lavorano con certi livelli di queste sostanze indispensabili alla vita, e fornirgli un adeguato substrato semplifica e velocizza molto il loro lavoro, evitando rallentamenti che possono arrivare a fermare il processo.

Empiricamente possiamo riprodurre il corretto rapporto tra C/N (24 a 1 per l’esattezza) utilizzando nel pratico uno stratagemma semplice: ogni volta che aggiungo un certo quantitativo di uno scarto prevalentemente azotato, ne aggiungo almeno 2 di un altro materiale che è prevalentemente carbonioso. Possiamo aiutarci con un contenitore di un certo volume e procedere di conseguenza utilizzandolo ad ogni aggiunta.

Un’altra semplificazione per riconoscere il contenuto dei materiali in base al loro colore è questa:

  • Verde = Azoto
  • Giallo/Beige = Carbonio

Questo è molto generico, ma utile. Inoltre esistono i dati tecnici per i vari materiali.

Materiali verdi Rapporto C/N (indicativo)
Foglie e fusti freschi 15-35
Residui radicali 25-35
Letame fresco 25-35
Materiali secchi Rapporto C/N (indicativo)
Paglia di cereali 80-100
Materiali legnosi 250-500
Stocchi mais 50-60

Dati rapporto carbonio-azoto: fonte.

Ossigenazione del compost

Il compostaggio è generalmente un processo aerobico, richiede aria, in particolare ossigeno per il suo corretto svolgimento. Per questo è necessario controllare spesso il nostro mix e movimentarlo costantemente.

Questo permetterà anche un corretto controllo delle temperature e rifornirà i batteri aerobici, i nostri principali alleati, grandi utilizzatori dell’ossigeno indispensabile al loro metabolismo.

A questo proposito si effettuano periodici rivoltamenti del cumulo o rimescolamenti in buca o bidone.

L’umidità nel processo

Il nostro “impasto” deve essere sempre umido, quindi il grado di umidità dovrà essere il più uniforme possibile in tutto il mix.

Mantenerlo sempre idratato, ma non bagnato, sarà molto importante al fine della degradazione della sostanza organica, soprattutto nei periodi estivi, quando ci sono temperature elevate.

Con questa corretta gestione di umidità e altri fattori otteniamo una forma di prevenzione da insetti indesiderati (in primis le formiche).

Cosa possiamo mettere nel compost

Nel compostaggio possiamo apportare scarti organici di ogni tipo.

Dai rifiuti della cucina, che comprendono bucce di verdura e avanzi di cibo, a residui di campo e giardino, quali ramaglie e sfalcio d’erba. Anche carta e cartone, se non trattati con inchiostri o plastificazioni, sono materia carboniosa utilizzabile.

Tutto questo può essere aggiunto, ricordando sempre il giusto rapporto tra “materia verde” e “materia marrone”.

Materia verde (N)

  • Bucce e scarti di verdura
  • Sfalcio d’erba
  • Avanzi di cibo
  • Pasta (cruda o cotta)
  • Pane raffermo
  • Parti di piante verdi
  • Buccia di agrumi

Materia marrone (C)

    • Foglie secche
    • Ramaglie triturate
    • Noccioli e gusci (tritati)
    • Segatura di legna (non trattata)
    • Carta
    • Paglia
    • Fondi di caffè

Inoltre bisogna avere l’accortezza di triturare i materiali più resistenti, come i gusci di noce o le ramaglie, che impiegherebbero altrimenti troppo tempo a degradarsi.

Per i residui di potatura un biotrituratore permette di ridurli in pezzetti piccoli, adatti a un compostaggio veloce.

uso del biotrituratore

Nell’insieme dei materiali che possiamo processare, ce ne sono alcuni a cui è importante prestare particolare attenzione.

Scarti animali nel compost domestico

La carne e più in generale i residui animali, anche cotti, potrebbero alterare il processo, poiché essendo molto ricchi di azoto, tendono ad essere molto putrescibili. Il risultato potrebbe essere di richiamare animali nei dintorni (cani, gatti in genere) e se questi residui sbilanciano il rapporto carbonio azoto anche di favorire marciumi sgradevoli nell’odore e insani.

Per ovviare a queste problematiche è opportuno sminuzzare/triturare e omogeneizzare il materiale in questione aumentando la quantità di materiale secco (carbonioso).

A chi non ha molta esperienza si consiglia nel dubbio di non compostare residui animali, cominciando con un compostaggio vegetale. Col tempo si imparerà meglio e man mano si potranno introdurre piccole aggiunte di rifiuti animali.

Cenere di legna

Un altro elemento a cui occorre prestare attenzione è la cenere di legna. Elemento molto importante poiché aggiunge importanti minerali al compost, e quindi in futuro al nostro Suolo. Dovrà essere utilizzata con aggiunte graduali e controllate.

Il motivo è che la cenere influisce significativamente sul PH, essendo molto alcalina (alza il PH, contiene idrossido di sodio). Quindi il consiglio è di utilizzarla in bassi dosaggi, indicativamente 5 kg al metro cubo.

Inoltre se disponiamo di molta cenere potremmo anche spargerla direttamente in campo/giardino/orto, nella misura di 100 grammi al metro quadrato, per un apporto consistente da praticare annualmente.

Approfondisci: la cenere come concime

Bucce di agrumi

Le bucce di arancia, limone e altri agrumi sono un po’ lente a degradarsi, per via di sostanze cerose anche naturali che creano una patina, inoltre si tratta di un materiale per sua natura acido.

Per questo motivo è diffuso il pregiudizio che non vadano compostate. In realtà è sempre sostanza organica che può essere impiegata nella compostiera o in cumulo. L’importante è sminuzzare le bucce, per accelerare il processo, e regolare il dosaggio, evitando eccessi.

Gestione del compost

Aria, acqua e corretto mix di partenza: questa è la migliore strategia per controllare il processo, indipendentemente se utilizzate una compostiera, un cumulo, o una fossa per il vostro compostaggio.

Con queste regole base possiamo fare quello che tecnicamente è definito un compostaggio termofilo. Infatti è un processo che chimicamente produce calore e si compone di tre fasi:

      • fase di colonizzazione
      • fase termofila
      • fase di maturazione

Durante il processo gestire il cumulo non significa altro che assicurare che i tre fattori spiegati siano in equilibrio: per questo dobbiamo curare il materiale che apportiamo (rapporto carbonio azoto), rivoltare e mescolare (ossigenazione) e bagnare all’occorrenza in caso di periodi siccitosi (umidità).

Quando è pronto il compost

Un compostaggio ben gestito non richiede molto tempo: con le giuste condizioni in 3/4 mesi il processo è ultimato. Naturalmente se abbiamo fatto compost domestico, continuando ad aggiungere materiale, dobbiamo conteggiare i mesi a partire dagli ultimi apporti perché tutto sia processato. Per questo nella gestione dei rifiuti organici è utile valutare di usare due compostiere.

Un buon compost si riconosce dall’aspetto: si presenta come terriccio piuttosto uniforme, non ha puzza ma piuttosto un odore di sottobosco. Se necessario possiamo vagliare il materiale prima di impiegarlo.

Teniamo conto nel calcolare le tempistiche che un periodo di freddo invernale o di aridità estiva può rallentare il processo. Se non siamo sicuri del risultato possiamo attendere qualche mese in più e utilizzare dopo 6-9 mesi il compost.

corso sul suolo

Come usare il compost

Il compost ottenuto si può usare nell’orto, in giardino o mescolandolo alla terra del vaso. L’ideale è incorporarlo utilizzando un areatore stellare nello strato superficiale del terreno, oppure in maggiore profondità con una forca-vanga o grelinette. Spesso si utilizza anche la zappa per un lavoro rapido e più superficiale. Anche le attrezzature usate sono importanti per ottimizzare il risultato.

Si può impiegare sia nella concimazione di fondo che in corso di coltivazione, dosando la quantità correttamente.

Facciamo attenzione però di apportare sempre compost ben maturo e non materia ancora indecomposta. Se vi sono dubbi ed incertezze sullo stadio di maturazione del nostro compost prodotto, è buona pratica stoccarlo per altri 20/30 giorni e arieggiandolo una volta a settimana prima di utilizzarlo definitivamente.

BUON COMPOSTAGGIO!

Approfondisci: come si usa il compost

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