Progettazione

Coltivare in terreni in pendenza

Non è semplice coltivare terreni impervi: comporta fatica e molti attrezzi meccanici non riescono a lavorarci, bisogna tenere conto dell'acqua e dell'erosione. Ecco alcuni consigli per affrontare le pendenze, con soluzioni come terrazzamenti e swales.

Aggiornato il 31.07.2025

orto in pendenza

L’agricoltura moderna si è concentrata soprattutto sui terreni pianeggianti, sviluppando tecnologie per massimizzare la resa. Quando il terreno è in pendenza coltivare diventa invece più faticoso e si hanno meno strumenti a disposizione.

Tuttavia è davvero importante prendersi cura anche di terreni difficili, dove il coltivatore diventa custode della terra, preservandola dall’erosione. Quando le condizioni di coltivazione si fanno particolarmente ardue si parla di “agricoltura eroica“, sottolineando non solo lo sforzo ma anche il valore di questo lavoro.

Scopriamo quali sono le principali difficoltà che ci si trova davanti per coltivare orto e frutteto su aree in pendenza e come affrontare al meglio questa sfida.

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Le difficoltà di un orto in pendenza

Coltivare terreni in pendenza porta con sé alcune difficoltà oggettive, in particolare quando si tratta di centinaia di metri quadri.

La prima parola chiave è FATICA: camminare in pendenza è fatica, trasportare attrezzi in pendenza è fatica: e questo vale prima ancora di aver cominciato a seminare o a trapiantare.

Quando parliamo di agricoltura professionale interviene una ulteriore parola chiave: COSTI.

I normali attrezzi che sarebbero d’aiuto (come motozappa, vangatrice, motocoltivatore, trattori,…) su un suolo impervio possono ribaltarsi o non riuscire a salire. Occorrono quindi mezzi cingolati o con 4 ruote motrici, in grado di garantire maggior sicurezza. Sono attrezzi che esistono, ma che comportano costi maggiori, che vanno spesso fuori dal budget di una piccola realtà agricola.

Bisogna poi tenere conto della possibile erosione del suolo, che obbliga a prestare molta attenzione a come si lavora il terreno, limitando le possibilità di intervento.

I terreni in pendenza di zone pedemontane e collinari tuttavia non sono solo uno svantaggio: spesso offrono particolari condizioni pedo-climatiche che conferiscono qualità peculiari al raccolto, molti prodotti tipici anche riconosciuti con denominazioni protette sono frutto di coltivazioni montane o collinari.

ulivi in pendenza

Progettare la coltivazione in pendenza

Partire con un’attenta progettazione è importante per ogni attività agricola, quando il terreno è in pendenza diventa fondamentale.

Il nostro progetto deve prima di tutto valutare le zone in cui possiamo effettivamente coltivare: troppa pendenza può essere difficile da affrontare o richiedere interventi importanti, come la realizzazione di terrazzamenti.

Dobbiamo tenere conto di alcuni elementi che giocano un ruolo chiave:

  • L’acqua: quando piove la pendenza provoca il ruscellamento dell’acqua che non riesce a infiltrarsi nel suolo. Se il nostro appezzamento è sul versante di una montagna o di una collina può raccogliere il passaggio dell’acqua che cade sulla zona superiore. Da un lato la pendenza è positiva, perché garantisce un drenaggio degli eccessi d’acqua, dall’altro il ruscellamento può portare erosione e fare danno se non viene gestito.
  • L’erosione del suolo. Questa erosione appena citata è un fattore di cui tener conto in ogni azione agricola. Bisogna sempre ragionare da custodi della terra, operando per preservare il nostro terreno. strutturandolo in modo da ridurla ed evitando azioni che possano favorirla.
  • L’esposizione solare: il versante montuoso può ridurre le ore di luce diretta in maniera significativa.
  • Gli spazi a disposizione: le pendenze significano spesso spazi stretti e zone in cui non è semplice impiegare trattori o motocoltivatori in modo sicuro. Progettando bisogna tenere conto dei macchinari da utilizzare e degli spazi di manovra che essi richiedono.

Nel nostro progetto bisogna in primo luogo concentrarsi sulla gestione dell’acqua, realizzando dove necessario canali di scolo o swales (fosse livellari, che andiamo ad approfondire in seguito). Dove c’è rischio di erosione ha senso consolidare, con argini o piantando alberi.

Bisogna poi definire le zone coltivate e prevedere i camminamenti, individuando le aiuole e decidendo l’orientamento dei filari. La direzione delle aiuole non sempre può procedere per filari disposti nord-sud, bisogna prima di tutto preoccuparsi di accompagnare correttamente il deflusso dell’acqua e arrestare l’eventuale erosione.

Coltivare a terrazzamenti

Davanti a un terreno in forte pendenza, la prima soluzione a cui si pensa per renderlo più facilmente coltivabile è realizzare terrazzamenti.

Si tratta di una tecnica antica, che consiste nel costruire dei contenimenti (in genere muri a secco) che permettono di dividere la pendenza in strisce pianeggianti delimitate da muri verticali, dando al pendio una struttura a gradoni.

Questo metodo viene adottato in molte località collinari o montuose fin dal cinquecento, troviamo terrazzamenti in Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Liguria e Campania (zona di Amalfi).

Il terrazzamento è impegnativo sia nella realizzazione che nel mantenimento, in genere porta a spazi stretti che limitano le possibilità di meccanizzazione. In compenso offre piccole porzioni di terra pianeggiante, che avrà un ottimo drenaggio.

In molti casi si tratta dell’unico metodo per coltivare aree impervie, dove la pendenza è elevata. In determinati territori, il terrazzamento è vietato per non ben precisati vincoli paesaggistici, per esempio in molte zone del centro Italia.

Gli swales: curve di livello

La tecnica degli swales (fosse livellari) è un’altra risposta antica ai problemi delle pendenze, oggi viene usata spesso nelle progettazioni in permacultura. Si tratta di realizzare fossi in corrispondenza delle curve di livello, con lo scopo di raccogliere l’acqua e farla infiltrare nel suolo in modo graduale.

progettazione di permacultura Guida Cos’è la permacultura: origini ed etiche di Alessandro Valente

Gli swales vanno progettati in modo da rispondere anche in caso di piogge intense: quando una fossa livellare non riesce a contenere l’acqua è importante che questa venga diretta dove potrà essere portata via senza danneggiare un’altra parte del terreno. La tracimazione di ogni swale deve essere indirizzata allo swale successivo e infine a un corso d’acqua naturale esistente.

In terreni argillosi a bassa permeabilità gli swales sono essenziali, ma possono non riuscire comunque a fermare l’erosione. Qui i torrenti in piena scavano solchi sempre più profondi che compromettono il piede della scarpata; il terreno appesantito dalla pioggia si accumula verso il basso fino a franare creando così i calanchi.

Un esempio famoso è quello di Civita di Bagnoregio (VT) dove pratiche di pastorizia che hanno ridotto l’infiltrazione delle acque piovane hanno creato, in circa tre secoli, i calanchi più famosi (ma non unici!) d’Italia. Diventa essenziale mantenere una buona copertura vegetale del suolo e facilitare l’infiltrazione nel terreno.

terreno argilloso Guida Come coltivare un terreno argilloso di Sara Petrucci

Il frutteto in pendenza

Il terreno sconnesso rende difficile anche la gestione degli alberi da frutto.

Per potare bisogna cambiare continuamente attrezzi (a valle serviranno strumenti telescopici, a monte si raggiungeranno facilmente le parti alte della pianta). A valle della pianta potrebbero essere venute alla luce le radici del portainnesto, che gettano spesso polloni da estirpare.

Per gestire frutteti professionali conviene valutare l’uso di trattori cingolati: i cingoli distribuiscono il peso in modo più uniforme e riducono localmente il rischio di scivolamento del terreno. Questo porta maggior sicurezza e anche minor erosione.

In conclusione

L’attività agricola in terreni in pendenza è spesso complessa e poco remunerata, questo rischia di provocare l’abbandono di zone rurali. Questo lascia il territorio non gestito, con molte aree che si convertono “a pascolo”, sottoposte alla continua invasione di specie arboree.

Senza interventi mirati, la trasformazione del territorio potrebbe assumere aspetti indesiderati (frane, calanchizzazione,…). Il governo del territorio dovrebbe occuparsi degli aspetti idrogeologici fondamentali, tenendo sotto controllo i torrenti e i loro alvei e incentivando attività capaci di “mantenere” il paesaggio, quali la silvicoltura selettiva e la pastorizia.

Economicamente, la risorsa principale di molti areali appenninici è proprio il paesaggio, ricco di bellezza, storia e vie di comunicazione. Si sta consolidando un “turismo residenziale”, proveniente da centro e nord Europa, di persone che vedono qui un luogo dove investire e dove vivere la loro pensione. Perché questo movimento si consolidi sono necessari investimenti nei servizi sociali e nelle comunicazioni, che sarebbero – tra l’altro – capaci di offrire lavori locali ai nostri giovani.

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