motosega smontataCon l’autunno le giornate si accorciano, l’aria inizia a farsi più frizzante e la voglia di accendere la stufa o il caminetto inizia a farsi sentire. Ed ecco che la motosega spesso mandata in letargo ad inizio estate viene richiamata al fronte.

Può accadere che al momento del bisogno l’attrezzo non parta, soprattutto se la motosega non viene usata spesso. Proviamo quindi a ricapitolare cosa fare quando la nostra motosega non vuole saperne di accendersi: con pochi controlli potremmo infatti essere in grado di risolvere la fonte di scocciature senza passare dal meccanico. Ci sono alcune semplici accortezze che possono essere sistemate anche senza grandi competenze meccaniche, risparmiando tempo e denaro.

Di seguito mostriamo quindi un riepilogo delle principali verifiche da eseguire per capire se una motosega si trova nelle condizioni giuste per avviarsi e funzionare correttamente. Alcuni di questi controlli possono sembrare banali ma spesso la soluzione più semplice è quella giusta, dopo aver controllato per bene il nostro attrezzo se persiste il problema nell’accensione sarà necessario rivolgersi a un’officina specializzata. Bisogna sempre tenere a mente che per prevenire la mancata accensione è necessario fare periodicamente manutenzione al mezzo e tenerlo pulito in ogni sua parte, argomento approfondito nell’articolo sulla corretta manutenzione della motosega.

Controllare il livello del carburante e il pulsante dello stop

Se la motosega non parte dobbiamo iniziare verificando due cose apparentemente ovvie, ma che può sempre capitare di scordarsi.

Carburante. Prima di tutto bisogna controllare che nel serbatoio ci sia un quantitativo di carburante sufficiente a permettere l’avvio della motosega. Se manca miscela basta un pieno per porre rapidamente rimedio alla dimenticanza, risolvendo il problema senza toccare il motore.

Interruttore di accensione. La seconda verifica è che l’interruttore di spegnimento sia in posizione “acceso” e non sia rimasto impostato su “stop”. L’interruttore in questione interrompe infatti il passaggio di corrente nel circuito elettrico e per garantire l’avvio della motosega deve essere su “on”, in modo da permettere l’alimentazione della candela. Sarebbe buona norma verificare anche che i cavi del circuito non siano danneggiati ma per conformazione della macchina questa operazione non è fattibile senza smontare le scocche. È invece consigliato verificare che il cappuccio con i contatti elettrici sia ben posizionato sulla candela di accensione in testa al motore.

L’avviamento a strappo

avviamento a strappo Le motoseghe a scoppio si avviano tirando una corda, così facendo si mette manualmente in movimento l’albero motore (e quindi il pistone), che grazie all’alternatore produce corrente per alimentare la candela. Quest’ultima scocca una scintilla sulla sua estremità interna alla camera di scoppio, con cui avvia la combustione, facendo partire il motore a scoppio della motosega. Il cavo di avviamento è avvolto su un rocchetto dotato di una molla che lo riavvolge automaticamente all’interno della macchina dopo ogni strappo.

Se tirando per accendere la motosega sentite il cavo tirare in modo anomalo potrebbe essersi rotta la molla di contrasto o il sistema di leveraggi che collegano il rocchetto all’albero motore.

  • Il filo è molle e non contrastato.
  • Il filo è eccessivamente duro.
  • Il filo non viene riavvolto dopo esser stato tirato.

Smontando la scocca laterale sul motore è possibile cambiare o riavvolgere la molla, anche se è un’operazione che richiede pazienza, i giusti attrezzi e un’ottima manualità. In genere, per quanto sia un’inconveniente di poco conto, consigliamo di rivolgersi al meccanico di fiducia per via della difficoltà posta dal rimontaggio.

Leva dell’aria, semiacceleratore e pompetta del carburante

Purtroppo può capitare che le verifiche appena illustrate non siano sufficienti per iniziare a lavorare e allora la nostra attenzione si sposterà su alcuni aspetti della carburazione. Per agevolare l’accensione abbiamo infatti a disposizione due strumenti semplicissimi: la leva dell’aria/semiaccelerazione e la pompetta del carburante.

La leva dell’aria

Le leva dell’aria è una levetta che comanda l’accesso dell’aria nella carburazione, in alcuni modelli si tratta di una linguetta da spingere o tirare, oppure di un selettore da far scorrere, in altri ancora di un selettore aperto/chiuso da ruotare (quest’ultimo è caratteristico generalmente delle motoseghe da potatura). Quando bisogna avviare il motore a freddo è utile chiudere l’aria. Ogni motore a scoppio infatti ha una carburazione che regola il rapporto aria/carburante e ne permettere il funzionamento ideale. Capita però che questa regolazione non sia adatta al primo avviamento: la messa in moto a motore freddo è facilitata da una carburazione più grassa.

Per questo motivo vicino al comando del gas troviamo la leva o il tasto citato che ci permettono di rendere più ricca la miscela. Per semplificare ulteriormente la messa in moto in tutte le condizioni il comando dell’aria è spesso collegato a quello del gas e da azionato va a bloccare il comando del gas in posizione leggermente accelerata. Così facendo si forza l’attrezzo a partire accelerato: fate attenzione perché appena parte il motore la catena inizierà a scorrere sulla barra! È quindi fondamentale per la propria incolumità procedere all’accensione della motosega rispettando scrupolosamente tutte le procedure di sicurezza previste dal manuale d’uso, partendo dal freno catene che deve sempre essere inserito.

Verificate di aver azionato questo comando solo se state avviando il motore da freddo, altrimenti rischiate di ingolfare il motore. Anche se avete già provato molte volte l’avviamento con il comando azionato è consigliabile aspettare qualche minuto prima di tentare nuovamente.

La pompetta del carburante

Tutte le motoseghe a scoppio più recenti hanno anche una pompetta per riempire il carburatore di carburante, da azionare manualmente schiacciandola con il dito. Prima dell’avviamento a freddo, essendo il carburatore vuoto a meno che non se ne sia fatto un uso molto recente, è bene pompare una decina di volte. Questo può aiutare molto l’accensione, facilitando la partenza della motosega, un altro piccolo espediente spesso sottovalutato

Controllare e pulire la candela

smontare per vedere la candelaCome abbiamo accennato la candela è l’elemento che innesca la combustione del carburante. Se la motosega non parte è possibile che il motivo sia nella candela sporca o non funzionante. In un motore a due tempi, specie se alimentato con comune miscela di benzina e olio, è normale che con l’uso la candela vada a ricoprirsi di residui carboniosi che ne potrebbero determinare un funzionamento non ottimale.

Come smontare la candela. Se la motosega ancora fa i capricci dobbiamo smontare la scocca in testa al motore, che nasconde il carburatore e la candela. Questa possiamo svitarla con la chiave in dotazione. Se coperta di morchie sarà necessario pulirla con una spazzola metallica e verificare la corretta distanza tra gli elettrodi. Qualora la candela fosse invece bagnata vuol dire che il motore si è ingolfato: possiamo semplicemente asciugarla e pulirla se necessario.

Verificare la candela. Per verificarne il funzionamento procediamo collegandola al cavo di alimentazione e ponendola in contatto con una parte metallica del motore (generalmente sulla testa, vicino al suo foro). Tirando la fune di avviamento con il tasto di spegnimento in posizione “acceso” dovremmo vedere scoccare una serie di scintille in rapida successione tra gli elettrodi della candela. Se non noteremo scintille decise e regolari procederemo quindi alla sostituzione della candela.

Attenzione alla scossa. Fate però attenzione tenendo a mente che la candela lavora con corrente elettrica: nel fare questa prova è bene non toccare direttamente la candela ma tenerla attraverso il cappuccio di gomma del cavo di alimentazione, al fine di non prendere una scossa.

Controllare lo sfiato del serbatoio ed il filtro dell’aria

Il motore della motosega si trova esattamente a ridosso della barra, fonte di polvere e trucioli durante le fasi di lavoro. Per questo nel tempo si sono studiati forma e disposizione della ventola di raffreddamento e delle scocche in modo tale che il materiale non vada a depositarsi negli anfratti del motore o ad intasare prematuramente il filtro aria del carburatore.

Quando lo sporco arriva ad occludere lo sfiato del serbatoio non permette all’aria di entrare per occupare lo spazio lasciato vuoto dalla benzina aspirata dal motore. Per questo è sempre utile verificare che lo sfiato sia libero, in genere può essere costituito da un tubicino che spunta dal serbatoio nel vano del carburatore con un filtro alla sua estremità.

Allo stesso modo bisogna verificare che il filtro dell’aria non sia intasato. In tal caso si può pulire a mano, magari con un pennello, la zona circostante e solo una volta pulita quella zona si può smontare il filtro e pulirlo con aria compressa dall’interno verso l’esterno. Il filtro aria intasato causa una carburazione estremamente grassa e quindi può causare ingolfamento del motore, portando la motosega a non partire più.

Controllare il filtro del carburante

Il filtro del serbatoio serve a fermare particelle di sporco che possono essere presenti nel carburante, con il tempo può capitare che si intasi a causa di tutto il filtrato. Quando il filtro è intasato non permette il fluire del carburante al motore della motosega e quindi ne pregiudica il funzionamento.

Per risolvere il problema possiamo aiutarci con un pezzo di fil di ferro dall’estremità ricurva, estraendo il tubo di alimentazione attraverso l’imbocco del serbatoio e verificando che il filtro alla sua estremità non sia occluso

Se la motosega ancora non parte

Se avete controllato tutto quello che abbiamo spiegato in questo articolo e la vostra mangiatrucioli ancora si ostina a non partire non resta che rivolgersi a un meccanico.

In caso la motosega sia ancora in garanzia è caldamente consigliabile portarla da chi l’ha venduta o comunque in un’officina autorizzata dal marchio, in modo da poter eventualmente far valere tale garanzia.

Articolo di Luca Gagliani

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