Orto sul balcone

Terriccio di qualità per piante in vaso: con o senza torba?

I migliori terricci per piante in vaso sul mercato contengono torba, un materiale naturale ma non ecosostenibile. Possiamo fare a meno della torba? Proviamo ad approfondire problematiche e alternative.

In collaborazione con Compo

Aggiornato il 13.04.2026

terriccio con o senza torba

Quando coltiviamo in vaso, il terriccio è tutto. Non avendo il suolo naturale a fare da riserva, la pianta deve trovare nutrienti e acqua in un volume di terra limitato, è fondamentale che si tratti di terra di qualità.

Per questo è importante preoccuparsi di scegliere un buon terriccio, e qui entra in gioco una sostanza importante e molto discussa: la torba.

La torba è un materiale naturale, presente nella gran parte dei terricci e consentita nel biologico, con proprietà straordinarie dal punto di vista agronomico. Il problema è che per estrarla si distruggono le torbiere, ecosistemi importantissimi a livello biologico. 

Negli ultimi anni si parla sempre più di terricci “torba free”, ma ancora non si è trovata un’alternativa alla torba pienamente soddisfacente.

Andiamo ad approfondire questo discorso con un articolo, che in piena trasparenza vi dico subito essere scritto in collaborazione con COMPO. L’azienda mi ha chiesto di parlare di terricci, prestandosi a rispondere alle mie tante domande e accettando che l’articolo non fosse una presentazione dei loro prodotti, ma una riflessione sulle materie utilizzate e sulla loro sostenibilità.

Il problema ecologico della torba

Le torbiere sono ambienti umidi dove la materia vegetale si accumula e si decompone molto lentamente, in condizioni di scarsa ossigenazione. Il risultato è un materiale naturale con proprietà agronomiche importanti, che lo rendono ideale nei terricci:

  • Elevata capacità di trattenere acqua
  • Struttura soffice e stabile
  • Ottima aerazione
  • pH generalmente acido

Per questi motivi la torba è diventata la base di quasi tutti i terricci, soprattutto per coltivazioni in vaso e semine.

Il punto critico è che la torba è una risorsa non rinnovabile, visto che si forma con processi che richiedono diverse centinaia di anni.

Le torbiere svolgono un ruolo ecologico fondamentale: sono importanti serbatoi di carbonio e sono habitat molto importanti per tante forme di vita, tra cui specie rare.

Per questo, anche se la torba è ammessa in agricoltura biologica, non può essere considerata un materiale sostenibile e bisogna interrogarsi su come tutelare le torbiere dalla distruzione indiscriminata. 

Bisogna sapere anche che la torba impiegata nei terricci rappresenta solo una piccola parte del problema: la maggior parte dell’estrazione di torba avviene per impiegarla come combustibile.

Le torbe non sono tutte uguali

La torba non è mai un materiale ecologico, ma ci sono importanti differenze nell’estrazione. 

Il programma RPP – Responsibly Produced Peat, promuove un utilizzo responsabile della torba. 

Concretamente la torba certificata RPP viene prelevata esclusivamente da torbiere già drenate e degradate da precedenti attività, non vengono utilizzate in nessun caso torbiere intatte, tutelando gli ecosistemi floro-faunistici ancora incontaminati.  

Inoltre una volta esaurito il giacimento, vengono avviati interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione, con l’obiettivo di ripristinare le condizioni naturali delle torbiere. 

Bisogna essere chiari: anche la torba certificata RPP ha un costo ambientale. Pur riqualificando l’area di estrazione, non è possibile ritornare alla condizione di partenza in breve tempo, visto che la formazione di una torbiera richiede secoli. 

torba

Scegliere terricci senza torba

I problemi ecologici della torba sono noti da anni, tanto che in Svizzera è vietato estrarre torba dal 1987, mentre in Gran Bretagna si parla da tempo di vietare i terricci con torba agli hobbisti.

Nel concreto però non ci sono alternative alla torba che garantiscano le stesse prestazioni, per cui è difficile fare a meno di questo materiale.

A dimostrazione di questo, riprendendo gli esempi esteri già citati, la Svizzera importa tonnellate di torba dall’estero, mentre i divieti nel Regno Unito sono stati più volte annunciati (l’ultimo per il 2024) ma non ancora applicati effettivamente.

Sul mercato si trovano terricci torba free, ma bisogna sapere che sono diversi da quelli a base di torba: hanno un peso maggiore, spesso salinità più alta e richiedono irrigazioni più frequenti.  Inoltre l’alternativa più diffusa alla torba è la fibra di cocco, un materiale che si porta dietro comunque problemi di ecosostenibilità essendo importata dall’est asiatico.

Possiamo scegliere terricci torba free per le nostre piante in vaso?

Assolutamente sì, ma con tre avvertenze:

  1. Deve essere un terriccio di qualità, con un formulato attento a non dare problemi di salinità o di pH. 
  2. Il terriccio senza torba probabilmente avrà un peso decisamente maggiore di quello con torba, a pari volume.
  3. Bisognerà irrigare più spesso, perché non ci sono ad oggi alternative che replicano la capacità della torba di trattenere acqua. 

COMPO fa costante ricerca sulle alternative alla torba epropone attualmente terricci torba free, in particolare il terriccio universale Organic & Recycled. Si tratta di un terriccio bio, con un formulato affidabile, composto da materie prime 100% vegetali, privo di torba.

terricci compo

Usare torba in modo responsabile

Se scegliamo di usare terricci con torba, dobbiamo avere la consapevolezza che stiamo consumando una risorsa preziosa e bisogna cercare di farlo con il minor impatto possibile.

  • Usare torba solo per semenzai e piante in vaso, dove si impiegano volumi di terra limitati e si hanno minori alternative, evitiamo di impiegare torba nell’orto, dove abbiamo molti modi per rigenerare il suolo.
  • Scegliere terricci in cui la torba è solo una delle componenti, in parte può essere rimpiazzata da altri elementi, come l’ammendante vegetale (compost).
  • Scegliere terricci con torba da estrazione controllata, certificazioni RPP.

Tra i terricci COMPO vi segnalo il terriccio Bio per orti e semina, che contiene torba proveniente dal nord Europa certificata RPP (come tutta la torba utilizzata da COMPO) in quantità contenuta e integrata con altri materiali di origine vegetale. Si tratta di un substrato ottimale per vari utilizzi, tra cui l’orto sul balcone e il semenzaio.

Per approfondire il discorso

Il tema della torba è complesso, nello scrivere questo articolo è stato fondamentale un confronto con chi si occupa di terricci a livello professionale (e qui è doveroso il ringraziamento ai product manager di COMPO, che con pazienza e competenza hanno risposto alle mie domande) e anche una serie di letture indipendenti che mi sono cercato. 

Vi lascio tre link che possono essere utili, per approfondire e farvi una vostra idea.

Commenti (1)

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  • Anna Campoli

    Sono anni che cerco nei vari garden e consorzi agrari terricci privi di torba, ma finora non l’ho mai trovato. Grazie per questo articolo onesto e esaustivo sul tema. Credo che sia necessaria una sensibilizzazione dei rivenditori di terricci che dimostrano una profonda ignoranza su questa questione e una assenza totale di sensibilità sui temi ambientali. Ricordo che gli stessi sono anche rivenditori di agrofarmaci senza nessun tipo di avvertenza nei riguardi di chi li compera. mi fermo qui.
    Saluti
    Anna C.

    13 Aprile 2026

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