Iniziare uno zafferaneto: investimenti necessari

fioritura dello zafferanoLo zafferano è considerato una possibile coltura da reddito, ci sono oggi molte persone che hanno voglia di cimentarsi in questa attività per farne una professione. Ho quattro anni di esperienza come socio di un’azienda agricola che produce zafferano e molto spesso vengo contattato per sapere come fare a iniziare uno zafferaneto.

In particolar modo spesso mi viene chiesto quali investimenti sono necessari e quali costi comporta questa attività. Lo zafferano, come molte attività agricole, non ha un costo insormontabile, anche se i bulbi hanno oggi prezzi piuttosto elevati. Tuttavia c’è un fattore troppo spesso trascurato: a parte le spese materiali questa coltivazione ha un altissimo costo in termini di ore lavoro da svolgere in campo.

Provo di seguito a dare qualche informazione utile a chi sta pensando di iniziare e magari sta facendo un po’ di conti riguardo a costi e ricavi possibili. Come in ogni cosa prima di spendere dei soldi è giusto fare qualche calcolo e ipotizzare un business plan. Naturalmente non è possibile snocciolare cifre esatte viste le molte variabili, provo per quanto possibile a essere d’aiuto comunque.

L’acquisto dei bulbi

Il primo costo importante da affrontare per iniziare l’attività di coltivatore di zafferano è l’acquisto dei bulbi. I prezzi dei cormi di crocus sativus sono molto variabili, ma non è raro trovare bulbi proposti a 0,50 centesimi cadauno. Il prezzo dei bulbi può essere stabilito in base al loro numero oppure al loro peso, in genere le dimensioni dei bulbi determinano un prezzo più o meno elevato. Per iniziare conviene prendere dei bulbi già produttivi, ma senza esagerare con le dimensioni. Comprare bulbi di grosso calibro è estremamente costoso, meglio puntare su medie dimensioni per iniziare. L’investimento iniziale per uno zafferaneto di dimensione medio piccola è di qualche migliaio di euro. Se tutto va bene una volta comprati i bulbi il primo anno non servirà più farlo, visto che i cormi si moltiplicano nel terreno da un anno all’altro.

Se però si verificano malattie oppure si presentano predatori (topi, cinghiali, elateridi) si può perdere il proprio capitale di bulbi e doverli acquistare nuovamente.

Spese burocratiche e affitto del terreno

Burocrazia. Le spese burocratiche per le aziende agricole sono spesso ridotte da una contabilità agevolata, in particolare per chi sta sotto ai 7.000 euro di fatturato e può scegliere il regime di esonero IVA. Bisogna comunque adempiere ad alcuni obblighi burocratici che comportano spese: aprire la società o la partita Iva, iscriversi alla camera di commercio. Conviene farsi seguire da un’associazione di categoria (come Coldiretti o Cia).

Terreno. Il terreno può essere un costo alto se viene acquistato o medio affittato, è ovviamente favorito chi coltiva un appezzamento di sua proprietà. Lo zafferano non richiede irrigazione e questo permette di utilizzare terreni considerati di minor valore e magari si riesce a trovarne in comodato gratuito. Oltre alle spese vive la registrazione del contratto d’affitto o di comodato d’uso è un ulteriore costo da considerare (300/600 euro).

Spese per la coltivazione

Attrezzi. A livello di attrezzature lo zafferano non chiede molto: una motozappa o motocoltivatore di media dimensione, qualche attrezzo manuale, un decespugliatore per tener pulite le bordure e poco altro. Le lavorazioni più importanti del suolo sono sporadiche e conviene farle fare pagando la giornata a un terzista con mezzi agricoli piuttosto che comprare un trattore.

Concimi e trattamenti. La spesa per la concimazione del terreno è bassa, una coltura biologica si accontenta di letame maturo o humus, con poche centinaia di euro all’anno ce la si cava. Non sono richiesti particolari prodotti fitosanitari, anzi nella coltivazione biologica si usa poco niente da questo punto di vista. Può valer la pena invece far analizzare il terreno prima dell’impianto dei bulbi, questo è un costo che conviene considerare.

Essiccazione, confezionamento e vendita

Essiccatore e laboratorio. Dopo aver raccolto i fiori vanno mondati e seccati, questo comporta l’acquisto di un essiccatore e bisogna avere un laboratorio in cui avviene il processo, con relative spese di investimento. L’essiccatore ha un costo di 300/400 euro (consiglierei questo). Si può poi far fare analisi qualitative in laboratorio per affinare il processo di essiccazione, il costo di un’analisi si aggira attorno ai 50/100 euro.

Spese per confezionamento. Per confezionare lo zafferano serve una bilancia di alta precisione, che possa pesare fino al millesimo di grammo, altre spese sono il materiale in cui confezionare (scatolina, vasetti, bustine, libretti,…).

Pubblicità e vendita. La fase di vendita ha un costo elevato, troppo spesso trascurato da chi inizia una start up agricola: per una buona presentazione pubblicitaria occorre fare grafiche professionali, stampare volantini e brochure, realizzare un sito web. Inoltre le manifestazioni in cui fare bancarelle molto spesso sono a pagamento. Bisognerà anche comprare quanto necessario per allestire uno stand (gazebo, cartelloni, tavoli).

Il lavoro (ovvero la spesa maggiore)

Ho elencato una serie di spese necessarie, ma manca ancora la voce più onerosa di tutte: il lavoro. La coltivazione dello zafferano credo sia l’attività agricola che in assoluto comporta un maggior numero di ore lavorative a fronte della superficie coltivata. Per fare 1 kg di zafferano si calcola servano 600 ore lavoro (fonte: consorzio per la tutela dello zafferano dell’Aquila).

Le operazioni di impianto, pulizia ordinaria dalle erbe infestanti, raccolta e mondatura sono molto impegnative, è fondamentale saperlo prima di iniziare.

In conclusione: quanto mi costa lo zafferaneto

Abbiamo passato in rassegna varie possibili voci di spesa relative all’inizio di uno zafferaneto. L’importo di ognuna di queste è molto variabile, dipenderà dalle scelte dell’acquirente e dalle dimensioni dell’impianto che si vuole mettere in piedi. In un ipotetico business plan consiglio di aggiungere una voce “varie ed eventuali”, perché è probabile incorrere in problematiche non previste.

Spero che chi desidera darsi all’agricoltura non si lascia scoraggiare, mentre chi pensa di potersi arricchire con lo zafferano prenda coscienza che non è una buona idea. Come tutti i lavori agricoli la resa economica è bassa a fronte di molto lavoro da fare.

L’alto prezzo dello zafferano può trarre in inganno e indurre a pensare che questa coltura sia una miniera d’oro. Purtroppo non è così: il motivo del costo alto sta nel fatto che ottenere quantità rilevanti di spezia richiede moltissimo impegno. Prima di cominciare conviene quindi fare un calcolo di costi e ricavi.

A chi vuole iniziare a coltivare zafferano consiglio di partire con un impianto di prova, senza andare oltre ai 2000/3000 bulbi. In questo modo si parte con un investimento molto contenuto e ci si rende conto di quanto è impegnativa questa coltura. Alla luce dell’esperienza di un primo anno sperimentale si potrà eventualmente decidere di investire maggiormente e realizzare uno zafferaneto da reddito vero e proprio. In bocca al lupo!

Approfondisci: come coltivare zafferano
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