Come concimare l’orto biologico

Come concimare l’orto biologico 2017-09-07T07:01:23+00:00

Una corretta concimazione migliora il terreno dell’orto, rafforza le piante e aumenta sia la quantità che la qualità del raccolto. Ma come si concima l’orto biologico? Il discorso è lungo e complesso, se avete tempo proviamo ad affrontarlo insieme, per chi ha fretta metto subito i principali concimi organici utilizzati in agricoltura biologica…

letame bovino

Letame

cumulo di compost

Compost

vermicompost vagliato

Humus

stallatico

Stallatico pellettato

pollina dal letame delle galline

Pollina

guano di cormorano

Guano

cenere per concimare

Cenere

i lupini come concime

Lupini macinati

cornunghia fertilizzante

Cornunghia

sangue bovino

Farina di sangue

farina di ossa macinate

Farina di ossa

zeolite

Zeolite

micorrize

Micorrize

Perché si concima l’orto

Gli elementi nutritivi. Concimare significa fornire alle piante gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno per crescere. Le sostanze principali di cui le orticole hanno bisogno sono tre: azoto, fosforo e potassio. Ci sono poi molteplici microelementi che sono comunque fondamentali per lo sviluppo della pianta, tra questi ad esempio ricordiamo il calcio, il ferro e lo zinco. Per approfondire conviene leggere la guida agli elementi nutritivi del terreno di Orto Da Coltivare.

La concimazione. Tutti questi elementi si trovano già in natura e sono presenti in quantità diverse in ogni terreno. coltivando l’orto si rischia di sottrarli anno dopo anno impoverendo il suolo sempre di più. Per questo motivo l’orticoltore deve intervenire con la concimazione, apportando le sostanze utili. Più il terreno viene sfruttato dalle piante orticole e più occorre concimare, ci sono ortaggi che richiedono più fertilizzante, altri meno esigenti.

Non solo nutrimento. Utilizzando concimi organici come il letame, il compost o l’humus di lombrico non ci si limita a fornire elementi utili alle piante, si ammenda il terreno migliorandone la struttura. La materia organica che si incorpora al terreno lo rende più soffice da lavorare e migliora la sua capacità di trattenere l’acqua, diminuendo il bisogno di irrigazione.

Quali concimi utilizzare per l’orto biologico

cumulo di compost

Orto Da Coltivare è un sito che parla di coltivazione biologica, non verranno citati fertilizzanti chimici ma solo prodotti naturali.

Autoproduzione del concime. Se state decidendo quale concime usare vi consiglio per prima cosa di privilegiare i fertilizzanti che possono essere autoprodotti o che si trovano a chilometro zero. Se avete animali o se siete vicini a una stalla o maneggio sarebbe sciocco andare a cercare un concime diverso dal letame. Inoltre tutti hanno scarti di cucina o sfalci del prato: fare il compost è sempre un’ottima idea, per ragioni ecologiche ed economiche. Utilizzare i lombrichi per il compostaggio è un ulteriore miglioramento che mi sento di consigliare. L’idea che la fertilità dell’orto prenda vita da materie di scarto, come il letame animale, i rifiuti organici compostati, i fondi di caffè o la cenere di legna, è meravigliosa. Fabrizio De Andrè cantava giustamente “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, l’orticoltore mette in pratica.

Concimi a lento o a veloce rilascio. Ci sono concimi che mettono subito a disposizione della pianta le sostanze, altri che le rilasciano nel corso del tempo. I consumi a veloce rilascio hanno il grande vantaggio di esser subito “operativi” ma le piogge possono dilavarli più facilmente. I consumi a lento rilascio invece hanno un effetto più graduale e duraturo. Tra le sostanze fertilizzanti organiche ad esempio il pellettato di pollina, guano o stallatico è a rapido rilascio mentre cornunghia, farina di ossa e lupini sono graduali. Letame, compost e humus in genere sono un’ottima via di mezzo.

Attenzione che il concime sia maturo. Se il concime non è pronto può dare molti problemi all’orto, un tipico errore è quello di utilizzare letame o compost non maturi. Alcuni processi di decomposizione attivano l’azione di microrganismi che possono rivolgersi anche contro le radici delle nostre piante, per questo il compost o le deiezioni animali devono essere tenute a maturare in cumulo per alcuni mesi e solo in seguito si possono utilizzare. Mettere letame fresco nell’orto può provocare malattie e moria delle piante.

Il miglior concime del mondo. Il miglior concime naturale a mio avviso è l’humus di lombrico. L’humus è una sostanza piena di vita al suo interno, ricchissimo di nutrimenti e proprietà benefiche per le piante, con un ottimo effetto ammendante. Consigliatissimo in particolare per “riattivare” terreni troppo sfruttati e per fare il terriccio da usare per le piantine del semenzaio. Adatto a chi è inesperto perché è impossibile sbagliare le quantità: usandone troppo non ci sono conseguenze negative.

Un elenco. Ecco i principali tipi di concime organico disponibili per l’orto biologico:

Quanto concime mettere nell’orto

Quando e quanto concimare l’orto dipende da molti fattori, troppo poco concime può sfavorire lo sviluppo della pianta, eccessi di fertilizzante possono “bruciare” le piante, portandole a morire. Ci sono tre fattori su cui ragionare per decidere quanto concime usare:

  • Tipologia di terreno. Un terreno può essere più o meno ricco di sostanza organica. I terreni sabbiosi richiedono in genere una maggior dose di concime e in particolare di sostanza organica, utile ad ammendare il terreno migliorandone le caratteristiche. Nei terreni sabbiosi il concime si dilava facilmente per effetto delle piogge, per cui la concimazione è da fare più spesso, evitando i concimi a veloce rilascio. Per approfondire potete leggere l’articolo sui tipi di terreno.
  • Coltivazioni passate. Quanto è stato sfruttato il terreno negli anni scorsi? Il concime ha il fondamentale compito di ripristinare la fertilità, occorre valutare quanto apportarne anche in base alla storia colturale dell’appezzamento.
  • Coltivazioni future. Se stiamo preparando il terreno per una coltivazione molto esigente servirà una ricca concimazione, è il caso ad esempio di zucche, zucchine, peperoni e pomodori, altri tipi di pianta da orto chiedono meno sostanze, ad esempio con cipolle, aglio o ceci potrebbe non essere necessario intervenire se il terreno è già abbastanza ricco.

Quando concimare l’orto. Il periodo migliore per la concimazione dipende dal tipo di concime, in particolare da quanto è lento a rilasciare le sostanze, e dal ciclo del ortaggio da seminare.

 Tipologie di concime biologico

concime biologico

Concimi di provenienza animale. Molti concimi derivano dalle deiezioni animali, ne sono esempio il letame, la pollina, il guano e lo stallatico pellettato. Anche l’humus di lombrico appartiene alla categoria, pur derivando sia dal letame che da rifiuti vegetali. Ci sono poi la cornunghia, la farina di sangue, la farina di ossa che provengono sempre dagli animali, seppur in modo più macabro.

Concimi di provenienza vegetale. La materia organica vegetale una volta decomposta diventa ottimo concime: è il caso del compost, dei lupini macinati, della cenere di legna, dei fondi di caffè e del cippato. Anche la sansa, ossia lo scarto della molitura delle olive per fare l’olio, è un buon concime vegetale.

Il sovescio. Una particolare modalità per arricchire il terreno dell’orto è la tecnica del sovescio, utilizzata spesso in agricoltura biologica. Invece di apportare sostanza con una concimazione tradizionale si tratta di predisporre una coltivazione preparatoria . La coltura da sovescio viene seminata non per essere raccolta ma per essere fresata nel terreno, incorporandola in modo che apporti sostanza organica ed elementi nutritivi. Il sovescio non è solo una tecnica per fertilizzare, può apportare molteplici benefici, come eliminare i nematodi, smuovere un terreno compatto, tenere sotto controllo le erbe infestanti. Esistono molteplici piante che possono essere utilizzate come sovescio, con diversi effetti.

Le rotazioni colturali. La fertilità del terreno si può mantenere anche con una corretta rotazione colturale. Ogni ortaggio preleva alcune sostanze e ne rilascia altre, si può risparmiare sul concime se si utilizza criterio nell’intervallare le coltivazioni. Ad esempio colture come i legumi lasciano il suolo arricchito di azoto, elemento utilissimo a tutte le altre orticole. Per approfondire ecco un articolo sulla rotazione delle coltivazioni.

L’orto sinergico senza concimi. L’agricoltura sinergica è una tecnica di coltivazione della permacultura, si fonda sul concetto che le piante stesse sono fonte di ricchezza per il terreno. L’azione delle loro radici, le sostanze che rilasciano, le foglie e i rami che cadono, sono elementi chiave che determinano la fertilità. Per questo motivo chi fa orto sinergico evita di lavorare il terreno e di usare qualsiasi genere di concime. L’agricoltura sinergica sfrutta le consociazioni e le rotazioni colturali per creare le condizioni giuste nell’ecosistema, con l’idea di lasciar fare il più possibile alla natura.

Concimi e preparati dell’agricoltura biodinamica. L’agricoltura biodinamica ha un particolare sapere relativo al compostaggio e alla fertilità del terreno, si utilizzano preparati peculiari quali il cornosilice, il cornoletame e il fladen. La biodinamica è una disciplina complessa, non un semplice modo per fare il cumulo del compostaggio. Per questo mi limito a citarla, se siete interessati consiglio la lettura di un testo specifico (ad esempio il manuale di Pierre Mason).

Microrganismi, micorrize, fermentati e zeolite. Ci sono tecniche di fertilizzazione naturale alternative, che non rientrano nella classica esperienza agricola occidentale ma che sono molto interessanti. Ad esempio le zeoliti, particolari tipologie di rocce capaci di trattenere acqua e nutrimenti, le micorrize, spore che entrano in simbiosi con l’apparato radicale delle piante, e il bokashi, materiale organico fermentato che grazie a microrganismi anaerobi mette a disposizione della pianta le sostanze nutritive.

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9 Commenti

  1. Doriana 7 luglio 2017 al 17:34 - Rispondi

    È un vero libro aperto complimenti per la precisione e chiarezza Doriana

  2. Fabrizio 6 settembre 2017 al 12:07 - Rispondi

    Salve! Ho un dubbio in merito alla vangatura e alla contestuale concimazione. Siccome avrei da coltivare circa 1500mq di terreno e vangare a mano interrando il concime sarebbe alquanto faticoso, mi chiedevo se fosse possibile utilizzare una motozappa per fare le due operazioni insieme, ovvero cospargere il terreno non lavorato di concime e poi passare con il motozappa per inglobarlo. Potrebbe andare? Grazie.

    • Matteo Cereda 13 settembre 2017 al 6:37 - Rispondi

      Ciao Fabrizio, ti confermo che va benissimo usare la fresa della motozappa per incorporare il concime, tieni conto che se il terreno non è mai stato lavorato prima ed era prato la motozappa potrebbe non bastare, devi valutare se è il caso di arare.

  3. ivana 22 settembre 2017 al 8:01 - Rispondi

    Ho un piccolo orto dato dal comune di Buccinasco ai pensionati. Ogni notizia per migliorare e per facilitare la buona riuscita mi interessa. L’articolo da voi trattato sulla concimazione mi interessa. Grazie.

    • Matteo Cereda 22 settembre 2017 al 8:09 - Rispondi

      Ciao Ivana, grazie di cuore per il feedback e complimenti al comune di Buccinasco, dovrebbe essere prassi comune assegnare orti a chi non ha terra da coltivare, sono iniziative dal valore sociale ed ecologico incalcolabile. Ti segnalo anche la pagina di risorse per l’orto urbano, penso ci sia qualche strumento utile.

  4. Lorenzo 23 settembre 2017 al 19:47 - Rispondi

    Nel post non si cita la torba. Si tratta di una svista oppure non è un fertilizzante? Forse un ammendante? Grazie.

    • Matteo Cereda 25 settembre 2017 al 8:17 - Rispondi

      Ciao Lorenzo, la tua osservazione è sensata. La torba è una sostanza ricchissima di sostanza organica che è preziosa per migliorare la struttura del terreno, come anticipi nel tuo commento l’effetto è proprio ammendante. Dal punto degli elementi nutritivi invece la torba non ne è particolarmente ricca, per cui non si considera un concime. In agricoltura biologica l’idea è di prendersi cura del terreno, non limitarsi a inserire azoto, fosforo e potassio, in questo la torba può essere utile, per questo prossimamente ne parlerò su queste pagine.

  5. Eli 17 novembre 2017 al 13:16 - Rispondi

    Salve, complimenti per il sito. Da un paio d’anni sto cercando di fare l’ortolana “fai da te” ma sono piuttosto scarsa. Terrò prezioso quanto avete scritto. Chiedevo consigli per il mio orticello. Prima era terreno incolto e da 2 anni l’ho coltivato per metà a pomodori e l’altra metà con fagioli, melanzane, peperoni e zucchine, con scarsissimi risultati. Malgrado avessi diserbato a mano tutta la gramigna e altre infestanti, queste crescono più rigogliose che mai. Vorrei già da ora preparare al meglio il terreno per la prossima primavera, pensavo di passare la motozappa e concimare. È sufficiente? Spero in un vostro consiglio prezioso. Grazie per l’attenzione.

    • Matteo Cereda 17 novembre 2017 al 15:52 - Rispondi

      Ciao Eli, grazie dei complimenti. Premetto che ogni terreno è storia a parte, provo comunque a darti qualche consiglio da provare (poi col tempo sarai tu a valutare le tecniche migliori). Ti consiglio di procedere in questo modo: prima cosa zappetta manualmente la gramigna e togli tutte le radici (non fresare direttamente). Poi muovi il terreno con la forca da vangatura e concima (usa letame maturo o compost, ancora meglio se ne hai humus di lombrico). Infine se proprio vuoi fresa con la motozappa, anche se il miglior sistema è sempre il lavoro manuale, come spiegato in quest’articolo. L’anno prossimo coltiva i pomodori dove avevi coltivato i fagioli e viceversa. Zucchine, peperoni e melanzane devi considerarle come pomodori (grandi consumatori di risorse).

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