La coltivazione del cavolo verza

la verzaLa verza è l’ortaggio più semplice da coltivare tra quelli della famiglia dei cavoli, le brassicacee o crucifere. Si adatta molto al terreno e non teme il freddo, anzi si dice che una bella gelata ne migliori la qualità. E’ quindi uno dei coraggiosi ortaggi invernali, che possono popolare l’orto a fine stagione. Si tratta di una verdura umile, usata più spesso nelle cucine popolari contadine che dagli chef stellati, ingrediente fondamentale di piatti locali importanti come la “cassouela” della Brianza o il colcannon irlandese.

La sua pianta è caratterizzata dal classico cespo che formano i cavoli, con foglie particolarmente ruvide e grinzose, è una coltivazione biennale, che il secondo anno va a seme, quindi si raccoglie nell’anno, esistono diverse varietà di verza con cicli di coltivazione di differente durata. Vediamo di seguito come coltivare la verza in un orto biologico.




Terreno e clima adatti alla coltivazione

Clima. Il cavolo verza è una pianta molto rustica: resiste al gelo ed è quindi coltivabile benissimo anche nelle regioni settentrionali, la sua temperatura ideale è intorno ai 15/20 gradi. La verza non ama il caldo e teme soprattutto la siccità.

Terreno. Tra i cavoli la verza è il più adattabile in fatto di terra: basta un ph neutro, una buona presenza di sostanza organica e di azoto, un suolo privo di ristagni e un po’ umido. Per questo motivo conviene preparare la parcella di orto con una buona vangatura, incorporando in fase di semina del compost oppure letame che vada ad ammendare il terreno.

Seminare le verze nell’orto

Periodo di semina. L’ideale per la coltivazione della verza è una semina a primavera inoltrata, tra maggio e giugno, in modo che la pianta abbia l’estate per germinare e arrivi a un buono sviluppo in autunno, per maturare verso l’inverno lontano dal caldo e in un periodo in cui l’orto è spesso vuoto. Il periodo per la semina è comunque ampio, si può mettere a dimora questo cavolo da marzo a luglio. Il seme si pone a circa due centimetri di profondità sotto il livello del suolo. I semi di verza germinano abbastanza facilmente e rapidamente: si può vedere la piantina nascere già nella prima settimana e comunque in genere entro 15 giorni.

Pane di terra o direttamente in campo. Questo cavolo si può mettere tranquillamente a dimora in pieno campo, oppure fare le piantine in vaschetta da trapiantare. In quest’ultimo caso il trapianto deve avvenire a circa un mese dalla semina.

Sesto di impianto. La verza forma una bella palla per cui bisognerebbe tenere circa mezzo metro tra una pianta e l’altra, stessa distanza va tenuta tra le file. La coltivazione in aiuole rialzate come per molti ortaggi è ottima anche nel caso della verza.



Tecniche colturali

Irrigazione. La verza è una pianta che non ama il terreno secco, per cui bisogna tener umido il terreno, se il clima lo richiede occorre per questo motivo bagnarla spesso. Spesso durante l’autunno le piogge sono frequenti ed evitano questo lavoro.

Pacciamatura. Il cavolo verza beneficia della pacciamatura, in primo luogo il coltivatore evita di dover tener pulita l’aiuola delle verze dalle erbacce, in secondo luogo si mantiene al meglio l’umidità del terreno.

Sarchiatura. Sarchiare è un’operazione utile sia per ossigenare il terreno che per togliere erbe infestanti. La radice della verza è fittonante, con radichette ai lati, ovviamente bisogna far attenzione a non danneggiarla se si va a zappettare vicino al fusto della pianta. Se si pacciama l’aiuola si risparmia sul lavoro di sarchiatura.

Rincalzo. Quando la piantina si è sviluppata può essere utile un leggero rincalzo che riporti un po’ di terra alla base del fusto.

Consociazioni. La vicinanza del pomodoro è positiva per allontanare la presenza di alcuni parassiti dei cavoli, mentre la camomilla pare migliori il gusto del cavolo verza. Altri buoni vicini per la verza sono i legumi, le patate e il sedano.

Rotazione colturale. La verza è favorita se segue la coltivazione di un legume, mentre non deve seguire un’altra pianta della stessa famiglia (crucifere) o peggio ancora ripetersi. Coltivare la verza sullo stesso terreno per anni consecutivi significa esporla a un alto rischio di malattie funginee. Se non si verificano problemi il cavolo verza può tornare dopo tre anni, se ci sono malattie meglio raddoppiare il periodo di riposo.

verze coltivate nell'orto

Raccolta. Capire quando raccogliere il cavolo verza è semplice: basta guardare le dimensioni del cespo. Essendo una verdura da foglia non serve aspettare una maturazione, semplicemente se le dimensioni sono ridotte si ottiene un minor raccolto. Nell’orto domestico conviene effettuare una raccolta scalare in base al consumo famigliare, le tempistiche di crescita dipendono dalla varietà che viene seminata.

Malattie e parassiti: i nemici di questo cavolo

Malattie della verza:

  • Ernia del cavolo. L’attacco di questo problema fungineo si riconosce chiaramente dall’ingrossarsi del basamento della pianta. Se vedete questo sintomo asportate la pianta malata per evitare di diffondere l’avversità. Questa malattia si propaga particolarmente nei terreni umidi, con molto potassio e un ph acido. Si può prevenire quindi andando ad agire sulle condizioni del terreno. Si tratta di un problema causato da un fungo che aggredisce dapprima le radici della pianta provocando l’avvizzimento delle foglie.
  • Alternaria. Si manifesta con macchie nere di forma irregolare sulle foglie della verza, anche in questo caso si tratta di un problema fungineo e richiede l’eliminazione delle piante malate.
  • Peronospora. Terza malattia funginea che affligge spesso il cavolo verza, si manifesta con macchie fogliari ma verde chiaro, quasi in trasparenza sulla foglia, colpisce più spesso piantine giovani che piante adulte. Come tutti i problemi di funghi si previene evitando eccessiva umidità stagnante.
  • Marciume nero (Xanthomonas campestris). Questa malattia è una batteriosi, provoca un’avvizzimento delle foglie accompagnato dalla colorazione nerastra delle venature. Si propaga già dal semenzaio e soprattutto quando le temperature sono alte.

Insetti e parassiti:

  • Cavolaia. Questo insetto è molto pericoloso per la verza: allo stadio adulto è una farfalla bianca che depone le uova tra le foglie di cavolo, allo schiudersi delle uova nascono voracissime larve, dei bruchi in genere verdi che divorano letteralmente la verza. Scopri come difendersi dalla cavolaia.
  • Altica. Sono insetti piccolissimi e salterini, conosciuti come pulci delle piante, ecco come difendere il cavolo dall’altica.
  • Mosca del cavolo. Questa mosca depone le uova alla base della verza, le larve ne distruggono le radici facendo morire la pianta.
  • Afidi. Gli afidi sono piccoli pidocchi delle piante che chi coltiva conosce bene, visto che ce ne sono vari tipi e ciascuno colpisce una famiglia di ortaggi. Leggete l’articolo dedicato per imparare a difendersi dagli afidi.

Uso in cucina, varietà e proprietà nutritive

Varietà di cavolo verza. Sono diverse le varietà coltivate di verza: ricordiamo il verzotto di Asti, il tardivo di Piacenza, il violaceo di Verona, il comune d’Inverno, la verza di Milano. Le differenti varietà si distinguono per dimensioni del cespo e colore delle foglie ma soprattutto per il ciclo colturale, nelle varietà tardive arriva anche a 5 o 6 mesi, le precoci in 90 giorni sono a raccolta.

Cucinare con le verze. La verza è una verdura da mangiare cotta: a differenza del cavolo cappuccio ottimo anche in insalata le sue foglie ruvide e rugose la rendono un po’ sgarbata. Viceversa con la cottura si ammolla e forma un ottimo contorno, si sposa alla grande con ingredienti grassi: le salamelle, appunto conosciute con il nome di verzini, carne di maiale, burro. Una ricetta squisita è sostituire la verza alle sfoglie di pasta nella lasagna. A livello nutrizionale la verza è un ortaggio digeribile, ricco di vitamine e sali minerali, ha effetti benefici sull’intestino.




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