L’humus di lombrico è uno dei migliori concimi (anche se sarebbe più corretto definirlo ammendante) che si possono usare in una coltivazione biologica, totalmente naturale. Questa sostanza è migliorativa non solo nel fornire le giuste sostanze nutritive alla pianta, ma anche nell’aiutare l’apparato radicale, e nello strutturare un suolo più soffice e capace di trattenere l’acqua in modo corretto.

Per tutte queste caratteristiche l’humus può essere di grande aiuto nella coltivazione di zafferano, in particolare se viene utilizzato al momento dell’impianto dei bulbi. L’effetto sarà di agevolare il primo sviluppo della pianta e quindi ottenere più fiori.

bulbi di zafferano con humus

L’articolo che segue è frutto della mia esperienza agricola con Vallescuria zafferano della Brianza, con cui da ormai 7 anni coltivo questa spezia preziosa, e le prime sperimentazioni con l’humus come sostanza ammendante sono ormai diventate pratica consolidata.

La tecnica d’impianto

Prima di parlare dell’humus due parole su come effettuare l’impianto dei bulbi di zafferano, chiamati anche cormi. Questo lavoro va fatto durante il mese di agosto, al limite nei primi giorni di settembre, prima che dai cormi inizino a spuntare i getti da cui usciranno poi foglie e fiori.

Per favorire lo sgrondo dell’acqua e ovviare al compattamento del suolo è molto utile realizzare delle baulature rialzate in cui verranno piantati i bulbi. I cormi di zafferanoe devono stare a circa 12/20 cm di profondità e verranno distanziati lungo le file dai 5 ai 15 cm tra loro.

Le misure d’impianto possono essere molto diverse a seconda della tecnica colturale (annuale o poliennale), del clima della zona in cui si pianta (inverni rigidi richiedono una maggior profondità) e della dimensione dei bulbi a disposizione.

Visto che i cormi vanno disposti molto vicini lungo la fila per piantarli conviene tracciare un solco in cui posizionarli e non fare singoli buchi, è proprio nel solco che entrerà in gioco l’humus di lombrico.

Come usare l’humus

Il bello dell’humus è che è una sostanza completamente “digerita” dai lombrichi e stabile: non rischia di “bruciare” l’apparato radicale delle giovani piantine di zafferano quando ne viene a contatto. Per questo motivo possiamo metterlo direttamente nel solco d’impianto,.

Si tratta molto semplicemente di stendere un leggero strato di humus sul fondo del solco, appena prima di disporre i cormi. Un dosaggio eccessivo non ha alcuna conseguenza negativa, se non lo spreco di questo prezioso ammendante naturale.

La presenza di humus favorisce lo sviluppo di una serie di microrganismi vitali, che saranno utilissimi alla pianta che sta per nascere, e crea un ambiente ideale per l’apparato radicale, fornendo al contempo sostanze nutritive utili. Questo tipo di concimazione è prezioso non tanto per la fioritura dell’anno in corso, visto che i cormi hanno già accumulato buona parte delle risorse che servono ad andare in fiore, quanto per la moltiplicazione dei bulbi che avverrà la primavera successiva.

Utilizzare humus in solco non è l’unica concimazione da fare: a seconda del tipo di terreno e della sua ricchezza si può decidere di fertilizzare prima dell’impianto, in fase di lavorazione del suolo. Possiamo farlo utilizzando letame maturo, compost o humus. Andando a fare le baulature si smuove il terreno e il concime viene incorporato e mischiato.

Dove reperire l’humus

L’humus di lombrico può essere acquistato da un produttore, ma è anche possibile auto produrlo realizzando un piccolo impianto di lombricoltura in proprio. Allevare lombrichi è semplice e richiede un investimento irrisorio, permetterà da un lato di ottenere gratuitamente il concime necessario alle proprie coltivazioni, dall’altro di smaltire eventuali rifiuti organici domestici e scarti di orto e giardino.

In alternativa ovviamente si può acquistare il concime già pronto, che si trova anche direttamente online.

Articolo di Matteo Cereda

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