Gli insetti che attaccano melo e pero

una mela sul ramoIl melo e il pero sono alberi da frutto irrinunciabili, solitamente generosi e di coltivazione abbastanza semplice e per questi motivi molto diffusi sia nei frutteti che come piante in giardino.

Però possono essere attaccati da varie malattie ed insetti dannosi tanto che in casi più gravi i frutti appaiono bacati per la quasi totalità, e c’è chi arriva a pensare che non sia possibile una frutticoltura biologica produttiva e soddisfacente. Per fortuna invece il frutticoltore biologico, sia professionale che amatoriale, dispone di vari mezzi e strategie preventive che gli permettono di raccogliere mele e pere sane.

La cosa fondamentale è tenere sempre d’occhio le piante e imparare a riconoscere i primi indizi della presenza degli insetti dannosi, magari mediante l’uso di trappole per il monitoraggio con cui capire prontamente quando è il momento di intervenire. Dalla carpocapsa ai calabroni vediamo quali sono i principali insetti dannosi del pero e del melo e in che modo si tengono a bada con metodi ecologici ma efficaci. Su Orto Da Coltivare potete trovare anche un articolo dedicato alle principali malattie di pero e melo, sempre basato su rimedi naturali che consentano di raccogliere frutta sana.

Carpocapsa pomonella

La carpocapsa pomonella è un lepidottero che può essere molto nocivo per le piante pomacee. Gli adulti della carpocapsa sono farfalline con ali anteriori di colore grigio striato, mentre le larve sono chiare con la testa scura e poi diventano rosate. A determinare il danno è l’insetto in fase di larva, che scava gallerie nella polpa dei frutti. Questo parassita colpisce sia il melo che il pero, anche se viene chiamata comunemente “verme delle mele”.

Gli adulti compaiono dal mese di maggio dopo aver svernato protetti in bozzoli negli anfratti nelle cortecce, e per questo verso la fine dell’estate è molto utile avvolgere i tronchi con dei cartoni ondulati, in modo che vi si annidino le forme svernanti, che noi potremo poi eliminare facilmente.

Ci sono varie strategie e mezzi di lotta ecologici che possiamo adottare per contenere questo insetto, che durante la stagione può compiere due o tre generazioni. Per meleti o pereti biologici professionali, della dimensione di almeno un ettaro il sistema più valido sono i diffusori di feromoni per la confusione sessuale, perché limita la riproduzione dell’insetto. La loro efficacia si disperde su superfici piccole come quelle di un frutteto amatoriale, soprattutto se misto. Quindi in questi casi conviene orientarsi su altri mezzi.

Una buona alternativa adatta anche alla difesa di poche piante è l’installazione di trappole alimentari Tap Trap, che con un’esca facilmente realizzabile a base di vino dolce e speziato può catturare gli individui adulti.

Come insetticidi consentiti dall’agricoltura biologica possiamo fare trattamenti a base di Spinosad o Granulosis virus, da effettuare durante la stagione o trattamenti in autunno con nematodi entomoparassiti del genere Steinernema.

Risulta valida anche l’installazione delle reti antinsetto dopo l’allegagione dei frutticini, metterle prima ostacolerebbe l’impollinazione da parte delle api.

Infine, pare che irrorare le chiome con polvere di zeolite, fine minerale di origine vulcanica, possa creare una sorta di barriera sottile sulle piante, ad effetto repellente verso questo ed altri insetti.

Cocciniglia di S. Josè

La presenza di questa cocciniglia si riconosce dai puntini rossastri che crea su mele o pere, ma si notano anche le sue colonie sui rami, dove si annidano succhiandone la linfa. Quando le piante sono poche si possono eseguire delle spazzolature vigorose o allontanare le cocciniglie con macerati di felce. Ricordiamo che l’abbondanza di cocciniglie è favorita da chiome fitte ed ombrose e che pertanto una potatura razionale e ben gestita (sempre senza esagerare) ci è di aiuto.

Se alla raccolta di pere e mele si nota almeno il 5% di frutti con segni di cocciniglia, prima della successiva ripresa vegetativa sarà opportuno trattare con oli minerali.

Afide grigio del melo

Questo afide vive in colonia come gli altri, ma è di colore grigio dall’aspetto polveroso e ceroso. L’afide grigio del melo compare e fa danni già in fioritura, deformando irreversibilmente i germogli e poi i frutticini. Esiste anche un afide grigio molto simile che colpisce la pianta di pere, tuttavia l’afide del pero è meno nocivo perché attacca più raramente il frutto.

Le coccinelle sono molto utili come predatori naturali degli afidi, peccato che compaiano leggermente più tardi rispetto all’arrivo di questo afide, che deve quindi essere debellato con altri mezzi come l’azadiractina, insetticida naturale a base di olio di Neem o con il sapone di Marsiglia. Come prevenzione sono valide anche le irrorazioni settimanali di macerati naturali di aglio, ad effetto repellente.

Ricamatori fogliari

I ricamatori fogliari sono lepidotteri (farfalle) di diverse specie. I danni che arrecano hanno l’aspetto di ricami perché sono sottili gallerie nel parenchima delle foglie o nella buccia dei frutti. Come per altri lepidotteri che colpiscono molte specie da frutto e da orto, anche questi si sconfiggono bene con prodotti a base di Bacillus thuringiensis, che vale già la pena usare quando si nota la presenza di ricami sul 3-5% dei frutticini e ripetendo il trattamento altre volte se il danno prosegue.

Antonomo

L’antonomo è un coleottero provvisto di un rostro sul davanti, ovvero una specie di becco. Le femmine depongono le uova nei bottoni fiorali, che di conseguenza non schiudono più.

Considerata la precocità del danno, bisogna essere molto tempestivi ad individuarlo e trattare con piretro naturale. Meglio usare in orario serale questo insetticida fotolabile, anche per non danneggiare le api, visto che non è molto selettivo e potrebbe uccidere anche insetti utili.

Psilla del pero

E’ un insetto molto piccolo con le ali trasparenti, che succhia linfa dalle foglie, dai germogli e dai rametti del pero, imbrattandoli con i suoi escrementi zuccherini. Il sapone di Marsiglia sciolto in acqua è ottimo per debellarlo, mentre nel caso di pereti biologici estesi è possibile effettuare il lancio di insetti antagonisti come Anthocoris nemoralis.

Rodilegno rosso e giallo

Sono entrambi farfalle che nello stato di larva scavano gallerie nel legno della pianta, da qui il nome di “rodilegno”. Si possono individuare notando i loro fori oppure la rosura di legno fuori da questi. La presenza del picchio è un aiuto naturale per combattere questo insetto, in quanto questo volatile caccia volentieri le larve del rodilegno. Ma se il suo contributo non fosse sufficiente potremmo trattare col Bacillus thuringiensis, ottimo larvicida di origine naturale.

Tingide

La tingide è un piccolo insetto dal corpo scuro appiattito e dalle ali trasparenti, mostra i suoi danni sulle pagine inferiori delle foglie, con vari puntini neri (escrementi) e punteggiature chiare. Quando, perlustrando i germogli e le prime foglie, si nota la sua comparsa su almeno il 10% di questi, possiamo trattare col sapone di Marsiglia o con piretro naturale alla caduta dei petali fiorali.

Tentredine del pero

Si tratta di un imenottero (come le api e le vespe) che può colpire il pero. le larve di tentredine penetrano nei frutticini, mangiandoli. Sulle pere, destinate a cadere prima della maturazione, si possono notare dei rigonfiamenti nel punto in cui è avvenuta l’ovideposizione. Per la cattura massale della tentredine del pero si possono usare trappole cromotropiche di colore bianco. La tentredine sverna nel terreno e si risveglia a primavera, per cui nel caso di piante precedentemente attaccate, conviene fare due trattamenti con piretro, uno prima della fioritura e uno successivamente.

Vespe e calabroni

Le vespe e i calabroni attaccano soprattutto le pere in prossimità della maturazione, perché sono molto attratti dal loro contenuto zuccherino, mentre nel meleto la loro presenza è meno molesta. Per intervenire in modo efficace contro questo tipo di insetti bisogna operare molto prima che le pere siano pronte, ovvero già dalla fioritura, installando trappole alimentari come le Vaso Trap, perché in questo modo si evitano le riproduzioni.

Anche in questo senso il frutticoltore biologico deve essere tempestivo: già in primavera ha la possibilità di prevenire un danno che probabilmente si verificherà sul finire dell’estate, con i frutti vicini alla maturazione.

Articolo di Sara Petrucci

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