Come si coltivano le carote

La carota è una pianta coltivata da molto tempo, originaria del medioriente e dai tempi antichi diffusa anche in tutto il bacino del Mediterraneo. Si tratta di un ortaggio non particolarmente difficile da coltivare ma che richiede un terreno soffice e sabbioso, per cui non viene bene in ogni orto.

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le caroteClima e terreno ideali per la coltivazione

Il clima adatto. Le carote chiedono un clima non troppo caldo perchè la radice indurisce se la temperatura è troppo alta, in generale si adattano comunque a tutti i climi, mentre sono più esigenti riguardo al tipo di terreno.

Terreno. Le carote preferiscono un terreno soffice e sciolto, con sgrondo d’acqua. Non vanno bene terreni sassosi o compatti perché non si riescono a sviluppare correttamente le radici. Per avere un terreno più adatto si può mischiare sabbia al terreno del proprio orto dove si pensa di andare a coltivare le carote. Questo va fatto almano due mesi prima di seminare.

Preparazione del terreno. Prima di piantare le carote bisogna lavorare il terreno perchè sia molto sciolto, con una vangatura profonda (circa 40 cm di profondità), sistemando compost o altro concime organico.

Concimazione. Per concimare meglio il compost del letame e dal punto di vista delle sostanze nutritive attenzione a non esagerare con l’azoto che causa uno sviluppo marcato della parte fogliare a scapito della radice che ovviamente è la parte che ci interessa di questo ortaggio.

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Quando e come seminare carote nell’orto

Periodo di semina. Essendo a radice fittonante le carote non si possono seminare in semenzaio, è un ortaggio che va piantato direttamente in piena terra. Si semina in primavera (tra marzo e giugno) e nell’orto famigliare può essereseminato a più riprese in modo da avere una produzione scalare. Vi sono varietà precoci che possono essere seminate a febbraio e tardive che possono essere seminate fino a ottobre.

Sesto di impianto. Si può seminare a spaglio ma è preferibile farlo per file, evitando che vi sia troppa concorrenza tra le radici. La distanza tra le file deve essere di 25 cm, mentre lungo la fila almeno 5 cm (la distanza ottimale tra le piante è di 8 cm). Il seme va interrato a un centimetro di profondità.

Come seminare. Il seme della carota è molto piccolo, si può facilitare la semina mischiando ai semi un po’ di sappia o facendo strisce di carta di giornale bagnata con cocoina da interrare. Esistono in commercio anche nastri di semi già pronti da stendere o semi confettati.

Germinazione lenta. Il seme delle carote germina a temperature tra i 12 ed i 20 gradi, la carota ha una germinazione particolarmente lenta, può impiegare anche 40 giorni a emergere. Una copertura con tessuto non tessuto aiuta a scaldare e può accelerare la germinazione.

Bagno ai semi. Immergere i semi in acqua o in camomilla qualche ora prima della semina può accelerare la germinazione.

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Come si coltiva

Controllo delle erbe infestanti. Siccome la germinazione dei semi di carota è lenta occorre evitare la concorrenza di erbe infestanti dell’orto con frequenti sarchiature manuali vicino ai semi e a zappa interfila. Con le carote si può anche usare il pirodiserbo.

Diradare le piantine. Se le piante risultano troppo fitte occorre diradare le piantine, eliminando quelle più stentate e lasciando una piantina ogni 5 cm massimo. L’operazione va fatta quando la carota emette la quarta foglia e la parte area sta a 3-4 centimetri di altezza.

Rincalzo e zappettatura. Un leggero rincalzo può rendersi necessario se le radici emergono dal terreno, onde evitare che la luce faccia inverdire il colletto delle carote. Smuovere il terreno interfila con la zappa è un’operazione comunque utile per mantenere soffice la terra intorno alla radice.

Pacciamatura. Se l’orto è esposto al vento o comunque si tende a creare una crosta sul terreno è ottimale proteggere la coltivazione con una pacciamatura.

Irrigazione. Le carote non hanno bisogno di costante umidità, basta irrigare quando il terreno diventa secco, diradando le innaffiature in modo da non creare ristagno.

Consociazione. La carota e la cipolla (o anche aglio e scalogno) traggono reciproco vantaggio dalla consociazione, infatti l’una allontana i parassiti dell’altra (mosca della carota, verme del porro). Un buon vicinato nell’orto sinergico è anche quello tra ravanello e carota.

Successioni e avvicendamento. Non conviene ripetere la carota a sè stessa, alla carota seguono bene le solanacee come pomodoro o patata, piselli, aglio o porro. Meglio evitare di succedere con i cavoli, l’asparago e la cipolla, le chenopodiacee e le altre piante ombrellifere (come finocchi e sedano).

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Insetti, parassiti e malattie

Fisiopatie: La carenza d’acqua provoca partizione della radice rovinando la verdura, mentre l’eccesso d’acqua produce spaccature che spesso si associa a batteriosi e diventa marciume.

Batteriosi: Xantomonas ed Erwina Carotovora sono le due batteriosi che possono colpire le carote, in orticoltura bio si prevengono col rame.

Malattie funginee: le carote sono attaccate da due tipi di peronospora: una colpisce la parte aerea, l’altra attacca la radice, inoltre possono contrarre anche l’alternaria, soprattutto su terreno pesante e argilloso. La sclerotinia invece causa danni ai tessuti che si ricoprono di una muffetta biancae in seguito puntini neri. Anche queste malattie possono essere prevenute con l’impiego di rame.

Vermetti sotterranei: i nematodi producono bitorzoli sulla radice, mentre i ferretti la bucano.

Mosca della Carota: questa mosca depone le uova nella parte aerea della carota, le sue larve mangiano la pianta. Questa mosca, però, non sopporta l’odore delle lilliacee (aglio e cipolla). Da qui la tecnica di consociazione da cui trae vantaggio anche la cipolla perché la carota a sua volta è sgradita alla mosca della cipolla.

Afidi. L’attacco degli afidi è particolarmente difficile da individuare per via della forma delle foglie, serve una lente per individuarli e il sintomo di un attacco può essere la mancata crescita della foglia. Gli afidi della carota si combattono col piretro.

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Quando raccogliere le carote

Le carote hanno un ciclo colturale di 75 – 130 giorni a seconda della varietà seminata, per cui si raccoglie generalmente a due mesi dalla semina. Si raccoglie normalmente quando il diametro della radice supera il centimetro e sta sotto ai  due cm. Se si lascia troppo nel terreno si indurisce il cuore (parte centrale di colore tendente al bianco) che diventa legnoso.

La raccolta delle carote si fa estirpando la radice, è opportuno i giorni prima ammorbidire il terreno innaffiando.

Per conservare le carote raccolte occorre lasciarle asciugare in un ambiente ventilato e poco umido, poi si tiene al fresco.

Nell’orto famigliare si può seminare le carote scaglionate per avere una raccolta scalare che consenta all’orticoltore di portare carote fresche in tavola per buona parte dell’anno.

le carote in cucina

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Varietà di carote

Vi sono diverse varietà di carote che si possono coltivare, dalle classiche carote arancioni a ortaggi curiosi come le selezioni nero violacee. Vi consigliamo per l’orto famigliare alcune varietà scelte per la produttività e la facilità di coltivazione:

  • Carota Nantese: ottima varietà, carota di forma cilindrica, interno senza cuore e tendenzialmente priva di colletto.
  • Carota Kuroda: Varietà precoce con radice dolce e tenera.
  • Carota Berlicum: carota dalla radice molto lunga, dal gusto intenso, si conserva a lungo.
  • Carota Flakkee: varietà resistente al calore, di grande dimensione a punta allungata.

una coltivazione di carote

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4 comments on “Come si coltivano le carote

  1. Salve se potete darmi dei consigli quando poter seminare il mio orticello nei periodi dell’anno nella speranza di potermi fare un orticello biologico nel mio piccolo terreno dietro casa grazie.

  2. Ho appena piantato del radicchio di Treviso precoce vorrei sapere quando è il periodo di raccolta per metterlo a sbiancare nell’acqua mi potete dare questa informazione? grazie

    1. Buongiorno Luciano. Il ciclo della pianta dipende dalla varietà, quindi per sapere il periodo di raccolta dovresti guardare la bustina o chiedere a chi ti ha venduto i semi o la piantina. Se invece vuoi fare l’imbianchimento in acqua dovresti coglierlo dopo la seconda brinata (quindi il momento giusto dipende dalla zona e dal clima dell’annata).

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