la pianta di anetoPer arricchire la panoramica delle aromatiche da inserire nell’orto, proviamo a conoscere l’aneto, una pianta che si trova facilmente nei nostri territori allo stato selvatico, in pianura e collina fino a 600 metri di altitudine.

Il suo aroma intenso, che ricorda quello dell’anice e del cumino, viene valorizzato in particolare dalla cucina del nord Europa, dalla quale potremmo trarre ispirazione per nuove ricette o rivisitazioni di quelle già note, usando allo scopo sia i semi che le foglie.

Ma vediamo adesso come coltivare questa specie aromatica in modo naturale, semplice ed efficiente, a partire dalla semina fino alla raccolta delle foglie.

La pianta dell’aneto

A causa della grande somiglianza tra le due piante, è facile confondere l’aneto con il finocchio selvatico, e per questo l’aneto viene anche chiamato “finocchio bastardo” o “finocchio fetido”. L’aneto (Anethum graveolens) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Ombrellifere o Apiacee, già nota per prezzemolo, carota, finocchio e sedano.

Presenta un fusto che può raggiungere 50-60 cm di altezza o anche oltre, è cavo all’interno e solcato, di colore verde chiaro e con foglie di sapore amaro. La fioritura dell’aneto avviene durante tutta l’estate fino a settembre, e i fiori sono piccoli, gialli e riuniti nelle tipiche infiorescenze ad ombrella composta, ovvero un’ombrella di ombrelle, che profumano gradevolmente. Dai fiori si generano frutticini formati da due piccoli acheni gialli.

Come si coltiva

Coltivare l’aneto è semplice, non ci sono accorgimenti particolari, ma bisogna rispettare qualche regola di base, come la scelta di una posizione al sole e la somministrazione di irrigazioni costanti, anche se moderate. Si tratta infatti di un’erba aromatica diversa da altre più resistenti alla siccità come rosmarino e salvia.

L’aneto è una specie amante del sole, con cui produce più olio essenziale, per questo bisogna pensare bene ad una posizione illuminata e protetta dai venti. Desidera anche temperature calde, soffre il freddo e soprattutto il gelo dell’inverno, e in sintesi possiamo dire che l’intervallo di temperature che preferisce è compreso tra i 15 e i 25 °C.

La semina dell’aneto

L’aneto è una specie che si presta a semine scalari, da realizzarsi tra aprile e il termine dell’estate, direttamente nell’orto sullo spazio prescelto. Possiamo scegliere tra la tecnica della semina a spaglio, ideale soprattutto se lo spazio è poco e lo vogliamo ottimizzare, o a file distanti 30-40 cm tra loro. Quando le piantine saranno emerse, sarà però necessario provvedere ad un diradamento, lasciando uno spazio di 15-20 cm tra un esemplare e l’altro.

Il terreno in entrambi i casi deve essere prima lavorato accuratamente e ammendato con compost. Non sono richieste particolari concimazioni aggiuntive, considerando che le aromatiche desiderano terreni magri.

Se si trova bene nel luogo di semina, l’aneto tende a riseminarsi autonomamente, diventando anche infestante. Per questo conviene raccogliere per tempo i semi per la semina dell’anno successivo, in modo tale da decidere noi dove seminarlo e non lasciargli colonizzare gli spazi che vuole, ma a questo scopo è importante distanziarlo dal finocchio selvatico, altrimenti c’è un forte rischio di ibridazione tra le due specie affini.

L’aneto si presta bene alla consociazione con i cetrioli, ma anche con le fave, che risultano più protette dagli attacchi di afidi grazie a questa vicinanza.

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Cure colturali

Il terreno deve essere ben drenato, ma le irrigazioni devono essere frequenti e regolari, in modo da assicurare una crescita rigogliosa alle piantine, e questo vale ancora di più in un’eventuale coltivazione in vaso.

La pacciamatura con materiale organico come paglia, foglie secche, erba appassita o altro materiale naturale, contribuisce a mantenere umido il terreno a lungo, oltre che frenare la nascita di erba spontanea indesiderata.

foglie di aneto

Insetti parassiti

Le piantine di aneto ancora piccole possono essere un gradito pasto delle lumache. Se notiamo la loro presenza, conviene mettere qualche striscia di cenere attorno alla porzione di terreno interessata dall’aneto, trappole di birra o qualche piccola manciata di ortofosfato di ferro, lumachicida ammesso anche in agricoltura biologica.

Gli eventuali afidi che possono apparire in colonie sui fusti e germogli si trattano con sapone di Marsiglia spruzzato sulle parti colpite, o in via preventiva con estratti fai da te di aglio, peperoncino ed ortica, che si usano per proteggere tutte le piante da questi parassiti.

Raccolta ed utilizzo dell’aneto

Possiamo raccogliere le foglie giovani e tenere dell’aneto, che macinate finemente si usano per insaporire minestre, verdure cotte, insalate miste e piatti a base di carne. L’aneto contiene fino al 4% di olio essenziale e fino al 18% di altri olii, da cui deriva l’intenso odore delle foglie e il loro sapore un po’ piccante. Congelando le foglie di aneto molte delle proprietà si perdono, per questo si consigliano semine scalari: in questo modo avremo sempre foglie fresche da raccogliere. L’aneto, come il finocchio, aiuta nella digestione e limita gli effetti del meteorismo.

Con i semi possiamo invece insaporire crauti o verdure sottaceto, ma anche torte da forno e biscotti, a cui donano quell’inconfondibile nota.

Raccolta dei semi

Per avere i semi, si raccolgono le ombrelle e si mettono a seccare avvolte in un panno traspirante in un locale o una veranda ombreggiata e ventilata. Una volta ben secche, le ombrelle si battono per separare i frutti-semi, che dovranno essere messi in barattoli chiusi ermeticamente.

Articolo di Sara Petrucci

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