Coltivazione biologica della patata

le patataLa patata è un tubero della famiglia delle solanacee che ha origine sui 2000 metri di altezza delle Ande Peruviane e necessita un clima mite per la coltivazione, senza particolari eccessi di freddo o di caldo.

Questo tubero non ha certo bisogno di presentazioni: parliamo di uno degli ortaggi più importanti tra quelli coltivati, per via del suo grandissimo utilizzo in cucina. La patata è un ottimo contorno per le carni nella nostra cucina, ma anche piatto sostanzioso per molte famiglie povere in tutto il mondo, per cui è fonte di sostentamento primaria.

Si tratta di uno dei grandi classici dell’orto, vale la pena approfondire la sua coltivazione, percorrendo le varie fasi dalla semina alla raccolta.

Terreno, preparazione e concimazione

Il terreno ottimale per la coltura delle patate dovrebbe avere un ph intorno ai 6 (potete leggere come misurare il ph del suolo), comunque inferiore ai 7. Occorre predisporre una buona concimazione di fondo: indicativamente conviene usare intorno ai 6 kg di letame maturo a metro quadro oppure 0,6 kg se usiamo pollina o stallatico pellettato, quando è possibile meglio propendere per il letame piuttosto che usare concimi essiccati. La lavorazione deve essere profonda, per offrire al momento della semina un terreno sciolto e molto drenante, per questo motivo si vanga affondando la lama fino ai 30/40 cm. La pianta della patata teme infatti i ristagni di acqua, che farebbero marcire i tuberi.

La semina delle patate

Le patate si seminano a partire dalla primavera, le temperature medie devono essere oltre i 10 gradi, l’ideale è che siano tra i 12 ed i 20 gradi. A seconda della zona climatica il periodo di impianto può variare tra febbraio e giugno, dove l’inverno è molto mite si può fare anche una semina autunnale a settembre/ottobre.

Il sesto di impianto prevede una semina per file, distanziate di 70 cm l’una dall’altra. Si colloca una patata ogni 25-30 cm lungo ogni fila, interrata a 10 cm di profondità. In alternativa si può anche mettere la patata in superficie per poi coprirla con 10 cm di terra, questo in modo che la pianta usufruisca della parte più soffice del terreno. La tecnica è utile in particolare con un suolo molto compatto o tendente all’umido.

La semina delle patate in realtà è una moltiplicazione per talee: il seme vero è contenuto nelle palline verdi che seguono la fioritura, mentre il tubero è un fusto modificato che fa da riserva di amido per la pianta. Nella semina per talea si possono usare patate intere ma anche pezzi di tubero. Se la misura supera i 50 grammi infatti possiamo dividere il tubero per avere più semente. L’importante è che ogni pezzo sia da almeno 20 grammi e abbia un minimo di due “occhi” (le gemme), il taglio deve essere fatto a spicchi, non dividendo a metà, visto che la maggior parte delle gemme sta sul polo opposto allo stolone. Per vedere meglio le gemme si può mettere le patate al caldo e inumidirle ogni due giorni, dopo una settimana i germogli si allungheranno fino a 1-2 cm e si potrà procedere alla partizione dei tuberi. Occorre fare attenzione a non danneggiare i germogli appena nati quando si pianta. Dopo il taglio si lascia asciugare qualche giorno per far rimarginare, dopo di che si mettono le patate a dimora. Non ha importanza la posizione della patata sul terreno.

Approfondimento: la semina della patata

La coltivazione della patata

Primo rincalzo. Dopo 15 – 20 giorni dalla semina spunteranno le prime due foglie vere, i germogli si danneggiano in caso di gelata, per cui conviene seppellire le due foglioline con una leggera rincalzatura, da eseguirsi quando almeno metà delle piante ha emesso le foglioline. Il vantaggio è anche quello di eliminare le prime erbe infestanti e obbligare la pianta ad allungare lo stelo, aumentando così la produzione di stoloni e quindi di patate.

Secondo rincalzo. Dopo un mese si effettuerà una rincalzatura ulteriore, distribuendo una concimazione prima dell’operazione di rincalzo. Si crea in questo modo un cumulo sulla pianta di circa 30 centimetri, che ripara i tuberi dal sole. La luce diretta provoca la produzione di solanina che è una sostanza velenosa, le patate con i raggi del sole diventano verdi e non sono commestibili.

Irrigazione. Generalmente per la patata si interviene con due tipi di irrigazioni: a scorrimento oppure a pioggia, il momento migliore è  il mattino presto, periodo del giorno con le temperature più fresche. L’attenzione alle temperature è importante per prevenire malattie della pianta: a 18° C già inizia ad agire la peronospora, per non favorirla meglio irrigare presto. I periodi in cui si richiede più acqua durante la coltivazione della patata sono quando compaiono i boccioli e poi a fine fioritura.

campo di patate rincalzato

Resa e raccolta

Produttività. Normalmente la resa di prodotto in un campo di patate è di 3-4 kg di tuberi per metro quadro di terreno coltivato, nell’orto domestico si può così calcolare la quantità di spazio da dedicare a questa coltura, in relazione ai consumi familiari.

Il momento del raccolto. Se si vogliono le patate novelle occorre raccogliere le patate quando la pianta è ancora verde, mentre le patate normali, adatte anche ad essere conservate, si raccolgono una volta che la pianta si secca ingiallendo completamente. A questo punto il tubero è perfettamente formato. Il tempo di maturazione cambia a seconda della varietà di patate seminata, delle condizioni climatiche della località e dell’annata, il sistema più semplice per capire quando è ora di raccogliere le patate è campionare raccogliendo una pianta.

Come capire la maturazione. Per capire se una patata è pronta basta strofinare la buccia: se non si stacca facilmente vuol dire che è il momento di raccogliere le patate è giunto. Le patate sono comunque commestibili anche prima, nell’orto famigliare si può quindi effettuare una raccolta scalare, solo la patata ben maura però si conserva per mesi senza problemi. Vedi l’approfondimento sulla raccolta delle patate.

Come raccogliere. L’operazione di raccolta si esegue con una forca, sollevando la zolla di terra sotto la pianta e scovando tutti i tuberi formatisi in corrispondenza delle radici.

Approfondimento: la raccolta delle patate

Consociazioni e rotazioni

Rotazione colturale. La patata normalmente si coltiva con una rotazione triennale nell’orto, per cui se su una parcella coltivo patate un anno poi lascerò per almeno due anni altre verdure prima di tornare a far patate nello stesso terreno. Questa pratica agricola è fondamentale nel metodo biologico perché permette di prevenire buona parte delle malattie.

Consociazioni delle patate. Come consociazione il fagiolo è ottimo perché allontana la dorifora, buon vicinato anche tra patate e piselli, cavoli e girasoli.

Le malattie della pianta della patata

Le principali malattie che possono danneggiare le coltivazioni di patate sono quelle funginee (peronospora, alternaria, fusarium,…), si prevengono soprattutto con una corretta lavorazione del terreno che dreni correttamente l’acqua evitando ristagni e umidità persistente. Si può usare anche il rame per trattamenti preventivi consentiti in agricoltura biologica, ma se possibile meglio evitarlo. Vi sono poi altri problemi: le virosi, le batteriosi e infine le fisiopatie, che non sono malattie vere e proprie ma scompensi della pianta.

Peronospora della patata. Malattia crittogama che si manifesta con macchie brune, inizialmente si vede sulle foglie, poi arriva fino al tubero. In agricoltura biologica si può intervenire solo col rame (solfato o idrossido di rame), a titolo preventivo e di contenimento della peronospora. Se si vuole trattare con il rame bisogna intervenire nell’orto con due trattamenti, il primo dopo l’ultima rincalzatura e il secondo subito dopo la fioritura. Attenzione però ai rischi che il rame comporta, se possibile meglio evitarlo.

mummificazione della patata

Marciume secco della patata.

Fusarium. Altra malattia funginea, che si manifesta sul tubero e prosegue la sua attività anche dopo che la patata è stata raccolta. I sintomi per riconoscere questa malattia della patata sono l’ingiallimento del fusto e il marciume secco del tubero (il marciume secco non ha odore a differenza del marciume provocato da batteriosi, che invece puzza molto). Chi combatte il fusarium usando il rame lo fa seguendo le stesse indicazioni fornite sopra per la peronospora, con la differenza che si sostituisce al secondo trattamento di rame uno con poltiglia bordolese.

Alternaria. Come la peronospora è un’altra malattia funginea che può colpire la pianta della patata, genera macchie nerastre concentriche sulle foglie. Come per le precedenti problematiche anche in questo caso nell’orto naturale si punta a prevenire, per contrastarla l’agricoltura biologica consente interventi col rame. Le spore di alternaria si conservano da un anno altro su tuberi e residui delle piante, questo rende fastidiosamente persistente il problema.

Batteriosi. I sintomi di questa avversità sono macchioline marroni molto piccole, la batteriosi provoca poi dopo la raccolta il marciume della patata. Come per la peronospora si può intervenire con il rame che previene e cura la malattia, importante è che l’intervento sia tempestivo.

Erwinia Carotova o “mal del pè”. Questa malattia è una batteriosi che colpisce il fusto della pianta (da cui il nome dialettale di mal del piede) e fa marcire in seguito tutta la parte aerea, è un’infezione favorita dai ristagni d’acqua, ragion per cui meglio prevenire favorendo il drenaggio piuttosto che dover trattare con il rame.

Virosi. Ci sono una decina di virosi che possono attaccare la patata, non è possibile combatterle in agricoltura biologica ma solo prevenirle. Fondamentale è che il seme sia esente: se si verifica una virosi bisogna evitare di utilizzare le stesse patate come semente l’anno successivo. Uno dei principali vettori delle virosi sono gli afidi, per questo è molto importante combatterli. Un controllo frequente dell’orto e un rapido intervento di rimozione delle piante colpite consente di tenere sotto controllo le malattie virali.

Fisiopatie della patata

Le fisiopatie sono alterazioni non dovute ad agenti patogeni, non sono quindi malattie vere e proprie. La loro causa sta in condizioni climatiche o ambientali avverse: gelate, siccità, eccesso d’acqua, caldo, squilibri nelle sostanze nutritive presenti nel terreno. Vediamo quali sono le principali fitopatie della patata.

  • Scabbia della patata. Il tubero presenta la buccia ruvida, sono due le cause possibili: eccesso di calcio nel terreno oppure carenza d’acqua.
  • Spaccature. La patata si crepa sulla buccia e anche nella polpa, sono provocate da carenza d’acqua prolungata.
  • Malformazioni dei tuberi. Fisiopatia della patata tipicamente dovuta a un eccesso di acqua.

 Nemici della patata: insetti e parassiti

larve di dorifora su una foglia

Larve di dorifora

Se piantiamo le patate nel nostro orto dobbiamo essere pronti a riconoscere insetti e parassiti che possono danneggiare le nostre piante. Combatterli con mezzi naturali si può, ma richiede un intervento pronto al primo verificarsi dell’infestazione. Vediamo quali sono i principali nemici della patata.

Afidi o pidocchi della patata. Gli afidi sono insettini che trovate sulle foglie e possono trasmettere virosi alla pianta. Si combattono con metodi naturali come aglio, propoli, macerato di ortica, oppure con il piretro, insetticida consentito dall’agricoltura biologica. Quest’ultimo prodotto uccide anche le api e seppur naturale è tossico, per cui meglio usarlo con cautela. Approfondisci: difendersi dagli afidi.

Dorifora. Questo coleottero attacca le patate, si combatte con controlli e rimozione manuale, facendo particolare attenzione a metà maggio. Approfondisci: eliminare la dorifora.

Eleteridi: sono vermetti sotterranei che si cibano di radici e tuberi, si prevengono con la pacciamatura e con la rotazione della coltura. Approfondisci: gli elateridi.

Grillotalpa: è un insetto di grande dimensione (5-6 cm) che scava e si nutre di tuberi e radici. Si combatte mettendo trappole lungo le gallerie, oppure si previene distruggendo i nidi.  Approfondisci: la lotta al grillotalpa.

Altri problemi della coltivazione della patata nell’orto non legati a insetti sono la gramigna, erba infestante che buca i tuberi. Occorre fare attenzione anche se nel terreno vi fossero pezzi di vetro o lamiera che potrebbero essere inglobati dal tubero.

Conservare le patate

Le patate vanno conservate al buio perché non producano solanina, che le rende non commestibili. La presenza di eccessiva solanina si riconosce dal colore verde che assume il tubero già dall’esterno.

Tra la raccolta delle patate e la comparsa dei germogli vi è il periodo di dormienza. Questo lasso di tempo varia tra i 70 ed i 120 giorni, a seconda della varietà di patata utilizzata (non c’entra la precocità). Si tratta di un’informazione utile, che dovrebbe essere indicata sul sacchetto del seme. L’ideale nell’orto è di piantare le patate in tempi diversi, in base alle esigenze del consumo. La dormienza aumenta se si conservano i tuberi al freddo (temperature di 1/5 gradi), così facendo però si trasforma buona parte dell’amido in zuccheri, per cui prima del consumo è necessario riportare per una settimana a temperatura ambiente la patata invertendo il processo.

Approfondimento: conservazione delle patate

Fare patate da seme

In Italia le ampie escursioni termiche non sono ottimali per coltivare le patate, sarebbero più indicati i climi di Inghilterra, Francia del Nord, Benelux e Germania. Per questo da noi si sconsiglia di produrre patate da seme, visto che durante l’estate per via delle alte temperature potrebbero trasmettere malattie quali le virosi.

Dove trovare le patate da semente. Potete trovare un fornitissimo catalogo di ottime patate da semente, anche varietà particolari e antiche, da Agraria Ughetto. Vi consigliamo di dare un’occhiata.

Varietà di patate coltivate

patate viola

Patate viola

Sono state selezionate nel tempo moltissime varietà di patata che si possono coltivare nell’orto. Le patate possono essere di differenti colori sia nella polpa che nella buccia, si adattano a diverse tipologie di terreno e a diversi utilizzi in cucina. Un’utile distinzione tra le diverse varietà è quella legata al tempo di maturazione: ci sono patate precoci che maturano in 60-85 giorni dalla nascita, semi precoci o semi tardive che impiegano tra i 90 ed i 120 giorni, mentre le varietà tardive impiegano 130-140 giorni.

Alcune varietà sono particolarmente indicate per l’agricoltura biologica, essendo più resistenti alle malattie, ecco qualche consiglio su quale varietà scegliere per la coltivazione nell’orto.

  • Patata Kennebeck. Tubero dalla buccia chiara, a pasta bianca e farinosa, è ideale per fare il purè. Il ciclo di coltivazione è medio tardivo,  la Kennebeck è una patata di buone dimensioni.
  • Desirée. Patata semi tardiva a pasta gialla, ma con la buccia rossa, presenta un’ottima resistenza alla cottura per via della sua pasta soda, questo rende la patata Desirèe perfetta da friggere.
  • Vivaldi. Tubero lungo e ovale, che è ideale per la coltivazione nel clima del nord Italia. Presenta un colore giallo intenso sulla buccia, più chiaro nella pasta interna.
  • Monalisa. Patata molto diffusa, è interessante per il ciclo colturale semi precoce, ha forma allungata e colore giallo.
  • Patate blu o viola, Violet Queen. Patata tardiva o semi precoce caratterizzata dall’originale pasta violacea e buccia blu. Si cucina come le patate normali ma regala un tocco di originalità e una nota cromatica diversa alle vostre ricette.
  • Agata. Varietà di patata ideale per fare le patatine novelle, va consumata subito, ha la buccia liscia e si conserva poco.
  • Spunta. Patata semi precoce, ottima resistenza alle malattie e per questo ottima nella coltura biologica. Adatta al consumo di breve periodo.

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2018-11-02T16:06:15+00:00Categorie: Ortaggi|Tag: , , , , , |

45 Comments

  1. albino lonetti 4 ottobre 2015 al 16:52 - Rispondi

    molto interessante l’esposizione . ringrazio

    • orticoltore 5 ottobre 2015 al 8:06 - Rispondi

      grazie dei complimenti Albino, spero ti sia utile 🙂

  2. Alessandro 15 ottobre 2015 al 9:43 - Rispondi

    Complimenti per la chiarezza e completezza del testo. Desidererei conoscere il motivo per il quale la pacciamatura riesca a prevenire i danni da elateridi. Quest’anno ho avuto parecchi danni in proposito e l’anno prossimo avrei intenzione di pacciamare con film biodegradabile anche per limitare il problema delle infestanti. Grazie e saluti

    • orticoltore 19 ottobre 2015 al 13:57 - Rispondi

      Buongiorno Alessandro. Gli elateridi sono larve di coleotteri che depongono le uova nel terreno (prediligono terreni umidi e con ristagni idrici). Se il coleottero trova il telo invece che la terra tendenzialmente non depone le uova e si evitano le larve. Ovviamente se già ci sono non cambia nulla pacciamare, per questo parliamo di prevenzione. Mi raccomando usa telo biodegradabile come già stai pensando per non metter poi schifezza nel terreno. Un saluto e buona coltivazione!

  3. margherita 21 ottobre 2015 al 9:58 - Rispondi

    Articolo interessante e chiaro, sto cercando patate da semina per una zona del nord italia a 600mt sul livello del mare, quali e dove le posso acquistare? grazie margherita

    • orticoltore 21 ottobre 2015 al 15:15 - Rispondi

      Ciao Margherita, non so consigliarti su dove acquistare le patate, anche sulla varietà dipende troppo da clima e terreno. La cosa migliore è andare da un negozio di sementi / centro agrario della tua zona, magari sapranno loro consigliarti la varietà locale. Oppure chiedi a qualche vecchio che fa l’orto da tanti anni e ti dirà cosa comprare come varietà, l’esperienza è la miglior scuola.

  4. Nuccia 4 novembre 2015 al 15:16 - Rispondi

    Buongiorno, vorrei sapere quanti kg di patate da seme mi occorrono ogni mq?? Vorrei seminare un campo di circa 2000mq.
    Grazie

    • orticoltore 4 novembre 2015 al 15:28 - Rispondi

      ciao Nuccia, la quantità di tuberi da seminare in peso è molto variabile (dipende dalle dimensioni dei tuberi che vai a piantare, se intendi frazionarli o no. Io calcolo più o meno 200 grammi di semente al metro quadro, quindi per 2000 metri prenderei 4 quintali di patate da seme.

      • Nuccia 4 novembre 2015 al 16:11 - Rispondi

        Grazie mille!!!

  5. Vito 20 febbraio 2016 al 19:32 - Rispondi

    Ciao devo preparare per la 1 volta il terreno x piantare verdura e frutta bio…il raccolto lo posso avere nel corso dell estate o essendo bio è più difficile e devo aspettare l anno prossimo
    Grazie

    • orticoltore 20 febbraio 2016 al 21:42 - Rispondi

      Ciao Vito. Non preoccuparti, il biologico è un metodo di coltivazione, le patate bio crescono alla stessa velocità delle altre e saranno pronte quest’estate, lo stesso vale per altri tipi di frutta e verdura biologica.

  6. Samuela Crivaro 1 giugno 2016 al 7:39 - Rispondi

    Mio padre ha coltivato delle patate! All’apparenza una volta raccolte sembravano normali, ma una volta tagliate abbiamo notato nella polpa e non nella buccia, delle striature viola. Sono commestibili?

    • orticoltore 5 giugno 2016 al 11:55 - Rispondi

      esistono varietà a polpa viola o a polpa striata, però non posso garantire che si tratti di quello.

  7. Sergio 21 settembre 2016 al 7:51 - Rispondi

    iscrizione alla newsletter
    grazie

  8. enza 24 ottobre 2016 al 18:33 - Rispondi

    bene ho ripassato e approfondito le mie conoscenze anche quest’anno piantero’ le patate ma con piu’ accortezza.Incrementiamo l’agricoltura biologica e facciamo avvicinare i giovani a questa mondo meraviglioso …!!!…..grazie enza

    • Matteo Cereda 25 ottobre 2016 al 13:06 - Rispondi

      Prego e buona coltivazione bio!

  9. Nicola 10 febbraio 2017 al 17:45 - Rispondi

    Perchè dopo qualche mese dal raccolto le patate quando lo tagli sono macchiati e lo devi buttare? Chi mi risponde? Grazie.

    • Matteo Cereda 13 febbraio 2017 al 14:56 - Rispondi

      Sono diverse le possibili cause di macchie scure interne al tubero della patata. Potrebbe essere la maculatura ferruginea che si previene evitando carenze di acqua durante la coltivazione, oppure una virosi o una batteriosi.

  10. Brigadoon 12 febbraio 2017 al 21:25 - Rispondi

    ….proprio stamattina ho iniziato a preparare una “pezza” per dedicarla alle patate. E’ la prima volta che ci provo. E ho trovato l’articolo molto interessante. Non ho nessun “vecchio” che mi dia consigli e pertanto apprendo solo dai Social. Grazie.

    • Matteo Cereda 13 febbraio 2017 al 14:52 - Rispondi

      Non temere, le patate non sono molto difficili e danno una bella soddisfazione! In bocca al lupo e buon raccolto!

  11. Flavio 60 16 febbraio 2017 al 17:28 - Rispondi

    Buongiorno, avrei una domanda riguardo l’erba gramigna che fatico a tenere sotto controllo, quest’anno vorrei dedicare un paio di aiuole a patate, potrei avere problemi? Grazie.

    • Matteo Cereda 17 febbraio 2017 al 11:01 - Rispondi

      Ciao Flavio. Le erbacce possono osteggiare molto la coltivazione delle patate, bisogna quindi mettere in conto di tener pulito le aiuole. Inizia lavorando bene la terra e non lasciar diventare grosse le infestanti sarchiando spesso.

  12. sarita 22 febbraio 2017 al 6:56 - Rispondi

    Grazie per le informazioni, molto dettagliate e chiare. Complimenti!

  13. tea 21 aprile 2017 al 16:20 - Rispondi

    Buonasera, volevo chiedere un consiglio: dopo la gelata del 19 aprile le mie patate sono rimaste danneggiate, le foglie che erano già ben sviluppate si sono lessate per il freddo quasi completamente? c’è qualcosa che posso fare? tagliarle, eliminarle. o devo pensare a riseminare tutto? Grazie.

    • Matteo Cereda 26 aprile 2017 al 6:09 - Rispondi

      Una gelata può aver danneggiato le patate poco o irrimediabilmente, non sapendo la temperatura e senza vedere lo stato della pianta non so dirti se c’è da riseminare o se si salvano. Io proverei a lasciare le foglie e vedere se si riprendono.

  14. Alfonso 8 maggio 2017 al 13:28 - Rispondi

    Io volevo sapere se quanto la pianta di patate cresce molto fa meno frutti sotto terra.E se e il caso di cimare togliere il fiore

    • Matteo Cereda 8 maggio 2017 al 20:35 - Rispondi

      La pianta di patate non deve essere cimata, se la spunti non fai altro che stimolare la pianta a produrre nuovi getti, sprecando risorse per la parte aerea a scapito dei tuberi. Per il bene dei tuberi è fondamentale invece l’operazione di rincalzo.

  15. Tiziana 22 maggio 2017 al 12:02 - Rispondi

    Salve. Sto nel sud della Sardegna. Ho seminato delle patate alla fine di febbraio. Ora alcune delle piante cresciute hanno fiorito e alcune hanno persino formato il seme dal fiore. So che debbono essere lasciate seccare prima di raccogliere i tuberi da conservare. Sono tutte ancora verdi ma proprio ieri ho fatto un controllo, estirpandone qualche pianta: la maggior parte delle patate raccolte era stata rosicchiata dal grillotalpa. La domanda è: è saggio attendere che la pianta si secchi (col rischio che il grillotalpa continui a fare danni) oppure è meglio raccogliere subito, onde evitare ulteriori perdite? Le piante continuerebbero a produrre qualcosa da qui al completo rinsecchimento della chioma, in numero e/o in dimensione dei tuberi? Grazie per i consigli che saprete darmi.

    • Matteo Cereda 22 maggio 2017 al 12:09 - Rispondi

      Ciao Tiziana, puoi raccogliere anche subito, il problema è che le patate non si conserveranno a lungo, quindi se hai modo di consumare quello che raccogli ha senso tirar su le patate, altrimenti meglio aspettare. Non tanto per l’aumento di tuberi o di dimensione quanto per la durata di conservazione.

  16. Tiziana 23 maggio 2017 al 19:25 - Rispondi

    Grazie! Alla fine ho optato per la raccolta. So che la buccia non è ancora sufficientemente grossa per proteggere il tubero per la lunga conservazione ma se le avessi lasciate non avrei trovato quasi nulla. L’infestazione di grillotalpa è tale che davvero mi preoccupa anche per le colture future. La vera sfida è debellarli ma non sarà facile, anche per la presenza di alcuni orti sinergici coltivati a bancali, che non vengono quindi lavorati da anni. Una pacchia per il grillotalpa….

  17. Leo 31 maggio 2017 al 13:00 - Rispondi

    In Emilia Romagna si può seminare solo a primavera o anche fine estate o autunno?
    Grazie

    • Matteo Cereda 31 maggio 2017 al 20:52 - Rispondi

      Ciao Leo, la seconda semina delle patate, da fare a fine estate o inizio autunno, quando ancora il tempo è mite, si può fare al sud e nelle zone calde, non garantisco che venga in Emilia Romagna. Io in Brianza non ci provo neppure. Se vuoi cimentarti scegli patate a ciclo breve, se le cose vanno bene avrai patate novelle per Natale.

  18. Fabrr 4 giugno 2017 al 16:31 - Rispondi

    Salve Matteo dopo tanti anni sto rimettendo in sesto un vecchio terreno, voglio fare tutto in economia…a posto del concime per le patate ho messo della cenere da piante bruciate in precedenza, la semina l’ho effettuata a fine marzo in pianura padana, leggera collina, vedo però che le piante stentano a fiorire, infatti siamo al 4 giugno e qualcuna sta fiorendo adessso. È NORMALE? Grazie

    • Matteo Cereda 5 giugno 2017 al 8:13 - Rispondi

      La cenere non è un concime completo, apporta soprattutto potassio e fosforo ma è carente di azoto, quindi se hai usato solo cenere la concimazione è insufficiente. Ad ogni modo va bene anche che fiorisca ora, dipende dalla varietà di patate oltre che dal clima.

  19. VirginieBara 12 febbraio 2018 al 17:12 - Rispondi

    Buongiorno, qual è il nome delle patate grosse gialle che si trovano al supermercato, quelle più comuni? Vorrei seminare delle patate, quale è la migliore esposizione? Visto che non dovrebbe alzarsi troppo la temperatura per evitare le malattie, posso coprire in giornata? Mettere nell’ombra di un gelso?
    Se semino il mese prossimo, potrei avere la raccolta prima dei calori di agosto? Quanto tempo dura?
    Scusa per tutte le domande ma sono veramente novellina nell’arte del orto.
    Grazie.

    • Matteo Cereda 13 febbraio 2018 al 8:06 - Rispondi

      Al supermercato si trovano diverse varietà di patate, tra quelle più comuni a pasta gialla ci sono le varietà monalisa, primura, almera e agata. Le patate richiedono sole, se troppo forte si può ricorrere a reti ombreggianti ma è meglio comunque piantarle dove c’è una buona esposizione. Seminando in marzo la raccolta dipende dalla varietà scelta, se si pianta una varietà precoce ci si può aspettare il raccolto a metà luglio.

  20. giangi 11 aprile 2018 al 17:57 - Rispondi

    Dopo la raccolta delle patate, semino il sovescio: favino, pisello proteico, senape bianca, rafano. Il successivo mese di marzo macino il tutto e lo vango con vangatrice sotto. Non metto letame anche se ne ho tanto, di pecora bello maturo, perché arrivano i cinghiali. Sono dell’alta Valpolicella (VR). Sono diventati una calamità. Ma per gli eleteridi, cosa si può fare, se già ci sono? La senape non li allontana?

    • Matteo Cereda 12 aprile 2018 al 10:03 - Rispondi

      Che io sappia la senape è utile contro i nematodi, ma non contro i “ferretti”. Se vuoi sapere di più ti consiglio di leggere l’articolo su come difendersi dagli elateridi.

  21. Tiziana 10 maggio 2018 al 8:26 - Rispondi

    Ciao Matteo, sto in Sardegna e ho seminato le patate il 26 gennaio scorso. Qui la vendita di patate da seme inizia proprio a metà gennaio e i tuberi si trovano in commercio solo fino al 28 febbraio. La semina è stata fatta in cassone (1.30 x 2.50 cm, altezza dello strato di terra 45 cm circa) con terra molto sciolta, mista a sabbia, e concimata con concime pellettato biologico (pollina). Le piante sono cresciute rigogliose, sono fiorite e l’altro ieri ho deciso di estirparle anche a causa delle forti piogge degli ultimi giorni. I tuberi sono sani, non troppo grandi (e già questo mi stupisce vista la qualità della terra, totalmente priva di pietre) ma soprattutto molto pochi! La domanda è: fino a che profondità possono crescere le patate? Devo arrivare fino al fondo del cassone? o si limitano a una ventina di cm dalla superficie? Grazie per i sempre preziosi consigli!

    • Matteo Cereda 10 maggio 2018 al 10:47 - Rispondi

      Ciao Tiziana, le patate dovrebbero stare nei primi 20 cm di profondità, ma per sicurezza scava un po’ di più. I tuberi possono essere piccoli perché raccolti troppo presto.

  22. Alberto 9 ottobre 2018 al 19:39 - Rispondi

    Quest’anno e lo scorso ho provato a coltivare le patate e dopo un normale sviluppo, hanno cominciato a crescere a dismisura arrivando ad una altezza di quasi due metri e mezzo ripiegandosi più volte su se stesse. Con lo sviluppo anomalo della parte epigea la produzione di tuberi è stata molto scarsa, mediamente di un etto a pianta ed alcuni tuberi gli ho rinvenuti a notevole distanza dalla pianta. Le piante sono cresciute in un cassone rialzato riempito con compost maturo e pacciamato senza apporto di concimi se non in copertura con un concime fogliare a base di ascophyllum nodosum utilizzato solo quest’anno. La cresita anomala non penso sia imputabile al concime fogliare che anzi ha “migliorato” la produzione rispetto allo scorso anno (si e no 40/50g a pianta) e ridotto lo sviluppo della parte epigea favorendo la crescita dei tuberi. Ho pensato ad un eccesso di azoto nel suolo e a una carenza di potassio e fosforo, potrebbero essere queste le cause?

    • Matteo Cereda 9 ottobre 2018 al 22:43 - Rispondi

      Ciao Alberto, penso tu abbia già diagnosticato correttamente il problema, anche secondo me l’eccesso di azoto può aver determinato un eccessiva vegetazione a scapito dei tuberi. In particolare se hai piantato le patate in mezzo al compost,che può esserne ricchissimo.

  23. Marino 10 novembre 2018 al 18:36 - Rispondi

    Abito in provincia di Milano. Semino le patate come da tradizione a san Giuseppe 19 marzo. A metà giugno ho le patate novelle e a luglio il raccolto. Lascio alcune file nel terreno e a ottobre le raccolgo anche se hanno già germogliato e sviluppato la nuova piantina.
    Sono dure e sembrano buone condizioni, ma le posso mangiare?

    • Matteo Cereda 11 novembre 2018 al 15:29 - Rispondi

      Le patate germogliate si possono mangiare levando parti con il germoglio o verdi, in quelle parti infatti ci sono in genere accumuli di solanina non commestibile.

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