marciume secco della patataLe patate sono ortaggi relativamente semplici da coltivare, ma durante il loro lungo ciclo biologico e anche dopo la raccolta possono subire infezioni da funghi e batteri capaci di compromettere il raccolto, per cui non bisogna mai dare il successo per scontato. Fortunatamente queste avversità possono essere affrontate anche con metodi ecologici ed è proprio ciò che trattiamo in questo articolo.

La patata è una specie da orto coltivata in tutta Italia, perché nonostante le sue origini lontane si è acclimatata benissimo dalle nostre parti, dando raccolti spesso abbondanti ma che rappresentano sempre una sorpresa perché celati dalla terra fino all’ultimo momento. Per evitare delusioni bisogna prestare alle piante tutte le cure colturali, tra cui anche una buona prevenzione e la difesa dalle patologie più ricorrenti.

L’opinione comune è che per la difesa delle piante di patata dalle malattie siano necessari almeno 2 o 3 trattamenti col rame ogni ciclo, ma in realtà è possibile ridurli a uno e persino azzerarli in caso di stagione asciutta, provando delle valide alternative. Meglio ricordare che il rame, seppur consentito in agricoltura biologica è di fatto è un metallo pesante.

Le precauzioni di base per prevenire

Nell’orto ci sono alcune precauzioni di base che valgono per tutte le colture e sono indispensabili per una coltivazione biologica. Bisogna mettere in atto queste accortezze, a maggior ragione per quelle piante più suscettibili ad ammalarsi, come appunto le patate. Vediamo insieme alcune pratiche preventive molto utili.

  • Rotazioni: sembra scontato ripeterlo, ma  la rotazione colturale è una pratica davvero basilare, anche in un piccolo spazio di coltivazione. Per questo è utile tenere sempre un diario o almeno uno schema dell’orto che ci aiuti a ritrovare traccia della suddivisione degli spazi relativa ai 2 o 3 anni precedenti. Le patate sono solanacee come peperoni, melanzane e pomodori, quindi nel programma di rotazione evitiamo di far succedere o precedere anche queste colture alle patate.
  • Tenere le distanze giuste tra le file, che nelle patate è di almeno 70-80 cm. Se le file sono più fitte, oltre a renderci difficoltoso il passaggio in mezzo, cosa che scoraggia le ispezioni di controllo, si ha un insufficiente circolo d’aria tra le piante, con maggiori probabilità di infezioni.
  • Non irrigare le patate, se non per soccorso come in assenza di pioggia durante la fioritura, o nel caso di terreno molto sciolto.
  • Seminare le patate partendo da tuberi-seme sani. Quelli che si acquistano in genere offrono una garanzia sanitaria, mentre quelli autoriprodotti potrebbero presentare qualche rischio, che ci impone un controllo rigoroso e una cernita molto severa.
  • Spruzzare sulle piante degli estratti o infusi di equiseto, che svolge un’azione rinforzante sulle piante, oppure provando con la propoli che presenta anch’essa effetti fitostimolanti e di autodifesa dei vegetali.

Malattie più comuni per le patate

Dalla peronospora al fusarium, le principali patologie della patata sono causate da funghi e batteri. Il fatto che i tuberi siano nel terreno rende l’ortaggio particolarmente sensibile a ristagni d’acqua, che causano facilmente marciumi e favoriscono gli agenti patogeni. Scopriamo le principali malattie di questa pianta orticola e i metodi biologici per contrastarle.

pianta di patata malata

La peronospora

Il fungo Phytophtora infestans nei suoi diversi ceppi è il responsabile della peronospora del pomodoro e della patata, una delle più note e temute fitopatologie, favorita da piogge molto prolungate a cui fa seguito una notevole umidità dell’aria con rugiada notturna.

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I miceli di questo fungo svernano sui resti colturali, che per questo consigliamo di mettere sempre nel compost, dove si ha una migliore disinfezione. Altri siti di possibile propagazione sono l’aria e le piante di patate che nascono spontanee, causate dai tuberi lasciati per sbaglio sotto terra perché non trovati con la raccolta dell’anno prima.

I sintomi della peronospora sono evidenti sulle foglie, dove appaiono macchie necrotiche che tendono a disseccare e vanno ad interessare l’intera parte aerea della pianta. Anche i tuberi possono marcire completamente rischiando di vanificare tutto il lavoro paziente di preparazione del terreno e di semina che avevamo fatto. Fortunatamente prima di arrivare ad un livello catastrofico della malattia è possibile intervenire, meglio se precocemente. In primavera di solito capitano periodi piovosi intensi e in quel caso intervenire con un trattamento rameico alla fine delle piogge è ragionevole, da farsi leggendo prima le indicazioni riportate sul prodotto acquistato e non superando mai le dosi consigliate.

Per evitare di fare più trattamenti con prodotti a base di rame, contro questa ed altre patologie riportate qui sotto, è possibile trattare con oli essenziali di limone e pompelmo, di cui bastano solo 10 ml/ha (di conseguenza per 100 mq di coltivazione di patate ne servono solo poche gocce). Possiamo trovare questo olio bio in erboristeria o anche online (ad esempio qui).

Alternariosi

Il fungo Alternaria determina la comparsa di macchie necrotiche tondeggianti, con contorno ben delimitato e per questo la si distingue dalla peronospora. Anche i tuberi vengono danneggiati, ma la differenza fondamentale con altre patologie è che questa è favorita dal clima caldo-asciutto, per cui non bisogna abbassare la guardia in questa circostanza e fare comunque ispezioni frequenti alle piante in campo, per tenerle sotto controllo.

Le pratiche di rotazioni, scelta di tuberi-seme sani e l’eliminazione tempestiva delle piante infette sono certamente la prevenzione migliore.

Rizottoniosi o calzone bianco

Questa malattia è provocata dal fungo Rhizoctonia solani e viene chiamata anche “calzone bianco” a causa del tipico rivestimento chiaro con cui il patogeno ricopre la prima parte dei fusti. Le radici delle piante colpite marciscono e si formano macchie scure sulle foglie, che si accartocciano.

Le piante possono morire subito o lentamente e anche sui tuberi si trovano sintomi sotto forma di placche crostose nere, ovvero gli sclerozi, che sono gli organi di conservazione del fungo.

Per questo è fondamentale cercare di estirpare ed eliminare tutte le piante colpite, ricorrere ad ampie rotazioni colturali, e trattare il suolo con prodotti a base del fungo buono Thricoderma, di cui esistono vari ceppi.

Gamba nera delle patate

Si tratta di una patologia di origine batterica causata da Erwinia carotovora , batterio responsabile anche di una patologia di marciume della zucchina. La malattia della gamba nera sulle patate si può presentare all’inizio della coltivazione, facendo ingiallire le piante e compromettendo la formazione dei tuberi fin dalle prime fasi, oppure più avanti, con alterazioni nerastre alla base dei fusti, marcescenze dei tuberi a partire di solito dall’ombelico ma anche da altre zone.

La malattia è favorita dal clima piovoso e dai terreni mal drenati, il patogeno sverna sui tuberi seme infetti e nel suolo, per cui, nel caso di autoriproduzione dei tuberi seme, è fondamentale anche in questo caso un’accurata cernita del materiale che si vuole usare per la propagazione. In caso di necessità un trattamento con prodotti rameici può valere la pena.

Fusariosi o marciume secco della patata

mummificazione della patata

Tra le malattie della patata il marciume secco è un inconveniente che si manifesta anche dopo il raccolto. Funghi appartenenti al genere Fusarium provocano un marciume del tubero, visto che le spore sopravvivono anche nei locali di stoccaggio.

Il fungo si propaga coi tuberi seme infetti e nel terreno che ha ospitato la coltura, e i sintomi sono aree scure e depresse sui tuberi, che appaiono disidratati e imbruniti all’interno, e sono soggetti a infezioni secondarie. Per questo se si raccolgono molte patate conviene conservarle in cassette basse impilate, in modo da formare strati bassi tra i quali circoli l’aria. E naturalmente bisogna fare cernite frequenti con l’eliminazione tempestiva di tutti i tuberi infetti.

Articolo di Sara Petrucci

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