Come si coltiva il pomodoro

la pianta del pomodoroIl pomodoro è una pianta originaria del Perù che negli ultimi 200 anni è stata selezionata in moltissime varietà da coltivare, adeguandola a diversi climi e terreni.

Si tratta di un ortaggio che non può mancare nel vostro orto ed eccoci qui a darvi alcuni consigli su come coltivare i pomodori, nel rispetto dell’orticoltura biologica, ossia senza usare insetticidi chimici ma con metodi naturali di difesa degli ortaggi.

Dal pomodoro a ciliegina fino al cuore di bue, dal classico pomodoro da salsa agli stravaganti pomodori neri, parliamo di una verdura che non stufa mai con le sue numerose varietà e i mille utilizzi in cucina. La soddisfazione di mangiare un pomodoro colto direttamente dalla propria pianta vi ripagherà di tutto il lavoro, vediamo quindi come coltivare al meglio i pomodori in un orto biologico.

Il terreno, la concimazione, il clima e come si seminano i pomodori

Concimazione. Il terreno ideale per coltivare i pomodori è con ph=6 e deve essere ben concimato in fase di lavorazione preparatoria. Come quantità calcoliamo 0,6 kg di concime organico pellettato al metro quadro, 10 volte tanto se si tratta di letame o compost maturo). Se la produzione è scalare si può intervenire via via con concimazioni aggiunte, intervenendo anche con prodotti organici idrosolubili come sangue di bue o borlande (residui della lavorazione della barbabietola).

Seminare le piante di pomodoro. Il pomodoro va seminato in seminiera, tra febbraio e marzo, il seme germoglia in una settimana. Deve essere collocato in un ambiente caldo (24 gradi per germogliare). Richiede poi almeno 13 gradi per crescere. Il pomodoro è una pianta sensibile alla temperatura piuttosto che alle ore di luce.

Il trapianto del pomodoro: Dalla semina in semenzaio si passa poi in vaso fino allo stadio di prefioritura, si può trapiantare a temperature minime di 10 gradi C. I fiori hanno bisogno di minimo 13 gradi per allegare. Il trapianto in fase di prefioritura, quando le piante son alte circa 30 cm, permette di mettere le piantine con i fiori rivolti all’esterno dell’aiuola, così tutti i fiori emergeranno da quel lato e sarà comoda la raccolta.

Sesto di impianto. Per decidere a che distanza trapiantare le piantine di pomodoro bisogna sapere se la pianta è a portamento determinato (smette di crescere arrivata a una certa dimensione, quindi non richiede supporti) oppure a portamento indeterminato (occorre predisporre supporti). I pomodori da orto solitamente sono a crescita indeterminata e si fanno file distanti 70 cm (50 cm lungo la fila tra una pianta e l’altra), è comodo disporre a bina i sostegni (fare due file appaiate, i sostegni si incrociano in alto, dove si legano, in questo modo il sostegno guadagna stabilità e una parte non subisce mai traumi alle radici. Le piante a portamento determinato si trapiantano a file distanti 120 cm e a 70 cm sulla fila, la distanza è maggiore perché hanno uno sviluppo in orizzontale.

Coltivare il pomodoro

La potatura dei germogli ascellari. La pianta di pomodori produce dei germogli all’ascella delle varie foglie, chiamati anche cacchi o femminelle Questi vanno recisi vicino alla base appena possibile (con le foglie o anche con l’unghia), perché disperdono l’energia della pianta. Lo stesso vale per i succhioni che crescono alla base. Femminelle o succhioni di una certa dimensioni possono essere usati per riprodurre la pianta a talea e così si ottengono poi pomodori tardivi. Gli ascellari recisi possono essere lasciati ai piedi delle piante per non impoverire il terreno. Se il terreno ha troppo azoto anche dai grappoli di fiori e dalle nervature delle foglie possono nascere femminiele Se nel terreno c’è troppo azoto, anche i grappoli di fiori possono produrre femminelle.

Cimatura: il pomodoro va lasciato crescere fino a settembre, infine si cima il germoglio centrale.

Quanto irrigare il pomodoro: per la coltivazione in serra il pomodoro necessita di 1.400 litri ogni metro quadro, nell’orto bastano 600 – 900 litri, compresa la pioggia (1 mm di pioggia = 1 litro per metro quadro). Se non piove normalmente si bagna una/due volte la settimana, abbondantemente.

Rotazione. Il pomodoro è un ortaggio che viene ben concimato e generalmente lascia una fertilità residua. Dopo il pomodoro si possono coltivare ottimamente leguminose (come fave, ceci, piselli, fagioli) anche senza concimazione di fondo, oppure liliacee (aglio o cipolla).

Malattie del pomodoro

Se si verificano malattie funginee è bene ricordare che le piante vanno bruciate o buttate nell’immondizia e non devono essere usate per fare compostaggio o lasciate sul terreno. Le spore di malattie come la peronospora del pomodoro o il fusarium infatti possono restare nel terreno e colpire nuovamente l’orto gli anni successivi.

peronospora del pomodoro

Peronospora del pomodoro

Peronospora. Si riconosce per l’ingiallimento delle foglie (si può notare controluce diverse densità nella foglia ingiallita), passa poi al brunastro e si trasmette a fusto e frutti. Sui frutti del pomodoro la peronospora si manifesta in macchie a cerchi concentrici. Normalmente colpisce a partire da metà agosto, a causa dell’umidità notturna. Per combatterla si usa la poltiglia bordolese o comunque prodotti bio a base di rame, bisogna fare i trattamenti anche in presenza di fiori, si deve irrorare al mattino quando sono ancora chiusi, tenendo presente che la carenza è di 20 giorni. Per i pomodori da salsa il trattamento col rame va anticipato e deve essere fatto prima della fine di luglio.

Alternaria. Altra malattia funginea che colpisce il pomodoro e come la peronospora inizia con un ingiallimento fogliare e poi si manifesta in macchie scure e marciume nei frutti. Il marciume si può trovare in qualsiasi parte dei frutti, si distingue così dal marciume apicale, che è invece una fisiopatia del pomodoro. L’alternaria in agricoltura biologica si previene con trattamenti di rame.

Fusarium e verticillium. Il fusarium del pomodoro provoca una morte rapida delle piante che si seccano dopo essere appassite. Aprendo il fusto si notano i capillari neri. La pianta colpita va eliminata prontamente, altrimenti la malattia si diffonde rapidamente tra tutta la nostra coltivazione di pomodori.

Rizottonia o pitium. Malattia funginea che colpisce pomodoro, carota e prezzemolo, agisce  quando c’è forte umidità e temperature di almeno 20 gradi, colpisce la pianta al colletto e alle radici. Per evitarla conviene disinfettare il terriccio di semina e il terreno dell’orto col rame.

Batteriosi. Si manifesta in piccoli puntini sulle foglie e un arresto della crescita, il rame può prevenirla ma anche curarla, non essendo irreversibile come le malattie crittogame.

Fisiopatie del pomodoro

A differenza delle malattie le fisiopatie sono dovute a condizioni ambientali anomale, ripristinando la situazione corretta si può salvare la pianta.

Marciume apicale. Si manifesta come una macchia nera sui frutti, colpisce soprattutto le varietà di forma allungata ed è chiamata scherzosamente il “culo nero del pomodoro”. Il marciume apicale è dovuto generalmente a carenza d’acqua, può anche essere dovuto a troppo azoto o potassio nel terreno.

Scatolamento del pomodoro: il frutto risulta molle e appassito perché si arresta lo sviluppo della placenta. E’ dovuto a un’improvvisa carenza di acqua.

Non colorazione. Con temperature sopra ai 35 gradi si interrompe la produzione di licopene e il pomodoro non prende colore, spesso si verifica contemporaneamente anche lo scatolamento del frutto.

Spaccatura del frutto: il pomodoro inspessisce la buccia in caso di siccità, successive piogge forti possono spaccare i frutti.

Screpolature. Sono dovute ad una forte umidità dell’aria, avvengono dalla seconda metà di agosto. Si manifestano con forma di ragnatela, e colpisce solo la parte superiore, mentre quella inferiore resta sana.

Scottature: sole forte può rendere biancastro o marroncino il frutto del pomodoro.

Muso di gatto: sono chiamate così tre macchioline secche che compaiono sul frutto all’apice a causa di mancata produzione di auxine, si verifica se si tolgono troppe foglie alla pianta.

Insetti e parassiti del pomodoro

  • Afidi: questi pidocchi del pomodoro sono pericolosi soprattutto perché trasmettono virosi alle piante, si riconoscono perché fanno accartocciare le foglie. Nell’orto biologico si possono combattere gli afidi con piretro (insetticida biologico) oppure con metodi naturali, come aglio, macerato di ortica o sapone di Marsiglia. La difesa biologica dagli afidi la fanno soprattutto le coccinelle.
  • Elateridi. Vermetti sotterranei che attaccano le radici, si nota dal deperimento inspiegato delle piante. Vedi come difendersi dagli elateridi.
  • Nottue. Durante la notte escono dal terreno e mangiano la parte aerea delle piante, si possono combattere col bacillo thuringensis, approfondisci la difesa dalle nottue.
  • Dorifora. Questo coleottero attacca le piante solanacee come patata e pomodoro. Ecco qualche consiglio per difendere l’orto dalla dorifora.
  • Mosca bianca. Insetto simile agli afidi, scopri di più sulla mosca bianca.
  • Cimici. Questi insetti rovinano i frutti dei pomodori punzecchiandoli, per questo è opportuno prendere le dovute contromisure, sempre all’interno di una difesa biologica e naturale, contro le cimici. Per intervenire con gli insetticidi biologici è utile scovare il nido.
  • Limacce e lumache: mangiano la parte aerea della pianta, ecco come difendersi dalle lumache con metodi naturali.
  • Topi e arvicole: se avete problemi di roditori potete approfondire i metodi per allontanare i topi dall’orto.

Le varietà di pomodoro

frutti di pomodoroIl pomodoro è un ortaggio per cui sono state selezionate tante varietà, diverse possono essere le forme del frutto (piriformi, allungati, rotondi, a ciliegina,…) e il colore della buccia (dal giallo al rosso, con striature di nero o di verde), ma soprattutto distinguiamo le diverse varietà di pomodori in base al tipo di crescita della pianta. Abbiamo quindi pomodori a crescita determinata (smette di crescere) o indeterminata (continua a crescere e quindi deve essere cimato).

Generalmente le piante a quella determinata sono pomodori destinati all’industria, mentre quelli da consumo fresco e quindi da orto sono a crescita indeterminata, anche perché hanno maturazione scalare e sono quindi migliori per coprire le esigenze di consumo dell’orto famigliare, in cui l’obiettivo è portare in tavola verdura fresca.

Ci sono tante varietà di pomodoro famose, da salsa o da tavola, dai pomodorini ciliegina al pachino, buone qualità di pomodori da tavola sono: marmande, cuore di bue e carmelo.

Per aiutarvi a scegliere quali varietà di pomodoro sono le migliori da seminare nell’orto abbiamo scritto un articolo che descrive le diverse varietà di pomodoro da noi consigliate. Provate a darci un’occhiata.

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2017-09-07T12:24:26+00:00 Categorie: Ortaggi|Tag: , , , , , |

55 Commenti

  1. Michele Margiotta 24 luglio 2015 al 9:11 - Rispondi

    Coltivo un orto familiare e ho dei problemi con i pomodori. Il terreno è argilloso e lavorato, le le foglie si seccano e poto le piante lasciando quelle ascellari. Questo metodo è efficace e portano frutti. Vi ringrazio della risposta.

    • orticoltore 29 luglio 2015 al 14:49 - Rispondi

      Ciao Michele. Scusami, mi sfugge un po’ la domanda…
      Le foglie che si seccano possono seccarsi per vari motivi, uno ovviamente la siccità o il troppo sole (magari una rete antigrandine te li ombreggia un po’ oltre che proteggerli, nel caso). Ci sono poi anche temute malattie funginee.
      Potando i pomodori sarebbero da togliere gli ascellari o femminielli, il metodo funziona anche se la potatura del pomodoro è dibattuta, c’è chi pulisce molto e chi lascia le piante più selvagge.

  2. angelo mennonna 31 agosto 2015 al 14:50 - Rispondi

    Bjr ottimo insegnamento , sono interessato ad avere informazione per ogni coltivazione di ortaggi grazie angelo

    • orticoltore 31 agosto 2015 al 15:10 - Rispondi

      Grazie dei complimenti Angelo, se vuoi restare in contatto cercaci su facebook o iscriviti alla newsletter, speriamo che i nostri consigli su come fare l’orto ti siano utili.

  3. antonio 6 gennaio 2016 al 19:14 - Rispondi

    ciao a tutti vorrei iscrivermi alla Newsletter.. grazie

    • orticoltore 8 gennaio 2016 al 8:58 - Rispondi

      ciao Antonio, benvenuto nella nostra community. Per chi vuole iscriversi alla newsletter si può farlo a questa pagina.

  4. Bollaro salvatore 28 febbraio 2016 al 19:20 - Rispondi

    Consigli molto utili complimenti resterò spesso in contatto con i vostri condigli

  5. Massimiliano 29 aprile 2016 al 14:20 - Rispondi

    Solitamente coltivo pomodori a crescita indeterminata, ma quest’anno accanto ne ho messo qualcuno a crescita determinata. Volevo sapere se anche per questi ultimi e’ utile togliere i cacci ascellari oppure se è meglio tenerli, grazie!

    • orticoltore 30 aprile 2016 al 9:34 - Rispondi

      A mio parere meglio potare sempre i pomodori, sono parti improduttive e impiegano energie che potrebbero esser spese meglio per far sviluppare il resto della pianta. Però tieni conto che ci sono diverse teorie, io consiglio sempre di provare su alcune piantine altri metodi di coltivazione per allargar lo sguardo, imparare e farsi un’idea propria.

  6. Max 4 maggio 2016 al 15:03 - Rispondi

    Grazie, molto dettagliato!
    Vorrei iscrivermi alla newsletter

    • orticoltore 6 maggio 2016 al 14:59 - Rispondi

      iscritto! 🙂

  7. ivo 20 maggio 2016 al 9:53 - Rispondi

    ho piantato i pomodori e ho messo sulle radici un cucchiaio di poltiglia bordolese e ho coperto con la terra. ho fatto bene?

    • orticoltore 22 maggio 2016 al 8:10 - Rispondi

      Potrebbe essere stata una buona idea per evitare malattie funginee. Sappi però che con la crescita delle radici ovviamente le nuove parti che si sviluppano non saranno coperte, quindi è più importante una corretta lavorazione del terreno perché sia ben drenante che tutti i trattamenti possibili.

  8. Giuseppe Grave 1 luglio 2016 al 21:24 - Rispondi

    Coltivo pomodori in uno spazio ristretto di circa 8 mq. Dato il poco spazio a disposizione ho scelto piante indeterminate che propagandosi in altezza permettono una buona produzione. Vivo nella parte meridionale dello Stato del New Jersey. Quest’anno le piante hanno un ottimo sviluppo; c’e’ qualche frutto ed una miriade di fiori. Purtroppo ho notato che in molte piante le foglie della parte superiore si sono leggermente accartocciate pur rimanendo verdi. Non ci sono segni di parassiti. L’irrigazione la faccio quasi a pioggia ogni 3 giorni per circa mezz’ora sempre di sera o di mattina presto.
    Gradirei sapere se c’e’ qualche rimedio per evitare l’espandersi dell’accartocciamento.
    Grazie: Giuseppe

    • orticoltore 2 luglio 2016 al 8:41 - Rispondi

      Non so com’è il clima del new jersey ma direi che l’irrigazione potrebbe esser corretta. Se non si tratta di parassiti e non ci sono necrosi o chiazze sulle foglie è il caldo. L’acqua che usi è di rubinetto? Una differenza di temperatura tra clima e acqua può dar problemi alla pianta.

      • ortolano 20 giugno 2017 al 15:56 - Rispondi

        mai spuzzare le foglie ,l’acqua del rubinetto è di solito ricca di calcare ,perche tendono ad accartocciarsi ,innafiare solo alla base

  9. Giuseppe Grave 1 luglio 2016 al 21:26 - Rispondi

    Ottimo articolo. Quasi una mini enciclopedia che puo’ interessare sia gli amatori che i coltivatori veri e propri

    • Giuseppe Grave' 15 luglio 2016 al 1:24 - Rispondi

      Sono di nuovo con voi. Da qualche giorno su qualche pianta di pomodoro le fog lie si stanno colorando di gialle. Chi dice che manca potassio, chi azoto o magnesio. Qual puo’ essere la soluzione ? I frutti sono acerbi e non presentano anomalie.

      • orticoltore 15 luglio 2016 al 21:43 - Rispondi

        Purtroppo è difficile dire senza conoscere le condizioni. Come irrigazione come ti stai comportando? Anche un eccesso di acqua può provocare fitopatie. Attenzione in particolare a non irrigare nelle ore più calde e soleggiate del giorno.

        • Giuseppe Grave 17 luglio 2016 al 11:49 - Rispondi

          Grazie dei suggerimenti. Purtroppo non trovo una spiegazione logica e mi spiego: ho preparato un piccolo semenzaio, tenuto in casa vicino ad una finestra usando 3 diversi tipi di semi: San marzano e Big mama (un s.marzano un po’ piu’ grosso) da una ditta americana mentre i terzo tipo chiamato red pear che da’ frutti grossi anche 500 grammi, da una ditta che importa i semi dall’Italia.
          Una volta trapiantate le piantine, l’irrigazione l’ho fatta quasi a goccia 3 volte la settimana per mezz’ora sempre nelle ore serali o di mattina presto. Fino a quando le piante son cresciute con ottima vegetazione ed abbondanza di fiori e frutti(anche se ancora piccoli) non e’ successo niente; poi da qualche settimana il tipo red pear ha cominciato ad ingiallire le foglie. Concimi chimici non ne ho usati; solo compost messo a disposizione dal centro di riciclaggio della citta’. Se le condizioni del terreno sono uguali per i tre tipi di pomodoro perch’ le foglie ingialliscono solo per la qualita’ red pear? Potrebbe dipendere dalla diversa capacita’ di resistere agli agenti nocivi? Aggiungo che in questo periodo il clima e’ completamente estivo con temperature che durante la giornata oscillano da un minimo di 26 gradi ad un massimo di 34; poi negli ultimi 3 giorni ci sono state precipitazioni abbastanza consistenti.
          In attesa di riscontro colgo l’occasione per ringraziare ”agricoltore” e tutto lo staff dei collaboratori. Buona domenica: Giuseppe

          • orticoltore 18 luglio 2016 al 7:56

            Ciao Giuseppe, sinceramente non so neanche io darti una spiegazione. Se è una sola pianta quella dei red pear può capitare per caso, o magari per la lavorazione del terreno sotto quella pianta resta più ristagno idrico. Se è su tutte le piante della varietà potrebbe essere effettivamente una varietà meno resistente.

  10. ivo girino 13 ottobre 2016 al 6:29 - Rispondi

    Complimenti, ricca di consigli e di commenti.

  11. Marietta 24 ottobre 2016 al 16:56 - Rispondi

    salve, interessanti i commenti e le vostre risposte, io ho un orto da quest’anno, (la mia è una terra ricca d’argilla e poco sfruttata) ed ho fatto vari tentativi vorrei sapere cosa cresceva meglio ed i pomodori sono stati grandiosi! ora xò nn so che fare con le piante che si stanno seccando e nn producono più nulla, me lo dite voi?
    Grazie Marietta

    • Matteo Cereda 25 ottobre 2016 al 13:07 - Rispondi

      Ciao Marietta, adesso siamo a fine ottobre, è normale che i pomodori finiscano di produrre, le piante vanno tolte. Si tratta infatti di una coltivazione annuale. Al posto dei pomodori puoi mettere per esempio le fave oppure aglio. Buona coltivazione!

  12. Alessandro 13 dicembre 2016 al 7:57 - Rispondi

    Salve tutti navigando vi ho scoperti e sono felice ? di essermi iscritto. Alessandro.

  13. Stefania 20 marzo 2017 al 20:45 - Rispondi

    Il terreno quanto prima del trapianto va preparato? Abito in Romagna vicino al mare,quando è il periodo migliore? Pensavo verso metà aprile. Grazie e complimenti

    • Matteo Cereda 21 marzo 2017 al 7:24 - Rispondi

      Si può anche prepararlo al momento della semina, ma io consiglio di dare una vangata un mese prima (adesso) e poi lavorarlo nuovamente prima della semina (o del trapianto della piantina). Un saluto!

  14. Giuseppe Grave' 26 marzo 2017 al 11:44 - Rispondi

    Egregio Matteo, comincia la nuova stagione e voglio ”accaparrarmi” i suoi consigli per tempo.
    Da qualche giorno, clima permettendo, ho cominciato a rivoltare la terra per togliere almeno una parte delle radici capillari di alberi di alto fusto che si trovano a 4-5 metri dall’area coltivata. Impossibile farne piazza pulita, ma credo che quelle che restano aiutino la permeabilita’ del terreno (errore?). Considerando che usero’ ancora una volta il compost di cui le ho gia’ scritto in altra occasione, sarebbe consigliabile arricchire il terreno con un concime minerale composto
    tipo 10-10-10 da distribuire lungo la fascia coltivabile o in alternativa cosa usare?
    Grazie della sua sempre cortese disponibilita” Le auguro un buon fine domenica’

    • Matteo Cereda 27 marzo 2017 al 7:36 - Rispondi

      Buongiorno Giuseppe. La presenza di qualche radice non è un gran fastidio ma attenzione che gli alberi non facciano ombra ai pomodori che chiedono un bel sole. In particolare se gli alberi stanno a sud rispetto alle coltivazioni può essere un problema. A livello di concimazione benissimo il compost, meglio sarebbe letame maturo e ancora meglio humus di lombrico. Io per scelta faccio orto biologico e utilizzo solo concimazioni organiche, evitando pesticidi e fertilizzanti chimici.

  15. Luciano 2 aprile 2017 al 6:35 - Rispondi

    Ciao e complimenti, volevo chiederti cosa può essere successo alle mie piantine di pomodoro.
    Le piantine (in serra) erano già alte 7/8 centimetri quando una dopo l’altra si sono assottigliate in una parte del fusto o alla radice, si sono naturalmente piegate e quindi morte. Dove ho sbagliato?

    • Matteo Cereda 3 aprile 2017 al 10:11 - Rispondi

      Ciao Luciano, è sempre molto difficile capire a distanza le malattie delle piante. Le radici sono mangiate? Prova a verificare. Capisci anche se hanno preso del gelo magari la sera e se ci sono acari sotto le foglioline.

  16. antonio 3 aprile 2017 al 14:42 - Rispondi

    Tante informazioni molto interessanti, mi interesserebbe partecipare. Ho un piccolo orto dove coltivo: pomodori, zucchine, prezzemolo, cetrioli, erbe varie per la cucina, un tralcio di vite, un ulivo che non fà frutti, ribes e mirtilli. Di tutto un po’. Le informazioni che servono sono tante.

  17. Giuseppe Grave' 5 aprile 2017 al 11:15 - Rispondi

    Egregio Matteo, complimentarsi per i suoi suggerimenti e consigli e’ il minimo che si possa fare.
    Percio’, come tanti altri appassionati di agricoltura casareccia, approfitto della sua disponibilita’ per chiederle alcune informazioni sull’uso della poltiglia bordolese sia in fase di prevensione che di coltivazione, quando le piante di pomodoro sono gia’ abbasanza adulte.
    Inoltre, siccome non ho mai usato concimi chimici, sospettando che il compost che uso non sia abbastanza maturo, ho pensato di mescolarlo con concime di mucca che qui si trova nei negozi di giardinaggio gia’ pronto all’uso distribuendolo sul terreno da coltivare due-tre settimane prima del trapianto. Buon pomeriggio e grazie ancora.

    • Matteo Cereda 6 aprile 2017 al 7:34 - Rispondi

      Ciao Giuseppe. Se il compost non è maturo non usarlo, danneggeresti le piante (anche se lo mescoli). Ti consiglio magari di usare i lombrichi per accellerare e migliorare il compostaggio. Se come concime di mucca intendi lo stallatico pellettato è un concime che può andar bene, anche se sempre meglio a mio parere usare più materia organica, che consente un miglior effetto ammendante (quindi il compost, il letame o l’humus). Per la poltiglia bordolese si usa come preventivo della peronospera, bisogna darla sulle parti verdi della pianta. Se verifichi un infezione di alcune parti della pianta puoi provare a contenerla rimuovendo le parti colpite e trattando con la poltiglia le altre. Quando inizia la fioritura bisogna sospendere il trattamento.

  18. Luca 20 aprile 2017 al 13:13 - Rispondi

    Buongiorno a tutti, quest’anno ho rifatto l’orto dopo un pò di anni, e per i pomodori sto provando i tubi spiralati…….speriamo bene!

  19. Dalila 26 aprile 2017 al 3:28 - Rispondi

    Ciao
    Anche quest’anno ho trapiantato delle piante innestare di pomodori a grappolo. Dopo due giorni la temperatura è calata. Avevo coperto le piante non del tessuto non tessuto e pensavo di aver fatto bene. Ho riscoperto le piante perché la temperatura adesso è favorevole, ma vedo le piante con i rami un po’ bassi… io dico un po’depresse. Le annaffio con regolarità ogni 2/3 giorni e non direttamente sulla pianta. Qualche consiglio?

    • Matteo Cereda 26 aprile 2017 al 7:22 - Rispondi

      La cosa più probabile è una fisiopatia dovuta al freddo, forse il calo di temperatura è stato tale da superare anche il tessuto non tessuto. In questo caso le piante si riprenderanno da sole, se hanno preso freddo da piccole, appena trapiantate potrebbero restarne segnate comunque.

  20. Giuseppe Grave' 27 aprile 2017 al 11:33 - Rispondi

    Buon pomeriggio, Matteo:
    sono Giuseppe, ormai tuo assiduo lettore e ”disturbatore”; scherzo, perche’ so che i tuoi consigli sono utilizzati al meglio da centinaia di estimatori ed ortocultori, spesso dilettanti ome me.
    Ho trapiantato da una settimana una dozzina di piantine di pomodoro, da me allevate dentro casa approfittando di una finestra molto esposta al sole. Purtroppo, il tempo e’ peggiorato con un’abbondante precipitazione che mi ha impedito di proteggere le giovani piante. Apparentemente non hanno subito alcun danno, ma la pioggia e’ stata molta e vorrei usare la poltiglia bordolese come prevenzione. Qual e’ il tuo consiglio al riguardo? Grazie e buon lavoro: Giuseppe.

    • Matteo Cereda 27 aprile 2017 al 12:11 - Rispondi

      Ciao Giuseppe, nessun disturbo, anzi è un piacere rispondere per quel poco che posso. La poltiglia bordolese come già saprai è un anticrittogamico consentito in agricoltura biologica, può essere utile per prevenire malattie ed è corretto usarlo sulle piante di pomodoro (purché non in fiore). Anche se consentita in bio io tendo a non usare la poltiglia bordolese, il rame ha comunque una sua tossicità, questo vuole essere un invito a non abusarne. Nel tuo caso Giuseppe se c’è molta pioggia può essere utile il trattamento, da effettuare a spruzzo, coprendo bene. Ha una durata di dieci o quindici giorni circa. Vale la pena farlo in particolare se oltre all’umidità dovuta alle piogge le temperature si alzano, creando le condizioni ideali per il proliferare delle malattie del pomodoro, se invece resta freddo secondo me puoi evitare il trattamento.

  21. Giuseppe Grave' 27 aprile 2017 al 20:35 - Rispondi

    Buona notte Matteo. Grazie delle indicazioni di cui cerchero’ di fare tesoro. Per darti un’idea della situazione cerco di spiegarla. Ieri la temperatura e’ stata di 26 gradi nelle ore di punta, oggi il termometro segna 27 gradi centigradi e per i prossimi 10 giorni, a parte la notte che tocchera’ il minimo di 14 gradi, per le ore diurne e’ prevista una media di 28 gradi. L’umidita’ ieri era al 100%; oggi all’86 e per i prossimi 10 giorni la media sara’ sul 65-70%.
    Ho preparato la poltiglia bordolese mescolando, dopo averli sciolti separatamente, 10 grammi di solfato di rame ed 8 grammi di idrossido di calcio per ogni litro di acqua.
    Stasera daro’ una prima spruzzata; prima di eseguire un secondo trattamento aspettero’ la sua opinione. Vorrei sapere se la poltiglia bordolese la posso usare anche per le piantine di melanzane e se il prodotto che resta puo’ essere conservato e per quanto tempo.
    Ti auguro una buona notte in braccio a Morfeo: Giuseppe

    • Matteo Cereda 28 aprile 2017 al 6:47 - Rispondi

      Ciao Giuseppe, buongiorno! Mi pare che sia corretto l’uso di precauzioni. La poltiglia bordolese la puoi usare anche sulle melanzane. Purtroppo quello che diluisci dovresti usarlo in giornata, non si conserva una volta miscelato.

  22. Giuseppe Grave' 28 aprile 2017 al 20:01 - Rispondi

    Buona sera Matteo. Avendo dei dubbi sulla possibilita’ di conservare la poltiglia gia’ preparata, ho seguito il mio istinto ed ho preparato in due contenitori di plastica diversi il solfato di rame e l’idrossido di calcio; mescolero’ un poco alla volta i due componenti quando dovro’ usarlo. Ieri ho dimenticato di riferirti un fatto che mi e’ capitato l’anno scorso con il basilico. In famiglia piace il pesto e percio’, ogni anno, basilico ne coltivo parecchio. Il fatto e’ che pur avendo una crescita meravigliosa mi accorsi che la pagina inferiore della foglia, normalmente non esposta al sole, era coperta da un sottilissimo strato grigio che non si toglieva neppure lavato per cui gettai tutto nella spazzatura.
    Gradirei sapere se l’uso della poltiglia e’ consigliabile anche per il basilico o, inalternativa cosa usare per prevenire eventuali infestazioni. Da ricerche fatte tra gli amici sembra che il fenomeno sia stato globale.
    Grazie, come sempre, dei tuoi preziosi consigli.

    • Matteo Cereda 1 maggio 2017 al 0:36 - Rispondi

      Ciao Giuseppe, nel caso del basilico si consumano tutte le foglie, quindi io eviterei qualsiasi trattamento (sono piuttosto rigoroso in questo). Per evitare problemi (che immagino siano di muffe) non piantare dove hai già coltivato e lavora bene il terreno perché sia drenante, se poi si ammala qualche pianta purtroppo fa parte del gioco.

  23. donato 27 maggio 2017 al 16:12 - Rispondi

    Ciao vorrei conoscere il tuo parere, sul spruzzare il verderame, cosi si chiama da queste parti, sulle piante di pomodoro,: quante volte? e se si può usare anche se ci sono pomodori e fiori. Grazie donato da Torino.

    • Matteo Cereda 30 maggio 2017 al 20:56 - Rispondi

      Ciao Donato, il verde rame è un fungicida consentito in agricoltura biologica, utile soprattutto come prevenzione. Personalmente preferisco evitare di usarlo, io combatto le malattie delle piante con una buona preparazione del terreno e con preparati naturali come il decotto di equiseto. Comunque nulla di male a usare il rame, si adopera sul pomodoro soprattutto in primavera. Durante la fioritura invece bisogna evitare di certo.

  24. Mario Battaglia 19 giugno 2017 al 17:48 - Rispondi

    Salve sono Mario da Ferrara. Nel mio orto pianto a rotazione pomodori e altro, ma è un paio di anni che noto la produzione di pomodori calare perché mi si seccano i fiori nuovi in seconda o terza legatura. Come mai? Non ho notato malattie in corso le piante sono belle verdi e molto rigogliose. Grazie per l’eventuale risposta

    • Matteo Cereda 20 giugno 2017 al 10:09 - Rispondi

      Ciao Mario. Può essere un problema di umidità che genera botrite (malattia della pianta) ma se il problema è ricorrente più facilmente è una carenza del terreno. Manca qualche microelemento tipo il calcio o forse c’è un eccesso di fosforo. Prova a concimare bene con humus di lombrico.

  25. Demetrio 24 luglio 2017 al 14:29 - Rispondi

    Grazie!!!

  26. maria 30 luglio 2017 al 16:43 - Rispondi

    Buona sera,
    sto cercando di raccogliere più informazioni possibili sulla coltura del pomodoro e mi siete stati molto utili, perciò vi ringrazio.
    Premetto che sono arrivata a questa coltura per puro caso: una piantina è nata spontaneamente tra i miei fiori e cresceva così robusta e così rapidamente che ho deciso di provare a coltivarla. A maggio l’ho trasferita in un bel vaso, ho concimato con stallatico e in un tempo brevissimo la pianta è diventata alta, è fiorita e ha fruttificato. Adesso è alta circa 150 centimetri e ha otto grappoli di varia grandezza.
    A giugno ho riconcimato, dopo aver cimato ed eseguito la sfemminellatura. Adesso aspetto la maturazione. Vorrei approfittare della vostra esperienza per porre due quesiti:
    1 – Devo effettuare altre concimazioni su questa pianta? Ho usato concime per agricoltura biologica (azoto, potassio, fosforo).
    2 – Siccome sono nate tante piantine di piccadilly, alcune già alte e robuste, quando posso trapiantarle?
    Vi ringrazio dell’attenzione e mi scuso se le domande sono banali.
    Maria

    • Matteo Cereda 31 luglio 2017 al 9:44 - Rispondi

      Ciao Maria, a livello di concimazione se hai preparato il terreno per bene all’inizio non serve concimare ancora, ma ogni terra è una storia a parte, non so consigliarti su questo a distanza. Le piantine se sono sviluppate puoi trapiantarle, ormai siamo in agosto.

      • maria 31 luglio 2017 al 16:40 - Rispondi

        Grazie!
        Continuerò a leggervi per imparare di più.
        Buona serata
        Maria

  27. mattia 9 agosto 2017 al 7:47 - Rispondi

    ciao
    dopo aver piantato pomodori di vario tipo ho ottenuto una discreta produzione poi dalla seconda metà di luglio ad ora le piante hanno smesso di produrre soprattutto la varietà dei ciliegini, non vedo più fiori sulle piante. Ho periodicamente eliminato i germogli ascellari e concimato il terreno secondo le indicazioni standard. Mi sapete dire quale può essere il problema, forse ho cimato le piante troppo in anticipo? Verso la metà di luglio, avevano comunque raggiunto un’altezza di circa un metro e ottanta.
    Inoltre volevo sapere come ovviare al problema di un terreno argilloso.
    Grazie.

    • Matteo Cereda 9 agosto 2017 al 20:47 - Rispondi

      Ciao Mattia, purtroppo non ho modo di capire a distanza come mai le piante hanno smesso di fiorire. I fattori possibili sono miriadi e io non conosco i dettagli della tua coltivazione. Visto il periodo (pieno mese di agosto) posso ipotizzare temperature particolari o irrigazioni errate, ti consiglio se fa troppo caldo di predisporre reti ombreggianti, di evitare di dare l’acqua durante le ore diurne, di non bagnare le foglie ma irrigare la base delle piante. Per il terreno argilloso consiglio molte lavorazioni, concimazione con humus o letame maturo e se è comunque molto pesante si può valutare se mischiare sabbia per renderlo più sciolto e drenante.

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