Combattere la dorifora della patata

la dorifora adulta

Dorifora adulta

La dorifora è un coleottero di origine americana, una volta arrivato in Europa non ha trovato nemici naturali e si è quindi diffuso, diventando un problema per le coltivazioni. Nell’orto attacca in particolare le piante della famiglia delle solanaceae, come patata e melanzana.

Questo insetto ha diverse metamorfosi: dalle uova passa allo stato larvale fino a diventare adulto. Per svernare si rifugia sottoterra, esce quando il terreno supera stabilmente i 10-12 gradi, lo troviamo solitamente a maggio in cerca di cibo.

Una dorifora adulta guidata dall’odore è in grado di percorrere fino a 300 metri per raggiungere le piante solanacee di cui è ghiotta, dopo aver mangiato inizia a volare, si accoppia e depone le uova sul lato basso delle foglie di una pianta sana.

Riconoscere le larve e gli adulti

La dorifora è un insetto che si riconosce facilmente:

  • La larva è semplicissima da individuare sulle foglie di patata: si tratta di insetti tra il rosso e l’arancione, dalla pancia rigonfia, con testa e tubercoli neri. Le sue dimensioni sono di circa 1,5 cm di lunghezza. Le larve di dorifora si trovano più spesso nella pagina inferiore della foglia, ma essendo abbastanza grandi non è difficile individuarle controllando la pianta, anche perché si incontrano in genere in gruppo.
  • L’adulto è poco più piccolo della sua progenie, generalmente intorno al centimetro di lunghezza, e si caratterizza per il corpo giallo rigato di nero, la forma è quella di un tipico coleottero. Essendo volanti è più difficile scorgere gli adulti ma sono insetti gialli e neri davvero semplici da identificare.
  • Le piccole uova gialle si possono trovare appiccicate alle foglie, come le larve sulla pagina inferiore.

Danni portati dalla dorifora

larve di dorifora su una foglia

Larve di dorifora

Questo coleottero fitofago danneggia le piante solanacee, rivolgendo in particolare le sue attenzioni alle patate, sua pianta prediletta, e in seconda battuta alle melanzane e ai pomodori.

Sia la dorifora adulta che l’insetto in fase larvale si cibano di foglie, se si lasciano proliferare nell’orto possono compromettere la vitalità della pianta infestata e defogliare rapidamente le altre solanacee presenti. Quando l’insetto è adulto può spostarsi facilmente tra piante e anche da un campo all’altro.

Il ciclo dell’insetto arriva a due o tre generazioni l’anno, i maggiori danni si riscontrano in genere a maggio, con la prima nascita di larve.

Prevenire gli attacchi dell’insetto

L’unico sistema di prevenzione della dorifora è la rotazione delle colture. Sulle dimensioni di un piccolo orto familiare però questo metodo non può dar molti risultati: se si spostano le patate di pochi metri il coleottero adulto le raggiunge senza difficoltà. Per colture su maggior scala è invece importante non ripetere piante solanacee su uno stesso terreno, in modo da non attrarre dorifore.

La lotta biologica alla dorifora

Il controllo manuale. La lotta alla dorifora in un piccolo orto biologico si fa in primo luogo con controlli manuali, questo semplicissimo metodo funziona molto bene sulle larve, l’importante è prendere per tempo l’infestazione. Se si ispezionano con cura le piante durante il mese di maggio si può intercettare la prima generazione di coleotteri neonati e rimuoverli, tenendo sotto controllo l’insetto senza fare alcun trattamento.

Il vorace tacchino. I tacchini sono ghiotti di dorifore e possono aiutare l’orticoltore che ne abbia un piccolo allevamento nel ripulire le coltivazioni da questi coleotteri.

Il metodo dell’esca. Un buon sistema per far venire allo scoperto le dorifore presenti nella zona è quello di forzare la crescita anticipata di una pianta di patate, che deve esser tenuta riparata al caldo, in modo che a inizio maggio sia già formata e possa essere portata nell’orto. Le dorifore saranno attratte da questa “primizia” e infesteranno la pianta, che funge da esca per permetterci di scovare ed eliminare i coleotteri.

Gli insetticidi. Come insetticidi in agricoltura biologica contro la dorifora è possibile usare il piretro, il bacillus thuringensis, e l’olio di neem. Tutti e tre i trattamenti possono uccidere la dorifora e sono permessi nelle coltivazioni naturali. Il piretro ha il difetto di agire solo per contatto, non è semplice scovare e colpire gli adulti, inoltre si tratta di un prodotto che benché di origine naturale ha una tossicità e può uccidere anche api e coccinelle. L’olio di neem come il piretro colpisce per contatto, è meno efficace ma anche meno tossico per l’ecosistema. Il bacillo invece è adatto solo ad ammazzare le larve, su queste è molto efficace nel bloccare il loro apparato digerente provocandone la morte, mentre non ha effetto sugli esemplari adulti. Esistono diversi ceppi di bacillus thuringiensis, il migliore per la lotta alla dorifora è quello varietà tenebrionis, ma si può usare anche il più diffuso kurstaki. Si tratta di un coleottero che ben si adatta agli insetticidi, creando discendenze sempre più resistenti. Questo rende l’eliminazione manuale di maggio ancora il miglior modo per difendere le patate e le altre colture dalla dorifora.

Metodi di lotta biologica. Esistono anche due metodi di lotta che prevedono l’inserimento nell’ambiente di agenti naturali ostili al coleottero: la Beauveria bassiana, fungo antagonista in grado di far morire l’insetto, e l’imenottero Edovum puttleri, che si nutre delle uova di dorifora ed è quindi utile a fermare la proliferazione.

Articolo di Matteo Cereda

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento. Per restare in contatto puoi iscriverti alla newsletter o seguire la pagina Instagram e Facebook.

2019-06-12T10:21:55+02:00

2 Comments

  1. Aldo 18 Marzo 2016 al 20:24

    Gli articoli sono chiari e sufficienti per avere le risposte fichieste.
    Grazie

  2. Arianna 6 Luglio 2019 al 12:31

    Anche io ho la dorifora sulle piante di melanzana. Io la sto esportando manualmente. Grazie mille. Articolo ben fatto.

Scrivi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.