La Tuta absoluta, altrimenti detta Tignola del pomodoro, o anche minatrice fogliare del pomodoro, è un insetto dell’ordine dei lepidotteri che può fare danni abbastanza consistenti su questa coltura.

Questo parassita è relativamente recente, perché è stato trovato in Italia per la prima volta nel 2008, dando del filo da torcere agli agricoltori professionali del pomodoro e di alcune altre specie.

tuta absoluta

È utile quindi imparare a riconoscere il suo aspetto e come si manifesta, per saperlo identificare per tempo, al fine di contenerne lo sviluppo. Scopriamo come possiamo contrastare la tignola del pomodoro e proteggere le piante con metodi a basso impatto ambientale permessi dal metodo biologico, evitando insetticidi chimici che possono avere ricadute ambientali molto negative.

Tignola del pomodoro: caratteri e ciclo biologico

La tignola dei pomodori è un lepidottero, l’adulto di Tuta absoluta ha un’apertura alare di 9-13 mm, vive per un periodo variabile tra una e 4 settimane e ha abitudini crepuscolari e notturne. Al sud l’insetto passa l’inverno a qualsiasi stadio di sviluppo si trovi, trovando nelle serre l’ambiente più consono allo scopo.

Le femmine depongono dalle 150 alle 250 uova ciascuna, in gruppetti, sulle foglie apicali dei pomodori, più raramente sul fusto e sui sepali. L’uovo è minuscolo: misura appena mezzo millimetro, quindi non è semplice individuarlo a occhio nudo.

Dopo 4 o 5 giorni da ciascun uovo esce una larva che completa il proprio sviluppo entro 20 giorni, per poi incrisalidarsi, ovvero passare alla fase intermedia tra larva e adulto, e assumere la forma definitiva.

tignola del pomodoro

Quali piante dell’orto colpisce

Le colture colpite dalla Tuta absoluta sono soprattutto quelle di pomodoro: nelle regioni meridionali sia quelle all’aperto sia quelle in serra, mentre al nord prevalentemente quelle da serra, in particolare le varietà di pomodori da mensa. Oltre al pomodoro però questo insetto può anche danneggiare le altre solanacee: patata, melanzana, tabacco e peperone, le solanacee spontanee e occasionalmente anche il fagiolino.

Danni della tuta absoluta

Il danno che la Tuta absoluta compie sulla pianta dei pomodori è legato all’attività trofica della larva, che scava mine, ovvero gallerie, dapprima all’interno delle foglie, poi anche dei piccioli, del fusto e infine anche delle bacche, a qualsiasi stadio di maturazione.

Sulle foglie si notano le gallerie, che spesso confluiscono come chiazze decolorate ben visibili, mentre nei frutti ancora verdi la galleria della larva è visibile anche esternamente. Anche il foro larvale appare evidente, anche se è più piccolo rispetto a quello provocato dalla nottua gialla, altro noto lepidottero nocivo, ma è sufficiente a danneggiare il frutto irreparabilmente.

Oltre al danno diretto appena descritto, purtroppo l’attacco della tuta provoca anche dei danni secondari dalle infezioni fungine o batteriche capaci di insinuarsi nei fori larvali.

La tuta absoluta si diffonde anche per mezzo di scambi commerciali di piantine infette, per fortuna però non tramite i tuberi di patata.

Come difendere l’orto dalla tuta absoluta

Non è facile agire per via preventiva contro la tignola del pomodoro, però sicuramente si possono mettere in atto delle azioni utili:

  • Lavorazioni del terreno ad inizio stagione, che estraggono le crisalidi svernanti e le espongono al freddo.
  • Reti antinsetto all’apertura delle serre.
  • Eliminazione tempestiva delle parti di piante attaccate o dei loro residui a fine ciclo.
  • Estirpazione delle solanacee spontanee presenti nei paraggi, come il Solanum nigrum, anche queste possibili ospiti della Tuta.

Lotta biologica

Nelle colture professionali abbastanza estese e nelle serre è conveniente adottare la lotta biologica vera e propria, che consiste nel liberare insetti predatori, che andranno a danneggiare la presenza della tuta absoluta nell’ambiente. Per esempio il miride Macrolophus pygmaeus, insetto molto diffuso nel Mediterraneo che si ciba di afidi, di acari, di bemisia, aleurodidi e anche delle uova della Tuta absoluta.

Il primo lancio deve essere tempestivo perché l’insetto svolga correttamente il suo compito, e sono consigliati anche dei lanci successivi. Leggendo le indicazioni di alcune ditte che vi possono fornire questi insetti, si trova, ad esempio che viene consigliata la presenza di 100 individui ogni 20-30 mq di coltura, e che, aspetto fondamentale, devono essere liberati entro le 24 ore dall’acquisto. Ovviamente la lotta biologica non è compatibile con trattamenti a base di insetticidi non selettivi, che potrebbero uccidere anche il predatore stesso.

Trappole a feromoni

Una difesa molto utile contro la Tuta absoluta, almeno nelle coltivazioni professionali estese e nelle serre, è l’installazione delle trappole a feromoni sessuali. Queste trappole sono di diverso tipo e hanno scopi diversi:

  • La cattura massale vera e propria, che prevede un numero elevato di trappole.
  • Il monitoraggio, finalizzato ad intervenire nel momento più opportuno con un trattamento e che richiede un numero molto inferiore di trappole (vedasi quanto consigliato dalle ditte produttrici).
  • La confusione sessuale. Altro uso dei feromoni sessuali, basato su un concetto diverso è quello della confusione sessuale, pratica che prevede l’installazione nell’ambiente di appositi diffusori che sprigionano gli ormoni, e non servono per la cattura degli insetti ma per evitare gli accoppiamenti.

Trappole alimentari

Il trappolaggio si può fare anche con trappole alimentari, con un’esca attrattiva per i lepidotteri (a base di vino, zucchero, chiodi di garofano e cannella). Le trappole alimentari Tap Trap meritano di essere approfondite e sono un metodo ideale per hobbisti e piccola agricoltura, evitando il costo delle trappole a feromoni e ottenendo comunque ottimi risultati.

Trattamenti insetticidi eco-compatibili

Possiamo difendere le piante di pomodoro con trattamenti insetticidi ammessi anche in agricoltura biologica, che sono in grado di contrastare la tuta absoluta.

Per esempio il Bacillus thuringiensis, è selettivo e agisce proprio su una serie di lepidotteri nocivi tra cui la tignola del pomodoro, colpendo le larve, oppure con l’Azadiractina (conosciuta meglio come olio di neem) o con lo Spinosad.

Per le dosi, le diluizioni e altre modalità d’uso e precauzioni da adottare contro la tuta absoluta, è fondamentale attenersi a quanto riportano le confezioni o le etichette delle case produttrici.

Articolo di Sara Petrucci, illustrazioni di Marina Fusari.

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