biotrappola alimentareChi coltiva un frutteto familiare vuole ottenere frutti sani ma anche genuini, sarebbe un controsenso il ricorso a insetticidi tossici per proteggerlo dai parassiti. Anche molti rimedi consentiti in agricoltura biologica hanno una certa tossicità e non fanno distinzione tra insetti dannosi e insetti utili, per cui possono uccidere le api e gli altri preziosi impollinatori.

Difendere il frutteto non significa per forza di cose ricorrere a trattamenti insetticidi nocivi per l’uomo e per l’ambiente, esistono anche metodi naturali per contrastare le avversità. Uno dei più interessanti è l’uso di trappole alimentari, che attirano i parassiti e li catturano. In questo modo non si usa nessun trattamento e si riesce a colpire gli insetti in modo selettivo, salvaguardando le api e gli altri preziosi impollinatori.

Tap Trap è il tappo trappola ideato da Roberto Carello, un prodotto utilissimo e al tempo stesso molto semplice nell’uso, che può essere valido tanto per la coltivazione professionale quanto per un giardino familiare, potete acquistarlo qui. Una trappola molto simile ma applicabile a vasi in vetro è Vaso Trap.

Il metodo delle biotrappole permette di tenere sotto controllo molti insetti dannosi: a seconda dell’esca alimentare inserita si contrastano diverse tipologie di parassiti, salvaguardando gli insetti amici. Queste trappole sono alla portata di tutti: l’esca si prepara usando alimenti facilmente reperibili e come contenitore si riciclano le bottiglie di plastica.

Le caratteristiche di Tap Trap

Il tappo trappola è realizzato in plastica dura, ha un anello superiore che permette di appenderlo ai rami degli alberi e un aggancio adattabile a qualsiasi bottiglia di plastica.

il tappo trappolaLa forma del tappo. I contadini da secoli usano contenitori artigianali con esca alimentare, non è difficile autoprodurre rudimentali trappole forando bottiglie di plastica. Tap Trap parte dallo stesso presupposto ma ha molte migliorie, dovute allo studio attento di ogni dettaglio: il tappo preserva l’esca da piogge ed evaporazione, la forma crea un cono d’ombra per ottimizzare il ristagno dell’odore.

La bottiglia. L’esca alimentare che attirerà gli insetti si inserisce in semplicissime bottiglie (le classiche bottiglie di plastica da 1500 ml delle bibite o dell’acqua minerale). L’aggancio di Tap Trap si fissa al collo della bottiglia, che diventa parte integrante della trappola. Si tratta quindi di un riuso ecologico ma anche economico: il contenitore dell’esca non ha costo e può esser cambiato spesso senza spese. L’esca alimentare e gli insetti catturati restano nella bottiglia, evitando di sporcare il tappo: in questo modo vuotare la trappola è molto veloce, basterà sostituire la bottiglia.

Il colore. La trappola è cromotropica: il color giallo accesso di Tap Trap è attrattivo e consente di catturare un maggior numero di insetti.

Il tappo rosso per la Drosophila. Il tappo standard è realizzato di colore giallo e ha l’obiettivo universale di attrarre la maggior parte degli insetti. Esiste una versione di Tap Trap in colore rosso, specificamente realizzata per la cattura della Drosophila Suzukii. Questo moscerino della frutta di origine asiatica si è diffuso enormemente negli ultimi anni ed è un flagello per molte colture, ad esempio colpisce molto spesso il ciliegio e i piccoli frutti. Il colore rosso è quello che meglio richiama la Drosophila. L’esca agrodolce che si usa per questo moscerino può attrarre anche qualche calabrone, ma comunque nessun insetto utile al frutteto.

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Quali insetti catturare con le biotrappole

Le biotrappole sono ideali per la cattura autunnale e primaverile di molti insetti, a seconda dell’esca alimentare predisposta si attraggono diversi parassiti.

Per vivere il giardino in serenità possono attirare in trappola mosche comuni, calabroni e vespe, tra i nemici di orto e frutteto con Tap Trap è possibile liberarsi di Drosophila Suzukii, mosca dell’olivo, mosca della frutta e di molti lepidotteri (nottue, tignole, sesia, carpocapsa).

La maggior parte dei trattamenti insetticidi, anche molti di quelli consentiti in agricoltura biologica (come ad esempio il piretro), non fanno differenze e colpiscono tanto gli insetti dannosi quanto le api. Il bello delle biotrappole è la loro selettività: attirano solo gli insetti per cui è pensata l’esca: mentre gli insetti pronubi che amano il polline non entreranno nella bottiglia.

trappola per moscerino della frutta

Le ricette: come autoprodurre esche alimentari

L’esca da mettere nella bottiglia è diversa a seconda dell’insetto che si vuole eliminare. Qui di seguito le ricette utili a richiamare i peggiori nemici del frutteto, bisogna tener presente di riempire la bottiglia per meno di metà, la quantità ottimale è un terzo del contenitore. Per questo di seguito trovate le ricette delle esche dosate sulla produzione di mezzo litro di preparato, adatto a riempire una trappola.

Mosche della frutta: l’esca contro mosca della frutta e mosca dell’olivo si produce con mezzo litro di ammoniaca liquida non profumata e qualche pezzo di pesce crudo (ad esempio teste di sardina).

Mosche comuni: mezzo litro d’acqua e qualche scarto di pesce.

Vespe e calabroni: ci sono diverse semplici ricette in grado di attrarre le vespe, si può usare mezzo litro di birra, dolcificato con 2 cucchiai di zucchero o miele, oppure mezzo litro d’acqua, un bicchiere di aceto di vino rosso e 3 cucchiai di zucchero o miele, oppure ancora vino bianco dolce, dolcificato con zucchero o miele e con un bicchierino di sciroppo alla menta.

Lepidotteri: un litro di vino, 6/7 cucchiai di zucchero, chiodi di garofano e cannella, da far macerare 15 giorni e poi diluire in tre litri d’acqua, si ottengono così circa 4 litri di esca, che possono riempire otto trappole.

Drosophila Suzukii: per catturare questo moscerino dei piccoli frutti si riempie la bottiglia con 250 ml di aceto di mele, 100 ml di vino rosso, un cucchiaio di zucchero.

Come e quando posizionare la trappola

Le biotrappole vanno appese ai rami della pianta, all’altezza di circa un metro e mezzo o due, in posizione esposta al sole (quindi tendenzialmente verso sud). A volte la posizione giusta si trova con l’esperienza: se l’esca non cattura molto si deve spostare fino a individuare il posto migliore. Conviene mettere almeno una trappola per pianta. L’esca dura tre o quattro settimane, poi meglio cambiarla, anche perché se fa il suo lavoro e c’è parecchia cattura, gli
insetti macerano nella bottiglia, che diventa interessante solo per le mosche. Rinnovare l’esca significa quindi avere un attrattivo sempre efficace.

Il momento più adatto per mettere le trappole è la primavera, cercando di intercettare le prime generazioni. Difficilmente le trappole uccideranno tutti gli insetti presenti nel frutteto o nel giardino, ma se vengono disposte correttamente riducono la popolazione del parassita al punto da rendere il danno portato insignificante. Catturare un insetto di prima generazione vuol dire eliminare tutta la sua potenziale stirpe, non bisogna dimenticare che ci sono parassiti in grado di moltiplicarsi al ritmo di cinque o sei generazioni all’anno. Per questo è fondamentale usare Tap Trap dalla primavera.

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Articolo di Matteo Cereda

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