Può capitare di trovarsi mele bacate sugli alberi, con una larva all’interno del frutto. Il colpevole in genere è la carpocapsa, una farfalla che ha la sgradevole abitudine di fare le uova proprio nelle mele e nelle pere.

Dall’uovo di questo insetto nasce un piccolo bruco, che viene chiamato appunto “verme delle mele”. La larva di carpocapsa si nutre della polpa del frutto, scavando gallerie che provocano poi marciume interno. La carpocapsa se non viene contrastata può arrivare a rovinare quasi totalmente il raccolto.

pera danneggiata dalla carpocapsa

Ci sono diverse strategie per proteggere melo e pero da questo lepidottero, la più semplice, economica ed ecologica è l’impiego di trappole alimentari.
Scopriamo come realizzare queste trappole e come utilizzarle in modo efficace.

Quando bisogna mettere le trappole

trappola verme del melo

Per limitare le carpocapse è fondamentale mettere le trappole a inizio stagione (fine aprile o maggio a seconda del clima). Teniamo conto di avere le trappole attive quando le temperature superano i 15 gradi.

Quando il melo o il pero cominciano a fiorire è bene che le trappole siano pronte. In questo modo sull’albero non ci saranno ancora frutti formati e la trappola sarà l’unico attrattivo. Quando ci saranno mele disponibili ormai la popolazione locale di carpocapsa sarà già stata decimata dalle catture.

Esca fai da te per carpocapsa

Le trappole alimentari hanno come principale attrattivo un’esca, che rappresenta un nutrimento appetibile per l’insetto target. Questo permette alla trappola di essere selettiva, ovvero di catturare solo un certo tipo di insetti.

Nello specifico per la carpocapsa prepariamo un’esca attraente per i lepidotteri. La stessa ricetta è utile a catturare anche altri parassiti (tignole, sesie).

Ecco la ricetta dell’esca:

  • 1 litro di vino
  • 6-7 cucchiai di zucchero
  • 15 chiodi di garofano
  • Mezza stecca di cannella

Bisogna lasciare macerare per 15 giorni e poi diluire in litri di acqua. Otteniamo così 4 litri di esca, sufficiente a realizzare 8 trappole.

Se non abbiamo a disposizione i 15 giorni per la macerazione possiamo far bollire il vino con gli stessi ingredienti riportati nella ricetta, in modo da ottenere l’esca rapidamente.

Costruire la trappola per vermi delle mele

Le trappole che contengono l’esca devono richiamare l’attenzione dell’insetto, oltre a permetterne l’ingresso ma non la fuoriuscita.

Per il richiamo è importante un colore giallo sgargiante, che unito al profumo dell’esca faccia da attrattiva.

Possiamo autocostruire la trappola per carpocapsa semplicemente forando delle bottiglie di plastica e verniciandone la sommità, vi consiglio però di acquistare i tappi trappola Tap Trap.

Con Tap Trap otterrete una trappola più comoda e più efficace, a fronte di un investimento molto basso. Per trappola fai da te avreste una spesa ricorrente per la vernice gialla, mentre i tappi trappola sono eterni..

Tap Trap si aggancia su una normale bottiglia di plastica da 1,5 litri, che farà da contenitore dell’esca.

Vantaggi del tappo trappola:

  • Attrattiva cromatica. Il colore è stato studiato per richiamare gli insetti nel migliore dei modi. Non sarebbe banale ricreare lo stesso giallo acceso e uniforme con una vernice.
  • Forma ideale. Anche la forma di Tap Trap è frutto di anni di prove, studi e modifiche. Si tratta di un brevetto. Massimizza la comodità d’uso, la diffusione dell’odore dell’esca e intrappola alla perfezione gli insetti.
  • Risparmio di tempo. Invece di dover costruire ogni volta la trappola, con Tap Trap è sufficiente cambiare bottiglia. Visto che l’esca è da sostituire ogni 20 giorni circa, dotarsi di tappi trappola è davvero una comodità.

Per ogni trappola mettiamo mezzo litro circa di esca (non dobbiamo riempire le bottiglie, serve spazio per l’ingresso degli insetti e per una corretta diffusione dell’odore).

Dove mettere le trappole

Le trappole per il verme delle mele vanno appese ai rami dell’albero da proteggere (proprio come fossero frutti). L’ideale è appenderle ad altezza d’uomo, in modo che siano comode da controllare e sostituire.

L’esposizione ottimale è sud ovest, la trappola deve essere bene in vista, per richiamare al meglio l’attenzione degli insetti.

Quante trappole servono

Una trappola ogni albero può essere sufficiente, se le piante sono grandi e isolate possiamo metterne anche due o tre.

Un consiglio furbo: se avete dei vicini che hanno anche loro meli e peri, valutate di regalare a loro un paio di trappole. Più sono diffuse, meglio funzioneranno.

La manutenzione delle trappole

Le trappole per carpocapsa vanno controllate periodicamente. L’esca deve essere sostituita ogni 20 giorni circa.

Con Tap Trap è un lavoro veloce, sganciando la bottiglia e sostituendola con un’altra contenente l’esca nuova.

Le trappole funzionano davvero?

La risposta secca è . Le trappole alimentari sono un metodo efficace e testato, la ricetta è collaudata, il tappo trappola Tap Trap è appositamente studiato allo scopo.

Perché le trappole funzionino però bisogna realizzarle in modo corretto e posizionarle al momento giusto. In particolare vanno usate a inizio stagione: sono un metodo preventivo, non possono risolvere una forte presenza di carpocapsa in corso.

Detto questo con le trappole non si elimina necessariamente l’intera popolazione di carpocapsa. Può essere che qualche mela venga comunque bacata dal verme.

Lo scopo del trappolaggio è ridurre il danno, fino a farlo diventare un problema trascurabile. Questo è un concetto importante da capire per fare coltivazione biologica: non abbiamo l’obiettivo di sterminare totalmente un parassita. Semplicemente vogliamo trovare un equilibrio in cui il parassita non porti un danno rilevante.

Il fatto che nel nostro ambiente resti qualche carpocapsa è positivo, perché permetterà anche la presenza di predatori di quel tipo di insetto, che magari limitano anche altri problemi. Coltivando andiamo a inserirci in un ecosistema complesso, dove ogni elemento ha un ruolo, dobbiamo sempre intervenire in punta di piedi.

Per questo il metodo delle trappole alimentari è da preferire all’uso di insetticidi che possono sterminare forme di vita in modo più brusco e meno selettivo.

Articolo di Matteo Cereda. In collaborazione con Tap Trap.