Misurare il ph del terreno

cartina tornasole per misura del ph

Il valore del ph è un elemento molto importante da conoscere prima di fare l’orto: infatti ha notevoli implicazioni sulle coltivazioni, perché ha influenza sulla capacità delle piante di assorbire elementi nutritivi. Il valore di pH è strettamente legato alla presenza di calcio, che è il più importante tra i microelementi che servono agli ortaggi per crescere forti e sani nel nostro orto.

Ogni pianta ha un valore di pH “preferito”, che corrisponde alla condizione ideale per la sua attività. Ad esempio la maggior parte degli ortaggi chiede un substrato neutro, compreso tra 6 e 7, mentre i piccoli frutti sono piante acidofile, che prediligono valori di pH più bassi, intorno ai 4,5 / 5.

Nell’agricoltura da reddito le analisi del suolo vengono generalmente fatte fare in laboratorio, nell’orto familiare non si può certo sostenere la spesa che comporterebbe questo tipo di analisi. Fortunatamente il pH si può anche rilevare in proprio in modo molto semplice, utilizzando una  cartina tornasole reperibile in qualsiasi farmacia.

Quando si decide di iniziare a coltivare un terreno conviene fare una piccola analisi del suolo in proprio, tra le varie cose utili da indagare non può mancare la misura del ph.

Come misurare il ph con una cartina tornasole

Comporre un campione medio del terreno. Per prima cosa volendo misurare il ph correttamente occorre procurarsi un campione di terra. Perché il campione sia rappresentativo deve essere composto dalla somma di sotto campioni, prelevati in punti diversi dell’orto. La terra deve essere presa a circa 10 centimetri di profondità, facendo quattro o cinque prelievi che andremo a miscelare. Se si è appena effettuata una concimazione ha poco senso misurare il ph, perché le reazioni provocate dalla sostanza organica aggiunta alterano i valori.

Uso della cartina tornasole. Un cucchiaio di terra di campione deve esser messo in un bicchiere d’acqua distillata, che verrà poi agitato mescolando. Per una misura più precisa bisogna tenere il rapporto di 10 grammi di terra ogni 25 ml di acqua. E’ importante che l’acqua sia distillata perché altrimenti la composizione dell’acqua altera la misurazione. Nella soluzione di acqua e terra si immerge la cartina tornasole, il tempo di immersione viene specificato sulla confezione. A seconda del colore che si rileva sulla cartina si ottiene la misura di ph.

Valutare i risultati. Il terreno neutro è quello con ph 7, valori superiori sono quelli dei suoli alcalini, sotto il 6 si hanno terreni tendenti all’acido. Se dalla misura risulta un terreno compreso tra 6 e 7 sarà ottimo per la maggior parte degli ortaggi. Quando il ph è inferiore a sei occorre renderlo più alcalino, si può provare a correggerlo con un apporto di calcio.

Eventuali correzioni. Se abbiamo un terreno acido per ogni punto di ph da recuperare possiamo apportare calce idrata nella dose di 400 grammi ogni metro quadro di orto. Questa operazione è consentita in agricoltura biologica, non deve essere fatta in presenza di sostanza organica (compost o letame) ma su terreno pulito. Meglio procedere per gradi e correggere pian piano il ph, variando per mezzi punti e ripetendo piuttosto l’operazione dopo alcuni mesi. Se il ph è maggiore di 7 il terreno è alcalino o basico, si deve intervenire mischiando torba bionda per renderlo acido.

Cos’è il valore pH

Il pH di un terreno è la misura numerica dell’acidità, ossia della concentrazione di ioni di idrogeno (H+) nella cosidetta “fase liquida” del suolo, ovvero la soluzione circolante. L’acidità di un terreno è determinata dal rapporto tra ioni idrogeno e ioni ossidrile, i composti chimici sciolti nell’acqua presente nel suolo concorrono alla variazione di questo valore. Il ph ha un importante influsso su tutta una serie di reazioni che avvengono in natura ed è determinante per la vita dei microrganismi del suolo. Di conseguenza ha effetti anche sull’attività dell’apparato radicale delle piante. La misura teorica di ph oscilla tra zero e 14, dove più il valore è basso e più il terreno è acido. Intorno al 7 abbiamo la terra neutra mentre sopra si hanno suoli basici o alcalini.

Ph e vita vegetale

Il ph interferisce sulle coltivazioni e per questo è utile misurarlo anche per un semplice orto. Senza addentrarci troppo nelle specifiche implicazioni chimiche e fisiche dell’acidità possiamo dire che l’effetto principale per i vegetali sta nel favorire o meno l’assorbimento di determinati micro elementi. Un terreno acido favorisce l’assorbimento di elementi come il ferro, il rame e lo zinco, mentre altri, come calcio e magnesio, vengono assorbiti facilmente in ambienti alcalini.

Ogni pianta ha un differente bisogno di elementi nutritivi, per cui può trovarsi meglio su suolo acido o neutro, più raramente su terreni basici. La gran parte degli ortaggi prediligono un suolo tra i 5,5 e i 7 (quindi neutro o solo leggermente acido), anche gli alberi da frutto sono mediamente sugli stessi valori. Alcune piante preferiscono valori inferiori, ad esempio il melo (ph ideale tra 5 e 6) e le patate (ph tra 4,5 e 6). I piccoli frutti invece sono arbusti acidofili e vivono bene dove il terreno ha valori di ph inferiori al 6.

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5 Commenti

  1. giuseppe 8 agosto 2016 al 9:30 - Rispondi

    ogni volta che gli ortaggi escono fuori si seccano.non riesco proprio a capire il motivo. invece quelli che sono vicino a me fanno della buona roba. chi mi può spiegare il perchè.

    • orticoltore 8 agosto 2016 al 9:35 - Rispondi

      Possono essere tantissimi fattori, impossibile aiutarti senza vedere dove e come coltivi.

  2. giuseppe 8 agosto 2016 al 9:35 - Rispondi

    ho paura che qualche d’uno mi faccia qualche brutto scherzo..

  3. Gianluigi 12 settembre 2017 al 16:03 - Rispondi

    Salve, vi ringrazio per il servizio che offrite. Penso che non sia corretta la frase “se il terreno è basico, si apporta calce idrata” dato che questa è a maggior ragione basica e si aumenterebbe ancor di più la basicità. Credo che volevate dire che nel caso in cui il terreno fosse acido si aggiunge calce idrata.
    Volevo chiedervi dopo quanto tempo più o meno sarebbe da ripetere il test per vedere efficacemente la correzzione effettuata nel terreno. Grazie mille!

    • Matteo Cereda 13 settembre 2017 al 6:33 - Rispondi

      Buongiorno Gianluigi, grazie per aver scovato un refuso, ora corretto! Io direi di aspettare un paio di settimane dopo aver messo la calce.

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