Lo zolfo contro le malattie delle piante

zolfoLo zolfo è utilizzato in agricoltura da molto tempo, proprio come il rame, si tratta di uno dei trattamenti che si possono impiegare contro le malattie delle piante.

In particolare lo zolfo è un prodotto utile per la difesa dall’oidio, una patologia vegetale chiamata anche “mal bianco”, causata da tanti diversi ceppi di funghi specifici che portano tutti a sintomatologie simili.

Lo zolfo è un anticrittogamico ammesso anche in agricoltura biologica, quindi può essere utilizzato dalle aziende agricole certificate e anche dai privati per la cura dell’orto, delle piante da frutto e ornamentali.

Modalità di azione

Quando lo zolfo entra in contatto con il micelio e le spore del fungo patogeno, penetra nelle loro cellule grazie alla sua liposolubilità, rompendone la membrana e causandone la fuoriuscita dell’acqua, e quindi la disidratazione e la morte.

Lo zolfo svolge questa azione quando si trova allo stato di vapore, con almeno 18-20 °C di temperatura ambientale nel caso di prodotti a grana grossa, e a partire già dai 10 °C per gli zolfi più fini. Non funziona quindi a temperature basse e anche con un’elevata umidità dell’aria la sua efficacia si riduce.

Le avversità da cui protegge

Lo zolfo è un antioidico per eccellenza, usato ampiamente dal 1800, e per la sua buona efficacia trova uso non soltanto in agricoltura biologica, ma anche in quella convenzionale.

Oltre alla difesa dall’oidio, tuttavia, presenta anche un certo effetto contro altre malattie delle piante, ad esempio si usa per la monilia delle drupacee (pesco, albicocco, susino e ciliegio), contro la botrite e contro gli acari.

oidio sulla foglia di zucchina

Su quali colture si usa. Lo zolfo si può usare sulle colture orticole e frutticole, sulla vite e sulle varie piante ornamentali colpite da oidio. Nell’orto è frequente il suo impiego su zucche e zucchine, essendo piante facilmente soggette al mal bianco.

Prodotti a base di zolfo

I diversi prodotti a base di zolfo si distinguono tra loro per le modalità di impiego, che può essere innanzitutto di due tipi: per trattamenti in polvere e per trattamenti liquidi, questi ultimi più recenti rispetto ai primi.

Un altro criterio di distinzione tra i vari formulati è basata sulle dimensioni delle particelle di zolfo, perché più queste sono fini, più sono capaci di agire a basse temperature. Gli zolfi bagnabili, quelli per trattamenti liquidi, offrono un’azione più pronta rispetto a quella dei polverulenti, anche grazie al fatto che hanno particelle più fini, ma hanno una persistenza minore. Di prodotti a base di zolfo registrati in commercio se ne trovano molti, per cui nell’orientarsi sulla scelta bisogna leggere bene le informazioni riportate sulle schede tecniche.

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Utilizzo e dosaggi nei trattamenti

Come per la distribuzione di qualsiasi altro prodotto, anche per lo zolfo bisogna attenersi scrupolosamente a quanto riportato sulle confezioni del formulato che si acquista, quanto alle modalità di applicazione, alle dosi e alle precauzioni per la propria salute e per l’ambiente. Per un’ottima efficacia del prodotto, bisogna utilizzarlo alla comparsa dei primissimi sintomi della patologia, in modo tale da bloccarla per tempo, e cercare di coprire uniformemente la superficie fogliare.

Lo zolfo non è miscibile con antiparassitari a reazione alcalina come la poltiglia bordolese e i polisolfuri, e neanche con i prodotti microbiologici come la Beauveria bassiana e Ampelomyces quisqualis.

I trattamenti a base di zolfo possono essere ripetuti più volte nella stagione primaverile-estiva, ricordando di far trascorrere circa tre settimane da un trattamento con lo zolfo e uno con gli oli minerali, che si usano all’occorrenza contro le cocciniglie. Il tempo di carenza dello zolfo è di 5 giorni, e quindi dopo il trattamento bisogna aspettare 5 giorni prima di raccogliere i prodotti.

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Tossicità e dannosità per l’ambiente

Lo zolfo non deve essere utilizzato quando le temperature sono troppo basse, perché fondamentalmente risulta inutile, ma anche col caldo eccessivo bisogna evitarlo perché diviene fitotossico.

Già a 30°C può causare bruciature sulle piante trattate, e quindi in estate piena è meglio evitarlo o scegliere le giornate e le ore più fresche della giornata per distribuirlo. Comunque si trovano alcuni zolfi particolari, fatti di microgranuli idrodispersibili, che riducono questo inconveniente.

Lo zolfo può essere tossico verso alcuni insetti utili e dato che presenta anche un certo effetto acaricida, agisce purtroppo anche contro gli acari predatori.

Alternative allo zolfo

Data la fitotossicità dello zolfo col caldo, va da sé che bisogna pensare a delle alternative, soprattutto per trattare le cucurbitacee (zucche, zucchine ecc) che notoriamente in estate si ammalano spesso di oidio. Inoltre, proprio sulle zucchine, usare lo zolfo significa rinunciare al raccolto per i 5 giorni di tempo di carenza, e questo è un inconveniente non da poco, visto che le zucchine producono frutti quotidianamente.

Un prodotto molto valido ed ecologico da usare in questi casi in alternativa è a base del fungo buono Ampelomyces quisqualis, un biofungicida attivo contro l’oidio, di cui esistono formulati registrati ufficialmente per le seguenti colture: vite, rosa, cucurbitacee, solanacee e fragola.

Di solito anche i trattamenti al bicarbonato di sodio sono funzionanti e validi contro l’oidio, mentre tra i corroboranti e stimolanti delle difese naturali delle piante troviamo le farine di roccia come le zeoliti, utili per prevenire le malattie e vari attacchi parassitari.

La normativa di riferimento sullo zolfo in agricoltura biologica

Lo zolfo è uno dei prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica e riportati nell’Allegato II del Reg CE 889/08, uno dei riferimenti europei sulla certificazione biologica, che resterà in vigore fino al 2021. Anche i nuovi Regolamenti europei sull’agricoltura biologica che sostituiranno gli attuali, lasciano la possibilità di utilizzare lo zolfo nei trattamenti.

In Italia il Decreto Ministeriale 6793 del 2018 ribadisce la possibilità, per le aziende agricole certificate biologiche, di ricorrere ai prodotti presenti in nell’elenco dell’allegato II, previa dichiarazione documentata che ne attesta la necessità.

Come per gli altri prodotti fitosanitari, per l’uso professionale dello zolfo bisogna essere in possesso del patentino.

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Articolo di Sara Petrucci

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2019-05-24T12:00:49+02:00

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