Come coltivare i mirtilli

pianta dei mirtilliPiccoli e dolcissimi frutti, caratteristici delle zone di montagna, dove si trovano selvatici, ma coltivabili in gran parte degli orti… I mirtilli sono una pianta davvero interessante da coltivare perché resistente al gelo e poco soggetta alle malattie. Questi piccoli frutti appartengono alla famiglia delle ericacee e in questa al genere dei vaccinium.

La pianta del mirtillo è un arbusto rustico, come tutti i frutti di bosco richiede un terreno abbastanza acido. La sua debolezza sta nelle sue radici molto superficiali: attenzione a non zappettarle togliendo le erbe infestanti, proprio a causa delle radici che non vanno molto in profondità è utile tenere sempre ben umido il suolo. Forma dei cespuglietti gradevoli da vedere e semplici da tenere ordinati, adatti anche a decorare angoli di giardino.

Clima e terreno adatti al mirtilleto

Clima. Esistono diverse varietà di mirtillo, scegliendo quella giusta si possono far crescere queste bacche praticamente in ogni zona d’Italia. In genere le piante di mirtillo prediligono climi freddi, poiché temono un eccessivo caldo estivo, mentre resistono senza timore a inverni gelidi. Non per niente è un arbusto che si trova molto diffuso spontaneo in montagna. Nelle zone fresche può stare tranquillamente in pieno sole, con ottimi risultati, l’ideale è tenerli al riparo dal vento.

Terreno. Il mirtillo è una pianta fortemente acidofila, vale a dire che richiede un terreno acido, con ph tra il 4,5 e il 5,3 (vedi come misurare il ph del terreno), questa caratteristica è comune a molti frutti di bosco.  Ad acidificare il terreno per prepararlo all’impianto di questi piccoli frutti possono essere varie sostanze: fondi di caffè, torba, aghi di pino, foglie di quercia. La terra inoltre deve essere drenante, senza ristagni.

Concimazione. La prima concimazione di fondo si attua al momento dell’impianto, con letame maturo o compost. Si può poi aggiungere sostanza nutritiva una o due volte all’anno, per questa operazione va benissimo lo stallatico in pellet. Al momento del trapianto è molto positiva l’azione dell’humus che aiuta il radicamento.

La semina, la talea e il trapianto

le bacche di mirtilloPartire dal seme. Le bacche contengono dei semini molto piccoli e di non facile germogliazione. Per questo motivo non è molto diffusa la semina del mirtillo e si preferisce in genere acquistare la piantina in vivaio. Chi volesse cimentarsi può comunque mettere in vasetto i semini a inizio primavera. Proprio perché delicati e non semplici da far germinare è consigliabile mettere più di un seme ogni vasetto, diradando in un secondo momento.

Propagazione per talea. Se avete già una pianta di mirtillo da cui partire non occorre necessariamente acquistarne altre, è possibile propagare nuove piantine col metodo della talea. La talea del mirtillo si effettua staccando un ramo dalla pianta madre e inserendolo in un vasetto di terreno sufficientemente acido. Durante la fase di radicazione del rametto è importante che il terreno non secchi mai completamente, per cui bisogna innaffiare spesso. Si consiglia di fare l’operazione a inizio primavera, trapiantando prima del caldo o dopo l’estate.

Trapiantare i mirtilli. Le piantine di mirtillo si trapiantano tra settembre e maggio direttamente nell’orto, ovviamente evitando i mesi in cui la terra è gelata e molto dura. Per le dimensioni del cespuglio occorre lasciare oltre un metro tra ogni pianta e almeno due metri e mezzo tra le file. Per trapiantare si scava una buchetta, che si può riempire con una manciata di torba e una di humus di lombrico. Dopo il trapianto è importante bagnare le giovani piantine e continuare nelle tre settimane successive a bagnare con frequenza.

Coltivazione del mirtillo

Primo anno di coltivazione. Nel primo anno dall’impianto il mirtilleto non fruttifica in maniera significativa, si aspetterà il secondo anno per ottenere le bacche, è utile rimuovere tutti i fiori per favorire lo sviluppo delle radici. Nei primi due anni si possono evitare le potature alle piante, limitandosi appunto alla rimozione dei fiori.

Pacciamatura. Per le piante di mirtillo la pacciamatura è molto indicata, sia per evitare erbe infestanti che per tenere umido il terreno. Particolarmente favorevole può essere l’uso di foglie di quercia o aghi di pino (pacciamature acide), che mantengano il ph del suolo corretto per questo frutto di bosco.

Irrigazione. Il mirtillo teme la siccità perché ha radici molto superficiali e richiede quindi un frequente apporto idrico. Per bagnare il mirtillo bisogna evitare di usare acqua troppo calcarea, che contribuisce a rendere basico il terreno, attenzione quindi a quello che esce dal vostro rubinetto.

cespuglio di mirtilli

Potatura delle piante. La potatura delle piante di mirtillo si effettua a partire dal terzo anno di coltivazione ed è un’operazione da fare dopo l’inverno oppure in seguito alla caduta delle foglie autunnali. Per potare i mirtilli bisogna accorciare i rami e diradarli, l’operazione permette alla pianta di produrre bacche di maggior dimensione e favorisce il circolo d’aria, è utile quindi anche a prevenire malattie.

Impollinazione. Come tutte le piante da frutto il mirtillo produce le sue bacche in seguito all’impollinazione fra i fiori, la pianta è auto fertile, ma avere più di una varietà ha un’effetto positivo sulla fruttificazione.

Coltivazione in vaso

Il mirtillo si può coltivare anche sul balcone, in questo caso occorre scegliere un vaso di buon diametro, minimo 30 centimetri, e un terriccio per piante acidofile. Bisogna bagnare spesso i vasi, nei momenti caldi anche quotidianamente, per evitare che la terra secchi. E’ opportuno concimare almeno una volta all’anno.

Patologie del mirtillo

I mirtilli sono una coltivazione poco soggetta a problemi di malattie, quindi molto facile da coltivare e adattissima al metodo biologico.

Clorosi ferrica. Non si tratta di una vera malattia ma di una fisiopatia, che si manifesta con un ingiallimento delle foglie. La clorosi ferrica è data da una mancanza di ferro che provoca una minor fotosintesi, da qui la perdita del verde dovuto alla clorofilla. In questo caso la pianta necessita di chelato di ferro per tornare verde nell’immediato, mentre il suolo del mirtilleto deve esser reso più acido per tornare ad avere un equilibrio nutritivo adatto a questo piccolo frutto.

Marciume radicale. La pianta del mirtillo non è molto soggetta a problemi di malattie funginee, tuttavia se il terreno non drena il ristagno di acqua può causare un marciume a livello radicale, che uccide la pianta. Per prevenirlo è sufficiente una corretta lavorazione del suolo, dove la terra è molto argillosa si può mischiare della sabbia prima di impiantare i mirtilli. Molto utile per evitare marciumi è l’utilizzo di micorrize, scegliendo prodotti con trichoderma, fungo antagonista del marciume.

Antracnosi. Questa malattia si nota sui frutti, che invece che maturare avvisiscono e ammuffiscono. La prevenzione si attua garantendo una buona areazione nei cespugli grazie alle potature, evitando di tardare nella raccolta e rimuovendo con tempestività rametti che danno frutti infetti.

Botrite o muffa grigia. La malattia si manifesta generalmente sui fiori, che scuriscono e si trovano coperti di una muffetta di colore grigio, si verifica in caso di piogge frequenti durante il periodo di fioritura. Anche in questo caso una buona lavorazione del terreno e corrette potature aiutano a prevenire.

Insetti e parassiti

Afidi e cocciniglia. Non sono molto frequenti ma questi piccoli insetti possono danneggiare il mirtilleto se la melata veicola virosi e altre malattie o si forma sul frutto. Per combatterli rimando all’articolo su come difendersi dall’afide.

Lepidotteri. Le larve di lepidottero sono nocive in particolare a primavera, quando danneggiano direttamente il fiore o il frutto. Il bacillus thuringensis è un buon prodotto atossico per l’uomo che aiuta a fronteggiare questi bruchi.

Drosophila suzukii o moscerino della frutta. Parassita orientale che si è diffuso negli ultimi anni e che attacca sovente il frutteto (vedi approfondimento sulla Drosophila). Contro i moscerini della frutta si possono predisporre anche trappole che consentano una cattura biologica, le bio trappole alimentari Tap Trap e Vaso Trap (di colore rosso) possono fare un buon lavoro di cattura.

Raccolta e varietà di mirtillo

Raccolta del mirtillo. I mirtilli si raccolgono a partire dal mese di maggio fino a fine agosto, ci sono varietà più o meno precoci. Distinguere il frutto maturo è molto semplice, visto che basta fare caso al colore, il mirtillo classico ha le bacche blu scuro, esiste anche la varietà col frutto rosso, diffusa in Europa centro settentrionale. Raccogliere questi frutti è un mestiere di grande pazienza. Le piantine al primo anno in genere non fruttificano in modo significativo.

frutti di mirtillo americano

Conservazione. I mirtilli sono un frutto di bosco facilmente deperibile, dopo la raccolta si conservano solo pochi giorni. Tenendoli in frigorifero si aumenta di qualche giorno il loro mantenimento. In alternativa per non farli avvizzire bisogna lavorarli: si possono fare marmellate e composte oppure essiccarli.

Quali mirtilli coltivare. I mirtilli sono una famiglia abbastanza vasta: i più diffusi nelle coltivazioni da produzione sono i mirtilli giganti americani, che garantiscono un’ottima dimensione delle bacche e quindi sono decisamente appetibili sul mercato. Il mirtillo nero selvatico si trova spontaneo sull’arco alpino, molto dolce e saporito ma meno produttivo. In altri paesi è molto diffuso il mirtillo rosso, dal gusto più aspro, mentre il mirtillo siberiano è una varietà interessante perché richiede un terreno meno acido.

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2018-04-03T09:57:22+00:00 Categorie: Frutti|Tag: , , , , |

9 Comments

  1. Lucetta Marocco 15 gennaio 2018 al 17:20 - Rispondi

    Molto interessante e dettagliato.

  2. Claudio 21 maggio 2018 al 23:07 - Rispondi

    salve a tutti, sono nuovo di questo interessante settore e prima di tutto volevo complimentarmi per la chiarezza e completezza dell’articolo. Io vivo a Napoli e posso provare solo la coltivazione sul balcone, che varietà mi consigli o mi rivolgo ai fruitori del sito, mi consigliate? Hai mai pensato di portare questi contenuti su youtube?
    Grazie mille
    Claudio

    • Matteo Cereda 21 maggio 2018 al 23:44 - Rispondi

      Ciao Claudio, il canale YouTube di Orto Da Coltivare prima o poi si farà. Soltanto voglio evitare di realizzarlo in modo approssimativo, per cui mi sto prendendo il tempo necessario a fare le cose fatte per bene. Un saluto e grazie dei complimenti.

  3. Andrea 24 maggio 2018 al 15:06 - Rispondi

    Buongiorno,

    ho coltivato in vaso una pianta di mirtillo e dopo una fase iniziale di grande soddisfazione la pianta nel giro di poco tempo è morta. Ho lasciato la pianta in un posto ombreggiato (vivo nella pianura padana), ho messo terriccio acido ed argilla sul fondo del vaso (forse è morta per asfissia da troppa acqua?). Forse un errore è stato invasarla non a livello della cornice del vaso (ma leggermente sotto) con un po’ di terra oltre il colletto (al massimo due dita) della pianta. Come detto, dopo una fase iniziale molto rigogliosa, le foglie hanno cominciato a seccarsi fino a che si è seccata tutta la pianta. L’ho invasata a marzo ed è morta a fine aprile. Pianta di circa 1,10 metri. Ho anche cercato di metterla in un altro vaso senza argilla sul fondo ma non sono riuscito a recuperarla.
    Volevo cortesemente sapere per certo quali errori ho commesso in quanto sono intenzionato a comprare un’altra piantina, ma non vorrei fare danni.
    Vi ringrazio dell’assistenza, questo è il mio sito di riferimento per tutto ciò che riguarda orto e piante!
    Andrea

    • Matteo Cereda 24 maggio 2018 al 16:55 - Rispondi

      Ciao Andrea, consigli a distanza non è mai scontato che siano corretti. Comunque se per argilla intendi argilla espansa (quindi un fondo drenante) hai fatto bene a metterla e devi continuare a farlo. Anche il terreno acido è giusto (magari rileva il ph e assicurati che sia corretto). Purtroppo io non come hai gestito la pianta, quindi non ho modo di dire se concimazione o irrigazione fossero eccessive, e neppure ho modo di vederla (per provare a capire se ha avuto malattie). Se hai ancora modo di farlo verifica le radici, se sono marcite oppure mangiate.

      • Andrea 25 maggio 2018 al 11:10 - Rispondi

        Ok proverò a verificare.
        Nel caso cosa significherebbero le radici mangiate piuttosto che marcite?
        Grazie e buona giornata.
        Andrea

        • Matteo Cereda 25 maggio 2018 al 14:41 - Rispondi

          Mangiate quando sono spezzate come da morsi, marcite quando sono imputridite, umidicce, molli.

  4. Andrea 25 maggio 2018 al 14:52 - Rispondi

    Sì perfetto quello ok. Ma intendevo la causa. Se sono mangiate è a causa di qualche animaletto scortese (es: larva del maggiolino) mentre se sono marcite è a causa dell’asfissia (dovuta a troppa irrigazione causata dall’argilla che non era quella espansa)?
    Grazie della cortesia e scusa per lo stress ma non sono molto esperto.
    Andrea

    • Matteo Cereda 25 maggio 2018 al 14:55 - Rispondi

      Se sono mangiate possono essere animali (arvicole) o insetti. Se marciscono è causa di malattie, in genere funginee, provocate dal ristagno d’acqua. Se l’argilla non era espansa può certamente aver contribuito.

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