Orto sinergico: progettare e realizzare i bancali

realizzare la pacciamatura sui bancaliSiamo al centro del nostro campo, zappa alla mano, decisi ad avviare il nostro primo orto sinergico. Ma come procediamo?

Il momento in cui andiamo a impostare l’orto è fondamentale, visto che l’organizzazione dello spazio che viene fatta il primo giorno resterà permanente. Vale la pena quindi fermarsi un attimo a pensare su come disporre le aiuole rialzate (bancali) su cui vivranno le nostre piante orticole.

Ecco una guida pratica per muovere i primi passi: dalla progettazione dell’orto alla costruzione dei bancali e alla pacciamatura.

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Introduzione all’orto sinergico. Qui scopriamo nel pratico come realizzare i bancali, una panoramica più ampia sul sinergico si trova nell’introduzione a questo metodo.

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Osservare e progettare

Se siete decisi ad intraprendere l’avventura di un orto sinergico, il primo passo da compiere è osservare il luogo in cui si intende realizzarlo. Osservate l’esposizione al sole e al vento, le zone d’ombra, le piante spontanee che hanno tappezzato il suolo che possono raccontare molto di lui e fate qualche ricerca a riguardo. Anche se non vi ritenete ancora abbastanza esperti da progettare l’orto tenendo conto di queste variabili, prendetene comunque nota, così che le successive sperimentazioni vi diano modo di imparare dagli errori e anche dai successi.

Il secondo passo è procurarsi un bel foglio a quadretti e una matita e rappresentare lo spazio disponibile in proporzione, anche in modo molto semplice, ad esempio tracciando un rettangolo (se rettangolare è il vostro spazio) in cui ogni quadratino corrisponda ad un metro o mezzo metro. Se ci sono alberi, siepi, costruzioni o ricoveri, prendetene nota nel disegno e teneteli in considerazione come probabili fonti di ombra. Può essere utile quindi valutare la posizione dei punti cardinali, tenendo conto che l’ombra si proietta particolarmente verso nord. Fate ricerche sugli alberi presenti, il loro ciclo di sviluppo e la loro interazione con le piante che intendete coltivare.

E ora comincia la parte più divertente: la progettazione. Osservate il campo tracciato sul quaderno e cominciate ad immaginare come collocare i bancali, le aiuole rialzate su cui coltiverete.

Non bisogna avere fretta: quando vi sentite colti dall’impazienza e dalla voglia di mettervi subito all’opera, ricordate a voi stessi che l’orto sinergico è una struttura permanente! Lo progetterete e “costruirete” solo questa prima volta e poi, dopo aver realizzato i bancali, disporrete di una struttura di cui dovrete prendervi cura negli anni a venire senza grosse alterazioni.

Quindi contate fino a dieci, tenete salda la matita e la gomma per cancellare e fate vari tentativi per ottimizzare l’uso dello spazio, disegnando i bancali della forma più adeguata, magari alternando spirali e curve a bancali lineari, laddove necessario.

Le misure dei bancali

Per una corretta progettazione, tuttavia, sarà necessario tenere presenti alcune misure e proporzioni di base dell’orto sinergico. Vediamole insieme.

  • Larghezza del bancale alla base: 120 cm
  • Camminamenti ai due lati del bancale: almeno 50 cm

Rispettando queste misure sarà possibile lavorare sul bancale stando sui sentieri, visto che il terreno coltivato non deve esser mai calpestato.

Quindi se state progettando una sequenza di bancali lineari, considerate che ciascuno di essi occuperà circa 220 cm di larghezza, ma essendo i camminamenti centrali in comune possiamo considerare un bancale ogni 170 cm, alla somma dei bancali da 170 cm si aggiungono i 50 cm dell’ultimo camminamento. La lunghezza è a vostra discrezione.

Se invece avete intenzione di realizzare una spirale per rispettare tutte le proporzioni senza troppe complicazioni dovreste disporre di un’ampiezza minima di 5 metri.

Preparazione del campo

Nell’orto sinergico l’aratura e il rivoltamento del terreno sono concesse soltanto una volta: il primo anno, quando si costruiscono i bancali. Per cominciare sarà infatti necessario ammorbidire il suolo e ripulirlo dalle piante spontanee. Quindi con l’aiuto della zappa e di tanta buona volontà si andrà a lavorare e smuovere per la prima ed ultima volta il terreno, rimuovendo per bene tutte le radici presenti, a mano e con l’aiuto del rastrello. Queste dovranno essere fatte seccare completamente al sole, prima di introdurle nella eventuale compostiera.

A proposito della pulizia del suolo dalle spontanee, cercate di individuare le varietà commestibili, come ad esempio tarassaco e piantaggine, e lasciatene in giro un certo numero di esemplari, magari nelle aree di confine dove non andranno a ostacolare l’implementazione del progetto.

In questa fase è importante osservare la consistenza e il colore del suolo, le erbe spontanee più presenti e soprattutto i piccoli animali che auspicabilmente popolano il terreno: sono tutti indicatori della fertilità dell’orto.

Per questa fase di allestimento sarà consentito, se lo volete e ritenete opportuno, anche arricchire il suolo con compost o letame (di cui sarà sempre meglio cercare di appurare la provenienza).

Ora che il suolo è soffice e nutrito, si potrà finalmente passare alla fase di costruzione dei bancali!

Delineazione e costruzione dei bancali

Come abbiamo visto, i bancali sono aiuole coltivate rialzate costruite accumulando la terra del posto fino a formare dei cumuli, sul cui piano e sui cui lati inclinati posizioneremo ortaggi, aromatiche, fiori, ecc.

Queste montagnole (che viste in sezione hanno la forma di un trapezio o di un triangolo con l’angolo superiore mozzato), naturalmente non dovranno mai essere calpestate: in questo modo il terreno risulterà sempre soffice e areato, anche grazie all’azione delle radici delle piante che vi si coltiveranno. Questo consentirà di evitare ogni successiva aratura e lavorazione del suolo coltivato, così da preservarne i cicli nutritivi e di disporre di una struttura permanente sulla quale ci si limiterà ad avvicendare le colture.

orto sinergico urbano

Costruire il bancale lineare

Dopo aver preparato il suolo il primo passo da compiere per semplificare il lavoro è quello di disegnare il bancale nel campo, ovvero avere una traccia da seguire, che potrà essere anche delineata con della calce: per tracciare i contorni di un bancale lineare io di solito fisso nel terreno, l’uno di fronte all’altro, due picchetti uniti da un cordoncino della lunghezza scelta per il bancale.

Tenete sempre presenti le misure: come abbiamo visto le dimensioni ottimali dei bancali sono di 120 cm per la base, 30-40 cm di altezza, 40 cm per il lato inclinato, 60 cm per il piano e 50 cm per i passaggi, ovvero i corridoi tra un bancale e l’altro.

Per procedere alla costruzione del bancale sarà sufficiente rimuovere la terra dai passaggi ed accumularla al centro, costruendo le suddette montagnole di terra che, alla fine, andranno appianate sulla sommità con l’aiuto di un rastrello e delle mani.

Come costruire un bancale a spirale

Se costruire bancali lineari è davvero intuitivo anche costruire il bancale a spirale non è difficile, ma necessita di minime accortezze nel disegnarlo a terra affinché abbia una forma armoniosa e regolare.

Per delineare la spirale, il mio consiglio è di procedere servendosi degli stessi picchetti e cordoncino (ben più lungo stavolta), che però andranno impiegati come fossero un compasso: fissate un paletto nel terreno, al centro, e utilizzate l’altro per tracciare cerchi concentrici della larghezza dei bancali e dei camminamenti.

Una volta tracciati i cerchi concentrici che delineano il bancale, scegliete dei punti in cui unirli, allo scopo di ottenere la forma desiderata, ovvero un unico serpentone concentrico. Dopo aver ottenuto una traccia soddisfacente della spirale, potrete procedere alla costruzione prelevando la terra dai passaggi e accumulandola sul nascente bancale.

Ricordatevi di creare sempre delle aperture, interrompendo il serpentone all’incirca ogni 5 metri, per concedervi di accedere in maniera più agevole ai vari punti della spirale senza dovervi infilare ogni volta in un labirinto.

Pacciamatura: cos’è e a cosa serve

realizzazione di un orto sinergico

Dopo aver costruito il bancale possiamo dedicarci a un’altra una tipica pratica dell’orto sinergico: la pacciamatura. Si tratta di una copertura del suolo realizzata con materiali naturali, solitamente materiale secco organico, che nell’orto sinergico andrà distribuito sia sui bancali che nei camminamenti.

Questa antica buona pratica protegge il suolo da gelate e sbalzi termici, dal dilavamento in caso di forti piogge, dall’inaridimento per effetto del sole, mantenendo il suolo umido più a lungo e quindi consentendo di ottimizzare l’impiego della più preziose delle risorse: l’acqua. Inoltre agevola la diffusione di lombrichi e microrganismi nello strato superficiale del suolo, rallenta la crescita delle piante spontanee e, una volta decomposta, nutre naturalmente l’orto.

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Approfondimento sulla pacciamatura. Scopriamo tutti i vantaggi di questa pratica agricola, i materiali migliori e come realizzarla.

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Solitamente un orto sinergico viene pacciamato con la paglia, possibilmente biologica o comunque di origine sicura, che dovrà essere copiosamente distribuita. Sebbene la paglia sia la soluzione più adottata e probabilmente la più funzionale, un approccio permaculturale suggerirebbe di guardarsi intorno e valutare l’impiego di materiale organico secco eventualmente presente sul posto, come foglie, residui vegetali di altre piante (senza semi), corteccia, ecc. Tuttavia, prima di impiegare qualunque materiale presente in loco fate delle ricerche. Ad esempio è fortemente sconsigliato l’impiego di foglie di eucalipto e conifere (eccetto che in particolari condizioni) e anche le foglie di castagni, noci, querce e rovere vanno sempre utilizzate in moderate quantità e insieme ad altri materiali.

Ricordate che è importante coprire con la pacciamatura anche i passaggi, per i quali talvolta viene utilizzato il cartone da imballaggio (rigorosamente neutro, non sbiancato né colorato), per evitare ai bancali di perdere umidità dai lati, per rallentare la crescita delle spontanee nei camminamenti e anche per non compromettere le nostre scarpe quando piove!

Ad ogni modo, una volta che l’orto sinergico sarà avviato, vi garantisco che nel periodo estivo disporrete di una discreta quantità di materiale secco organico: la rimozione delle erbe spontanee che sviluppandosi rischiano di soffocare le piante coltivate, infatti, vi garantisce anche la disponibilità di pacciamatura. Fate attenzione però: evitate la distribuzione nell’orto di piante spontanee ancora attaccate alla propria radice e di piante fiorite ricche di semi.

Articolo e foto di Marina Ferrara, autrice del libro L’Orto Sinergico

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GUIDA ALL’ORTO SINERGICO

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2019-06-20T08:09:49+02:00

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