Il rosmarino è una pianta aromatica molto usata nel nostro paese, sia come coltivazione da orto, sia come ornamentale. Si tratta di un’aromatica perenne che si adatta a tutti gli ambienti, e cresce in modo abbastanza facile sia in vaso che in giardino.

Per ottenere una nuova pianta di rosmarino il metodo più semplice è fare una talea, i rami di rosmarino radicano facilmente, infatti queste talee sono tra le più semplici da riprodurre. Possiamo attuare questa tecnica di moltiplicazione per rinnovare le vecchie piante, infoltire la nostra aiuola o per regalare una piantina di rosmarino a qualche amico.

talea di rosmarino

La tecnica di propagazione mediante talea è solitamente preferita alla coltivazione a partire dal seme per la velocità con la quale la talea è in grado di generare una nuova pianta: occorre meno di un anno per avere la piantina con talea, lo stesso risultato a partire dal seme richiede fino a 3 anni. Le piante aromatiche si moltiplicano spesso per talea, si veda ad esempio anche la talea di timo.

Quando vedrete crescere una nuova piantina da un piccolo ramoscello proverete la bellissima sensazione di essere diventati giardinieri provetti! Inutile nasconderlo: la riproduzione è la parte più soddisfacente della vita di una pianta da talea. Vediamo come fare con pochi e semplici accorgimenti.

Prelievo della talea di rosmarino

Per prima cosa dobbiamo prendere il rametto dalla pianta madre di rosmarino, il periodo migliore per farlo è quando il clima è mite, da metà primavera a inizio autunno, evitando se possibile i mesi più caldi.

Bisogna individuare la parte iniziale di un ramo di rosmarino, se prendiamo la parte terminale di un ramo formato effettuiamo una “talea di punta”, se individuiamo un rametto giovane e ancora poco legnoso, che preleviamo tagliando alla base della bifocazione con altri rami, si definisce “talea di tacco”.

Il ramo deve essere reciso ad una lunghezza totale di 10/15 cm al massimo. Si possono usare per fare le talee anche i rametti tagliati nella potatura del rosmarino.

rametti rosmarino

Preparazione del rametto

Dopo aver prelevato il rametto dobbiamo pulire la sua parte inferiore, rimuovendo gli aghi per i primi 6/8 cm della talea.

Meglio rifinire la parte che andrà interrata creando una sorta di “punta”, dando un taglio con circa 45° di inclinazione.

Possiamo infine spuntare leggermente anche l’apice del ramoscello di rosmarino. Queste due accortezze daranno forza e vigore alla talea, favorendone la radicazione.

Non preoccupatevi se la talea appare un po’ corta; minore è la lunghezza della nuova piantina, minore sarà lo sforzo che dovrà impiegare per emettere radici.

Preparazione del vaso

Oltre a preparare il ramo dobbiamo preparare il vaso dove trapiantare il nostro rametto di rosmarino.

Il terriccio adatto alla talea può essere composto da torba e sabbia (in rapporto 70/30, ad esempio), ma visto che la torba non è un materiale molto ecologico possiamo cercare alternative, come fibra di cocco e altri terricci. Va benissimo anche impiegare il terriccio utilizzato normalmente per la semina delle orticole.

Radicanti

Per facilitare la talea possiamo impiegare sostanze radicanti. Non vale la pena comprare ormoni radicanti sintetici, anche perché sono sostanze tossiche. Se vogliamo però velocizzare la talea si può farsi aiutare dal miele o dal macerato di salice, sono sostanze utili a stimolare l’emissione di radici.

Mettere il rametto nel terreno

Per la talea di rosmarino può essere usato un vaso piccolo, oppure uno più grande, dove riporre più talee. Nel mio caso ho usato vasetti piccoli, pratici da spostare e collocare. In questi casi una talea per vasetto è più che sufficiente.

Bisogna interrare i primi 4-6 cm del ramoscello, in base alla sua lunghezza. Ricoprire con il terriccio e pressare leggermente con i polpastrelli.

rosmarino vasetto

Cure di mantenimento

Dopo il trapianto, la giovane talea di rosmarino ha bisogno di nutrimento. Un minimo di concimazione organica fa benissimo, e conferisce l’apporto di nutrienti di base utili in queste prime fasi di vita. Meglio non esagerare però, in particolare con l’azoto.

Le talee devono essere tenute lontane da sbalzi climatici, dobbiamo anche garantire loro luminosità evitando i raggi diretti del sole.

Fondamentale non far mai mancare al nostro futuro rosmarino il giusto grado di umidità: la regola che vale sempre è di tenere il terreno umido, ma mai zuppo. Nelle prime due settimane l’irrigazione dovrà essere frequente ma mai abbondante, per poi ridursi gradualmente finchè la talea non avrà attecchito.

Entro 4/6 settimane si dovrebbero vedere i risultati: il rametto di rosmarino si sarà leggermente allungato, la parte vegetativa dovrà essere bella verde. Diversamente, se la talea non attecchisce, questa secca e muore. Non serve scoraggiarsi: possiamo ripartire.

Importante non cercare di smuovere il terreno per verificare l’effettiva radicazione della talea: le radichette sono molto fragili ed è molto facile romperle, quindi teniamo a freno la curiosità.

Dopo circa 1 anno la talea dovrebbe essersi decisamente irrobustita, diventando una giovane piantina di rosmarino folta e rigogliosa, pronta da trapiantare nelle nostre aiuole, o da rinvasare in un contenitore più capiente se vogliamo coltivare rosmarino sul balcone. Possiamo anche decidere di trapiantarla prima, 4-6 mesi dalla realizzazione della talea. Per il trapianto si può leggere la guida al rinvaso delle aromatiche.

talea di rosmarino

La talea di rosmarino in acqua

Una variante alla tecnica spiegata fino a qui consiste nel far nascere le prime radici in acqua invece che nel terriccio. Il vantaggio è di poter vedere le radichette che si formano, basta usare un contenitore trasparente, che può essere anche il fondo di una bottiglia di plastica.

Il procedimento di prelievo del rametto di rosmarino e della sua preparazione non cambia, soltanto che poi invece di metterlo nel terreno dovrà essere immerso per circa metà nell’acqua.

Col tempo parte dell’acqua andrà a evaporare, dobbiamo quindi rabbocarla. Nel giro di 3 settimane dovrebbero spuntare delle radici abbastanza sviluppate da consentire il trapianto in un vasetto di terra.

Articolo di Simone Girolimetto

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