La coltivazione della lavanda

ape sulla spiga di lavanda Il nome lavanda deriva dal verbo “lavare”: la pianta deve il nome al suo buon profumo; essendo usata nei saponi o per profumare i cassetti si associa tipicamente a un’idea di buono e pulito. Quando in giardino fiorisce è un’esplosione di colore, il suo buonissimo aroma si diffonde nell’aria.

Il cespuglio di lavanda abbellisce l’ambiente ma non è semplicemente ornamentale: si tratta di una pianta molto utile. I vantaggi che porta all’ambiente e al coltivatore sono numerosi: per prima cosa la sua fioritura nell’orto attira le api, insetti preziosi per l’impollinazione. La lavanda è anche una pianta officinale con proprietà positive per il benessere, seppur poco usata in cucina ha anche interessanti applicazioni. I suoi fiori essiccati possono formare ghirlande o essere utilizzati per profumare la biancheria, per chi fa apicoltura la lavanda si rivela anche ottima come pianta mellifera, da cui ottenere un miele molto pregiato.

In giardino la lavanda (lavanda officinalis) è diffusa per le sue qualità estetiche: i suoi cespugli restano abbastanza ordinati, mantenendosi in genere nei 50 cm di altezza e riempiendo lo spazio dell’aiuola a lei dedicata con una fitta vegetazione color grigio verde. dalle foglie lunghe e strette. Le classiche spighe viola che arrivano durante la fioritura sono molto decorative e questa pianta è un’erbacea che non richiede molta manutenzione, in particolare si accontenta di poca acqua e non teme la siccità. Esistono molte varietà di lavanda, non ci sono differenze sostanziali nella coltivazione dell’una o dell’altra.

Clima e terreno adatti alla lavanda

Clima. La lavanda è una pianta molto resistente al caldo e all’aridità, sopporta le estati secche, si trova bene in posizioni soleggiate e gradisce il vento. Ci sono varietà che hanno anche una buona resistenza al freddo e si prestano quindi a essere coltivate in tutta Italia, sia in zone mediterranee che in settentrione.

Terreno e concimazione. Questa pianta cerca terreni leggeri e senza ristagni idrici, vive bene anche su suolo arido e sassoso, a prevalenza calcarea e non molto acido. Si tratta di una pianta erbacea molto modesta in termini di richiesta di elementi nutritivi, si può quindi evitare la concimazione al momento dell’impianto. Essendo perenne è comunque buona pratica rinnovare la sostanza organica con periodici e moderati apporti di compost o letame maturo.

Talea, semina e trapianto della lavanda

La semina. Propagare la lavanda dal seme non è molto semplice: si tratta di una coltivazione che chiede condizioni particolari per germinare, ha dei semi difficili nella germogliazione. Per questo il consiglio è di evitare la coltura da seme e comprare una piantina già formata oppure riprodurla per talea.

Propagazione per talea. La talea è una tecnica che consente di riprodurre la pianta a partire dal ramo di una pianta madre, conviene farlo in primavera (indicativamente nel mese di aprile). La lavanda è molto semplice da far attecchire in talea: il ramo da scegliere deve essere lungo almeno 10 cm e con minimo tre foglie (meglio 5), scelto tra quelli laterali senza fiori. Dopo aver tagliato il rametto bisogna pelare le foglie di tutta la sua parte bassa e metterlo in un vasetto con terriccio misto sabbia. Occorre innaffiare regolarmente, visto che per radicare serve una buona umidità. Nel giro di un anno si ha una piantina di lavanda pronta per il trapianto.

Sesto di impianto. Non c’è un vero e proprio sesto d’impianto per la lavanda, dipende dal tipo di aiuola che si desidera creare. Bisogna in ogni caso tener presente che è una pianta che si espande e quindi conviene tenere un minimo di mezzo metro tra le piante.

Cure colturali

Irrigazione. La lavanda è una pianta che non teme particolarmente la siccità. Per questo motivo bisogna bagnare solo quando la terra è molto asciutta e in ogni caso non esagerare con l’innaffiatura. Nella maggior parte dei climi le piante di lavanda possono stare nell’orto o nel giardino anche senza essere bagnarle mai, accontentandosi delle piogge stagionali.

Erbe infestanti. La pianta di lavanda non necessita di pacciamatura, essendo erbacea colonizza facilmente tutta l’aiuola dedicata e la sua vegetazione fitta non lascia molto spazio alle infestanti. Per questo il controllo delle erbacce su cespugli di lavanda già formati è semplice e richiede interventi molto rari.

un cespuglio di lavanda

Gestione dell’aiuola. Può essere comodo delimitare l’aiuola della lavanda con barriere (assi di legno, mattoni o sassi), in modo da salvaguardare il resto dell’orto dall’espansione della lavanda e non doverla estirpare periodicamente.

Potatura. La lavanda deve essere tagliata ogni anno, la potatura è l’unica operazione colturale davvero importante se si vuole tenere in giardino questa aromatica. Lo scopo è molteplice: serve a tenere ordinato il cespuglio, a mantenere la pianta giovane evitando che si vada a lignificare e a stimolare la produzione di fiori. Il periodo corretto per potare è la fine dell’estate, una volta terminata la fioritura. Se necessario per regolare l’aiuola si può intervenire anche a inizio primavera (entro la fine di marzo) con un secondo taglio. Quando si pota questa officinale la prima operazione da fare è una cimatura tagliando poco sotto al fiore, in questo modo si mantiene il cespuglio a un’altezza regolare. Si procede poi diradando gli steli per favorire l’areazione ed eliminando alla base le parti di pianta che si espandono fuori dai loro confini.

Coltivazione in vaso

La lavanda è un fiore che si può tenere anche in vaso, purché si abbia a disposizione una posizione molto soleggiata. Il vaso indicato per coltivarla può avere qualsiasi forma ma deve essere grande, in particolare in larghezza. Il terreno da usare deve essere abbastanza basico e conviene mischiarlo a sabbia di fiume. Durante la coltivazione occorre bagnare con moderazione, con interventi mirati quando il terreno inizia ad asciugarsi, troppa acqua può far morire la pianta. A questo proposito è anche molto importante che ci sia un drenaggio sul fondo del contenitore, sono perfette le palline di argilla espansa ma può andar bene anche della ghiaietta.

Raccolta e utilizzo della lavanda

mazzetti in essiccazioneRaccolta. E’ molto semplice capire quando raccogliere la lavanda: visto che di questa aromatica si utilizzano i fiori il momento giusto è quando iniziano a formarsi le spighe fiorite, cosa che avviene in estate. Per cogliere si tagliano gli steli, preferibilmente usando forbici e senza strappare. Lo stelo lungo è comodo per fare dei mazzi che possono anche servire ad appendere i fiori da essiccare.

Essiccazione. Il momento dell’essiccazione è importante per mantenere il profumo dei fiori. Come per molte altre erbe officinali anche la lavanda si essicca in un luogo ombreggiato e ventoso, da tradizione si appendono i mazzetti di lavanda sotto i portici delle cascine.

Utilizzi. La lavanda si usa in genere per profumare, soprattutto nei cassetti di abbigliamento e biancheria, si possono fare dei sacchettini  mettendo i fiori secchi in piccole borsette di tela, può essere un ottimo sistema per riciclare i sacchetti dei confetti che accompagnano le bomboniere. Per gli usi medicinali, cosmetici e in generale per estrarre il profumo si ricava dalla lavanda l’olio essenziale, per la complessità e la necessità di attrezzatura specifica è un procedimento che viene attuato da chi coltiva per professione. Alla lavanda vengono attribuite proprietà disinfettanti e benefiche per l’apparato respiratorio, mentre in aromaterapia viene usata contro lo stress e per rilassare.

La lavanda in cucina. Anche se non è utilizzata spesso come erba aromatica la lavanda ha molte applicazioni culinarie, la troviamo soprattutto presente nelle miscele di aromi provenzali essiccati.  I fiori secchi possono essere usati in dolci, salse per formaggi, marmellate e risotti. Miscelando lavanda e sale grosso si ottiene un sale aromatizzato che si abbina alla carne. Un’applicazione interessante è inserire la lavanda nell’impasto di prodotti da forno, per ottenere pagnotte o biscotti profumati. Si possono anche aromatizzare aceto e vino.

Articolo di Matteo Cereda

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5 Comments

  1. Alberto 19 Luglio 2018 al 12:03

    Manca la distanza di impianto fra una pianta e l’altra.

    • Matteo Cereda 19 Luglio 2018 al 14:25

      Ciao Alberto, deve esserti sfuggito il paragrafo “sesto d’impianto”! Come scritto lì la lavanda si può mettere in tanti modi, in particolare quando è piantata con valore ornamentale, tuttavia il mio consiglio è di tenere un minimo di mezzo metro (abbondante1) tra una pianta e l’altra all’impianto, perché poi il cespuglio si espande fisiologicamente.

  2. valerio 9 Agosto 2018 al 0:32

    Salve, Avevo sentito che oltre alla distanza di 1/2 mt. tra le piantine, bisognava lasciare anche 1/2 mt. tra le file di piantine, per poterci poi passare quando saranno cresciute. Inoltre volevo sapere se è possibile coltivarla anche su un terreno ove gia ci sono delle piante ad alto fusto tipo cipressi, e altre piante di fico. Grazie.

    • Matteo Cereda 9 Agosto 2018 al 8:36

      Ciao Valerio, coltivare la lavanda sotto ad altri alberi rischia di lasciar troppo poco sole, se invece hai spazio per distanziare un po’ la lavanda non ci sono problemi. Mezzo metro tra le piante meglio lasciarlo, tra le file consiglio di lasciare almeno il doppio, quindi un metro, per poter passare più comodamente.

  3. Pasquale Amato 26 Settembre 2018 al 7:14

    Complimenti è utilissimo questo lavoro

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