L’allevamento di lombrichi è un’attività preziosa: permette di trasformare il letame in fertile humus, utilissimo all’agricoltura biologica e alla coltivazione dell’orto.

Per questo chi coltiva può decidere di avviare una piccola produzione di vermicompost e su scala maggiore valutare anche di intraprendere la lombricoltura come attività professionale, per ottenere un guadagno e farne un lavoro a tempo pieno oppure un’integrazione di reddito.

A rendere interessante quest’idea sono in primo luogo i bassissimi costi di avviamento: per allevare lombrichi non servono attrezzi particolari o strutture. Con un investimento contenuto si può cominciare a produrre humus e diventare lombricoltori.

lettiere di lombrichi

Oggi molte persone desiderano un ritorno alla terra, la coltivazione biologica è in forte crescita e si sente sempre più spesso parlare di delle opportunità che l’agricoltura può offrire a giovani e meno giovani, favorite anche da incentivi stanziati dalle istituzioni nazionali ed europee.

Bisogna però tenere presente che allevare lombrichi richiede impegno, come ogni lavoro agricolo può risultare faticoso e non è certo una buona strada per chi si aspetta di guadagnare senza sforzo. Tuttavia un impianto di lombricoltura gestito correttamente può essere redditizio, remunerare l’investimento, il tempo impiegato, valorizzando il terreno che viene utilizzato.

Anche se non si tratta di un lavoro particolarmente difficile una lombricoltura da reddito richiede costanza e una serie di accortezze quotidiane. Per questo il consiglio a chi sta pensando di cominciare è di farsi seguire inizialmente da qualcuno che abbia esperienze e competenza, in modo da impostare l’allevamento in modo produttivo. Nello scrivere questo articolo abbiamo chiesto il supporto tecnico di Luigi Compagnoni di Conitalo, se vi serve una consulenza potete eventualmente contattare loro per approfondire il discorso.

Per cominciare a farsi un’idea può essere utile delineare a spanne costi e possibili ricavi che un allevamento di lombrichi è in grado di generare. Ovviamente le cifre che seguono sono approssimative, visto che ogni situazione ha le sue peculiarità. Per intraprendere seriamente l’attività sarà il caso di fare un business plan vero e proprio prospettando più puntualmente guadagni e investimenti.

Costi della lombricoltura

Il costo di un’attività di lombricoltura si divide nella spesa d’investimento iniziale, dovuta soprattutto all’acquisto dei lombrichi con cui si comincia, e nei costi di gestione, che sono bassissimi e si limitano a piccole spese accessorie.

Investimento iniziale

Il costo di partenza per cominciare l’attività di lombricoltura da reddito è molto basso: il bello di quest’attività è proprio essere alla portata di chiunque fin dall’inizio.

I lombrichi si accontentano di un terreno qualsiasi, possono stare all’aperto in tutte le stagioni, non richiedono fabbricati di nessun genere, se non quelli necessari a contenere i pochi attrezzi necessari. Anche l’humus prodotto si può senza timore stoccare all’aperto.

Per iniziare serviranno quindi:

  • Un terreno agricolo. Non occorre necessariamente acquistare un terreno, il suolo può essere di proprietà, ma anche in comodato d’uso o in affitto. La lombricoltura non ha bisogno di molto spazio e si accontenta di un suolo qualunque, da tenere conto solo che è opportuno avere disponibilità di acqua. Non sarà difficile quindi trovare un terreno a prezzo contenuto. Il terreno figura come investimento inziale se viene acquistato, in caso di comodato d’uso o affitto consideriamo solo la spesa per registrare il contratto. L’eventuale canone di affitto sarà una spesa da considerare poi in business plan tra i costi dell’attività.
  • Apertura attività e costi burocratici. A differenza dell’allevamento di animali come galline o pecore nel caso dei lombrichi non servono particolari autorizzazioni o permessi. Burocraticamente la lombricoltura è equiparata ad altre attività agricole, come può essere piantare patate o insalata. Può essere necessario aprire partita IVA agricola, ci sono anche forme che usufruiscono di semplificazioni burocratiche. Conviene a questo proposito reperire informazioni presso un’associazione di categoria (come CIA o COLDIRETTI).
  • Attrezzature. Dal punto di vista degli attrezzi servono solo strumenti molto semplici e nessun attrezzo a motore è indispensabile: rastrello, badile e carriola sono fondamentali. Anche da questo punto di vista la spesa sarà bassa.
  • Lombrichi. L’investimento si concentra in particolare sull’acquisto dei lombrichi, che possono costare indicativamente intorno ai 20 euro al chilo e sono il motore produttivo dell’attività.

Comprare i lombrichi

Come anticipato la maggiore spesa per avviare una lombricoltura sono i lombrichi stessi. Non si può risparmiare su questo, bisogna essere certi di rivolgerti a un’azienda seria che fornisca lombrichi rossi californiani in salute (consiglio Conitalo che mi ha aiutato nella stesura di questo articolo).

L’investimento iniziale dipende dalla grandezza dell’impianto che vogliamo mettere in piedi, ad esempio: con 100/300 euro si può cominciare a fare lombricoltura per hobby e auto consumo nell’orto, mentre per un impianto da reddito di piccole dimensioni serviranno 1000/3000 euro circa. Il costo di un metro quadro di lettiera (circa 5.000 lombrichi) è intorno ai 150 euro. Sono tutte cifre da verificare, in base a fornitore e oscillazione del mercato.

Questa spesa è soltanto un costo iniziale, visto che poi i vermi si riprodurranno e l’azienda avviata diventa indipendente da questo punto di vista.

Costi dell’attività

Siccome i lombrichi si cibano di scarti (in particolare letame) il costo di un’attività di lombricoltura è irrisorio e non c’è nessuna spesa particolare per il mangime da inserire in business plan. Il letame è un materiale che non sarà difficile reperire rivolgendosi a un allevamento della propria zona.

Le uscite nel bilancio della nostra azienda agricola saranno ridotte a piccoli costi accessori e alle spese di gestione ordinarie, visto che non si deve comprare mangime per il mantenimento dei lombrichi basterà pagare la bolletta dell’acqua, oltre ad un eventuale affitto per il terreno, i costi di spostamento, qualche sacco per l’humus.

Ricavi della lombricoltura

Allevando lombrichi si può guadagnare in tre modi:

  • Vendendo l’humus
  • Vendendo lombrichi
  • Grazie alla lavorazione e smaltimento di rifiuti organici.

Interessante notare che queste tre attività redditizie non si escludono, possono anzi convivere nell’azienda, diversificando le entrate e garantendo un buon risultato economico.

Ricavi generati dall’humus

L’humus di lombrico è un ammendante ammesso in agricoltura biologica, utile per tutte le colture e ottimo anche come terriccio per vasi e semenzaio. Vista la sua utilità può essere venduto a buon prezzo ed è un prodotto molto richiesto da chi coltiva.

Il prezzo dell’humus è molto variabile.

Vendere humus permette dei ricavi maggiori se si riesce a raggiungere il cliente finale. In particolare gli hobbisti che lo usano in piccola quantità sono disposti a pagarlo a un prezzo maggiore, mentre logicamente se si vende all’ingrosso il guadagno diminuisce. Per contro è impegnativo riuscire a trovare tanti clienti piccoli, mentre è più semplice rivolgersi a chi ne ritira quintali.

Aziende agricole della propria zona e vivai potrebbero essere disposte ad acquistare regolarmente quantità rilevanti, questo è utile ad avere entrate garantite.

sacchi di humus

Per calcolare la resa dell’impianto in termini di humus bisogna considerare che ogni metro quadro di lettiera produce circa 4/5 quintali di humus all’anno, lavorando circa 10 quintali di scarti.

Per darvi un’idea dei profitti possibili ecco qualche cifra: l‘humus può essere venduto a circa 50/60 euro al quintale al dettaglio, all’ingrosso invece si parla di 20/30 euro al quintale.

Ricavi dalla vendita dei lombrichi

I lombrichi, in particolare il lombrico rosso californiano, sono animali estremamente prolifici e resistenti. Questo significa che le lettiere di allevamento non si limitano a produrre humus ma genereranno una quantità crescente di lombrichi.

Dopo la spesa iniziale già citata per acquistare vermi, questi diventano quindi fonte di reddito riproducendosi.

Il lombrico può essere venduto ad altri coltivatori o agricoltori, ma anche utilizzato come cibo per animali o esca da pesca. Questo rappresenta un altro possibile ricavo per la nostra lombricoltura.

Un metro quadro di lettiera produce circa 1 kg di lombrichi, che possono essere venduti a circa 20 euro/kg.

Ricavi da smaltimento rifiuti

Siccome i lombrichi trasformano scarti, quali letami animali e scarti vegetali. Questi materiali sono spesso considerati rifiuti da smaltire, c’è anche la possibilità di guadagnare offrendo servizio di smaltimento. In questo modo si aggiunge una fonte di reddito aggiuntiva e si aumentano decisamente i ricavi.

Riepilogo: qualche numero

Per ogni metro quadro di lettiera possiamo indicare i seguenti costi e ricavi indicativi:

  • Costo di acquisto: circa 150 euro (investimento iniziale solo il primo anno).
  • Resa in humus: 4/5 quintali all’anno. Ipotizzando di produrre 4 quintali possiamo aspettarci 80/120 euro di ricavato all’ingrosso oppure 200/240 euro se riusciamo a vendere direttamente.
  • Resa in lombrichi: 12 kg annui, per un valore sul mercato di circa 240 euro.
  • L’eventuale ricavo da smaltimento rifiuti è troppo variabile per essere calcolato senza entrare nella specificità di ogni situazione.

Naturalmente numeri e prezzi non sono scienza esatta, hanno lo scopo di dare un paragone per farsi un’idea. Prima di avviare un’attività da reddito è opportuno valutare ogni fattore di persona e stilare un business plan dettagliato.

Articolo scritto da Matteo Cereda con il contributo tecnico di Luigi Compagnoni di CONITALO, imprenditore agricolo esperto in lombricoltura.

lombricoltura conitalo

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