bava di lumacaLe lumache tradizionalmente vengono allevate per scopi gastronomici, ma attualmente l’elicicoltura ha sviluppato una nuova e importante fonte di reddito: la raccolta della bava. Se la bontà della carne di lumaca è rinomata da secoli solo recentemente il mondo della cosmesi ha scoperto le straordinarie virtù della secrezione dei gasteropodi.

Le chiocciole emettono schiuma dietro piccole sollecitazioni, non devono essere macellate per avere questa preziosa sostanza.

Questo significa che l’attività di raccolta e vendita del muco è compatibile con quella di produzione di carne e che da ogni lumaca è possibile ricavare bava più volte. In questo modo l’azienda elicicola non solo ricava guadagno tramite la vendita delle lumache ma aggiunge la fonte di reddito dovuta alla bava.

Come raccogliere la bava di lumaca

Tutte le chiocciole producono bava: per il gasteropode si tratta di una forma di difesa e aiuto al movimento. La secrezione di muco schiumosa permette alla lumaca di muoversi senza ferirsi nel suo caratteristico “camminare sullo stomaco”, oltre ad aiutare l’effetto ventosa che gli consente di arrampicarsi anche su superfici verticali. La bava più pregiata è quella della specie Helix Aspersa, conviene scegliere questo tipo di chiocciola se lo scopo dell’allevamento è anche quello di ottenere e commercializzare la bava.

Ci sono due metodi per raccogliere la bava di lumaca:

  • Raccolta manuale: si prendono le lumache e si lavano per eliminare terra e altre impurità, poi le si sollecita leggermente con le mani, in modo che inizino a sbavare. In questo modo si raccoglie bava molto lentamente: in diverse ore si ricavano pochi centilitri di muco.
  • Estrattore specifico: ci sono diversi macchinari che sono studiati per sollecitare le chiocciole, stimolandole a schiumare e raccogliendone le secrezioni.

Una volta estratta la schiuma deve essere filtrata e microfiltrata. Nel raccogliere la bava bisogna avere un po’ di etica: ci sono macchinari che stimolano esageratamente i molluschi facendoli soffrire, fino a provocarne sovente la morte. Scegliendo l’estrattore si deve tener conto che il processo sia cruelty free, ovvero che vada a stimolare le lumache in modo garbato. Questo è anche nell’interesse dell’elicicoltore, visto che le chiocciole trattate bene torneranno a essere utilizzabili per la raccolta di bava dopo un periodo di riposo e successivamente potranno anche essere vendute per uso gastronomico.

L’azienda La Lumaca di Ambra Cantoni ha sviluppato un estrattore di invenzione propria che lavora fino a 50 chili di chiocciole e permette di ottenere bava pari anche al 10% del peso delle lumache. Potete chiedere informazioni in proposito scrivendo a info@lalumacaweb.it (dite pure di aver trovato il contatto su Orto Da Coltivare).

Come commercializzare la bava

Il commercio di bava è in forte espansione e molto remunerativo: oggi le proprietà cosmetiche della sostanza iniziano a essere rinomate e c’è un’alta sensibilità verso i prodotti naturali. Per questo motivo la bava è valutata fino ad un centinaio di euro al litro ed è un prodotto che ha molti sbocchi di vendita, sta diventando una delle principali fonti di reddito dell’elicicoltura.

Possibili canali di vendita del muco:

  • Laboratori e ditte cosmetiche, in particolare quelle che hanno linee di prodotti naturali.
  • Aziende farmaceutiche. La bava è un toccasana anche per la cura di diverse patologie e le sostanze che contiene sono utili per realizzare farmaci.
  • Creazione di proprie linee cosmetiche. La bava si può utilizzare anche direttamente pura, oppure può essere inserita in cosmetici di cui resta comunque elemento principale e principio attivo. Questo permette all’elicicoltore di sviluppare dei propri prodotti da mettere sul mercato, aumentando i profitti con la vendita diretta.

Articolo scritto da Matteo Cereda con il contributo tecnico di Ambra Cantoni, di La Lumaca, esperta in elicicoltura.