Il termine Food Forest (foresta commestibile) viene utilizzato per definire dei sistemi coltivati che si ispirano al bosco, finalizzati alla produzione prevalentemente di cibo, ma anche di altri prodotti utilizzabili dagli esseri umani e non solo.

Un bosco non ha bisogno di potature, trattamenti, lavorazioni del suolo o manutenzioni particolari; ha una grande capacità di produrre biomassa grazie all’equilibrio dinamico tra i diversi componenti. Questo stesso equilibrio è l’obiettivo di chi realizza una Food Forest.

food forest

A differenza di un orto, il “bosco di cibo” non richiede di essere seminato ogni anno, ma è composto soprattutto da piante perenni e perennanti, che convivono in sinergia in un ambiente in cui ogni specie trova il suo ruolo nell’ecosistema.

Scopriamo qualcosa in più sulle caratteristiche che una food forest dovrebbe avere e su quali piante inserire nel nostro bosco commestibile.

Lavorare con gli equilibri della natura

A scuola ci hanno insegnato che nei campi coltivati ci sono insetti dannosi, funghi e parassiti, piante infestanti e batteri patogeni e una infinità di altri “nemici” delle nostre piante coltivate. Queste etichette di buoni e cattivi sono un’invenzione di noi esseri umani che nasciamo, cresciamo e viviamo in una società permeata dal giudizio.

Nell’ambiente non esistono esseri utili o dannosi, ma sono tutti funzionali.

Noi abbiamo distrutto questa stabilità trascurando gli equilibri che rendono la natura estremamente efficiente e produttiva. Spesso quando non conosciamo le funzioni o interazioni di un elemento la nostra presunzione ci porta a dire che siano inutili, ma hanno un loro perché.

Abbiamo semplificato i sistemi agrari rendendoli più fragili e vulnerabili. Con la Food Forest invece puntiamo a ricreare situazioni di armonia nelle quali inserirci in modo discreto per ricavarne cibo, ma anche aromi e profumi, colori, combustibili, fibre, officinali, medicinali, benessere e tanto altro.

Nella storia dell’agricoltura, la consociazione di diverse specie vegetali è stata praticata per migliaia di anni. In passato era normale vedere campi circondati da alberi, da frutto e da legna, sui quali tradizionalmente si arrampicava la vite e ai piedi dei quali venivano coltivati ortaggi. Oppure vigneti con coltivazione di diversi ortaggi nell’interfilare, piante di carciofi all’inizio dei filari, aromatiche e fiori nel dintorno e alberi da frutto lungo il filare.

consociazione vigneto e frutta

Solo negli ultimi decenni, con l’avvento della meccanizzazione spinta e l’eliminazione dei piccoli allevamenti, si è passati alla semplificazione dei sistemi agrari, con grave deterioramento degli equilibri.

Caratteristiche della Food Forest

Quando parliamo di food forest vera e propria, quindi di bosco o foresta di cibo, facciamo riferimento a un appezzamento di buona dimensione (almeno 800-1000 m²).

food forest realizzata

Quando abbiamo superfici inferiori possiamo chiamarle invece giardini commestibili.

giardino commestibile

In ogni caso lo schema per una buona progettazione segue le stesse logiche.

L’idea è quella di mettere insieme diverse piante con i criteri che possiamo riscontrare in un bosco, al fine di ottenere gli stessi benefici.

Ecco alcuni criteri importanti nella realizzazione di una Food Forest:

  • Prevalenza di piante perenni e perennanti, cioè piante che una volta messe a dimora, si instaureranno e le potremo ritrovare anche negli anni successivi, senza doverle ripiantare. Importante è pensare che nel bosco non vado a coltivare tutti gli anni, come avviene nell’orto.
  • Un sistema in divenire. Il bosco non è un sistema statico, ma in continuo divenire, ossia c’è sempre un ricambio. Piante vecchie che muoiono, cadono e lasciano spazio, luce e nutrienti alle nuove piantine che inizieranno a svilupparsi prendendo il loro posto. In una food forest dobbiamo considerare di poter piantare ogni anno qualche pianta nuova per sostituire quelle morte o eventualmente tagliate perché non ben sviluppate o non di nostro gusto.
  • Varietà e biodiversità. In un bosco generalmente si riconoscono diversi componenti: gli alberi grandi che determinano la struttura, quelli medi arbustivi, le piante più piccole cespugliose, vegetazione erbacea e quella strisciante, detta tappezzante, le radici e le rampicanti, nonché quelle acquatiche quando abbiamo presenza di stagni o laghetti e i funghi.

La scelta delle piante nella Food Forest

L’Italia presenta climi molto differenti in base alla latitudine, alla presenza di zone montagnose o lacustri nelle diverse regioni; questo fatto ci permette di avere una notevole diversificazione delle condizioni di temperatura, umidità e luminosità, con microclimi che ci consentono di coltivare ad esempio i castagni in Sicilia, l’ulivo e gli agrumi in Trentino.

Ovviamente dovremo contestualizzare la scelta delle piante, in base alle condizioni ambientali in cui vogliamo realizzare la nostra food forest.

L’osservazione del paesaggio e il confronto con vecchi contadini della zona sono sicuramente tra gli strumenti più efficaci per farci conoscere e capire il contesto.

Se noi vogliamo simulare una situazione naturale dovremmo realizzare la food forest cercando di ricreare un sistema complesso che richiami la disposizione spaziale di un bosco sostituendo le piante più interessanti per la produzione di cibo.

Le piante commestibili

A titolo esemplificativo ecco una serie di possibili piante commestibili di vario tipo che possono popolare il nostro bosco edibile:

  • Le piante di grandi dimensioni tipiche del bosco, come ad esempio querce, frassini, faggi, si potrebbero rimpiazzare con alberi da frutto quali castagno, melo, pero, ciliegio o altre piante che possano raggiungere grandi dimensioni. È vero che essendo abituati a vedere impianti di meli o peri di dimensioni ridotte, siamo portati a pensare che tali piante siano molto piccole e non possano essere paragonate a una quercia; ma questo è dovuto al fatto che nella frutticoltura convenzionale vengono scelte appositamente piante nanizzate, che abbiano quindi uno sviluppo limitato per facilitare le operazioni colturali quali potature, trattamenti, raccolte,… L’indole però di un melo o di un pero invece sarebbe quella di crescere parecchio, fino a venti metri in altezza, sviluppando una chioma poderosa. Le vecchie varietà facevano esattamente questo.
  • Piante medie potrebbero essere considerate i susini, gli albicocchi, gli agrumi, i fichi, i melograni; insomma tutte le piante che hanno uno sviluppo contenuto e difficilmente diventeranno enormi.
  • Piante cespugliose sono quelle essenze che hanno un fusto legnoso, ma rimangono di taglia ridotta, come molte aromatiche quali rosmarino, salvia, lavanda, ma anche lamponi, ribes, mirtilli, more (magari da giardino, quelle senza spine).
  • Essenze a foglia potrebbero essere l’erba cipollina, il tarassaco, le varie cicorie selvatiche, la melissa, la malva,…
  • Specie tappezzanti: le fragole, le mente, il trifoglio bianco, il timo,…
  • Tra le radici sono considerati i topinambur, la bardana, le carote selvatiche, la valeriana, il rafano, l’aglio selvatico, …
  • Tra le lianose o rampicanti il luppolo, i cui fiori vengono utilizzati per aromatizzare la birra, in primavera fornisce degli ottimi germogli; la vite e il kiwi sono altre due rampicanti per le quali è inutile rammentarne le caratteristiche e proprietà che tutti conosciamo e apprezziamo.
  • Tra le molte piante acquatiche utilizzabili, interessante è la lenticchia d’acqua, commestibile cruda in insalata; la typha, detta anche mazza sorda, che offre radici carnose, ottimi germogli e la stessa mazza, altamente proteica, può essere mescolata nell’impasto per farne torte, pane o biscotti.
  • Diversi tipi di funghi possono essere coltivati inoculando micelio su tronchi che verranno accatastati in una zona ombrosa e fresca della nostra food forest.

Una volta prese in considerazione le piante che si vogliono inserire nella nostra food forest, prima di passare alla realizzazione dovremo pensare a una progettazione dettagliata, per ottimizzare l’inserimento delle essenze studiandone le varietà, il numero, il posizionamento, l’epoca d’impianto,…

Articolo di Stefano Soldati

Il corso online di Food Forest di Stefano Soldati

Stefano Soldati, autore di questo articolo, si occupa di foreste commestibili da anni ed è stato il primo in Italia a tenere corsi sulla food forest.

Vista la situazione in cui non è possibile organizzare corsi in presenza sta organizzando un corso di Food Forest online tramite piattaforma zoom, in cui sarà possibile oltre alle classiche video lezioni anche un’interazione con il docente e si realizzerà una progettazione partecipata delle proprie food forest.

Il corso comincerà il 4 dicembre 2020, quindi chi vuole iscriversi deve farlo adesso.

Per informazioni e iscrizioni vi invito a visitare il sito di Stefano.

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