Innestare le piante da frutto è un ottimo modo per poter selezionare la varietà desiderata, si tratta di una pratica agricola antica che richiede una certa manualità, ma che è possibile comunque apprendere a eseguire in proprio anche se non si è professionisti.

Ci sono molte tecniche d’innesto, tra queste oggi scopriamo come fare l’innesto a zufolo, detto anche a flauto, oppure ad anello, tecnica in uso in particolare per noce e castagno.

zufolo o anello

Si tratta di una tipo d’innesto a gemma vegetante, che prevede di sostituire una porzione circolare di corteccia (da cui il nome “anello”) del portinnesto, con un’identica porzione di corteccia prelevata dal nesto e contenente una gemma. L’innesto a zufolo non è tra i più facili, perché richiede precisione e non sempre la corteccia si stacca perfettamente, viene meglio con piante giovani in cui la linfa scorra bene.

Quali piante si innestano a zufolo

L’innesto a zufolo è una tecnica adatta solo ad alcune piante, per il modo in cui richiede di far sollevare la corteccia può non riuscire con tutte le specie fruttifere. In particolare è la tecnica prevalentemente utilizzata nell’innesto di noce e castagno, talvolta viene utilizzata anche sulle piante di fico, olivo e nei vigneti.

Innesto a zufolo per il noce

Il noce è una pianta abbastanza difficile da innestare, motivo per cui solitamente conviene fare il lavoro solamente su piante giovani. Generalmente viene effettuato un innesto a zufolo perché, nonostante la difficoltà del procedimento, è quello che presenta una più alta probabilità di attecchimento.

Innesto a zufolo per il castagno

L’innesto a zufolo è molto utilizzato anche sulle piante di castagno, dove si usa per far produrre marroni di ottima pezzatura anche partendo da castagni selvatici, che vengono quindi impiegati come portinnesto. L’albero selvatico locale è probabilmente ottimale a livello pedoclimatico per il territorio e quando viene innestato con una varietà qualitativa permette ottime produzioni di castagne.

Sia la pianta domestica che quella selvatica sono ricche di acqua e la corteccia si sfila abbastanza facilmente, per cui si prestano molto bene per il metodo a zufolo. Se l’innesto ha successo entro un paio di anni si possono già raccogliere i primi ricci.

Innesto a zufolo per la vite e l’olivo

Esistono diverse tecniche per innestare la vite: per via dell’importanza economica rivestita in Italia dai vigneti la cura in fatto di potatura e innesto su questa specie è stata portata avanti come un’arte tramandata da ogni contadino ai propri figli. Per la vite si possono effettuare innesti a marza (a spacco o a doppio spacco inglese), oppure a gemma, tra cui l’innesto alla maiorchina, l’innesto a T e l’innesto a zufolo.

Quest’ultimo innesto nel vigneto viene preparato preferibilmente tra la seconda metà di giugno e la fine di luglio.

Anche l’olivo si innesta in vari modi, tra cui lo zufolo a gemma vegetante.

Innesto a zufolo per il fico

Le piante di fico vengono generalmente innestate per ottenere frutti più dolci e gustosi e si rende necessario in particolare nelle piante selvatiche, che troviamo nascere spontaneamente, ma in cui spesso i frutti non soddisfano pienamente per qualità e produttività.

Il fico non è un albero difficile da innestare e possiamo farlo in vari modi, sia a spacco che a gemma. L’innesto ad anello ben si presta anche per il fico.

Periodo in cui fare innesti ad anello

L’innesto a zufolo si pratica in primavera, ossia nel periodo in cui sia il portinnesto che il nesto sono in vegetazione e in cui dovrebbe essere più agevole il distacco della corteccia. Solitamente si sceglie il periodo tra marzo e maggio, che nella maggior parte dei climi e degli alberi risulta ideale per effettuare questo tipo di innesto a gemma vegetante.

Molti contadini scelgono il momento per innestare a zufolo guardando anche la luna, nonostante non esistano prove scientifiche riguardo un suo reale influsso sul radicamento della gemma. La tradizione vuole che la procedura d’innesto venga effettuata nella stessa fase in cui si preleva la gemma, che dovrebbe essere luna crescente. Si pensa infatti che in questa fase la linfa circoli meglio, agevolando l’attecchimento.

Come fare l’innesto a zufolo passo dopo passo

Un innesto di questo tipo consiste nel prelevare una porzione completa di corteccia dal portinnesto e di sostituirla con una di pari dimensioni della marza, contenente una gemma della pianta che si vuole innestare, il nome di innesto ad anello ci spiega già la forma della pezza con la gemma.

Ecco nello specifico i passaggi da seguire per preparare un innesto a zufolo perfetto:

  • Prelevare l’anello con la gemma. La gemma viene solitamente prelevata da una pianta giovane in succhio, preferibilmente lo stesso giorno in cui verrà effettuato l’innesto, selezionando i rami più adatti. A caratterizzare la tecnica dello zufolo è l’anello di corteccia che dobbiamo prelevare, il lavoro si esegue con un apposito coltello, che permette di incidere il ramo di modo da ottenere un cilindro di corteccia perfettamente integro. L’anello si può sfilare dal ramo precedentemente tagliato, oppure possiamo incidere in verticale nel lato opposto alla gemma, prestando attenzione a non rovinarlo mentre lo si sfila dalla pianta. Ogni anello deve contenere una sola gemma.
  • Preparare il portinnesto con taglio circolare. A questo punto bisogna preparare il portinnesto per ricevere la gemma, nel caso dello zufolo questo consiste nel creare uno spazio circolare, adatto a ospitare l’anello appena prelevato. Per farlo esistono due metodi molto simili tra loro. Il primo metodo prevede un taglio di uguale dimensione rispetto alla gemma, eliminando quella sezione di corteccia e sostituendola con quella contenente la gemma. Il secondo metodo, utilizzato soprattutto per le piante di castagno, prevede invece una capitozzatura del ramo del portinnesto, la cui cima andrà scortecciata di modo che possa accogliere l’inserimento dell’anello della varietà scelta.
  • Inserire la gemma nel portinnesto. A seconda del tipo di taglio che si è effettuato sulla pianta, bisogna inserire la gemma facendo in modo che essa coincida perfettamente con la porzione di ramo sottostante. Per il primo metodo bisogna applicare l’anello con apertura verticale nel ramo del portinnesto in cui era stata eliminata in precedenza una sezione di corteccia di pari dimensioni. Per quanto riguarda il secondo metodo bisogna infilare l’anello contenente la gemma nel portinnesto precedentemente scortecciato. Bisogna prestare particolare attenzione a non spezzare nessuna parte dell’anello e a posizionare la gemma con la punta rivolta verso l’alto. Perché questo lavoro venga bene è importante che nel prelevare l’anello e nel preparare i rami si sia stati precisi.
  • Legatura. Per completare il lavoro , nell’innesto a zufolo come anche nelle altre tecniche per innestare, si deve serrare saldamente la gemma al portinnesto. Utilizzando della rafia o del nastro di plastica sufficientemente elastico, si procede effettuando una legatura che avvolga completamente la sezione di ramo in questione, assicurandosi di coprire di pochi millimetri sopra e sotto i tagli. La gemma deve invece rimanere invece libera.

Il coltello a doppia lama per innesti a zufolo

Innestare bene richiede una buona tecnica, ma è importante anche servirsi degli attrezzi giusti, che aiutano a fare un lavoro di precisione nell’incidere la corteccia.

Per effettuare un innesto a zufolo si utilizza un particolare coltello con doppia lama che permette di fare due tagli paralleli, in modo da ottenere degli anelli di corteccia di dimensioni perfettamente uguali. Può essere utile tenere a portata di mano anche un classico coltello per innesti a lama singola per aiutarsi nelle operazioni.

Articolo di Veronica Meriggi

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