Quando si pensa al motocoltivatore, viene in mente per prima cosa la lavorazione del terreno, in particolare la fresatura, che è senza dubbio l’impiego più diffuso di questa macchina agricola.

La fresa è uno strumento utile in vari contesti, ma ha anche dei difetti di cui non si parla abbastanza spesso (ho approfondito il tema in questa video lezione). Sarebbe riduttivo non considerare vari altri utilizzi possibili del motocoltivatore, visto che ce ne sono di molto interessanti.

motocoltivatore bertolini

Questo articolo è realizzato in collaborazione con Bertolini, azienda attenta a presentare motocoltivatori che possano essere multifunzionali, proponendo una serie di accessori di propria produzione, ma anche offrendo compatibilità ad applicativi più specifici di altri produttori.

La dimensione compatta di questo attrezzo lo rende particolarmente utile per muoversi in spazi stretti, dove i trattori non riescono a passare. Un buon motocoltivatore è ottimo sulla dimensione di un orto, ma anche in agricoltura professionale, dove possiamo impiegarlo per lavorazioni tra i filari o in altri spazi scomodi per un trattore.

In un contesto di coltivazione biologica la fresatura frequente non è un lavoro indicato, esistono però una serie di importanti lavori in cui il motocoltivatore può esserci d’aiuto e che ora scopriremo.

Tagliare erba e sterpaglie

barra falciante

Per gestire l’erba con il motocoltivatore abbiamo diverse possibilità: a parte il classico tosaerba, possiamo tagliare con la barra falciante, mantenendo gli steli interi, oppure con una trinciasarmenti, che invece trita sterpi e piccoli arbusti.

In una coltivazione ecologica può avere senso lasciare che alcune aree si inerbiscano: l’erba alta è habitat per insetti e piccoli animali, che rappresentano una biodiversità utile al sistema. In quest’ottica si procede con sfalci a zone alterne, in modo da lasciare sempre dell’erba che offra a riparo alle forme di vita.

Con la barra falciante otteniamo fieno, che possiamo impiegare per pacciamare le colture, con la trincia invece si sminuzza e questo può esserci utile se vogliamo lasciare sul posto la sostanza organica a nutrire il suolo.

La trinciasarmenti si impiega anche nel sovescio, per sminuzzare la biomassa prodotta dalla coltura.

Incorporare sovescio e concimi

Abbiamo già parlato della trincia per sminuzzare i sovesci, dopo averlo fatto possiamo mescolare al suolo questa materia organica. Ecco un caso in cui utilizziamo la fresa, regolando l’attrezzo perché i coltelli lavorino a poca profondità e la biomassa resti nei primi 5-10 cm.

Sempre la fresatura ci viene utile per incorporare le concimazioni, che è bene mescolare alla parte più superficiale del suolo.

trinciare sovescio

Aprire solchi

Il motocoltivatore può trainare un assolcatore, in grado di aprire un solco nel suolo. Un lavoro molto utile per varie operazioni colturali, ad esempio nella semina delle patate.

Assolcando con il motocoltivatore è semplice procedere dritti, una volta tracciato il primo filare, magari aiutandosi tirando un filo, possiamo regolarci mantenendo la ruota parallela al solco già tracciato.

Questa operazione richiede una macchina di discreta potenza e quando occorre andare a fondo in terreni pesanti può essere utile zavorrare il mezzo, con dei pesi aggiuntivi.

L’assolcatore tra le file è utile anche per rincalzare le colture.

Sarchiare tra i filari

Per la sua dimensione ridotta il motocoltivatore è molto versatile. Anche la fresa in genere è modulare e può essere ridotta aggiungendo o togliendo coltelli.

Ci sono motocoltivatori in grado di lavorare anche solo 40-50 cm di larghezza, possono essere un’ottima soluzione per passare tra filari coltivati e lavorare l’interfila. Questo è prezioso per sarchiature utili a ossigenare il suolo e controllare le erbe infestanti, oppure per fare cover crops tra le file.

Lavorazioni del suolo alternative alla fresa

La lavorazione del terreno non è soltanto fresatura.

aratro rotativo

Motocoltivatore Bertolini con aratro rotativo

Possiamo usare il motocoltivatore per movimentare suolo tramite l’aratro rotativo, attrezzo particolarmente interessante per una lavorazione del terreno più rispettosa della sua struttura fisica. Abbiamo girato con Pietro Isolan un video confronto tra aratro rotativo e fresa, vi invito a darci un’occhiata.

Oltre al rotativo possiamo anche applicare una vangatrice, che replica lo stesso lavoro della vanga e non altera la stratigrafia del suolo. Si tratta di un meccanismo complesso che richiede un motocoltivatore potente.

Il coltivatore a denti fissi è un altro accessorio per smuovere la terra senza creare suola e senza polverizzarla.

Approfondisci: lavorare il suolo con motocoltivatore

Realizzare baulature e canali di scolo

Con un già citato aratro rotativo per motocoltivatore possiamo creare bancali rialzati oppure scavare piccoli fossi utili allo scolo dell’acqua.

Non mi dilungo su questo, lo abbiamo testato al Bosco di Ogigia, creando una bella aiuola dove coltivare aglio ed è tutto ben documentato.

Ecco il video in cui potete vedere come funziona questo attrezzo che sposta la terra lateralmente a ogni passaggio.

Trasportare attrezzi e materiali

Il motocoltivatore si presta anche per piccoli trasporti, trainando un apposito carrello, uno dei vari accessori disponibili per i motocoltivatori.

Chi non ha un trattore o una motocarriola può apprezzare particolarmente questa funzione, ad esempio se deve movimentare cumuli di letame, compost, cippato.

carrello

Carrello per motocoltivatore (foto Bertolini)

Scopri i motocoltivatori Bertolini

Articolo di Matteo Cereda. Con foto di Filippo Bellantoni (Bosco di Ogigia). Post sponsorizzato da Bertolini. 

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