Le grandinate rappresentano un flagello per l’orto: sono difficili da prevedere e quando arrivano possono distruggono il raccolto.  Quest’estate gli orti italiani sono stati devastati da temporali con grandine.

Si tratta di un problema che preoccupa i contadini da sempre, ma con il cambiamento climatico questi fenomeni estremi sono aumentati a dismisura. Assistiamo troppo spesso a temporali violenti, vere e proprie bombe d’acqua, a volte accompagnate da grandine a chicchi enormi. Si parla di tropicalizzazione del nostro clima.

grandine orto

Non è facile trovare risposte utili per limitare i danni che un orto può subire a causa di una grandinata. Scopriamo insieme cosa possiamo fare sia per prevenire che per risolvere queste situazioni.

I danni della grandine

Una grandinata porta prima di tutto evidenti danni di tipo fisico, dovuti all’impatto dei chicchi di ghiaccio sulle piante.

Quando la grandinata è leggera (chicchi piccoli) non causa gravi problemi, al massimo qualche frutto in maturazione si conserverà per minor tempo. Ma all’aumentare della dimensione dei chicchi crescono anche i danni.

Le prime vittime sono le foglie: in particolare vengono colpite maggiormente le piante a foglia larga e orizzontale, come le cucurbitacee (zucche, zucchine, meloni, angurie, cetrioli) e le melanzane.

danni alle melanzane

Danni alle foglie di melanzana

Chicchi medio grandi provocano danni importanti anche ai frutti, facendoli cadere, provocando bozzi e spaccature. I colpi subiti diventereanno poi rapidamente marciume.

Si possono poi spaccare anche rami e tralci, arrivando a eliminare intere parti di pianta, magari cariche di frutti in maturazione.

danni ai pomodori

Pomodori danneggiati dalla grandine

Oltre ai danni diretti che possiamo trovare appena passata la tempesta, si verificano gravi danni indiretti: le piante danneggiate sono soggette facilmente a malattie, perché i microrganismi patogeni approfittano delle lesioni per attaccare l’organismo vegetale.

Peronospora dei pomodori, oidio delle zucchine o altre problematiche possono dilagare con queste premesse.

Danni alle zucchine

Zucchine di Albenga danneggiate dalla grandine

Altri danni del temporale estivo

La grandine non colpisce da sola, è spesso accompagnata o preceduta da vento forte e bombe d’acqua.

Problemi dovuti alle raffiche di vento:

  • Crollo di impalcature di sostegno a pomodori e piante rampicanti.
  • Fusti piegati e spezzati, in particolare su piante a portamento arbustivo, come peperoni, melanzane, pomodori.
  • Danni a serre, tunnel e ricoveri degli attrezzi con tetti leggeri.
  • Caduta di alberi che possono finire rovinosamente sulle colture.

Problemi dovuti a pioggia e bombe d’acqua:

  • Allagamento dell’orto.
  • Diffusione di malattie, favorite dall’umidità persistente.
  • Spaccatura dei frutti dovuta all’improvviso eccesso di acqua (tipica in meloni, angurie, pomodori, melograni).
  • Compattamento del terreno per il battere della pioggia (si forma una crosta superficiale negativa).

Cosa possiamo fare

Dopo una grandinata forte bisogna sapere che molti danni saranno irreversibili: non possiamo certo aggiustare piante spezzate, foglie lacerate, frutti caduti.

Non dobbiamo però scoraggiarci: la natura trova sempre il modo di rinascere dopo eventi estremi.

Perché le piante si possano riprendere è molto importante intervenire in modo rapido.

danni foglie zucchine

Danni alle foglie di zucchina

Ecco cosa bisogna fare:

  • Eliminare le parti di pianta disastrate in modo irreparabile (piante totalmente spezzate, frutti spaccati). Questo è importante, perché i loro marciumi possono estendere patologie alle parti sane della pianta.
  • Verificare che non ci siano ristagni d’acqua significativi sul terreno, potrebbero far marcire le radici delle colture.
  • Fare trattamenti corroboranti per aiutare la pianta a superare ferite e stress.
  • Fare trattamenti preventivi per evitare che ferite e umidità portino a malattie.
  • Appena asciuga, zappettare il suolo se si è compattato per le forti piogge (non servirà farlo se abbiamo pacciamato l’orto).

Trattamenti corroboranti

Il primo trattamento che mi sento di consigliare dopo una grandinata è la lecitina di soia.

Si tratta di una sostanza completamente naturale che ha un duplice effetto:

  • Rafforza i tessuti della pianta (li rende più resistenti e più elastici).
  • Ha un’azione anticrittogamica (contrasta le malattie fungine).

Sono due risultati molto importanti per piante che hanno patito danni da grandine. La lecitina non ha controindicazioni, per cui vale sicuramente la pena utilizzarla.

Per approfondire:

Concimazioni

Tra le piante danneggiate in genere quelle che patiscono di più sono colture da frutto piuttosto esigenti, come pomodori, melanzane, meloni, zucche e zucchine.

Per queste piante può essere utile anche impiegare un concime a rapida azione, con effetto biostimolante. Io consiglio a questo proposito Algasan della Solabiol, che sfrutta le proprietà biostimolanti dell’alga bruna e aiuta a superare momenti di forte stress.

Trattamenti preventivi

Abbiamo già detto che le ferite da grandine, unite all’umidità portata da un forte temporale, possono portare problemi.

Per questo nelle settimane dopo la grandinata è bene fare trattamenti preventivi contro le patologie fungine. Valutiamo di trattare una volta a settimana.

Ecco alcuni possibili trattamenti biologici:

Le reti antigrandine

La cosa migliore ovviamente sarebbe prevenire i danni montando reti antigrandine sopra all’orto.

Questo è facile dirlo con il senno di poi, chi coltiva un orto per hobby spesso non ritiene necessaria una protezione di questo tipo. Purtroppo il clima, sempre più imprevedibile, potrebbe rendere più frequenti fenomeni atmosferici violenti come le grandinate sarà sempre più necessario valutare contromisure.

Se vogliamo stare tranquilli dobbiamo montare la rete antigrandine a inizio stagione, prevedere con adeguato preavviso i temporali estivi con grandine è impossibile.

La rete antigrandine può essere utile anche come parziale fonte d’ombra, che limita le scottature dei frutti.

Articolo di Matteo Cereda. In collaborazione con Solabiol.

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