Ciao! Ho visto dal mio vicino di orto una tecnica molto interessante per proteggere le piante di pomodoro dalla peronospora: lui lega un filo di rame attorno al tronco, un semplice filo di quelli elettrici. Secondo voi questo metodo può funzionare? Si può considerarlo un metodo naturale adatto all’orto biologico?

(Roberta)

Cara Roberta

Ho sentito più volte narrare di queste tecniche che comportano l’uso di filo di rame, messo nell’orto per la difesa delle piante dalle malattie funginee. I metodi con cui viene posto il filo sono disparati: alcuni lo legano al fusto della pianta, come il tuo vicino d’orto, di solito alla base, altri interrano pezzi di filo conficcandoli nel terreno vicino alla piantina, altri ancora bucano il tronco o il tralcio di piante già sviluppate con un ago, in modo da far passare il rame al suo interno. In genere viene utilizzato del cavo elettrico nudo, che spesso viene anche carteggiato con carta abrasiva.

filo di rameIl pomodoro è la coltivazione che viene più spesso legata con il filo, cui si attribuisce un effetto miracoloso contro la peronospora, ma anche su melanzane e peperoni viene impiegato spesso lo stesso sistema. Sono tutte metodiche tradizionali, in cui non trovo fondamento scientifico.

Nessun problema a utilizzare la metodica nell’orto biologico, infatti non comporta nulla di chimico e quindi possiamo fare il nostro legaccio anti malattie senza pregiudicare la coltivazione naturale, bisogna però chiedersi se ha davvero senso questo sistema.

La tecnica del filo di rame non funziona

Se vuoi sapere il mio parere questi sistemi sono superstizione, non credo abbiamo una reale efficacia. Uso il condizionale perché ho un grande rispetto per le tradizioni contadine, ma sono anche scettico per natura e quindi mi permetto di dire la mia. Se qualcuno la pensa diversamente o sa spiegarmi in termini scientifici come agisce questo rimedio sono pronto ad ascoltare con interesse.

Chi buca con l’ago la pianta ritiene che il filo ossidandosi trasmetta rame alla linfa ed entri in questo modo in circolo nella pianta, immunizzandola rispetto alla malattia. Il rame ha un comprovato effetto contro i funghi e viene usato per questo in agricoltura biologica, ma in tuttaltro modo: si spruzza su tutta la pianta, infatti non è un prodotto sistemico che deve essere assorbito dalla pianta.

Quando sento vecchi coltivatori che affermano di usare da anni la tecnica del filo di rame e mostrano i loro pomodori sempre belli e sani penso che in realtà non è il filo a preservare dalla malattia, si tratta piuttosto di un insieme di pratiche colturali svolte correttamente e frutto dell’esperienza di anni. Il filo o l’ago in rame secondo me si prende un merito che sarebbe della lavorazione del terreno, della giusta concimazione e di tanti piccoli accorgimenti.

Il rame si usa contro le malattie

Come in tutte le leggende che si rispettino anche la pratica di mettere il filo intorno alle piante dei pomodori nasce da un fondo di verità: il rame infatti è un anticrittogamico e si utilizza molto spesso contro le malattie funginee.  Si tratta di un trattemento consentito dall’agricoltura biologica ed è il principale metodo utilizzato per contrastare le malattie crittogame. A mio parere si usa perfino troppo spesso, visto che comporta delle conseguenze, come spiegato nell’articolo sui rischi del rame. Tuttavia si usa facendo trattamenti a spruzzo, dove è importante irrorare tutta la pianta, il rame infatti agisce in copertura: forma una barriera che non permette alle spore di raggiungere la pianta. Questo tipo di uso è completamente differente rispetto al filo di rame inserito o legato in un fusto.

Risposta di Matteo Cereda

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