Come coltivare gli asparagi

asparagiGli asparagi non sono un ortaggio semplice da coltivare e richiedono molto lavoro, tuttavia lo sforzo viene ripagato da grandi soddisfazioni quando si arriva al raccolto.

La pianta dell’asparago è a coltivazione poliennale e secondo i botanici si chiama Asparagus officinalis, fa parte della famiglia delle liliacee, è quindi parente stretto di aglio, porro e cipolla (l’avreste mai detto?). Per coltivarlo nell’orto bisogna creare un’asparagiaia, impianto che si mantiene per una decina d’anni ed è abbastanza ingombrante in termini di spazio, la coltura quindi non è molto adatta a piccoli orti urbani. L’asparago impiega qualche anno per entrare in produzione, non si raccoglie quindi nell’anno di im pianto come per la maggior parte delle verdure da orto.

Intraprendere la coltivazione degli asparagi è quindi un po’ laborioso ma ne vale indubbiamente la pena: si tratta di una verdura dalle caratteristiche organolettiche straordinarie e con ottime proprietà nutrizionali ed è una grande soddisfazione vedere i “turioni” di asparago crescere robusti e rigogliosi. Ecco una guida con molti consigli utili per chi volesse far crescere asparagi nell’orto.

Clima e terreno: dove coltivare gli asparagi

Clima ideale. La pianta dell’asparago predilige un clima senza eccessi di freddo e neppure di caldo, ma è abbastanza resistente e versatile. La posizione dell’aiuola dovrebbe essere ben soleggiata e non troppo esposta al vento.

Lo spazio richiesto. Come premessa alla coltura dell’asparago bisogna specificare che richiede molto spazio. Anche per una produzione destinata al consumo famigliare bisogna mettere in conto diversi metri quadri di orto occupato.

Il terreno adatto. Una delle principali esigenze pedoclimatiche degli asparagi è un terreno ben drenante, se il suolo è argilloso o poco sciolto si può mischiarlo a sabbia per renderlo più leggero e adatto alla coltura dell’asparago. Si può aiutare il drenaggio studiando un impianto adeguato (canali di scolo o aiuole rialzate tipo baulatura).

La concimazione. E’ importante all’impianto una bella concimazione di fondo che possa arricchire il terreno in modo da sopportare diversi anni di coltivazione dell’asparago. Si consiglia di usare compost o letame maturo, in ogni caso per una coltivazione bio occorre impiegare concimi organici.

L’impianto: come creare l’asparagiaia

Semina. Gli asparagi si possono coltivare a partire dalle cosiddette “zampe” oppure partendo dal seme. Le zampe possono essere acquistate nei garden ma in genere sono piuttosto costose, anche se rendono più rapido e semplice impiantare la coltivazione.

Partire dal seme di asparago. Se si parte dal seme si pianta a inizio primavera, per trapiantare poi a piantina formata. Le piante di asparago vanno messe nel terreno quando il clima è già caldo (in genere a giugno).

Partire dalle zampe. Le famose zampe sono i rizomi della pianta di asparago, che si possono trovare in qualsiasi vivaio o garden center, oppure da amici ortisti che già hanno una coltivazione di asparagi. Le zampe si interrano nel terreno a inizio primavera: a partire da febbraio (zone calde) e per tutto marzo e aprile.

Impianto in piano o a porche. Essendo un impianto che dura parecchi anni l’asparagiaia giustifica il lavoro di realizzare aiuole rialzate, in modo da favorire il defluire dell’acqua ed evitare pericolosi ristagni nei periodi più piovosi. Dove il terreno è per natura drenante non è necessario intervenire con baulature, ma dove non lo è si consiglia di coltivare gli asparagi rialzando le aiuole.

Sesto di impianto. L’asparago è una pianta ingombrante, come sesto di impianto occorre dare una buona distanza tra le file. In genere si tiene un metro tra una fila e l’altra e circa 35 cm tra una pianta e l’altra lungo la fila.

Come piantare gli asparagi. Quando si impianta l’asparagiaia conviene scavare circa 30 cm e depositare uno strato spesso una spanna circa di letame maturo, in mancanza di letame si può usare il compost, ottimo anche l’humus. Sopra al concime un piccolo strato di terra su cui si mettono le zampe degli asparagi, che si ricoprono poi a loro volta con la terra (strato superficiale). Se abbiamo le piantine si procede allo stesso modo con il compost, poi invece di interrare le zampe si trapianta. Se si vuole fare un aiuola rialzata conviene invece che scavare fare una montagnetta che abbia gli stessi elementi (letame, terra, zampe, terra).  Dopo l’impianto delle zampe o il trapianto delle piantine si bagna bene il terreno per stimolare il radicamento.

Il ciclo colturale dell’asparagiaia

Primo anno di coltivazione:

  • Febbraio-marzo: se si vuole partire dal seme si piantano nelle vaschette.
  • Febbraio-Aprile: se si parte dalle zampe si realizza l’impianto.
  • Giugno: per chi ha fatto o comprato le piantine di asparago si trapiantano nell’orto.
  • A partire da giugno: normali operazioni colturali (sarchiatura per evitare le infestanti, irrigazione se necessario). Non si toccano i turioni per tutto il primo anno: le piante devono svilupparsi e andare in fiore.
  • Autunno (ottobre): si tagliano gli steli ingialliti e si sparge uno strato (3-4 cm) di letame o compost ben maturo. Questo protegge dalle gelate le piante e il loro apparato radicale, oltre a fornire nutrimento.

Secondo anno di coltivazione:

  • Da marzo per tutto l’anno: costante operazione di diserbo dalle infestanti dell’asparagiaia, sarchiatura e quando necessario irrigazione.
  • Primavera: si procede a un leggero rincalzo delle file.
  • Giugno: I primi turioni di asparago si potranno raccogliere a distanza di due anni dall’impianto dell’asparagiaia, ovvero dopo la seconda primavera. Si tagliano quando la loro lunghezza supera i 10 cm, si lasciano i più sottili. Meglio non esagerare nella raccolta perché l’asparagiaia è ancora giovane e non è quindi in piena produzione.
  • Autunno: si deve tagliare la parte aerea delle piante di asparago, per poi coprire con uno strato di terra e sopra compost (o letame ben maturo) preparandosi per l’inverno.

Dal terzo anno di coltivazione:

  • Da marzo per tutto l’anno: solite operazioni colturali (sarchiatura costante, controllo erbacce, irrigazione solo in caso di terreno secco).
  • Primavera: raccolta dei turioni di asparagio (fino a giugno).
  • Autunno: come sempre si sfalcia e concima.

Durata della coltivazione: L’asparago è una pianta a coltivazione poliennale, l’asparagiaia impiega due anni ad entrare in produzione, ma poi si può tenere per una dozzina d’anni. Se non ci sono problemi e viene tenuta bene la coltivazione si può tenere anche 15-20 anni. La lunghezza si valuta in base alla produttività (le asparagiaie dopo una dozzina d’anni calano in produzione) e all’eventuale diffondersi di malattie funginee.

La coltivazione e la raccolta degli asparagi

asparago coltivato in ortoSarchiatura e controllo delle infestanti. Importantissimo tenere pulite le aiuole di asparagi nell’orto, evitando il proliferare di erbacce. E’ il lavoro più faticoso da fare nell’asparagiaia.

Rincalzo. E’ utile in primavera un piccolo rincalzo, in particolare se la coltivazione è a baulature.

Irrigazione. Gli asparagi si bagnano con costanza i primi due anni, dopo il radicamento e lo sviluppo delle piante non serve bagnare molto, soltanto bisogna evitare che il terreno secchi completamente. Importante in ogni caso non esagerare mai con le dosi d’acqua (piuttosto meglio fare frequenti irrigazioni con poca acqua).

Pacciamatura. Oltre a pacciamare con il compost per l’inverno si può anche pensare a una pacciamatura primaverile che riduca il lavoro di diserbo manuale.

Asparago verde o asparago bianco. Gli asparagi bianchi si ottengono coprendo di terra i turioni in modo che restino più morbidi e non inverdiscano. Nell’orto domestico sono più semplici da coltivare i classici asparagi verdi, visto che ricoprire di terra le piante per ottenere il bianco è un lavoro molto impegnativo.

Raccogliere gli asparagi. L’asparago si raccoglie in modo scalare, si scelgono i turioni che superano i 12 cm di altezza dal suolo, con un coltellino si tagliano qualche centimetro sotto il livello del terreno. Esiste anche un attrezzo apposito per raccogliere gli asparagi. La raccolta generalmente dura da aprile a giugno.

Principali malattie e parassiti che colpiscono l’asparago

Mal vinato. Malattia funginea che può attaccare l’asparagiaia. Il fungo infetta la base della pianta, quindi le sue parti sotterranee e si manifesta per prima cosa su radici e rizomi, si nota poi alla base del turione. Si riconosce per una velatura di colore rossiccio a cui è dovuto il nome della malattia. Come molti problemi funginei anche il mal vinato in agricoltura biologica non ha molti rimedi che non siano rimuovere le piante infette. Il rischio di mal vinato aumenta se si coltiva l’asparago in seguito alle patate, a rape, sedano, carote o all’erba medica (alfalfa). Si previene anche strappando spesso le erbacce, infatti il fungo attacca molte delle piante infestanti e da lì si diffonde facilmente all’asparago.

Fusariosi. Il fusarium è un fungo che può attaccare le parti radicali e il rizoma dell’asparago. Si manifesta con ingiallimenti e avvizzimenti della pianta, oppure con marciumi radicali. Viene favorito dai ristagni di acqua, in particolare in caso di umidità unita a temperature miti. Di conseguenza in agricoltura biologica il consiglio è di prevenire studiando un terreno drenante, magari con aiuole rialzate.

Ruggine. Malattia crittogamica che colpisce le parti aeree della pianta, si manifesta in macchie giallastre o rossastre, può determinare il disseccamento delle parti colpite. Come la fusariosi anche la ruggine colpisce l’asparago con un clima caldo umido. Se si individua subito è possibile contenerla rimuovendo tempestivamente le parti malate.

Mosca della cipolla. Gli asparagi fanno parte della famiglia delle piante liliacee, parenti quindi delle cipolle. Questo genere di mosca viene respinta dalle piante di carota, ma non è una consociazione semplice, visto che l’asparagiaia si mantiene per anni. In questo caso quindi si può usare il bacillus thuringiensis per debellare questo insetto.

Afidi. Gli afidi possono attaccare gli asparagi, determinando malformazioni nel portamento della pianta. Per difendere la coltivazione con metodo biologico consiglio di leggere la nostra guida alla difesa dagli afidi.

Consociazioni e rotazioni

Consociazioni. Gli asparagi starebbero bene vicino alle carote, che respingono la mosca della cipolla, purtroppo essendo una coltura poliennale che richiede con l’andare del tempo molto spazio non è possibile tenere un’altra coltura abbastanza vicino da portare un reale beneficio di consociazione, si deve quindi tenere la coltura senza troppo badare al vicinato. Le consociazioni sono possibili durante i primi due anni di coltura, e si possono mettere vicino insalate, cucurbitacee (ovvero cetrioli, zucche, zucchine,…) e come si diceva le carote.

Rotazione. Gli asparagi non devono seguire le patate, per evitare alcune malattie funginee che la presenza di tuberi nel terreno propizia, come il mal vinato.

Varietà di asparago

Varietà e colore. Come già spiegato ci sono asparagi verdi o bianchi, ma il colore di questo ortaggio non è semplicemente una questione di varietà: il bianco si determina con la tecnica di coltivazione, lasciando interrata la pianta che quindi non riesce a usare la luce per fare fotosintesi. Ci sono però varietà di asparagi che tendono al viola e al rosa. Un esempio è l’asparago rosa di Mezzago, coltivato in Brianza.




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2017-07-13T12:59:13+00:00 Categorie: Ortaggi|Tag: , , , |

4 Commenti

  1. dino 28 aprile 2017 al 11:45 - Rispondi

    Sarebbe utile sapere se nel primo, secondo, e successivi anni bisogna lasciare una guida ad ogni zampa che cresce e magari fa anche le sementi (finchè a ottobre secca) o se il lasciare una guida non è d’ obbligo – Grazie, i vostri consigli sono molto utili

    • Matteo Cereda 1 maggio 2017 al 0:33 - Rispondi

      Non serve lasciare nessuna guida, per l’asparago conta il rizoma, da qui ricaccia ogni anno.

  2. Enzo Calabrese 5 maggio 2017 al 10:25 - Rispondi

    Salve, ho effettuato una piccola coltivazione di asparagi con zampe, questa coltivazione l’ho voluta solo provare impiantandola ormai piu di 12 anni fa, il terreno non era proprio preparato come si doveva, ho avuto la produzione per circa 6 anni belli abbondanti, ora mi trovo con sole alcune piante ancora produttive con turioni di diametro che variano dai 4 ai 5 cm, il punto è che non so per quanto si avranno ancora e perchè il diametro è così grosso? grazie per eventuale risposta.

    • Matteo Cereda 5 maggio 2017 al 12:42 - Rispondi

      Ciao Enzo. Onestamente non so spiegarti l’aumento del diametro, personalmente non ho esperienza di asparagiaie di così lunga durata. E’ normale che dopo una decina d’anni la produttività delle piante scemi, in genere il consiglio è di far durare sui 7-8 anni la coltivazione. Ti consiglio quindi di spostare i tuoi asparagi.

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