La potatura dell’ulivo è un’arte complessa con millenni di tradizione, si tratta di una pianta che tende a formare una chioma fitta di frasche, oltre a crescere molto, anche in altezza. Lo scopo dell’intervento di potatura è invece disciplinare la vegetazione, in modo che la luce e l’aria possano raggiungere ogni parte della chioma, oltre a tenere dimensioni che siano pratiche nella gestione e nella raccolta delle olive.

Una forma di allevamento che risponde molto bene a questi obiettivi è il vaso policonico, non per niente si tratta della tecnica più diffusa per la gestione degli oliveti in tutta Italia.

vaso policonico

Scopriamo qui di seguito cosa significa allevare olivi a vaso policonico e quali sono i vantaggi di questa forma di gestione della pianta, andremo poi a vedere in video nel dettaglio come si pota un olivo secondo questa tecnica.

La tecnica del vaso policonico

La forma a vaso è un classico nel frutteto: si lascia la parte bassa del tronco libera, facendo diramare le branche principali a partire da 50-120 cm di altezza, nell’olivo si sceglie poi di dare una forma conica a ogni parte di chioma, proprio per dare una corretta illuminazione.

Il nome della forma di allevamento ci dice già tutto:

  • Vaso, indica che deve essere vuoto all’interno, in modo da contenere luce e permettere circolo d’aria. Per questo, come vedremo, ogni anno ci sarà da svuotare l’interno tagliando i succhioni.
  • Policonico è il termine che indica che andremo a creare vari coni, uno per ogni branca. Questa forma caratterizzata da una punta e poi da un volume crescente all’abbassarsi di quota è utile per dar luce a tutte le frasche e anche per avere i rami produttivi in basso.

Vantaggi del vaso policonico

Il vaso policonico comporta una serie di vantaggi nell’oliveto, che hanno reso questa forma di allevamento la più diffusa in Italia.

  • Favorisce il circolo d’aria nella chioma. Questo è molto importante per garantire alla pianta una buona salute, prevenendo molte malattie dell’oliveto che proliferano in condizioni di umido.
  • Offre un’illuminazione a tutte le frasche, anche questo è utile a prevenire patologie, inoltre aiuta una maturazione uniforme delle olive, molto importante in fase di raccolta e determina anche la qualità dell’olio che possiamo ottenere.
  • Garantisce una resa soddisfacente e costante di anno in anno.
  • Si tratta di una potatura piuttosto semplice da realizzare e non troppo impegnativa come ore lavoro.
  • Mantiene la pianta dimensionata in modo adeguato alle esigenze dell’olivicoltore per una buona coltivazione.

Come potare a vaso policonico

Scopriamo con un video la potatura a vaso policonico. Pietro Isolan in 15 minuti ci spiega le regole base e poi ci mostra nel concreto il lavoro su una pianta. Un video essenziale per chi vuole imparare la potatura dell’olivo.

Periodo di potatura dell’olivo

L’olivo si può potare da gennaio a maggio. Le regole base sono due: fare il lavoro prima che la pianta cominci la fioritura, e non esporre i tagli a ritorni di freddo.

Per questo in base alla zona climatica si individua un diverso periodo ideale: nelle zone a inverno rigido è meglio potare a marzo o aprile, visto che gennaio e febbraio sono ancora mesi di gelate, nelle zone più miti invece si preferisce anticipare perché la primavera a livello di clima arriva prima e anticipa anche la fioritura. In molte zone d’Italia si pota a marzo, mese chiave per la potatura dell’olivo a vaso policonico, ma anche con altre tecniche.

Osservare la pianta

Prima di cominciare la potatura dobbiamo osservare la pianta per decidere come intervenire. Noi siamo abituati per mentalità a chiederci “cosa taglio”, invece la forma corretta di approcciarsi alla potatura dell’olivo sarebbe chiedersi “cosa lascio”. Cominciamo quindi guardando la pianta e immaginandola già potata, per farci un’idea di dove andremo a tagliare.

In questa fase individuiamo le branche principali, ci figuriamo quali saranno le punte dei nostri coni e l’altezza che andremo a dare al nostro olivo.

Il primo lavoro: svuotare il vaso

Per avere una pianta in forma di vaso dobbiamo per prima cosa procedere pulendo il piede della pianta dai polloni, che ogni anno crescono sulla parte basale dell’olivo.

Il secondo lavoro nella nostra potatura sarà svuotare il vaso, togliendo i succhioni che saranno cresciuti sul dorso delle branche principali. I rami da levare sono semplici da individuare: hanno portamento verticale oppure rivolto verso l’interno della chioma.

L’olivo è una pianta molto rigogliosa, per cui è possibile trovare la chioma molto fitta, in particolare quando affrontiamo piante trascurate per qualche anno, dove magari serve una potatura di riforma. Non dobbiamo aver paura di svuotare il nostro vaso eliminando tutti i succhioni.

L’olivo è una pianta molto rigogliosa, per cui è possibile trovare la chioma molto fitta, in particolare quando affrontiamo piante trascurate per qualche anno, dove magari serve una potatura di riforma. Tuttavia, non è corretto eliminare tutti i succhioni, in quanto a lungo andare la corteccia del dorso della nostra branca tenderà a necrotizzare e a seccarsi. Pertanto, è corretto lasciare qualche giovane succhione, che andremo a sostituire di anno in anno con quelli nuovi che si saranno creati, dando una sorta di ricambio. Ricordiamo che i succhioni che nascono in posizione laterale potrebbero essere preziosi sostituti di branche ormai secche ed esaurite.

Come dicevamo si tolgono i rami che vanno in alto o all’interno, mentre i rami all’esterno sono quelli che lasciamo, dove la pianta produrrà olive.

Creare i coni

La pianta a vaso policonico prevede che a ogni branca sia data una forma appuntita, appunto a cono. La logica dell’olivo a vaso policonico è quella di avere pochissime frasche in alto, dove sarebbe scomodo raccogliere. Inoltre in un cono tutta la superficie riceve luce.

Per creare i nostri coni quindi individuiamo le branche e affrontiamole una alla volta.

In ogni ramo principale dobbiamo scegliere una sola punta, che è la direttrice che guiderà la crescita della chioma. Scegliamo quindi una punta, che non abbia eccessiva forza: non abbiamo interesse a far sviluppare l’olivo in altezza.

A partire dalla punta individuiamo un asse lungo cui scendere, selezionando i rami. Man mano che scendiamo dobbiamo aumentare il volume della chioma, creando la già citata forma conica che vogliamo dare alla nostra branca.

La parte bassa della chioma

Andiamo ora a gestire la parte bassa della chioma, che è dove troviamo la maggior parte dei rami e dove quindi abbiamo più confusione di frasche. Per prima cosa togliamo rami secchi o danneggiati.

Quando potiamo ricordiamo lo scopo di far circolare l’aria, per questo è da operare una selezione. Inoltre c’è da dimensionare la pianta, evitando che ogni anno aumenti le sue dimensioni in modo eccessivo. A questo scopo pratichiamo dei tagli di ritorno, chiamati dai vecchi contadini toscani “sculacciata”.

Il taglio di ritorno

taglio di ritorno olivo

Come il nome suggerisce, il taglio di ritorno è un intervento volto a tornare indietro. Per capire come intervenire pensiamo allo scorrere della linfa nel ramo e al concetto di dominanza apicale, ossia del fatto che la punta è la direttrice del suo sviluppo. Tagliando non dobbiamo lasciare un moncone, che sarebbe un vicolo cieco, ma dobbiamo tornare indietro fino a uno snodo, dove parte un ramo minore, a questo ramo daremo il compito di proseguire lo sviluppo, diventerà il ramo principale. Nell’olivo, a differenza degli alberi da frutto, il ramo principale tende a ripiegarsi verso l’interno, e ad assumere un diametro minore di quello che ha preso il sopravvento.

È qui che andiamo a “Sculacciare”, ovvero a fare un taglio come quello che si vede nella foto qui sopra. Il taglio che è stato fatto ha eliminato quella che era la parte principale del ramo che era tornata verso il basso e l’interno, per lasciare il comando al nuovo ramo che va a ricadere esponendosi alla luce.

Anno dopo anno, con i tagli di ritorno si creano rami a cascata o a nuvoletta. Difficile spiegare a parole, ma nel video si trova mostrato il concetto in modo certamente più chiaro.

Potatura di allevamento a vaso policonico

Finora abbiamo parlato della potatura annuale con cui manteniamo l’impostazione del nostro ulivo. Quando andiamo a impiantare una nuova pianta invece è necessario fare una potatura volta a creare il nostro vaso e far sviluppare le branche principali.

Durante i primi 3-4 anni, al contrario delle piante da frutto, dobbiamo rispettare la natura dell’olivo, che è quella di cespuglio, e lasciare il tempo di creare l’equilibrio tra parte aerea e radicale. Solo al quarto o al quinto anno andremo a scegliere le tre o quattro branche principali su cui costruire i nostri coni.

Anno dopo anno vedremo l’olivo a vaso prendere forma. A pianta formata le potature annuali saranno volte a mantenere i coni come spiegato.

La potatura dell’olivo
La coltivazione dell’olivo

Articolo di Matteo Cereda e Pietro Isolan

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