foglia di cetriolo malatoMeloni e cetrioli sono due ortaggi molto diversi nell’aspetto e nel sapore, ma sono accomunati dall’appartenenza alla famiglia delle cucurbitacee e dallo stesso ciclo colturale primaverile-estivo. La loro parentela li rende soggetti anche ad esser suscettibili di malattie comuni, che descriviamo in questo articolo.

Riportiamo quindi quali sono le più frequenti patologie fungine, batteriche e virali e le fisiopatie che colpiscono questi ottimi prodotti estivi e diamo alcuni suggerimenti su come prevenirle e curarle in un’ottica di coltivazione biologica, dove l’obiettivo è prima di tutto evitare che la patologia si verifichi.

Proprio per questo motivo prima di elencare le malattie del melone e del cetriolo è utile rivedere alcuni semplici accorgimenti che possono far sì che non vi siano le condizioni che causano la problematica. Dopo una panoramica sulla prevenzione proviamo a descrivere le più frequenti malattie che colpiscono melone e cetriolo, al fine di riconoscerle e contrastarle efficacemente se si verificassero.

Prevenire le malattie

Possiamo anticipare alcune regole comuni che valgono per prevenire tutte le patologie fungine e batteriche, una coltivazione impostata correttamente infatti è un primo modo per scongiurare problemi. Maggiori informazioni

  • Rotazioni: far sempre ruotare le cucurbitacee nell’orto, alternandole con altre specie di famiglie diverse.
  • Rimuovere dall’orto tutti i residui colturali infetti e le parti di piante con sintomi di patologie, destinandoli al compostaggio.
  • Nel caso di coltivazione in serre e tunnel, consentire una buona circolazione d’aria in questi ambienti.
  • Trattare le piante preventivamente con infusi o estratti a freddo di equiseto, con olii essenziali di limone e pompelmo o con propoli, tutti prodotti naturali che potenziano le difese autonome delle piante.

In questo modo sarà possibile ridurre i trattamenti con prodotti rameici alle sole situazioni più gravi, e ribadiamo che nell’eseguirli è sempre importante rispettare le dosi e tutte le precauzioni di impiego riportate sulle confezioni.

Malattie di melone e cetriolo

Dopo queste premesse scopriamo nomi e sintomi delle patologie più ricorrenti per le coltivazioni di cetriolo e di melone, per imparare ad individuarle nel minor tempo possibile ed intervenire quando ancora le piante possono essere salvate.

Tracheofusariosi

Funghi del genere Fusarium colpiscono, a seconda delle specie, melone e cetriolo, oltre anche all’anguria, provocando l’ingiallimento e l’avvizzimento delle piante. I patogeni restano vitali per anni nel suolo e approfittano di eventuali lesioni radicali per entrare nella pianta e far annerire i suoi vasi interni. Se la patologia si manifesta anche sui frutti, ne risulta un sapore molto sgradevole seguito da marcescenza.

Tracheoverticillosi

Il fungo Verticillium dahliae si presenta solitamente dopo la fioritura e attacca i vasi interni di melone, cetriolo e anguria, soprattutto quelli coltivati in serra, propagandosi rapidamente tra piante, che assumono un aspetto simile a quello descritto per la tracheofusariosi.

Peronospora

La pseudoperonospora cubensis colpisce soprattutto meloni e cetrioli coltivati in serra, un ambiente in cui l’umidità ristagna facilmente accompagnata dal caldo. La si può trovare anche all’aperto soprattutto dopo eventi piovosi di 5 o 6 ore. Il tempo di incubazione del fungo è di 4 o 5 giorni per cui all’inizio si potranno notare dei disseccamenti fogliari qua e là, e quello è il momento di intervenire con un trattamento rameico, perché altrimenti nel giro di poco tempo i disseccamenti inizieranno ad interessare progressivamente le altre piante.

Maculatura angolare

Questa è una patologia batterica a carico soprattutto dei cetrioli, ed è favorita da umidità elevata dell’aria e da lesioni accidentali sulle piante che diventano siti di ingresso del patogeno. Si riconosce per le macchie traslucide sulle foglie, delimitate dalle nervature fogliari e visibili soprattutto sulla pagina inferiore. Le parti colpite poi imbruniscono e disseccando si forano.

Oidio o mal bianco

Come le altre cucurbitacee, anche meloni e cetrioli possono essere infettati dai funghi dell’oidio o mal bianco che si riconosce dalla patina bianco-polverosa sulle foglie e sui gambi. In questo caso il prodotto classico da usare è lo zolfo, ma può essere sostituito con trattamenti a base del semplice bicarbonato di sodio o con prodotti a base del fungo antagonista Ampelomyces quisqualis.

Malattie virali

Il virus del mosaico comune del cetriolo colpisce il cetriolo e anche zucca e zucchino, meno il melone e l’anguria, ma anche altre ortive e specie ornamentali, risultando quindi una patologia più trasversale. Il lembo fogliare delle piante infette risulta malformato, bolloso, e i tessuti appaiono più spessi e carnosi. I vettori di questa patologia sono soprattutto gli afidi, e pertanto la lotta, che direttamente non è fattibile con alcun prodotto, deve rivolgersi proprio a questi insetti, da tenere a freno con tutti i modi naturali e i prodotti conosciuti come il semplice sapone di Marsiglia, l’Azadiractina o le piretrine naturali. Nell’estirpare le piante infette è importante disinfettare poi gli attrezzi utilizzati, per non contaminare le piante ancora sane.

Malattie a carico delle piantine in semenzaio

Funghi come il Pythium o Didymella trovano i migliori ambienti per proliferare nelle serre molto umide e calde, come le strutture usate per semenzaio di piantine e possono danneggiare quasi tutti i contenitori seminati.

Per questo è molto importante far circolare l’aria in queste strutture, usando spesso le loro aperture. Inoltre il terriccio che ha ospitato piantine che si sono ammalate non deve essere riutilizzato ma messo nel compost a decomporsi a lungo ed è consigliato immergere per qualche ora i contenitori e i vasetti in acqua e aceto.

meloni malati

Fisiopatie

Le fisiopatie sono degenerazioni di natura non parassitaria, non imputabili cioè né a funghi, né a batteri né a virus ma a squilibri nutrizionali o microclimatici. Tra queste possiamo citare:

  • La carenza di magnesio, che avviene soprattutto sui terreni a ph acido e di tessitura sabbiosa con ingiallimenti del margine fogliare. Per prevenire questo squilibrio si possono somministrare al terreno dei concimi naturali appositi come il solfato di potassio e magnesio, che evita anche la carenza di potassio frequente nelle stesse situazioni.
  • Strozzatura del colletto: quando il colletto delle piantine presenta un forte restringimento, ciò è dovuto a eccessi di calore e riverbero dei raggi solari sul terreno. Riguarda soprattutto piantine appena trapiantate che erano state allevate in serre ombreggiate.
  • Raggrinzimento apicale dei cetrioli: capita di vedere cetrioli con la punta assottigliata e ricurva ad uncino, e ciò sembra essere legato a squilibri idrici accompagnati da improvvisi innalzamenti di temperatura. Per questo le irrigazioni devono essere regolari, senza alternare turni abbondanti a lunghi periodi di siccità.
  • Decolorazione dei frutti: a volte i frutti del cetriolo appaiono ingialliti da un lato, di solito quello a contatto col terreno nelle coltivazioni a terra. Il problema è fondamentalmente estetico, ma la pacciamatura potrebbe aiutare ad evitarlo.

Articolo di Sara Petrucci

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento. Per restare in contatto puoi iscriverti alla newsletter o seguire la pagina Instagram e Facebook.