concime liquidoQuando pensiamo a concimare ci viene in mente un bel cumulo di letame, oppure i granuli di stallatico da zappettare nel terreno. In realtà le sostanze utili possono esser rese disponibili alle piante in diversi modi, tra questi c’è la fertirrigazione. Si tratta di concime in forma liquida, dove gli elementi nutritivi sono disciolti in acqua e vengono somministrati come irrigazione, insomma si tratta di dar da bere e da mangiare in una sola operazione.

Il concime liquido ha diversi pregi, in particolare è rapidissimo da assorbire e comodo da usare, tuttavia in ottica di coltivazione biologica non può sostituire una buona concimazione di fondo e vi spiegherò in questo articolo come mai.

Questo non significa che nell’orto biologico non si debba mai usare la fertirrigazione: ci sono contesti in cui è molto utile, esistono ottimi concimi liquidi bio e addirittura, come andrò a spiegarvi, possiamo autoprodurre dei macerati fertilizzanti a costo zero.

Vantaggi del concime liquido

Dal punto di vista degli elementi nutritivi contenuti non possiamo dire che un concime liquido sia migliore o peggiore di un prodotto che si presenta in forma solida. Tra i fertilizzanti liquidi ne esistono di ottimi e di meno buoni, a seconda del formulato, allo stesso modo troviamo in commercio prodotti frutto di sintesi chimica ma anche concimazioni liquide ecocompatibili, ammesse in agricoltura biologica.

Le differenze tra fertirrigazione e concimazione solida sono legate piuttosto alla modalità di somministrazione e all’assorbimento da parte della pianta, possiamo individuare quattro vantaggi di una concimazione liquida.

  • Rapido assorbimento. I concimi liquidi sono formulati in cui gli elementi utili alle piante si trovano disciolti in acqua. Per questo penetrano molto facilmente nel terreno, raggiungendo subito la rizosfera (zona presidiata dalle radici delle piante), senza bisogno di processi di decomposizione, umidità o piogge. Le sostanze si presentano già in forma facilmente assimilabile dall’apparato radicale. Si tratta quindi di un apporto che arriva a destinazione pronto all’uso e consente di intervenire rapidamente, andando a soddisfare nel breve periodo le esigenze della coltura.
  • Non richiede lavorazioni. Il letame deve essere incorporato al terreno zappettando, il fertilizzante in forma liquida penetra da solo nella terra, senza richiedere lavoro al coltivatore.
  • Praticità. Il concime molto spesso puzza e questo può diventare un problema in contesti urbani, a maggior ragione per chi coltiva sul balcone. Non tutti possono stoccare e spandere cumuli di letame o anche sacchi di stallatico pellettato. Molto più semplice avere in casa una bottiglia chiusa ermeticamente.
  • Semplicità nel dosaggio. Il concime liquido è semplicissimo da dosare, essendo prodotti concentrati in genere basta diluirne una piccola quantità in acqua. Spesso i prodotti in commercio hanno un tappo dosatore che agevola il lavoro. Attenzione però che essendo di veloce assunzione è molto facile eccedere, danneggiando le piante. nelle verdure a foglia in particolare troppo azoto diventa fonte di nitrati tossici.

Fertirrigazione oppure letame?

Nonostante i vantaggi appena evidenziati ritengo che i concimi liquidi siano indicati solo per alcune casistiche peculiari, mentre la maggior parte delle sostanze utili vadano apportate con metodi più tradizionali, quali letame, compost e humus di lombrico.

In coltivazione biologica dobbiamo per prima cosa prenderci cura del terreno, nutrendolo in modo tale che resti sempre fertile. Non dobbiamo focalizzarci sulle specifiche esigenze di ogni pianta, ma pensare in generale ad avere un terreno ricco nel corso del tempo. Per questo è preferibile un concime a cessione più graduale rispetto a sostanze solubili, che se non vengono impiegate subito saranno facilmente dilavate dalle piogge.

Inoltre il suolo non è inerte: oltre agli elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio e altri microelementi) dobbiamo prestare attenzione ad avere un ambiente ricco di vita. Nel terreno troviamo una grande quantità di microrganismi che permettono tutte quelle trasformazioni e processi che tramite le radici arrivano a nutrire l’organismo vegetale, sono utilissimi aiutanti di chi coltiva. La materia organica ancora da lavorare è stimolo per tutti questi microscopici organismi, mentre la fertirrigazione bypassa il lavoro di molti di loro e non ne promuove la presenza. In quest’ottica è fondamentale una buona concimazione di fondo, da eseguire almeno una volta all’anno, spesso in autunno, apportando sostanza organica.

La fertirrigazione invece è un apporto più mirato e di breve periodo, non voglio dire che non serva a nulla, anzi: ci sono casi in cui è davvero molto utile e vale la pena sfruttarne gli indubbi vantaggi. Non dobbiamo però pensare che il concime liquido possa sostituire il buon vecchio mucchio del compostaggio, che per un orto biologico resta fondamentale.

Quando si usa la fertirrigazione

Vale la pena conoscere in quali occasioni la fertirrigazione si rivela la scelta migliore, imparando quindi quando impiegarla con successo per migliorare l’orto oppure le coltivazioni da balcone. Ci sono alcune tipiche casistiche in cui un apporto liquido può essere vincente, scopriamole.

  • Per le piante in vaso. Piantando in contenitore abbiamo evidenti limiti di spazio, questo significa non poter inserire all’inizio della coltivazione grandi quantità di fertilizzanti a lento rilascio. Anche se è consigliato mischiare comunque compost maturo al terriccio, per molti vegetali “ingordi” di nutrimento questa dotazione iniziale non basta a coprire le necessità di tutto il ciclo colturale. Con la fertirrigazione possiamo andare a nutrire la pianta in momenti specifici, come la fioritura e la formazione dei frutti. Per questo nell’orto sul balcone il concime liquido ha un ruolo importante.
  • Per esigenze specifiche. Con una concimazione generale si ottiene un buon raccolto di qualsiasi ortaggio, tuttavia ci sono colture che si avvantaggiano di apporti specifici, che possono migliorarne la produttività o la qualità. Ad esempio il potassio addolcisce il sapore di frutti come i meloni, le giuste aggiunte possono insaporire non poco il nostro raccolto. La fertirrigazione può fornire al momento giusto gli elementi richiesti, rivelandosi in questo preziosa.
  • Per ortaggi esigenti a ciclo lungo. Ci sono colture che restano in campo per diversi mesi e consumano molte risorse, distribuire concime liquido è un buon metodo per rivitalizzare il terreno sfruttato in corso di coltivazione.
  • Per rimediare a carenze. Capita che le piante manifestino malessere, quando alcuni elementi importanti vengono a mancare. I sintomi possono essere crescita stentata, ingiallimenti, macchie fogliari. Questo fenomeno si chiama fisiopatia, non si tratta di una patologia vera e propria, ma di una semplice mancanza e si cura semplicemente ripristinando la sostanza richiesta. In questi casi è utile usare concimi liquidi perché pongono rimedio ai nutrimenti mancanti in tempi brevi e quindi possono sanare il problema rapidamente.

Concimi liquidi biologici

Il concime liquido spesso è ottenuto in laboratorio, da chimica di sintesi, ma non è detto: esistono anche svariati prodotti di origine naturale, consentiti in agricoltura biologica. Fortunatamente sempre più persone scelgono metodi naturali per fare l’orto, i produttori di concimi si stanno adeguando a questa tendenza e il numero di proposte ecologiche per la fertirrigazione aumenta anno dopo anno. Vengono impiegati allo scopo diversi materiali di origine animale, vegetale o minerale, ad esempio urea, borlanda, estratti di alghe.

Un ottimo prodotto tra quelli in commercio è quello proposto da Solabiol, abbiamo già parlato della tecnologia Natural Booster, la stessa si applica anche in forma liquida. Il sistema Solabiol, che oltre a nutrire si occupa di stimolare e proteggere l’apparato radicale della pianta, è un approccio atipico alla concimazione liquida e questo lo rende particolarmente indicato a un buon orto da balcone. Il concime liquido Solabiol è acquistabile qui.

Autoprodurre concimi liquidi

Nell’orto biologico possiamo decidere di autoprodurre fertilizzanti liquidi a base di letame disciolto, come anche anche usando erbe spontanee.

Il più famoso e utilizzato macerato di questo tipo è senza dubbio quello d’ortica, di cui abbiamo parlato in quest’articolo. Anche la consolida è una pianta dalle importanti proprietà corroboranti, e spesso si usa per un “ricostituente” naturale da versare nel terreno. Questi preparati sono meno efficaci rispetto ai concimi appositamente formulati, ma sono anche gratuiti e completamente naturali, per cui può valer la pena impiegarli spesso.

Articolo di Matteo Cereda

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