L’elicicoltura è un lavoro agricolo che si può fare sia per passione che per reddito, trattandosi di allevamento prevede tutti gli annessi e connessi della zootecnia e comporta un certo impegno.

Prima di cominciare un’azienda elicicola è di fondamentale importanza ragionare sul tempo che occorrerà dedicarci, e chiedersi se si è disposti a farsi carico con costanza dell’impianto, anche se non è un lavoro particolarmente gravoso.

lumaca e lumachina allevata

In fase di avvio tutti si interessano su quali sono i costi e i ricavi, giustamente si pensa prima di tutto all’investimento iniziale, è però altrettanto importante ragionare su quanto lavoro comporterà la gestione delle lumache, proprio in questo articolo andremo a toccare questo tema.

Esamineremo nello specifico i principali lavori che permettono di portare avanti con successo un’attività da elicicoltore, con l’obiettivo di dare un’idea dell’impegno richiesto. L’oggetto del testo è la gestione ordinaria, dando per scontato che l’impianto sia già stato creato e considerando tutti i compiti di gestione e mantenimento.

Come molti lavori agricoli anche nell’elicicoltura c’è una stagionalità che si ripete ciclicamente: ogni periodo dell’anno presenta diverse incombenze.

Preparazione del terreno e semina nei recinti (marzo/aprile)

Nell’allevamento di lumache, marzo e aprile è il periodo in cui bisogna preparare il terreno e seminarlo. All’interno dei recinti infatti si consiglia di seminare un mix di bietola da taglio e bietola da coste (coste larghe) miscelando i semi al 50%. L’utilizzo della bietola a coste larghe è importante, per fare da “ombrellone”, riparerà durante l’estate le chiocciole dai raggi solari.

I semi vanno distribuiti a spaglio su tutto il perimetro del recinto e la quantità di sementi da utilizzare è direttamente proporzionale ai metri quadri effettivi del recinto da seminare. In media se si prende in considerazione un recinto di dimensioni standard di 46×3,5, la quantità necessaria di semi è 1,6 kg. (800 grammi taglio, 800 grammi coste).

Sempre in questo periodo, si inserisce anche del concime azotato, possiamo farlo contestualmente alla lavorazione del terreno, che idealmente precede il lavoro di semina di una o due settimane. La quantità di concime da inserire per un recinto di dimensioni standard è di 12 kg. circa.

la lumaca cantoni

Una volta seminato, l’allevatore dovrà attendere che la vegetazione cresca almeno circa 10-15 cm, a questo punto il box sarà pronto ad ospitare i riproduttori. Per arrivare a questa altezza minima occorrerà attendere almeno un mese e mezzo.

Il tempo necessario a questo lavoro è variabile in relazione ovviamente ai metri quadri da fare, ma anche agli attrezzi utilizzati. Senza scomodare grandi macchinari agricoli, con un semplice motocoltivatore per fresare e un carrello spandiconcime non è certo un impegno gravoso. Anche per la semente si può avvalersi di una seminatrice, ma il lavoro è tanto semplice da esser fattibile comodamente anche a mano.

Approfondisci: le coltivazioni nei recinti

Inserimento dei riproduttori (maggio/giugno)

Arrivati a maggio/giugno l’allevatore procederà ad inserire i riproduttori nel recinto preparato nei mesi precedenti.

Nei primi giorni dopo l’inserimento i recinti vanno controllati spesso, perché è un periodo in cui le chiocciole sono in fase di ambientamento alla nuova casa e al nuovo clima. Dopo qualche settimana dall’inserimento delle fattrici si inizieranno a vedere i primi accoppiamenti.

Lavori di gestione quotidiana delle chiocciole (da maggio)

Quando le lumache saranno nei recinti cominciano ad esserci una serie di lavori e controlli quotidiani. Sono operazioni molto semplici, che richiedono poco tempo ma vanno fatte con costanza.

Controllo dell’allevamento

L’allevatore deve controllare periodicamente: si tratta di riportare nel recinto eventuali chiocciole che hanno tentato la fuga e ed evitare possibili “ammassamenti” di lumache. Nel controllo si appura anche l’eventuale presenza di colonie di predatori delle chiocciole.

Alimentazione

Le lumache vanno nutrite con alimentazione integrativa, come approfondito nell’articolo dedicato a come alimentare le chiocciole. Bisogna ricordare di non farsi ingannare dalla rigogliosità della bietola seminata all’interno dei recinti in quanto quella vegetazione deve essere prettamente intesa ed utilizzata come habitat e non come alimentazione principale.

La stessa vegetazione deve durare per due stagioni, per evitare che le lumache la divorino è importante l’integrazione dall’esterno da parte dell’allevatore. Questo permette anche una buona rotazione di alimenti e quindi di proprietà nutritive diverse. Un’alimentazione bilanciata è sinonimo di buona e sana crescita.

L’alimentazione integrativa può essere reperita in due modi diversi: essere acquistata presso aziende orto frutticole oppure essere auto prodotta utilizzando una parte di terreno esterna ai recinti, come vedremo.

Approfondisci: alimentazione delle lumache

Irrigazione

irrigazione nei recinti elicicoli

Abbiamo già spiegato come e perché bisogna tenere i recinti bagnati, con un impianto di irrigazione sui recinti sarà semplice automatizzare il sistema e questo lavoro impiegherà pochissimo tempo.

Approfondisci: irrigare i recinti

Pulizia tra i recinti

Un altro lavoro che spetta all’allevatore a prescindere da mesi specifici è tenere sempre pulite le stradine tra un recinto all’altro e in generale gli spazi accessori dell’azienda.

Coltivazioni per alimentazione (da giugno)

Chi ha una parte aggiuntiva di terreno può sfruttarlo per coltivare alimentazione integrativa, risparmiando sugli acquisti. A Giugno bisogna cominciare a seminare per produrre il cibo adatto ai primi piccolini che nasceranno: appena schiuse le uova le chioccioline sono molto affamate e necessitano di avere abbondante alimentazione fresca.

Conviene seminare preferibilmente il girasole, molto importante ai fini della crescita delle lumache e si continuerà a seminarlo a scaglioni di venti giorni l’uno dall’altro per arrivare a fare all’incirca 5/6 semine in totale in quanto il girasole è una pianta la cui semina non andrà mai oltre la metà di Settembre.

La parte aggiuntiva di terreno che occorre per questa operazione è in media di 300/400 mq. ogni 1.000 mq di allevamento effettivo. Esempio: su un ettaro di terreno (10.000 mq), la parte aggiuntiva di terreno da adibire a semina aggiuntiva si aggira intorno ai 3.000 mq.

Il carico di lavoro che questo comporta è quello di un normale lavoro agricolo di coltivazione, su una superficie contenuta rispetto alle colture da reddito abituali.

Sfalcio della vegetazione (da luglio/agosto)

Arrivati a luglio/agosto che sono per antonomasia i mesi più caldi dell’estate, si noterà che le lumache limiteranno molto la loro attività.

In questo periodo la vegetazione all’interno del recinto va lasciata crescere fino ad arrivare ad un’altezza di 50 cm circa in quanto ha lo scopo di dare massima protezione alle chiocciole e ripararle al meglio dal sole. Appena supererà questa altezza è necessario procedere allo sfalcio della stessa, con l’aiuto di un decespugliatore, lasciando le foglie tagliate all’interno del recinto dove andranno a scomparire da sole.

Questa operazione va fatta durante le ore più calde della giornata in quanto durante questo lasso di tempo si è sicuri che le chiocciole staranno tutte riparate nella parte più bassa del recinto e quindi più fresca, si evita pertanto il pericolo di mietere vittime tra le lumachine durante il lavoro di sfalcio della vegetazione.

Lo sfalcio è un toccasana per la buona salute della bietola, che ricaccerà nuovamente creando un rinnovo continuo delle foglioline, se non si facesse mai questa operazione la bietola inevitabilmente spigherebbe portando la pianta stessa alla morte, come è normale che sia.

Ricordiamo che la vegetazione all’interno del recinto deve rimanere per due stagioni ed è per questo motivo che vengono utilizzati semi di bietola in quanto è una vegetazione biennale e quindi semente eccellente nel campo dell’elicicoltura.

Lo sfalcio è un lavoro da ripetere ogni volta che le biete arrivano a 50 cm di altezza.

Lavori autunnali (settembre/ottobre)

Una volta arrivati a settembre/ottobre è il momento in cui si vedrà una densità importante di chioccioline nate durante i mesi precedenti e,con la complicità delle nuove piogge, le stesse si divertiranno a salire sulle reti.

La sera dopo aver irrigato si può aggiungere oltre ai vegetali verdi anche una sorta di sfarinato preparato precedentemente dall’allevatore creato in modo naturale ed a base di cereali e calcio, proprio per somministrare sostanze nutritive diverse che le chiocciole non troveranno con i soli vegetali. Questo sfarinato naturale si somministra posizionando all’interno dei recinti dei bancali oppure degli assi di legno.

lumache sul palo

Lavori invernali (da novembre)

A novembre si continua ad irrigare solo se necessario in base alla densità delle piogge e si continua a portare alimentazione alle chiocciole fino a che le stesse ad occhio nudo non si vedranno più in quanto entrate tutte in letargo che ricordiamo avviene sotto terra.

Sempre a novembre l’allevatore dovrà ripulire la parte extra di terreno che aveva utilizzato per i girasoli e procederà a seminare in questa area il colza che sarà utile da somministrare alle chiocciole al loro risveglio in Primavera, ricordiamo che al loro risveglio le chiocciole hanno bisogno di abbondante alimentazione fresca in quanto è un momento molto importante di crescita e di appetito.

Durante tutto l’inverno (da novembre/dicembre fino a febbraio/marzo) le lumache riposeranno fino a tornare gradualmente in superficie solo in primavera. Questo naturalmente riduce i lavori dell’allevatore.

Il lavoro dell’allevatore si concentrerà prettamente sul controllo e manutenzione dell’allevamento, si controllano le reti per riparare eventuali rotture e si monitora la presenza di predatori.

Lavori alla ripresa (primavera del secondo anno)

Una volta arrivati a fine marzo le chiocciole si sono già svegliate dal letargo. Il lavoro da fare in questo periodo è quello di ripulire le stradine che separano un recinto dall’altro e continuare a somministrare alimenti freschi e si utilizzerà il colza seminato durante i mesi autunnali, sfarinato e tutto ciò che l’allevatore riuscirà a reperire tra i vegetali freschi.

Raccolta e spurgatura (da aprile/maggio del secondo anno)

Man mano che le chiocciole arrivano a completa maturazione raggiungendo dunque la giusta pezzatura e bordatura, il lavoro dell’allevatore si concentrerà sulla raccolta, spurgatura, che deve durare all’incirca 7/8 giorni, insacchettamento e vendita.

In questo periodo l’allevatore dovrà anche avere cura di togliere i riproduttori inseriti durante la stagione precedente e portarli nei nuovi recinti seminati per far ripartire il nuovo ciclo calcolando sempre un massimo di 25 soggetti al mq. (che corrispondono a 30 kg. circa di prodotto).

Durante i mesi tra giugno e settembre si continua sempre a proseguire nell’alimentazione, nella raccolta, spurgatura e vendita delle lumache. Bisogna ricordare che le lumache una volta raggiunta la bordatura non crescono più e quindi qualora non venissero raccolte e lasciate all’interno del recinto andrebbero soltanto a togliere il cibo alle lumachine che devono finire il loro ciclo di crescita.

Approfondisci: la raccolta delle chiocciole

Quanto lavoro c’è da fare nel complesso

Dare una stima precisa delle ore di lavoro è difficile perché molti compiti si distribuiscono in piccoli controlli quotidiani e solo all’occorrenza si richiedono giornate di lavoro impegnativo, l’agricoltura non è un lavoro in cui si “timbra il cartellino”. Avendo descritto i vari compiti sarà possibile a ciascuno farsi un’idea della routine di impegno che spetta all’elicicoltore nell’arco del ciclo di crescita delle lumache.

Quello che emerge con certezza è che il carico di lavoro nei vari periodi è molto scaglionato, senza picchi di particolare stress, eccetto ovviamente il lavoro iniziale di costruzione di recinti e impianto d’irrigazione.

Il bello di questo lavoro è che l’allevatore in base alle proprie necessità ed orari personali può decidere in che momento della giornata operare e anche in che giorni suddividere i vari compiti. Questa flessibilità è impagabile rispetto al lavoro dipendente.

Per dare una stima orientativa del lavoro possiamo dire che, considerando a titolo di esempio un appezzamento di 5.000 mq, è sufficiente il lavoro di una sola persona per garantire un buon funzionamento dell’azienda. Poi ovviamente il tutto è relativo e dipende da organizzazione, mezzi disponibili e tanti altri fattori.

Ricordiamo infine che le protagoniste in Elicicoltura sono le lumache: è normale che tutto scorra in estrema…lentezza e relax !

Elicicoltura: guida completa

Articolo scritto da Matteo Cereda con il contributo tecnico di Ambra Cantoni, di La Lumaca, esperta in elicicoltura.

lumaca cantoni