bruco di cavolaiaLa cavolaia è un insetto che fa parte della famiglia dei lepidotteri, possiamo vederlo svolazzare in fase adulta come farfalla, ma a preoccupare il coltivatore è il bruco. Il nome scientifico di questa farfalla è Pieris brassicae, e anche Pieris rapae, visto che sotto al nome volgare di cavolaia si indicano in realtà due specie distinte.

Questo insetto è sgradito all’agricoltore perché depone le sue uova sulle foglie dei cavoli e in generale delle varie piante crucifere, dalle uova escono larve particolarmente voraci, che danneggiano rapidamente le verdure, sbranando le foglie di cavolo.

Generalmente la cavolaia fa due o tre generazioni all’anno, con voli a partire da marzo. Nel mese di settembre in particolare può diventare un vero flagello nell’orto, visto che trova maggior abbondanza di piante brassicacee e può rovinare broccoli, cavolfiori, verze e in generale qualsiasi pianta di cavolo coltivata. Impariamo quindi come difendere l’orto, tramite metodi di lotta biologica.

Lotta alla cavolaia in 5 passi

Per prima cosa vi spiego cosa consiglio di fare contro la cavolaia.

  • Rotazione delle coltivazioni: una buona pratica sempre importante per prevenire problemi.
  • Consociazione con pomodori: piantare i cavoli vicino ai pomodori (l’odore del pomodoro è sgradito alla cavolaia).
  • Trappole alimentari. A partire dalla primavera intercettiamo le farfalle di cavolaia con Tap Trap.
  • Macerato di pomodoro. Un repellente gratuito e autoprodotto che aiuta a scacciare il parassita.
  • Bacillus thuringiensis. Senza dubbio il miglior insetticida bio contro la cavolaia è il BTK.

Ora però vi consiglio di leggere tutto l’articolo che esamina le caratteristiche dell’insetto, entra più nel dettaglio rispetto a questi rimedi e ne esamina anche altri possibili.

Come riconoscere bruco e farfalla

la farfalla cavolaiaLa cavolaia è un lepidottero abbastanza semplice da riconoscere, dobbiamo imparare a identificare tre forme: le uova, la larva, che è la fase in cui l’insetto danneggia l’orto, e la farfalla, responsabile della riproduzione del parassita.

  • Le uova di cavolaia sono giallo arancioni, nonostante il colore acceso bisogna cercarle con cura, visto che vengono deposte sotto alle foglie.
  • La larva è un bruco verde oliva oppure giallo, striato o puntinato di nero.
  • L’adulto di cavolaia è una farfalla di colore bianco, facilmente riconoscibile per le macchie brune sulle ali.

Imparare a riconoscere il parassita è importante, in modo da saper intervenire con metodi di lotta bio alla prima presenza di questo lepidottero, senza aspettare che si riproduca e che cominci a danneggiare i cavoli.

Danni portati dalla cavolaia

L’attacco delle larve di cavolaia è molto molesto sulle piante di cavolo, in particolare su quelle che formano il cespo e quindi offrono molti ripari ai bruchi. Se su cavolfiori, broccoli e cavolo nero è abbastanza facile individuare gli insetti, quando i bruchi entrano nel cespo di verze e cappucci riescono a fare disastri senza farsi troppo notare.

Cavolaia

Foto di Gioele Andrea Petrachi

Le larve nutrendosi delle foglie mangiucchiano i cavoli, dilaniando e sporcando l’ortaggio, provocando anche marcescenze. Quando le uova fanno nascere numerosi bruchi l’azione distruttiva può essere anche rapida e pregiudicare totalmente il raccolto delle piante colpite.

Le farfalle adulte invece non portano nessun danno diretto anche se ovviamente deponendo le uova sono la causa del problema e per questo è corretto contrastarle con trattamenti dedicati.

Come difendere i cavoli e l’orto

Per ostacolare la cavolaia e salvaguardare le proprie piante di cavolo non serve necessariamente utilizzare pesticidi tossici. Nell’orto biologico si possono realizzare consociazioni e distribuire macerati per prevenire l’arrivo delle larve, in questo modo si risparmiano soldi e si evita di inquinare. In un piccolo orticello l’eliminazione manuale di bruchi e uova è un modo semplice ma efficace per sbarazzarsi di questo parassita.

Anche su estensioni professionali è possibile comunque combattere la cavolaia con metodi biologici, ci sono trattamenti di origine naturale efficaci, ad esempio il bacillus thuringiensis. Ora vediamo più nel dettaglio come difendere il nostro orto senza fare una lotta chimica nociva, esaminando le varie possibilità per contrastare la cavolaia.

Metodi meccanici anti cavolaia

I metodi meccanici contro gli insetti nocivi hanno il grande pregio di non richiedere l’impiego di nessun trattamento, per contro comportano attenzione e lavoro (nel caso dell’eliminazione manuale), investimenti (nel caso delle reti anti insetto) e lungimiranza (per le trappole alimentari).

Rimozione manuale delle uova

Nell’orto domestico su piccola scala il primo metodo per contenere i danni portati dalla cavolaia è la rimozione manuale dei bruchi e soprattutto delle uova. Questo richiede un po’ di attenzione e costanza ma è un sistema che può funzionare benissimo, visto che le uova hanno un colore acceso e sono facili da individuare e le larve sono di dimensione abbastanza sviluppata per essere catturate facilmente.

Questo lavoro si può fare soprattutto sui cavoli che non formano cespo (quali cavolo nero, cavolini di Bruxelles, cavolo rapa, broccoli, cavolfiori) e hanno le foglie comodamente visibili, semplicissime da controllare.

Ovviamente questo metodo comporta un controllo frequente e un intervento tempestivo, che non sempre è possibile attuare su coltivazioni estese, per cui bisogna anche avere altre opzioni più efficaci e rapide da mettere in campo.

Reti antinsetto

Per fermare queste farfalle si può decidere di coprire i cavoli con reti anti insetto: è un buon metodo meccanico che risolve il problema alla base, impedendo la deposizione delle uova.

Lo svantaggio di questo sistema sta soprattutto nel costo e nel lavoro che comporta predisporre la barriera meccanica che copre l’aiuola.

Polvere di roccia

L’uso di polvere di roccia (caolino o zeolite) distribuita sulle foglie può scoraggiare la deposizione di uova e quindi preservare i cavoli dall’attacco dei bruchi.

Trappolaggio

Un metodo per limitare la presenza di cavolaia nel proprio orto può essere anche quello di catturare gli insetti adulti con biotrappole, in particolare intercettando i voli primaverili di questi lepidotteri. Questo sistema richiede un intervento preventivo, per cui bisogna disporre le trappole a inizio stagione: se ci accorgiamo della cavolaia a settembre sarà troppo tardi per disporre trappole.

Contro i lepidotteri sono ottime le trappole alimentari tipo Tap Trap, con un’esca adatta. Su Orto Da Coltivare abbiamo parlato spesso di trappolaggio alimentare, ritengo che sia un metodo ottimo e assolutamente ecologico. Potete approfondire il sistema e trovare la ricetta attrattiva per i lepidotteri.

Approfondimento: come usare Tap Trap

Buone pratiche preventive di coltivazione

La prima cosa da fare per avere un orto biologico sano è impostare una coltivazione corretta. Avere un ambiente ricco di biodiversità spesso è il primo passo per prevenire i problemi, evitando che un particolare parassita possa proliferare e portare danni consistenti.

Per prevenire le avversità il primo e fondamentale accorgimento è la rotazione colturale. Se si coltivano i cavoli sempre nello stesso posto ogni parassita avrà gioco facile nell’identificare una possibile fonte di cibo e deciderà di stanziarsi in zona. Quindi evitiamo di ripiantare sulla stessa aiuole piante della famiglia dei cavoli, dopo un ciclo di crucifere meglio per almeno tre anni coltivare altro.

Nel caso della cavolaia esiste anche un’interessante consociazione, utile a repellere l’insetto. L’essenza delle piante di pomodoro infatti è sgradita a questo lepidottero, che evidentemente non ama la solanina in esse contenuta. Per questo conviene coltivare vicini cavoli e pomodori, si tratta di un modo per allontanare l’insetto e proteggere le coltivazioni di cavoli. La consociazione tra crucifere e pomodori è positiva e spesso previene l’arrivo della cavolaia.

larva di cavolaia su foglia di verza

Insetticidi contro la cavolaia

Se non siamo riusciti a scacciare l’insetto o a prevenire la sua presenza è il caso di passare a un attacco diretto, volto a difendere i nostri cavoli da questo vorace bruco, scopriamo quindi quali sono i trattamenti insetticidi migliori da impiegare in un orto biologico contro la cavolaia. Naturalmente escludo di mettere in campo metodi di lotta chimica alla cavolaia, che implicano l’impiego di pesticidi tossici per l’ambiente e per l’uomo.

Vi anticipo quello che dettaglierò in seguito: il mio consiglio è di usare bacillus thuringiensis, che è la soluzione più efficace e soprattutto quella che ha il minor impatto ecologico sull’ambiente circostante.

Il macerato di pomodoro e altri preparati

Abbiamo già visto come possiamo consociare cavoli e pomodori per repellere la cavolaia. Un metodo per sfruttare ancora meglio le proprietà delle piante, è realizzare un macerato di pianta di pomodoro da irrorare su broccoli, cavolfiori e altre piante di questa famiglia per tener lontano l’insetto parassita. Il macerato si prepara in modo semplice e a costo zero, utilizzando parti di pianta e non i frutti.

Oltre al pomodoro anche l’assenzio può essere utilizzato come repellente, in genere conviene farne un decotto da spruzzare nell’orto, oppure ancora possiamo utilizzare il tanaceto macerato.

Questi metodi naturali sono repellenti, non insetticidi, hanno un’efficacia limitata e richiedono costanza nell’applicazione. Tuttavia vale la pena fare questo lavoro piuttosto che distribuire pesticidi nell’orto.

La ricetta del macerato di pomodoro

Piretro e altri insetticidi

Ci sono molti insetticidi che sono in grado di uccidere la cavolaia, tra questi ad esempio il piretro. Nonostante sia un trattamento consentito in agricoltura biologica non consiglio di usarlo per la cavolaia: agendo solo per contatto non è scontato che si riesca a colpire tutte le larve, nascoste tra le foglie dei cespi.

Inoltre è un prodotto con una sua tossicità e un ampio spettro d’azione, che non risparmia insetti utili quali api e coccinelle. Molto spesso contro la cavolaia vengono consigliati insetticidi a base di piretroidi di sintesi chimica, che sono ancora più persistenti e quindi nocivi: questi sono da evitare assolutamente se ci teniamo ad avere un bell’orto naturale.

Lo stesso discorso fatto per il piretro vale per lo Spinosad e anche per il più naturale macerato di ortica, che può essere autoprodotto.

Bacillus Thuringiensis

Contro le larve la miglior risorsa è senza dubbio il già citato bacillus thuringiensis, varietà kurstaki (BTK), consentito in agricoltura biologica e atossico. Si tratta di un batterio che colpisce in modo selettivo le larve di lepidottero e risulta invece innocuo per la maggior parte delle altre specie di insetti. L’unico limite del bacillus thuringiensis è che è efficace solo contro larve giovani. Non è quindi in grado di abbattere le farfalle.

Per effettuare il trattamento bisogna irrorare nelle ore serali le piante con una soluzione contenente BTK, avendo cura di bagnare anche la pagina inferiore e l’interno del cespo.

Un trucco: se viene distribuito misto a zucchero ne aumenta l’efficacia e difende al meglio le nostre crucifere.

Uso e caratteristiche del BTK
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Antagonisti naturali

In agricoltura biologica professionale e in coltivazioni a lotta integrata si possono impiegare anche predatori naturali che sono in grado di parassitare la cavolaia, si tratta di imenotteri e ditteri che possono essere appositamente liberati nei campi.

Nello specifico si usano in particolare i seguenti antagonisti:

  • Trichogramma evanescens. Un piccolo imenottero entomoparassita che ovifica all’interno di uova di lepidottero, distruggendo in tal modo le uova di cavolaia ed evitando quindi la nascita di larve.
  • Phryxe vulgaris. Dittero che colpisce le larve di lepidottero.
  • Apanteles glomeratus. aImenottero entomoparassita, agisce anch’esso uccidendo le larve.

Questo sistema comporta costi e competenze che lo rendono poco indicato per un orto domestico, ma è un sistema di difesa ottimo su estensioni consistenti e particolarmente prezioso per la coltura in serra.

Articolo di Matteo Cereda

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