porri coltivati con pacciamaturaI porri sono tra gli ortaggi che occupano meno spazio sul terreno, si coltivano praticamente in tutte le stagioni, dopo la mondatura danno pochissimo scarto e si usano in mille modi in cucina: sono tanti i buoni motivi per cui coltivarli nell’orto. Il porro, a parità di superficie occupata, è molto produttivo rispetto ad altri ortaggi e rende bene anche se coltivati col metodo biologico, sia a livello professionale sia privato.

Le esigenze nutrizionali di questa specie sono effettivamente piuttosto elevate, ma la concimazione organica con compost e stallatico in pellets o altri fertilizzanti naturali in genere è sufficiente a soddisfarle, e anche la difesa da parassiti e malattie può essere escogitata e messa in atto con tecniche proprie dell’agricoltura biologica.

E’ piuttosto facile trovare sui fusti dei porri tracce di insetti parassiti che li danneggiano o sintomi da patologie fungine, e per questo, soprattutto in coltivazioni finalizzate alla vendita, è importante individuare subito i primi segnali di un’avversità in corso e prendere provvedimenti.

Vediamo quindi quali sono i parassiti animali a carico di questo ortaggio e con quali mezzi e prodotti ecologici possiamo sconfiggerli. Alcuni insetti dannosi per il porro sono comuni ai parassiti della cipolla, dello scalogno e dell’aglio, tutti appartenenti alla stessa famiglia, quella delle liliacee. Altri nemici invece riguardano nello specifico il porro.

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Malattie del porro. Oltre a difendere i porri dagli insetti ecco una guida per imparare a riconoscere e contrastare le patologie.

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Tignola del porro

Questa tignola è un lepidottero in grado di compiere fino a 5-6 generazioni l’anno, con i massimi attacchi verso luglio-agosto, a carico quindi dei porri messi a dimora per l’autunno-inverno. Gli adulti iniziano a comparire ai primi tepori di fine inverno e ovidepongono sulle foglie centrali della pianta. Le larve, che iniziano a nascere dopo 1-3 settimane, scavano gallerie nelle foglie e poi crescendo ne escono e continuano a cibarsi delle foglie dall’esterno, scendendo fino alla base del porro.

Per prevenire i forti attacchi di questo parassita è possibile adottare una delle consociazioni più classiche dell’orto biologico, ovvero quella con le carote: la coltivazione di file di porri alternate a file di carote in genere protegge entrambe le colture dai rispettivi parassiti specifici. Se questo non bastasse a tenere gli attacchi di tignola del porro entro un limite tollerabile, potremmo comunque eseguire dei trattamenti con prodotti ecologici: quelli consigliati sono a base di Spinosad oppure il Bacillus thuringiensis kurstaki.

Mosca minatrice del porro

La mosca del porro è un dittero che compie due generazioni l’anno, una in primavera e l’altra in autunno. Le femmine adulte depongono le uova sul margine delle foglie e le larve che nascono scavano sottilissime gallerie, dette mine, all’interno delle foglie, delle quali si cibano. Sulle piantine piccole, appena trapiantate, i danni possono rivelarsi piuttosto gravi e portarle alla morte.

Anche in questo caso è possibile trattare con lo Spinosad o con l’Azadiractina (olio di Neem) ed eliminare tutti i residui colturali infestati poiché questi possono essere siti di svernamento del parassita. Un metodo biologico molto efficace è puntare sulla prevenzione della mosca del porro andando a coprire con tessuto non tessuto nei mesi in cui l’insetto vola e depone le uova..

Minatrice fogliare della cipolla

La mosca minatrice fogliare della cipolla colpisce anche il porro, e come la precedente, è una mosca che causa danni molto simili, ovvero mine molto sottili nel fogliame, che se numerose e a carico di piante piccole, possono comprometterle del tutto. La consociazione con le carote aiuta a tenere a bada anche questi due parassiti e i trattamenti consigliati sono gli stessi, ovvero con prodotti a base di Spinosad o Azadiractina.

Per entrambe le mosche, ma anche per altri insetti parassiti di varie colture, un altro prodotto naturale con cui si possono eseguire trattamenti efficaci è la zeolite, ovvero una polvere di roccia molto fine, che viene ricavata da depositi sedimentari e da rocce vulcaniche macinate. Nebulizzata sulla parte aerea delle piante, crea un velo di particelle taglienti, che evita il posarsi delle mosche e impedisce loro le ovideposizioni. Se poi alcune mosche riuscissero comunque a deporre le uova, l’effetto disidratante del velo di zeolite ne bloccherebbe l’ulteriore sviluppo.

Tripide della cipolla

Si tratta di un insetto polifago che attacca la cipolla, lo scalogno e il porro. Sverna nel terreno come adulto e compare all’inizio della primavera per deporre le sue uova nei tessuti fogliari. Il tripide mediamente depone una trentina di uova per ogni adulto, ma in certi casi anche di più. Compie varie generazioni ogni anno e i suoi danni si manifestano come disseccamenti, soprattutto in estate. Lo Spinosad va benissimo anche per difendere i porri da questo parassita, e in alternativa si può usare il piretro naturale, nelle ore fresche della giornata. Entrambi sono trattamenti compatibili con la coltivazione biologica dell’orto.

Nematodi

Sono minuscoli vermicelli che attaccano le radici di varie specie, spesso anche dei porri, provocando la comparsa di nodosità del fusto, deformazioni e ingrossamenti. Su un terreno interessato a gravi danni da nematodi conviene praticare la solarizzazione, tecnica che consiste nel bagnare il terreno e coprirlo durante il periodo estivo con film plastici trasparenti. Al di sotto del telo infatti si generano temperature molto alte con un certo effetto disinfestante. Inoltre in un piccolo orto, piantare vari tageti a bordo coltura può preservare gli ortaggi, poiché questi fiori emettono dalle radici delle sostanze che allontanano alcuni tipi di nematodi.

Elateridi

I “vermi fil di ferro”, di colore arancione, sono le larve degli elateridi, coleotteri a ciclo vitale lungo circa 3 anni. Questi vermi, chiamati anche ferretti, compaiono soprattutto in primavera erodendo le radici di molte colture come insalate, porri e cipolle. Poiché sono anche tra i parassiti più comuni delle patate, un’esca per catturarli potrebbe proprio essere qualche mezza patata messa sul terreno con la parte tagliata rivolta verso il basso.

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Articolo di Sara Petrucci

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