tripidi dell'ortoI tripidi sono piccoli insettini dell’ordine dei tisanotteri, che possono causare gravi danni all’agricoltura. Esistono diverse varietà di tripide, una di queste viene chiamata “tripide degli orti”, e già il nome ci fa capire che possiamo annoverarlo tra gli insetti nemici dell’orto. Oltre molte piante da orto troviamo gli insetti anche su alberi del frutteto.

Il danno che portano questi parassiti è dato dalle punture con cui l’insetto succhia linfa ai tessuti vegetali della pianta, in genere sulle foglie. Questo causa piccole macchie sulle foglie che rendono l’attacco riconoscibile. Il danno collaterale è che spesso le punture del tripide sono un vettore di malattie da virus. Come la mosca bianca anche il tripide vive molto bene in serra, grazie alla temperatura più costante, ed è quindi un particolare problema per le colture protette.

La lotta a questo insetto in agricoltura biologica si può fare in vari modi: con trappole cromotropiche, cercando organismi antagonisti oppure con insetticidi consentiti, perché di origine naturale. L’importante è saper riconoscere l’infestazione e intervenire per tempo, prima che gli insetti si riproducano proliferando e prima che le piante vengano danneggiate gravemente.

Caratteristiche, riconoscimento e danni

I tripidi sono insetti difficili da riconoscere a vista perché molto piccoli, in genere sono lunghi un millimetro o anche meno. Hanno il corpo di colori variabili, generalmente sono chiari, tra il bianco e il verdino, ma diventano più marroncini nelle generazioni autunnali. Guardandoli da vicino si nota il corpo affusolato, che termina nel pungiglione, e le ali.

Seppur piccoli si vedono a occhio nudo e il colore chiaro li rende ben visibili sul verde delle piante, tuttavia in genere si rifugiano sotto le foglie o nei boccioli dei fiori e per questo non è semplice trovarli. Per identificarli si possono usare trappole cromotropiche, questi piccoli insetti vengono attratti in particolare dal colore azzurro.

Il tripide vive con temperature comprese tra i 12 e i 30 gradi, attorno ai 25 °C ha il suo clima ottimale. Per questo motivo possiamo trovarlo in campo in genere a partire dal mese di aprile e fino a tutto settembre, sotto tunnel invece può essere presente praticamente tutto l’anno.

Specie di tisanotteri nocivi

Tra le varie specie ricordiamo per primo il tripide degli orti (triphs tabaci) che è il più diffuso nelle nostre zone e quello che causa il maggior danno alle piante orticole. Lo elenchiamo tra i peggiori insetti che colpiscono la cipolla e che tra quelli che colpiscono il pomodoro. Altre orticole sovente vessate sono melone, patata, e le varie piante crucifere (ovvero i cavoli).

Altro frequente parassita è la frankliniella occidentalis, chiamata anche tripide occidentale delle serre. Questo insetto lo abbiamo importato dal Nord America e oggi è un grande problema per le colture protette, soprattutto di pomodoro.

I tripidi invece più frequenti nel frutteto sono il tripide degli agrumi (Heliothrips haemorroidalis), il tripide delle nettarine (Taeniothrips meridionalis) e il tripide della vite (Drepanothrips reuteri). I nomi già sono indicativi per capire quali sono le colture più vessate da ogni insetto.

Danni causati dai tripidi

I tisanotteri danneggiano le piante con le loro punture. Sulle foglie il danno è facilmente riconoscibile per le macchie fogliari che vanno a puntinare la lamina della foglia. Quando l’insetto punge fiori e gemme invece si rischia una cascola, che può danneggiare seriamente il raccolto. Sui frutti la puntura provoca tacche non dissimili a quelle causate dalle cimici, ma se la puntura avviene su frutti ancora piccoli può anche causarne la deformazione.
Oltre a pungere i tripidi depongono anche le uova nei tessuti delle piante, raddoppiando il danno.

virosi su peperoni

Al problema provocato dalla suzione di linfa si assomma il fatto che spesso il tripide è veicolo di trasmissione di virosi: passando da una pianta all’altra trasmette malattie.

Combattere i tripidi

La lotta ai tripidi può avvenire in vari modi, nell’ottica di una coltivazione naturale parliamo prima dei metodi più semplici da attuare e atossici, ovvero i preparati vegetali, vediamo poi con quali insetticidi biologici possiamo contrastare la minaccia. Ci sono infine forme di lotta biologica, interessanti per chi coltiva a livello professionale, ma non alla portata di chi ha un orto familiare.

Uso di macerati vegetali

Ci sono diversi macerati vegetali che possono essere utili nell’orto biologico, sono preparati che si possono auto produrre e quindi risultano a costo zero, inoltre non hanno impatto negativo sull’ambiente. Per combattere i trifidi nello specifico possono essere utili alcuni di questi macerati.

  • Macerato di ortica. Si tratta del più “aggressivo” tra i preparati, un vero e proprio insetticida che può servire a uccidere gli insetti e che richiede qualche precauzione nell’utilizzo.
  • Macerato o decotto di aglio. Contro tripide dell’orto e altri tisanotteri l’aglio ha funzione repellente.
  • Macerato di peperoncino. Anche il peperoncino piccante, grazie alla capsaicina è sgradito a questi piccoli insetti, può quindi essere impiegato per difendere l’orto senza chimica.
  • Macerato o decotto di assenzio. Trattamenti periodici con macerato d’assenzio possono servire per evitare la presenza di tripidi sulle nostre piante da orto.
  • Macerato o decotto di tanaceto. Il tanaceto ha proprietà simili all’assenzio ed è un buon repellente per i tripidi.

Insetticidi bio contro i tripidi

trattamento insetticida

Quando il gioco si fa duro possiamo scegliere di utilizzare un prodotto insetticida, con grande attenzione però ai giorni di carenza e a non colpire anche insetti utili (api, bombi, coccinelle,…). Fondamentale sempre leggere le istruzioni e le precauzioni sulla confezione del prodotto.

Bisogna tener conto che gli insetticidi consentiti in agricoltura biologica agiscono tutti per contatto, quindi devono raggiungere fisicamente l’insetto per ucciderlo. Visto che il tripide tende a riposare nascosto nei germogli e sotto le foglie bisogna irrorare bene ogni parte della pianta e ripetere il trattamento dopo 5/7 giorni in modo da eliminare gli individui sfuggiti alla prima passata.

Gli insetticidi consigliati contro i tripidi sono:

  • Olio di neem o azadiractina. Da preferirsi perché meno tossico.
  • Piretro. Un insetticida che seppur consentito in bio ha una sua tossicità, da usare con grande attenzione.

Lotta biologica

Esistono insetti entomopatogeni che possono uccidere i tripidi, in agricoltura biologica professionale si può quindi effettuare la lotta biologica liberando individui di queste specie e lasciando che si occupino di predare i parassiti. Il metodo funziona in particolare in coltura protetta, visto che si tratta di un ambiente più chiuso, in cui gli insetti utili restano maggiormente confinati.

In serra contro il tripide dell’orto si impiegano in particolare Rincoti Antocoridi (orius), anche se sono stati sperimentati vari altri parassiti naturali

Articolo di Matteo Cereda

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