La coltivazione dei carciofi

carciofo ortoIl carciofo è un ortaggio della famiglia delle composite, coltivato e selezionato fin dai tempi antichi, di origine mediterranea. Sono numerose le varietà di carciofi conosciuti, dal carciofo romanesco, al catanese e al rosso di Sardegna, comunque che siano mammole o violetti il metodo di coltivazione è sempre lo stesso.

A differenza della maggior parte degli ortaggi il carciofo è una pianta perenne, che quando le temperature sono elevate entra in fase di dormienza, per resistere a estati torride e siccitose, si risveglia se riceve molta acqua. La sua coltivazione è tipicamente invernale o primaverile.

Quindi non si tratta della classica coltivazione da orto annuale che deve essere seminata ogni anno: la carciofaia si protrae per tempo lungo ed è una coltivazione un po’ impegnativa ma davvero soddisfacente. Richiede di sacrificare un po’ di spazio, per questo non è adatto ad orti troppo piccoli ma vale certamente la pena provare a coltivare questo magnifico fiore edule.

Terreno e clima adatti al carciofo

Terreno e concimazione. La pianta di carciofo richiede un ph del terreno compreso tra 6 e 6,5 e il suolo ideale deve essere sciolto e drenante. Le radici del carciofo sono fittonanti quindi è particolarmente importante la fase di preparazione della terra: prima di piantare occorre lavorare il terreno in profondità con una vangatura accurata, in terreni pesanti meglio vangare più di una volta.  Oltre alla lavorazione prima di fare un impianto nell’orto occorre anche predisporre una buona concimazione di fondo, che arricchisca bene il terreno della carciofaia. Per la coltivazione biologica si useranno fertilizzanti di origine naturale, vanno benissimo letame maturo oppure compost. La terra della carciofaia deve mantenere l’umidità bene, questo è importante in particolare durante il periodo di raccolta, perché la pianta sentendo siccità potrebbe entrare in dormienza anticipata. Contestualmente deve essere anche un suolo che eviti il ristagno di acqua, fonte di malattie funginee che possono provocare marciumi. ad esempio fusarium e peronospora.

Clima. Il carciofo è una pianta che predilige un clima mite, sbalzi di temperatura e inverni troppo rigidi possono danneggiare la pianta. Serve anche che si abbia una buona esposizione solare.

Come realizzare una carciofaia

Preparazione del terreno. Abbiamo già parlato dell’importanza di un terreno lavorato in profondità e ben concimato per impiantare i carciofi: la lavorazione dovrebbe se possibile arrivare anche a 40-50 cm, vangando sia in estate che in autunno. La concimazione della carciofaia invece occorre che sia abbondante, tenendo conto che questa coltivazione può durare per diversi anni. Occorrono circa 5 kg di letame maturo per ogni metro quadro di campo da coltivare a carciofi. Se il terreno dell’orto non drena adeguatamente è opportuno fare aiuole rialzate per evitare ristagni, in questo caso si dice che la carciofaia si realizza a baulature oppure a porche.

Piantare i carciofi nell’orto

Ci sono tre metodi per impiantare una carciofaia: la semina, la riproduzione dei polloni e la messa a dimora degli ovuli. Il primo è certamente il metodo più lungo, mentre gli altri due richiedono di avere a disposizione delle piante di carciofi già esistenti (proprie o di conoscenti) da cui propagare nuove piante a talea.

  • La semina (da febbraio a maggio). Come la gran parte delle piante anche il carciofo può essere seminato, il periodo ideale per farlo è tra febbraio e marzo in semenzaio protetto. Se vogliamo metterlo direttamente a dimora in campo invece deve esser seminato nell’orto ad aprile oppure a maggio (a seconda della zona climatica in cui si coltiva). Chi semina in semenzaio dovrà trapiantare la piantina di carciofo nel mese di maggio, al momento del trapianto si deve irrigare con abbondanza e continuare poi a bagnare regolarmente per le prime settimane.
  • Riproduzione da polloni (marzo/aprile oppure settembre/ottobre). I polloni del carciofo, detti anche “carducci” sono quei germogli che vengono prelevati dalla base della pianta e che hanno un anno di vita. I carducci possono essere usati per ottenere nuove piante, propagando la coltivazione. Per farlo si tagliano i polloni con la loro porzione di radice, scegliendo quelli già sviluppati con almeno 4-5 foglie, lunghi 25/40 cm. Questa operazione si fa durante la primavera (tra marzo e aprile) oppure in autunno (tra settembre e ottobre).
  • Messa a dimora degli ovuli (luglio e agosto). Come vedremo in seguito si possono riprodurre i carciofi anche usando ovuli ottenuti durante l’operazione di diccioccatura. In alcune zone anche questi ovuli vengono chiamati carducci, in realtà gli ovuli sono germogli non schiusi, mentre i carducci sono quelli già sviluppati (polloni). Per piantare gli ovuli si smuove il suolo, si concima abbondantemente e si mette l’ovulo nel terreno a 4 cm di profondità. L’ovulo deve essere impiantato durante il periodo di dormienza estivo, quindi luglio o agosto.

Sesto di impianto. I carciofi chiedono spazio: si piantano nell’orto a file distanti uno o due metri tra loro, lasciando un metro tra una pianta e l’altra lungo ogni fila. Questo sesto d’impianto considera sia le dimensioni della pianta che il fatto che si tratta di una coltivazione che dura più di un anno, è importante infatti prevedere spazio per protrarre la carciofaia nel tempo.

la carciofaiaColtivazione: gestire la carciofaia nell’orto

Durata della coltivazione. La carciofaia dura diversi anni essendo il carciofo una pianta poliennale, si può tenere anche 10-12 anni nell’orto. Il periodo utile è dato dalla propensione alle malattie: bisogna controllare dopo qualche anno l’eventuale presenza di malattie funginee (come fusarium o peronospora) e decidere man mano se proseguire o spostare questa coltura. La tempistica ideale di durata è di 4-5 anni, poi generalmente si sposta la carciofaia in un altra aiuola dell’orto, in questo modo si prevengono meglio problemi di patologie e parassiti ed è un metodo indicato per la coltivazione biologica.

Dormienza e irrigazione. Il carciofo è una pianta che entra in dormienza a causa del caldo oppure della scarsità di acqua, riconoscendo il periodo estivo proprio da queste due condizioni: alte temperature e aridità. Per questo motivo la pianta vive nei periodi freschi dell’anno e si tratta di un ottimo ortaggio invernale, a patto che l’orto non sia in zone a inverni molto rigidi, poco indicati per questa coltura. Per svegliare il carciofo dal periodo di dormienza si può procedere con l’irrigazione estiva, in questo modo si riattiva prima la pianta, anticipando in tal modo anche la produzione di ortaggi. Una frequente irrigazione è importante per la carciofaia, il cui terreno non deve mai seccare totalmente al di fuori del momento della dormienza, dove va benissimo che il suolo sia asciutto.

Copertura. Una delle accortezze più importanti per coltivare i carciofi è saperli proteggere dal freddo. Il carciofo teme le gelate, per cui dopo il trapianto è utile coprire con tessuto non tessuto o pacciamatura. Anche successivamente nella carciofaia è sempre utile pacciamare durante l’inverno, per tenere al caldo le radici. L’ideale è usare materiale organico che vada poi ad arricchire il suolo, ricordando che bisogna evitare di creare marciumi che possano favorire malattie della pianta. Meglio evitare quindi pacciamature troppo umide che favoriscano decomposizioni.

Potatura del carciofo

il carciofo in ortoNella coltivazione le operazioni di “potatura” della pianta meritano un capitolo a parte. Ovviamente non si tratta di vere e proprie potature, non essendo il carciofo una pianta particolarmente strutturata, ma il concetto è sempre quello di eliminare parti di pianta per concentrare le energie su una produzione di buona qualità e pezzatura.

I lavori da fare si chiamano diccioccatura e scarducciatura del carciofo. Nell’anno successivo al trapianto incominciano a crescere nuovi germogli e steli alla base del cespo, per evitare di avere una quantità di fiori di piccole dimensioni occorre rimuovere i germogli in eccesso, tagliandoli con un coltello. I germogli da staccare si possono rimuovere prima che si aprano (ovuli) oppure quando hanno già formato qualche foglia (carducci).

Ovuli e carducci possono essere utilizzati per creare nuovi impianti: la moltiplicazione trapiantando gli ovuli richiede meno irrigazione, ma se si usano i carducci la pianta si sviluppa più rapidamente. La diccioccatura si esegue andando anche fino a 4-5 cm sotto la superficie del terreno. La scarducciatura (rimozione degli ovuli) si esegue in autunno oppure in inverno, mentre i polloni si rimuovono con la diccioccatura, da fare in estate, quando piante di carciofo sono ormai quasi secche.

La raccolta del carciofo

L’ortaggio da raccogliere è quello che spesso viene erroneamente chiamato frutto, in realtà i carciofi sono i fiori della pianta, possiamo chiamarli anche boccioli o capolini.

I boccioli possono essere di diverse qualità: i carciofi di prima scelta sono quelli emessi dall’apice della pianta, con un capolino per germoglio, la seconda scelta è quella che nasce da una delle diramazioni principali e sono i carciofi che solitamente si trovano in commercio. Dalle diramazioni secondarie invece nascono i carciofini di terza scelta, che vengono usati soprattutto per conserve: sono ottimi per fare i carciofi sottolio.

Periodo di raccolta. Il carciofo si raccoglie quando il capolino ha le giuste dimensioni e le punte sono ancora ben chiuse. Se si lascia invecchiare sulla pianta il carciofo diventa duro: più è maturo e più si indurisce, se conservato per molto tempo appassisce. La raccolta è scalare: per le varietà primaverili, adatte al clima del centro nord, avviene da fine febbraio per tutta la primavera, mentre i carciofi autunnali coltivati meglio in sud Italia si raccolgono da settembre o da ottobre.

Nemici del carciofo

Le piante di carciofo possono essere attaccate da diversi nemici. Il problema peggiore è rappresentato dalle malattie, nocive in particolare con il passare degli anni, man mano che invecchia la carciofaia. Ci sono poi anche parassiti animali, in particolare i topi e altri insetti. Per la coltivazione biologica di questa pianta orticola è importante imparare a riconoscere e a combattere queste problematiche usando metodi naturali, ma soprattutto a prevenirle con un giusto metodo colturale.

Insetti e parassiti

Il carciofo è attaccato soprattutto da afidi neri e larve di nottue a livello di insetti, mentre i topi possono rappresentare un vero flagello per la carciofaia.

  • Afidi. Come per molte delle piante da orto anche il carciofo ha dei fastidiosi afidi che ci si stabiliscono sopra, parassitandolo. Questi pidocchi attaccano la pianta lasciando la melata e provocando fumaggine e sono favoriti dalle formiche. I carciofi sono spesso affetti da un afide nero, persistente soprattutto nel periodo primaverile. Gli afidi si possono contrastare con vari macerati vegetali e con sapone di Marsiglia.
  • Nottue. Le nottue sono bruchi di falena che si nutrono delle foglie centrali della pianta. Occorre intervenire contro le nottue quando sono allo stato larvale con bacillus thuringensis, prodotto consentito in agricoltura biologica.
  • Topi. Difendere dai topi la carciofaia è fondamentale: i roditori mangiano le radici e sono uno dei peggiori nemici del carciofo da orto. Il topo colpisce soprattutto durante l’inverno, quando c’è meno disponibilità di cibo alternativo.

Malattie crittogamiche della carciofaia

Se non si gestisce correttamente il terreno è facile che le piante di carciofo subiscano patologie di natura funginea, fusarium e peronospora sono le peggiori. Per evitarle in primo luogo è importante lavorare il terreno, bisogna poi periodicamente spostare la coltivazione.

  • Fusarium. Questa malattia funginea colpisce spesso il carciofo, in agricoltura biologica si tratta col rame che però non può curare la pianta, solo contenere l’infezione. Il rame inoltre non è esente da tossicità e bisogna impiegarlo con cautela. Per prevenire la fusariosi occorre un controllo accurato e un sesto d’impianto che preveda buone distanze tra le piante, almeno un metro. Se si riscontrano piante malate occorre eliminarle con tempestività per evitare la diffusione del contagio.
  • Peronospora. Un’altra malattia da orto che può colpire il carciofo è la peronospora, anche in questo caso si interviene con rame e con potature volte a eliminare le parti malate. Si riconosce per le macchie giallastre con sfumature più scure al centro, oltre a una leggera muffa bianca sulla pagina inferiore della foglia.

Varietà di carciofo da coltivazione

Sono diverse le varietà di carciofo coltivate, ne ricordiamo alcune tra le migliori che consigliamo per l’orto biologico. La scelta del tipo di carciofo è bene che sia guidata da un lato dai propri gusti, dall’altro è opportuno tener conto anche di selezionare varietà resistenti alle malattie.

  • Carciofo romanesco. Varietà tardiva primaverile, richiede un clima mite e asciutto e si raccolgono i capolini fino in primavera.
  • Carciofo violetto. Varietà di carciofo dalla forma affusolata, ortaggio ottimo da mangiare anche crudo.
  • Carciofo Sant’Erasmo. Tipo di carciofo veneziano tenero e carnoso, è buonissimo da fare fritto in pastella.
  • Carciofo di Paestum. Carciofo campano tondo e senza spine, è riconosciuto dal bollino IGP.

Articolo di Matteo Cereda

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2018-12-24T12:09:26+02:00

55 Comments

  1. nunzio 21 Febbraio 2015 al 18:37 - Rispondi

    salve desideravo sapere nell’orto avevo un bel po di piante di carciofo ben cresciuti aspettando che spuntassero i carciofi. invece o trovato tutte le piante totalmente secche la causa quale potrebbe essere stata? distinti saluti

    • orticoltore 22 Febbraio 2015 al 16:31 - Rispondi

      Buongiorno Nunzio. Difficile dirti senza vedere la coltivazione… Se hai trovato le piante semplicemente secche (non con macchie strane o marciumi), prova a scavarne una, è molto probabile siano stati i topi che ti hanno mangiato alla base le radici delle piante, facendole seccare. Topini e arvicole sono tra i principali nemici dei carciofi, in particolare durante l’inverno quando scarseggia il cibo.

  2. Maurizio 10 Maggio 2015 al 17:13 - Rispondi

    Salve volevo sapere se devono essere potati e se si in quale misura e periodo
    Grazie

    • orticoltore 18 Maggio 2015 al 15:18 - Rispondi

      Buongiorno Maurizio
      Vedi nel nostro articolo la voce “diccioccatura e scarducciatura”, sono queste le operazioni necessarie al corretto sviluppo produttivo del carciofo, non servono altre potature.

  3. Davideilmare 4 Luglio 2015 al 23:24 - Rispondi

    Salve,sono tornato dalle ferie e volevo sapere come comportarmi con le mie carciofaie tipo “violetto” e “romanesco”. Ho lasciato le piante con qualche carciofo piccolissimo prima di partire pensando che la pianta fosse ormai “ferma” ma, hanno continuato la produzione con diversi carciofi “spigati”. Alcuni contadini, miei vicini, mi hanno detto che devo tagliare le pianta quasi totalmente (loro usano la barra falciante !!) e di stare tranquillo poichè dopo Agosto le piante rincominceranno a “muovere”. secondo voi è corretto?

    • orticoltore 6 Luglio 2015 al 13:09 - Rispondi

      Domanda difficile, dipende dal clima e dalle varietà. Probabilmente è corretto, magari ricominceranno un po’ più tardi, verso settembre. In genere fidarsi di gente che coltiva da anni nella tua stessa zona è una buona idea.

  4. corongiu carlo 4 Dicembre 2015 al 9:39 - Rispondi

    grazie per l,informazioni. ho una decina di piante sotto serra in piemonte ho coperto il terreno con foglie e spero che le piante non muoiano. chiedo:i supplementi che nascono ai piedi della pianta devono essere tutti tolti ,o se ne puo lasciare qualcuno.’?

    • orticoltore 9 Dicembre 2015 al 13:29 - Rispondi

      vanno rimossi, per tener la giusta distanza tra le piante, ma possono esser trapiantati per formare nuove piante di carciofi.

  5. Massimo 14 Marzo 2016 al 12:32 - Rispondi

    Buongiorno,
    Ho delle piante di carciofo romanesco.
    Volevo sapere il modo corretto per asportare i Carducci.
    Basta strapparli oppure bisogna portare via anche una parte della base della pianta madre?
    Grazie molte
    Massimo

    • orticoltore 15 Marzo 2016 al 15:33 - Rispondi

      ciao Massimo
      nella scarducciatura si strappano i carducci, andando a scavare un po’, il carduccio è il germoglio e solo quello si toglie. I più vigorosi si possono reimpiantare.

  6. luciano paci 7 Giugno 2016 al 15:45 - Rispondi

    ..Dopo diversi anni che abbiamo provato a coltivare i carciofi , quest ‘ anno ne abbiamo mangiati qualcuno , ma diverse piante producono soprattutto le parti verdi e i piccoli carciofi tendono da subito a spigare .. abbiamo concimato con fosforo e potassio a febbraio , insomma piante di carciofo monumentali , ma carciofi pochi e miserini …Cosa si potrebbe fare x avere anche in parte un po ‘ di soddisfazione nella loro coltivazione ??? premettiamo che li abbiamo protetti in inverno l ‘ abbiamo scarducciati in primavera ed in autunno e dicioccati in estate , abbiamo anche fatto un drenaggio al terreno sottostante , ma i risultati sono scarsi perchè appunto le piante tendono ad accrescere il fogliame senza produrre frutti apprezzabili … Cosa ci suggerite ??? Grazie in ogni caso del vostro parere …

    • orticoltore 11 Giugno 2016 al 13:00 - Rispondi

      Difficile dare una ricetta magica ma penso che la ragione del tuo problema stia nella fertilizzazione. Attenzione che troppa concimazione azotata può favorire appunto lo sviluppo della parte fogliare delle piante, dirottando le energie su quello a scapito del fiore. Quindi potrebbe essere un problema dovuto a troppo azoto.

      • Luciano paci 13 Giugno 2016 al 17:27 - Rispondi

        …Grazie comunque del tentativo . Ormai ne riparleremo il prossima anno …

  7. Edi 2 Luglio 2016 al 14:40 - Rispondi

    Ho delle piante di carciofo e volevo sapere molto gentilmente se qualcuno mi sa dire se il fiore che fa il carciofo quanto prima fiorisce della raccolta

    • orticoltore 4 Luglio 2016 al 10:13 - Rispondi

      Il carciofo si raccoglie prima della fioritura. Quando raccoglierlo lo si vede a occhio: il capolino deve avere le giuste dimensioni e le “squamette” ancora ben chiuse, prima che l’infiorescenza si apra.

  8. Mario 17 Luglio 2016 al 8:44 - Rispondi

    Buon giorno:
    15 piante di carciofo romano purtroppo 9 sono andate in pasto a topi come posso liberarmene grazie della risposta

    • orticoltore 18 Luglio 2016 al 7:49 - Rispondi

      Brutte bestie per l’orto i topi, prova a leggere qui, magari trovi qualche consiglio utile.

    • benigni domenico 13 Settembre 2016 al 15:04 - Rispondi

      mario fai una cosa,prendi dei secchi di plastica (quelli che di solito contengono vernici circa 25 lt)
      riempili di terra concimata pianta un carciofo x ogni secchio,fai 30/40 buchi con il trapano circa 10mm di diametro ad ogni secchio poi interri direttamente i secchi in modo che i topi non riescono a mangiare la plastica, funziona.

  9. Massimo 2 Settembre 2016 al 16:21 - Rispondi

    Buongiorno a tutti!
    Ho 10 piante di carciofi miste romanesco e violetto.
    Zona Italia centrale.
    Le coltivo da tre anni con buoni risultati.
    Le ho tagliate alla base prima dell’estate, e durante il mese di luglio ed agosto le ho annaffiate.
    Oggi 2/09/2016 ho visto il primo capolino.
    1) Secondo voi è prematura come crescita?
    2) Ho sbagliato a continuare l’irrogazione dirante l’estate?

    Grazie di tutto!

    • orticoltore 5 Settembre 2016 al 9:00 - Rispondi

      Il carciofo ha un periodo di dormienza che può essere interrotto irrigando, non è sbagliato a priori farlo, dipende dal clima. Io in zone calde lascerei doremire evitando di bagnare per luglio e la prima metà di agosto. Bene comunque che riparta già.

  10. matteo 19 Settembre 2016 al 20:32 - Rispondi

    salve a tutti, abito in piemonte e ho 2 piante di carciofo . Devo coprirle tutte tipo con una serra o basta coprire il terreno con paglia? Tenete presente che le piante si stanno sviluppando ora in maniera corretta. Le ho trapiantate a luglio ma per circa un mese e mezzo non si sono sviluppate, poi da circa un mese sono in crescita. Ho paura che il gelo le faccia morire.

    • Matteo Cereda 19 Settembre 2016 al 21:48 - Rispondi

      Tutto dipende dal clima, in teoria il carciofo è una pianta mediterranea che ama gli inverni non troppo freddi e il clima mite, quindi non è escluso che la pianta patisca il gelo. Coprire con la paglia aiuta, fare un piccolo tunnel anche.

  11. Petrucco Giacomo 19 Aprile 2017 al 23:45 - Rispondi

    Sarei molto grato se potessi aiutarmi e rispondere alle mie domande. Vivo a Sydney, in Australia, sono venuto qui a 17 anni e ora ne ho ben 83.
    Ho incominciato a coltivare 12 piante di Carciofo, e vorrei sapere:
    1) quanti (figli) da lasciare alla pianta?
    2) quanti anni durano le carciofaie?
    3) Quanti carciofi produce ogni pianta?
    Sapendo che in Australia le stagioni sono contrarie rispetto all’Ìtalia.
    Scusate per il mio limitato ITALIANO ma sapete, dopo 66 anni via dall`Italia non si può sperare meglio… GRAZIE TANTO PER la vostra pazienza. Grazie. Jimmy

    • Matteo Cereda 20 Aprile 2017 al 9:32 - Rispondi

      Ciao Jimmy, che bello arrivare fino all’Australia! Provo a risponderti:
      1) Se con “figli” intendi la diccioccatura dipende dall’età e dal vigore della pianta, in genere si fa due volte l’anno lasciando 2/4 germogli.
      2) Il carciofo è perenne, se non ci sono malattie puoi tenerlo anche 10 anni. I primi 5 anni (a parte il primo) sono quelli in cui produce al meglio.
      3) Una pianta ben tenuta produce tra gli 8 e i 12 carciofi.

  12. Franco 20 Aprile 2017 al 9:22 - Rispondi

    ho provato per salvare le mie piante di carciofo di spargere attorno le piante un poco di solfato di rame in scaglie e sotterrare con il moto coltivatore sono due anni che si sono salvate , penso che ripeterò anche questo anno .

    • Matteo Cereda 20 Aprile 2017 al 9:43 - Rispondi

      Ciao Franco. Io il solfato di rame cercherei di evitare di usarlo, pur essendo un fungicida consentito in agricoltura biologica resta comunque tossico.

  13. Rosanna 7 Maggio 2017 al 11:31 - Rispondi

    Complimenti, ho trovato interessante questa sezione. Grazie

  14. Luca Scorza 5 Giugno 2017 al 19:27 - Rispondi

    Buongiorno ho i carciofi su tre piante ma non hanno le spine belle chiuse ma aperte cosa vuole dire.che son troppo maturi o no?

    • Matteo Cereda 7 Giugno 2017 al 7:10 - Rispondi

      Ciao Luca, ti confermo che andrebbero raccolti prima dell’apertura, prova comunque a vedere com’è, al massimo sarà un po’ troppo duro e fibroso, cuocilo bene.

  15. Luca Scorza 8 Giugno 2017 al 18:40 - Rispondi

    Buongiorno vorrei sapere se alla fine dell’estate le piante di carciofi vanno tagliate o vanno lasciate così come sono. E per l’inverno coperte con del tessuto non tessuto . Se la prima domanda e giusta a che altezza vanno tagliate dal suolo più o meno grazie in anticipo e buon orto a tutti.

    • Matteo Cereda 9 Giugno 2017 al 12:33 - Rispondi

      Buongiorno, il carciofo non è da tagliare a fine estate, per l’inverno se si coltiva al nord bisogna pensare a una copertura, personalmente rincalzo la base della pianta con una bella dose di terra, si può usare anche il tessuto non tessuto.

  16. Gabriele 10 Giugno 2017 al 13:49 - Rispondi

    Buon giorno
    questa primavera ho preso delle piantine da un vivaio in vasetto di 3/4 foglie. Ora, dopo 3 mesi circa una piantina ha incominciato a fare il primo carcioffo. Non credevo fosse possibile in neanche un anno. E’ possibile questo o è anormale? Grazie

    • Matteo Cereda 12 Giugno 2017 al 7:59 - Rispondi

      E’ possibile. Benvenuti ai primi fiori!

  17. Antonietta Mezzera 29 Giugno 2017 al 16:57 - Rispondi

    per la prima volta ho seminato dei carciofi un frutto e’ cresciuto e c’e lo siamo mangiato veramente delizioso ma perche’ un frutto solo? Qui in Inghilterra e’ molto difficile trovarli per cui ne voglio qualcuno in piu’. grazie per ogni suggerimento. Antonietta

    • Matteo Cereda 5 Luglio 2017 al 9:32 - Rispondi

      Difficile dire a distanza come mai un frutto solo, forse la pianta è giovane e andrà meglio l’anno prossimo.

  18. Adriano 8 Gennaio 2018 al 6:12 - Rispondi

    Spiegato benissimo, ma per un principiante sarebbero utili anche qualche immagine, specie sulla dinoccolatura e sugli ovuli. Grazie.

    • Matteo Cereda 8 Gennaio 2018 al 7:43 - Rispondi

      Ciao Adriano. Hai ragione ed è un ottimo spunto. Personalmente sono negato con la macchina fotografica non vado tanto meglio nel disegnare, per questo non è semplice reperire le immagini. Certamente cercherò come procurarmi immagini esplicative.

  19. Stefano Gasparotto 21 Gennaio 2018 al 17:03 - Rispondi

    Ciao! Avrei intenzione di trapiantare questa primavera dei carciofi romaneschi Emirex, nel vercellese, quindi piena Pianura Padana. Secondo voi è una varietà che vale la pena coltivare in questa zona (posto che il carciofo in generale non ama il mio clima)? Il vivaio che li semina dice che si tratta di una varietà molto resistente, che ha sopportato addirittura fino a 8 gradi sotto lo zero! Qualcuno ha mai coltivato dei romaneschi in Pianura Padana? Ha esperienze sulla durata del periodo primaverile in cui questa varietà produrrà? O anche solo un’idea della temperatura necessaria per far produrre le piante? Ultima domanda: quante piante dovrei avere per realizzare una produzione soddisfacente per 3 persone (contando di mangiare carciofi almeno una volta a settimana)?

    Grazie mille!

    • Matteo Cereda 22 Gennaio 2018 al 9:18 - Rispondi

      Ciao Stefano. Non ho esperienza di coltivazione sul carciofo romanesco, penso che il violetto di Toscana sia un poco più “nordico” come varietà. Temperature e produttività variano molto in base al tipo di carciofo. La durata del periodo di produzione dipende tantissimo dal clima, quanti carciofi produce una pianta dipende oltre che da temperature e varietà anche da concimazione, età della carciofaia e tipo di coltivazione. Quando dico tipo di coltivazione intendo dire che tu puoi scegliere di potare molti capolini e puntare sull’ottenere pochi carciofi (da cinque a dieci) ma che siano grandi e molto buoni, oppure andare sulla quantità sacrificando pezzatura e qualità. Consiglio di mettere poche piante quest’anno, valutare clima e produzione e poi incrementare con un secondo impianto.

      • Stefano Gasparotto 23 Gennaio 2018 al 18:15 - Rispondi

        Grazie delle informazioni! Ti chiedo quindi se hai già coltivato una qualche varietà di Violetto di Toscana, e se hai idea di dove potrei trovare i semi su internet(perché temo che dalle mie parti io non abbia speranza di trovarlo). Ho trovato, su Bioseme, un carciofo simil-Morello di Chiusure. Per il resto nulla. Ortomio produce il Violetto Terom, ma qui i suoi rivenditori non credo lo ordineranno. Infine, hai esperienze sui carciofi coltivati sulle coste venete (Chioggia, Sant’Erasmo): in particolare relativamente alla resistenza al freddo?

        Grazie ancora!

        • Matteo Cereda 23 Gennaio 2018 al 21:47 - Rispondi

          Ciao Stefano, mi spiace non esserti d’aiuto… Non ho esperienze di carciofi veneti e non so indicarti online, io ai tempi avevo impiantato carducci di amici, non so darti varietà precisa.

          • Stefano Gasparotto 30 Gennaio 2018 al 10:29

            Grazie comunque Matteo!
            Pare che il carciofo violetto di Provenza (di cui viene coltivata una varietà insignita di un presidio da Slow Food, a Perinaldo, a quasi 600 m di altezza, nelle montagne a nord di Imperia) sia effettivamente molto resistente al freddo. Dovrebbe fare al caso mio.
            Vorrei chiederti se anche tu coltivi in una zona con inverni rigidi, e nel caso come si sono comportati i tuoi carciofi in inverno(è la mia principale preoccupazione a riguardo). La parte aerea è morta? E se è morta, a fine inverno ricaccia con facilità? Pensavo di rincalzare e coprire con paglia e/o compost maturo(lolla di riso decomposta per 2 anni. Tiene parecchio caldo. Coltivo riso :) ) … Sono necessari altri accorgimenti per proteggere le piante dal freddo secondo te (tenendo conto che mettere tutte le piante sotto tunnel sarebbe difficile)?

            Grazie mille,
            Stefano

          • Matteo Cereda 30 Gennaio 2018 al 10:33

            Io sto in Brianza, quindi l’inverno è abbastanza freddo, gli accorgimenti che indichi sono corretti, dovrebbero bastare a superare l’inverno, ma ogni clima fa storia a sé (io consiglio di provare, senza fare un impianto enorme).

  20. Luigi 16 Marzo 2018 al 13:10 - Rispondi

    Le indicazioni sono molto chiare. Complimenti.

  21. angelo manna 30 Maggio 2018 al 10:31 - Rispondi

    Buongiorno. quando si possono piantare i germogli dei carciofi

    • Matteo Cereda 31 Maggio 2018 al 10:23 - Rispondi

      Gli ovuli si mettono in periodo di dormienza estivo, vanno quindi piantati in genere a luglio o agosto.

    • Matteo Cereda 31 Maggio 2018 al 10:23 - Rispondi

      Gli ovuli si mettono in periodo di dormienza estivo, vanno quindi piantati in genere a luglio o agosto.

  22. Ruth Baker 17 Giugno 2018 al 1:00 - Rispondi

    Grazie, molto utile, ma non ho capito bene tutta la terminologia sulla riproduzione, sarebbero utili anche foto. Sto cercando di coltivare carciofi in Inghilterra, per qualche anno non è andato male ma quest’anno la maggior parte delle piante non hanno prodotto frutta. Non ho tagliato piantine in autunno, sarà per questo? Grazie per qualsiasi risposta

    • Matteo Cereda 18 Giugno 2018 al 21:57 - Rispondi

      Ciao Ruth, la potatura autunnale è utile a indirizzare e concentrare le energie della pianta, in teoria anche senza dovrebbe aver prodotto. Purtroppo non conosco le caratteristiche della tua coltivazione, i fattori sono troppi per poterti rispondere. Se la carciofaia ha più di 5 anni ti consiglio di spostarla. Le foto: ahimè sono un pessimo fotografo, ma mi appunto se c’è l’occasione di inserirle.

  23. Ruth Baker 17 Giugno 2018 al 1:15 - Rispondi

    Ps i termini che non capisco bene sono “ diccioccatura e scarducciatura”, ho letto tutti i commenti ma ancora non è chiaro – qualcuno sa i termini in inglese? Poi davvero si può fare nuove piante tagliando l’ovo? Il clima qui (Bristol sud ovest Inghilterra) è in generale mite, ma umido con poco sole. Poveri carciofi! E poveri noi…grazie per il sito!

    • Matteo Cereda 18 Giugno 2018 al 22:00 - Rispondi

      Ho fatto ricorso a un dizionario, quindi prendi con le pinze: la scarducciatura è “pinching out” e la diccioccatura “cutting down” o ” cutting back”. Poco sole e tanto umido non è il massimo per il carciofo, ti auguro comunque una buona coltivazione!

  24. Ruth Baker 29 Giugno 2018 al 22:43 - Rispondi

    Ciao Matteo, Mille grazie per le risposte e chiedo scusa per il ritardo. Grazie anche per le terminologie che sono utili. Ultimamente abbiamo avuto sia siccità che caldo come in italia, i carciofi si sono svegliati un po’. Cercherò di spostare l’anno prossimo, e di potare in autunno. Intanto, se i tuoi lettori capiscono l’inglese, sarebbe d’interesse la mia tesi sul uso storico del carciofo sia come cibo che come medicina? Posso condividerla.

    • Matteo Cereda 1 Luglio 2018 al 15:08 - Rispondi

      Ciao Ruth, grazie a te. La tesi può essere interessante, certo che si. Tuttavia preferisco non lasciare il tuo indirizzo mail pubblico nel commento: sul web ci sono programmi che “carpiscono” gli indirizzi e poi mandano mail non desiderate. La cosa migliore sarebbe, se hai modo di farlo, di postare la tua tesi (anche un link dropbox) nel gruppo facebook “orto da coltivare – cosa e quando seminare”, dove potrebbe essere resa disponibile senza mettere in mezzo la tua mail. Oggi le regole della privacy sono molto rigide in materia. Un saluto!

  25. vittozio campanelli 11 Luglio 2018 al 15:08 - Rispondi

    Buon giorno
    sono u novizio di carciofi. Vi scrivo dal Belgio-Brabante. Quattro piante rigogliose, purtroppo collocate troppo vicine. Una ne porta 10 tutti in alto, le altre un solo, sempre il alto. E’ strano, sono fuori stagione. La cosa sorprendente è che un capolino ha tirato fuori bellissimi steli viola, le api vi sono di casa. Non so cosa fare. Vuol significare che è già troppo maturo? e devo cogliere gli altri, prima che fioriscano anche loro?
    Grazie
    Vittorio

    • Matteo Cereda 11 Luglio 2018 al 23:02 - Rispondi

      Ciao Vittorio, confermo che bisogna cogliere prima che schiuda il fiore.

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