vangareLa vangatura è un’operazione di lavorazione del terreno che si esegue ciclicamente nell’orto e che è molto importante per mantenere sciolto e drenante il suolo. Lo strumento con cui si fa è la vanga, come suggerisce il termine stesso, ma anche la forca da vangatura.

Chi sceglie una coltivazione biologica deve avere l’attenzione di vangare senza sconvolgere gli equilibri che si creano in natura, evitando di interrare le sostanze organiche troppo a fondo e di ribaltare le zolle.

Per coltivare non c’è obbligo di vangatura: esistono metodi validi che prevedono di non lavorare il terreno, come l’orto sinergico e la permacultura. Un buon orto classico tuttavia è basato su un terreno lavorato e quindi vale la pena provare a dar consigli utili a chi vuol sapere come fare il lavoro per bene.

Perché vangare

Vangare l’orto è utile per avere un terreno ben strutturato e permeabile. Questo avvantaggia le radici delle piante orticole, che si trovano libere di svilupparsi nel sotto suolo, ma agevola anche l’acqua piovana, che defluisce impregnando uniformemente il terreno, senza i pericolosi ristagni che provocano spesso malattie.

Inoltre la lavorazione preparatoria del terreno è anche occasione per pulirlo, per cui consente di eliminare le erbe infestanti, e per livellarlo, coltivando una superficie pulita e uniforme.

Quando e quante volte vangare

Ovviamente si deve vangare prima di mettere le coltivazioni nell’orto, quindi prima di semina e trapianto. Si tratta di smuovere l’intera superficie dell’appezzamento e quindi non possiamo permetterci di “schivare” piante, semi o radici.

La scelta è se vangare appena prima della semina o trapianto, oppure se farlo qualche giorno, settimana o mese prima. Nel decidere quando vangare comanda in primo luogo il tempo a nostra disposizione. Spesso l’impianto non può aspettare: non è grave se ci trovassimo a lavorare il suolo appena prima di seminarlo.

Se siamo in grado di programmare l’orto, sarebbe la cosa migliore, possiamo vangare un paio di settimane prima di piantare, così il suolo ha tempo di cominciare a riassestarsi, ma non si compatta troppo. Volendo strafare se abbiamo l’orto libero per un tempo lungo possiamo fare una doppia vangatura, una un paio di mesi prima della semina, un secondo passaggio 10 giorni prima. Questo è tipico delle semine primaverili: si vanga in autunno e si rinfresca il lavoro a febbraio o marzo.

Il terreno dell’orto vangato più volte risulta meglio sciolto e drenante, strutturato in modo ottimale. Quando si prepara bene il suolo si evitano buona parte delle malattie dell’orto, perché se non si formano ristagni di acqua si scoraggiano la formazione di muffe e marciumi radicali.

Come si vanga

Ci sono molti modi in cui si può fare questo lavoro. Il primo consiglio per vangare un buon orto biologico è di arrivare ad una buona profondità, idealmente circa 30/40 cm, visto che alcune piante da orto sviluppano molto le radici.

Perché non rivoltar la zolla

L’uso tradizionale della vanga prevede di rivoltare la zolla, portando sopra quello che stava sotto e viceversa. La gran parte degli orticoltori fa questo, ma in realtà sarebbe meglio procedere diversamente. L’eventuale ribaltamento infatti sarebbe meglio praticarlo solo nei primi 10 cm di superficie, in questo modo il terreno resta fertile in maniera ottimale. La lavorazione del terreno migliore per una coltivazione biologica quindi smuove e rompe la zolla ma non gira mai il terreno se non nel suo strato più superficiale, cosa che possiamo fare anche zappando dopo.

Il terreno dell’orto è pieno di microrganismi molto utili, le loro attività permettono la vita delle piante ed entrano in simbiosi con gli apparati radicali. Quando si rivolta la zolla spesso organismi che vivono in profondità e non vogliono ossigeno finiscono in superficie, viceversa quelli che vivono in prossimità dell’aria si trovano soffocati. Questo può avere un effetto negativo sulla fertilità del suolo.

Pulire il terreno

La lavorazione del terreno dicevamo che è importante anche per il controllo delle erbe infestanti, in quanto crea una superficie pulita, pronta per semine e trapianti. Se si approccia un terreno incolto partendo dal prato prima di vangare conviene rimuovere la cotica superficiale,  asportando radici e semi di eventuali erbe infestanti.

Sempre per far pulizia migliorativa vale la pena togliere sassi man mano che si lavora.

Concimare vangando

La vangatura potrebbe essere un ottimo momento per interrare concime, sia esso letame, humus di lombrico o compost. Nel farlo l’attenzione è sempre quella di non mandare le sostanze nutritive troppo a fondo: nei primi 10 cm ci sono i microrganismi in grado di elaborarle e quindi lì si dovrebbero fermare. Per questo spesso si usa la zappa e non la vanga per incorporare i nutrimenti.

Scegliere il tipo di vanga

Quale tipo di vanga utilizzare utilizzare dipende dal tipo di terreno che si va a lavorare: a punta è perfetta per terreni compatti, visto che affonda meglio, mentre se un terreno è morbido e già lavorato si propende per una vanga a punta piatta, che ha un’azione più larga. Spesso la scelta migliore è il forcone da vangatura, ed esiste anche un’intelligente vanga tecnologica con meccanismo per piegar meno la schiena. Questo tema possiamo approfondirlo nell’articolo dedicato ai tipi di vanga.

Come vangare senza troppa fatica

Tra i vari lavori dell’orto vangare è una delle attività più faticose per la schiena. Proviamo a suggerire alcuni accorgimenti per far meno fatica ed evitare il mal di schiena.

Sfrutta il tuo peso

Nella vangatura come prima cosa bisogna far penetrare l’attrezzo in profondità nel terreno, per un lavoro ben fatto deve entrare quasi tutta la lama. E’ importante usare la vanga giusta, e la scelta può dipendere dal tipo di terreno: se la terra è compatta, argillosa e pesante meglio quella a punta o la forca, la vanga quadrata invece va bene per un orto già lavorato o con terreno soffice. Per una facile penetrazione nel terreno ci si aiuta facendo peso con il corpo, meglio ancora salendo con i piedi sulla parte superiore della lama. In questo modo è la forza di gravità del nostro corpo a fare la maggior parte del lavoro.

Il principio della leva

Dopo aver affondato la vanga si deve rompere la zolla aprendola e poi rivoltarla ed è la parte più faticosa. Archimede Pitagorico diceva giustamente “datemi una leva e vi solleverò il mondo”: a volte la malizia nel lavoro rende più della forza bruta. Per questo motivo il giusto movimento può aiutarvi a girare la zolla senza fare troppa fatica. Dopodiché si lascia un piede perno sulla testa dell’attrezzo e si tira il manico verso di sè. Questo movimento andrebbe accompagnato con le gambe e fatto soprattutto con le braccia, evitando di sollecitare i muscoli della schiena. Aiuta molto una vanga ergonomica con la giusta curvatura, e con un’altezza proporzionata all’orticoltore che la deve usaree un’impugnatura idonea che agevola il lavoro di braccia. Esiste anche la tecnovanga, con un meccanismo ideale per sfruttare la miglior leva.

La leggerezza dell’attrezzo

Sembra banale dirlo ma con un attrezzo leggero si fa molta meno fatica. Ogni volta che la vanga affonda nella terra bisogna poi sollevarla e nuovamente affondarla: riducendo il peso dell’attrezzo si riduce anche lo sforzo nel lavorare.

Fare il lavoro a macchina

La vangatura ha dei difetti: richiede tempo e provoca fatica, sudore e mal di schiena, per cui è utile in molti casi automatizzare il mestiere. Se il lavoro di vangatura di un piccolo orto si realizza a mano, per grandi estensioni per fare il lavoro di vanga vengono impiegate macchine motorizzate.

Tanti pensano di sostituire la vanga con la fresando con macchinari come motozappa o motocoltivatore, bisogna tener conto però che la fresa non svolge esattamente la stessa funzione: lavora il terreno più superficialmente e crea la suola di lavorazione. Esiste invece la vangatrice, attrezzo a motore meno diffuso che ricrea la lavorazione della vanga e permette un miglior risultato di lavorazione. Ci sono modelli applicabili al motocoltivatore e quindi adatti anche a piccoli appezzamenti.

Approfondimenti su suolo e vangatura

Su come si vanga ho provato fin qui a dare i miei consigli, concludo lasciando un po’ di risorse utili a chi volesse approfondire o chiarire meglio alcuni aspetti.

Per chi è completamente inesperto può essere utile vedere un video che spieghi come si vanga mostrando anche il lavoro, su YouTube ne trovati molti. Non ne cito nessuno perché quelli che ho visto seguono tutti l’idea di ribaltar la zolla, che non condivido.

Passando a letture cartacee ogni manuale di orto spiega la vangatura, io consiglio di leggere la parte dedicata al terreno del manuale di Luca Conte sull’orto bio, utilissima a capire molte logiche sul rapporto tra terra e coltivazione. Se invece volete un punto di vista alternativo e capire i motivi per non vangare potete leggere La rivoluzione del filo di paglia, splendido testo di Masanobu Fukuoka.

Anche su Orto Da Coltivare abbiamo pubblicato molti articoli sulla lavorazione del suolo, alcuni li abbiamo segnalati man mano all’interno del testo. Aggiungo che potreste andare a vedervi la pagina generale su terreno e concimi, che è un utile indice del contenuto, un testo invece a cui tengo molto è quello che spiega perché è meglio non rivoltare la terra, tema accennato in questo post e troppo spesso trascurato.

Articolo di Matteo Cereda

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