Come vangare l’orto

vangareLa vangatura è un’operazione di lavorazione del terreno che si esegue ciclicamente nell’orto e che è molto importante per mantenere sciolto e drenante il suolo. Chi sceglie una coltivazione biologica deve avere l’attenzione di vangare senza sconvolgere gli equilibri che si creano in natura, evitando di interrare le sostanze organiche troppo a fondo.

Vangare l’orto è utile per avere un terreno ben strutturato e permeabile sia dalle radici delle piante orticole che dall’acqua piovana, consente inoltre di eliminare le erbe infestanti e di coltivare una superficie pulita e uniforme.

Il nostro consiglio per un buon orto biologico è di operare con un forcone in profondità (30/40 cm), l’uso tradizionale della vanga che rivolta la zolla è meglio praticarlo solo nei primi 10 cm di superficie, in questo modo il terreno resta fertile in maniera ottimale. La lavorazione del terreno corretta per una coltivazione naturale smuove e rompe la zolla ma non gira mai il terreno se non nel suo strato più superficiale.

Il tipo di vanga da utilizzare dipende dal tipo di terreno che si va a lavorare, a punta è perfetta per terreni compatti, visto che affonda meglio, mentre se un terreno è morbido e già lavorato si propende per una vanga a punta piatta, che ha un’azione più larga.

La vangatura è anche un ottimo momento per interrare concime, letame, humus di lombrico o compost. Il terreno dell’orto va vangato più volte prima di seminare, in modo che sia ben sciolto e drenante. Quando si prepara bene un terreno si evitano buona parte delle malattie crittogamiche, perché se non si formano ristagni di acqua si scoraggiano la formazione di muffe e marciumi radicali.

La lavorazione del terreno è importante anche per il controllo delle erbacce infestanti, in quanto crea una superficie pulita, pronta per semine e trapianti. Se si vanga un terreno incolto partendo dal prato conviene rimuovere lo strato superficiale del terreno (cotica) per asportare i semi di eventuali erbe infestanti.

Il lavoro di vangatura di un piccolo orto si realizza a mano, per grandi estensioni la vanga viene spesso sostituita da macchine motorizzate come motozappa o motocoltivatore, bisogna tener conto però che non svolgono esattamente la stessa funzione. Esiste invece la vangatrice, attrezzo a motore meno diffuso che ricrea la lavorazione della vanga e permette un miglior risultato di lavorazione.

Approfondimenti utili:

  • Scegliere la vanga. Ci sono molti tipi di vanga che si possono comprare e utilizzare, diverse per materiali, manici e forma della lama. A seconda del terreno e del tipo di lavorazione da effettuare si può scegliere la più indicata.
  • Suola di lavorazione. perché evitare se possibile la motozappa. La vangatura manuale o con vangatrice è sempre la miglior lavorazione per chi coltiva con metodo biologico, la motozappa risparmia tanta fatica ed è un attrezzo importante su superfici estese ma lavora creando una suola di lavorazione che porta col tempo a un drenaggio non ottimale.
  • Perché è meglio non rivoltare la terra. Il terreno dell’orto è pieno di microrganismi molto utili, le loro attività permettono la vita delle piante ed entrano in simbiosi con gli apparati radicali. Quando si rivolta la zolla spesso organismi che vivono in profondità e non vogliono ossigeno finiscono in superficie, viceversa quelli che vivono in prossimità dell’aria si trovano soffocati. Questo può avere un effetto negativo sulla fertilità del suolo.
  • La vangatrice. Per chi deve vangare grandi superfici non è pensabile una lavorazione manuale. La vangatrice aiuta il coltivatore motorizzando l’operazione.

Questo articolo è stato utile?  Puoi lasciare un commento con un parere, consigli, domande o altro, un feedback fa sempre piacere.

Per restare in contatto puoi iscriverti alla newsletter o seguire la pagina facebook.

3 Commenti

  1. Milena 13 gennaio 2016 al 16:54 - Rispondi

    Grazie ai vostri articoli mi avete risolto tanti dubbi, soprattutto su come fare a capire che tipo di terreno ho! 😀
    Ho una domanda da porvi e spero che possiate aiutarmi..
    Il mio terreno è costituito da 40-50 cm di terra e poi pietra di cava. In quei pochi cm di terreno ci sono un sacco di pietre, alcune veramente grandi.
    Secondo voi posso sperare di coltivare qualcosa in quei pochi cm o devo rinunciare? Mi conviene togliere la maggior parte delle pietre?

    • orticoltore 15 gennaio 2016 al 10:48 - Rispondi

      ciao Milena, 40-50 cm sono pochi ma non troppo pochi per coltivare, dipende da com’è il drenaggio e da come è disposto il terreno. Certamente devi togliere la gran parte delle pietre, valuta se fare delle baulature o “porche”, riportando il terreno facendo montagnette dove coltivi, così spostando terra ottieni un livello più alto (e le radici hanno più spazio), accanto a camminamenti più bassi che fanno da canali di scolo (e poi si lavora chinando meno la schiena).

      • Leo072 11 marzo 2017 al 6:49 - Rispondi

        Dipende dalla terra che ricopre i sassi. Se è argilla da fornace sei fregato, se è limosa-sabbiosa ringrazia il cielo perchè aggiungendo un pò di compost e letame e passandoci su la motozappa avrai ottimi raccolti. prova a girare una zolla con la vanga e vedere se la terra è farinosa o viene su un monoblocco di mota. Se hai il c…o del primo caso spandi 3kg di letame al mquadro, ricopri tutto con 5cm di compost e interra tutto girando a vanga la prima volta e con la motozappa o vanga ogni post raccolto. Se il campo è soleggiato dopo la prima preparazione seminaci un prato da pascolo per dare vita alla terra e l’anno dopo giri tutto e ci fai l’orto vero e proprio. Leo.

Scrivi un commento