La carota è una pianta dalla radice commestibile coltivata da molto tempo, originaria del medioriente e fin dai tempi antichi diffusa anche in tutto il bacino del Mediterraneo.

Si tratta di un ortaggio non particolarmente difficile da coltivare ma che richiede un terreno soffice e sabbioso, per cui non viene bene in ogni orto. Con i dovuti accorgimenti si possono comunque ottenere carote decenti.

carote coltivate

I semi di carota (Daucus carota) sono piuttosto lenti a germogliare, ed è meglio piantarli direttamente a dimora in campo, piuttosto che metterli in semenzaio, perché le carote mal sopportano un trapianto.

Tutti conosciamo le carote come verdura arancione, ma la cosa curiosa è che in origine erano di colore scuro, in genere viola. L’attuale colore arancio si è diffuso in seguito a una selezione attuata da alcuni coltivatori olandesi nel 1600, in onore alla dinastia degli Orange. Oggi le carote arancioni si sono tanto diffuse da essere la norma, mentre quelle viola sono state recuperate e si trovano come rarità.

Il terreno adatto alle carote

Il suolo è il vero scoglio per chi vuole coltivare carote.

Questo ortaggio da radice predilige un terreno soffice e sciolto, con sgrondo d’acqua che non provochi marciumi radicali.

Non vanno bene terreni sassosi o molto compatti, perché offrono resistenza fisica e ostacolano lo sviluppo correttamente le radici. Se il suolo diventa duro le carote restano piccole o crescono deformi e contorte.

Chi ha un terreno sabbioso è fortunato e otterrà più facilmente carote di ottima pezzatura, mentre chi avesse un suolo tendente a compattarsi per avere un terreno più adatto può mischiare sabbia al terreno del proprio orto, dove si pensa di andare a coltivare carote. Questo deve essere fatto almeno due mesi prima di seminare. Anche realizzare un aiuola rialzata è d’aiuto.

Preparazione del suolo

Prima di piantare le carote bisogna lavorare il terreno perché sia ben drenante e sciolto, serve quindi effettuare una vangatura profonda (idealmente arrivando a 30 cm di profondità o più), sistemando compost o altro concime organico.

Oltre al lavoro di vanga è importante anche affinare bene la superficie, con una zappa o una fresa, e livellarla col rastrello, visto che andremo poi a seminare semini molto piccoli direttamente nell’orto.

Quanto concimare le carote

La carota è una pianta da radice, quindi è bene concimarla senza eccessi di azoto, che finirebbero per privilegiare lo sviluppo delle foglie a scapito della parte sotterranea, che è quella che ci interessa raccogliere.

In questo generalmente è meglio utilizzare il compost piuttosto che il letame, ed evitare la pollina.

L’apporto di sostanza organica al suolo è fondamentale, perché ha una funzione ammendante: rende il terreno più soffice e “corregge” in parte i difetti di un terreno un po’ troppo argilloso. Inoltre la sostanza organica è preziosa anche nel trattenere correttamente l’acqua. Per questo motivo è bene impiegare ammendanti ricchi di sostanza come appunto il compost, piuttosto che concimazioni liquide o granuli solubili.

Come e quando seminare le carote

La semina è un momento importante per la carota e si può eseguire per buona parte dell’anno. Attenzione in particolare a evitare il trapianto e a mettere le carote alla giusta distanza.

Periodo di semina

Le carote richiedono un clima non troppo caldo, perché la radice indurisce se la temperatura è molto alta. In generale si adattano comunque a tutti i climi, mentre sono decisamente più esigenti riguardo al tipo di terreno che incontrano. Per questo il periodo di possibile coltivazione è molto ampio.

Questa verdura si semina generalmente in primavera, tra marzo e giugno. Nell’orto famigliare conviene seminare a più riprese, in modo da avere una produzione scalare. Vi sono varietà precoci che possono essere seminate a febbraio e tardive che possono essere seminate fino a ottobre, se ci si aiuta con un tunnel per preservare l’ortaggio dal gelo si possono raccogliere carote praticamente per tutto l’anno.

Non eseguire trapianti

Essendo una pianta a radice fittonante le carote non si devono seminare in semenzaio: questo ortaggio deve essere piantato direttamente in piena terra. Le carote non sopportano un eventuale passaggio dai vasetti all’orto: se si semina in vaschette si condiziona lo sviluppo delle radici e molto probabilmente si otterranno carote deformi.

Mantenere la giusta distanza

Si può seminare a spaglio ma è preferibile farlo per file, evitando distanze ravvicinate, che creano troppa concorrenza tra le radici. La distanza tra le file deve essere di 25 centimetri, mentre lungo la fila almeno 5 cm (la distanza ottimale tra le piante è di 8 cm, possiamo decidere poi di diradare in seguito). Il seme deve essere interrato a un centimetro di profondità massimo.

Come seminare

Il seme della carota è molto piccolo, si può facilitare la semina mischiando ai semi un po’ di sabbia o facendo strisce di carta di giornale bagnata con una colla naturale (tipo la cocoina) da interrare. Esistono in commercio anche nastri di semi già pronti da stendere oppure semi confettati, che sono più grandi per via del rivestimento. In ogni caso bisogna verificare che il confetto o il nastro sia in sostanze naturali, per garantire il rispetto del metodo biologico.

Germinazione lenta. Il seme delle carote germina a temperature tra i 12 ed i 20 gradi, la carota ha una germinazione particolarmente lenta, può impiegare anche 40 giorni a emergere. Per questo non spaventatevi se non vedete comparire subito le giovani piantine: serve molta pazienza. Una copertura con tessuto non tessuto aiuta a scaldare e può accelerare la germinazione.

Bagno ai semi. Anche immergere i semi in acqua tiepida o in camomilla qualche ora prima della semina può essere utile per accelerare la germinazione.

Come si coltivano le carote

Controllo delle erbe infestanti. Siccome la germinazione dei semi di carota è lenta occorre evitare la concorrenza di erbe infestanti dell’orto con frequenti sarchiature che si eseguono a mano vicino ai semi e con la zappa negli spazi interfila. Con le carote si può anche usare la tecnica del pirodiserbo.

Diradare le piantine. Se le piante risultano troppo fitte occorre diradare le piantine, eliminando quelle più stentate e lasciando al massimo una piantina ogni 5 centimetri. L’operazione va fatta quando la carota emette la quarta foglia e la parte area sta a 3-4 centimetri di altezza.

Rincalzo e zappettatura. Un leggero rincalzo può rendersi necessario se le radici emergono dal terreno, onde evitare che la luce faccia inverdire il colletto delle carote. Quando la parte alta della radice diventa verde non è buona da mangiare, questo non significa dover scartare tutta la carota, basta tagliare il pezzo verdeggiante. A parte il rincalzo smuovere il terreno interfila con la zappa è un’operazione comunque molto utile per mantenere soffice la terra intorno alla radice, farla spesso aiuta a produrre carote belle e di buona dimensione.

Pacciamatura. Se l’orto è esposto al vento o comunque si tende a creare una crosta sul terreno è ottimale proteggere la coltivazione con una pacciamatura, che evita il seccarsi e quindi l’indurirsi del suolo. Questo ovviamente sostituisce le operazioni di rincalzo e zappettatura.

Irrigazione. Le carote non hanno bisogno di costante umidità, basta irrigare quando il terreno diventa secco, le innaffiature non devono mai creare ristagno, che provoca malattie alla pianta.

Consociazione. La carota e la cipolla traggono reciproco vantaggio dalla consociazione, infatti l’una allontana i parassiti dell’altra (la carota allontana la mosca della cipolla e il verme del porro, viceversa la cipolla scaccia la mosca della carota). Si può sostituire la cipolla anche con porro, aglio o scalogno. Un buon vicinato nell’orto sinergico è anche quello tra ravanello e carota.

Successioni e avvicendamento. Non conviene ripetere la carota a sé stessa, alla carota seguono bene le piante solanacee come pomodoro o patata, ma anche i legumi, ad esempio i piselli, oppure aglio e porro. Meglio evitare di succedere le carote con i cavoli, l’asparago, la cipolla,  tutte le chenopodiacee e le altre piante ombrellifere (come finocchi e sedano).

una coltivazione di carote

Carote in vaso

La carota può crescere anche in vaso, nell’orto sul balcone. Occorre in questo caso un contenitore di dimensione medio grande, un terriccio leggero (magari mescolato con sabbia) e tanta costanza nell’innaffiare. Per approfondire leggete il post sulle carote coltivate in vaso.

Principali malattie della carota

Fisiopatie: La carenza d’acqua provoca partizione della radice, rovinando la verdura, mentre l’eccesso d’acqua produce spaccature che spesso si associano a batteriosi e diventano marciume.

Batteriosi: Xantomonas ed Erwina Carotovora sono le due batteriosi che possono colpire più spesso le carote, in orticoltura bio si prevengono con una giusta gestione del suolo, evitando eccessi d’acqua che provochino ristagni. In casi di particolare necessità si interviene con trattamenti a base di rame, che pur essendo consentito nel metodo biologico è possibilmente da evitare.

Malattie funginee: le carote sono attaccate da due tipi di peronospora: una colpisce la parte aerea, l’altra attacca la radice. Inoltre possono contrarre anche l’alternaria, soprattutto su terreno pesante e argilloso. Altro problema di natura funginea è la sclerotinia che causa danni ai tessuti vegetali, che si ricoprono di una muffetta bianca e in seguito puntini neri. Come per le batteriosi tutte queste malattie proliferano in condizioni di umidità, che vanno possibilmente evitate. Anche le malattie funginee possono essere contrastate con l’impiego di rame.

Insetti e parassiti: difesa biologica

Organismi terricoli sotterranei. Altri nemici di questa verdura a radice sono i parassiti sotterranei: i nematodi producono bitorzoli sulla radice, mentre i ferretti o elateridi la bucano rovinandola in modo irreparabile.

Mosca della Carota: questa mosca depone le uova nella parte aerea della carota, le sue larve poi alla schiusa iniziano a mangiare la pianta. Questa mosca fortunatamente non sopporta l’odore delle lilliacee (porro, scalogno, aglio e cipolla). Da qui la tecnica di consociazione, da cui trae vantaggio anche la cipolla perché la carota a sua volta è sgradita alla mosca della cipolla. Un metodo completamente naturale per tener lontano il parassita.

Afidi. L’attacco degli afidi è particolarmente difficile da individuare per via della forma delle foglie: serve una lente per individuarli e il sintomo di un attacco può essere la mancata crescita della parte fogliare. Gli afidi della carota si combattono col piretro, insetticida biologico da usare in caso estremo, rimedi più naturali e meno tossici sono il decotto d’aglio o il macerato di ortica.

Quando raccogliere le carote

Le carote hanno un ciclo colturale di 75 – 130 giorni a seconda della varietà seminata, per cui si raccoglie generalmente a due mesi dalla semina. Di solito la radice si coglie quando il suo diametro supera il centimetro e sta sotto ai  due centimetri. Se si lascia troppo nel terreno si indurisce il cuore, che è la parte centrale di colore tendente al bianco, nella carota vecchia diventa legnoso e quindi sgradevole da mangiare.

La raccolta delle carote si fa estirpando la radice, è opportuno i giorni prima ammorbidire il terreno innaffiando sovente.

Per conservare le carote raccolte occorre lasciarle asciugare in un ambiente ventilato e poco umido, dopo di che questa verdura si mantiene bene se tenuta al fresco.

Nell’orto famigliare si possono seminare le carote scaglionate per avere una raccolta scalare che consenta all’orticoltore di portare carote fresche in tavola per buona parte dell’anno. La coltura protetta in tunnel prolunga il periodo di possibile coltivazione anche a buona parte dei mesi invernali.

le carote in cucina

Varietà di carote

Vi sono diverse varietà di carote che si possono coltivare, dalle classiche carote arancioni a ortaggi curiosi come le selezioni nero violacee.

le caroteVi consigliamo per l’orto famigliare alcune varietà scelte per la produttività e la facilità di coltivazione:

  • Carota Nantese: ottima varietà, carota di forma cilindrica, interno senza cuore e tendenzialmente priva di colletto.
  • Carota Kuroda: Varietà precoce con radice dolce e tenera.
  • Carota Berlicum: carota dalla radice molto lunga, dal gusto intenso, si conserva a lungo.
  • Carota Flakkee: varietà resistente al calore, di grande dimensione a punta allungata.

Articolo di Matteo Cereda

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