Chiunque coltivi un orto si trova prima o poi a fare i conti con l’assalto delle lumache, in particolare in primavera tra aprile e maggio. Questi voraci gasteropodi si suddividono in diverse specie, dalle chiocciole con guscio alle limacce, dette anche lumache rosse o beghe.

Ci sono molti modi per contrastare le lumache e un metodo semplice ed economico è quello di realizzare delle barriere con sostanze a loro sgradite, come possono essere cenere o fondi di caffè. In questo modo possiamo riutilizzare quelli che sarebbero rifiuti in modo produttivo e cercare di tener lontane limacce e chiocciole dalle nostre insalate.

limacce

Scopriamo come realizzare barriere lumache efficaci, ma anche quali sono i limiti di questo metodo e quali alternative naturali possiamo impiegare.

Come tenere le lumache lontane dall’orto

Le barriere anti lumaca in genere sfruttano un principio: il corpo di chiocciole e limacce è molle e deve restare sempre umido per permettere la vita dell’animale. La lumaca non è in grado di attraversare sostanze polverose, perché le particelle di pulviscolo aderiscono alla loro pelle seccandola, questo può disidratarle fino a farle morire.

Quindi stendere una striscia di sostanza polverosa (che può essere cenere, fondo di caffè o altro) è un buon metodo per scoraggiarle, basterà una striscia larga circa 5 cm per creare un limite invalicabile.

Perché la barriera sia efficace deve circondare tutta l’aiuola coltivata. Sconsiglio invece di contornare ogni singola piantina perché si utilizza troppo materiale, che poi con le piogge finisce con l’assorbirsi nel terreno e in eccesso può avere alcune controindicazioni, come vedremo.

Barriere di cenere

barriera di cenere

La cenere è un’ottimo materiale per fare una striscia protettiva sgradita alle lumache. Si tratta di una polvere molto fine e quindi impossibile da attraversare per la limaccia.

Il problema è la scarsa durata di questo ostacolo: alla prima pioggia la cenere verrà dilavata e anche senza precipitazioni può bastare una notte particolarmente umida per vanificare l’effetto della barriera protettiva.

Ma cosa succede quando la cenere si degrada nel suolo? Un effetto positivo è che apporta diversi elementi utili alle piante, come calcio e potassio, quindi in sostanza concima (si veda l’articolo sulla cenere ad uso fertilizzante per approfondire). Dobbiamo però considerare che si tratta di una sostanza basica, per cui se continuiamo a rinnovare la barriera si rischia di alterare il ph del suolo, cosa che può rivelarsi problematica per l’orto.

Barriere di fondi di caffè

Il fondo di caffè è un’altra sostanza che viene spesso prodotta costantemente come scarto da una famiglia e che si può riutilizzare per tenere le lumache fuori dall’orto. Anche chi utilizza macchinette a cialda (sistema poco ecologico e quindi sconsigliato) può decidere di estrarre comunque il caffè con un po’ di pazienza.

Rispetto alla cenere ha una durata leggermente superiore, ma comunque l’umidità e le piogge la vanificano rapidamente. Come sostanza ha effetto opposto (acidifica il terreno invece che renderlo alcalino), anche in questo caso attenzione quindi agli eccessi. Può essere utile alternare l’uso di cenere al fondo di caffè, oppure mischiare le sostanze.

Oltre che contro le lumache viene spesso usato il fondo di caffè anche per concimare.

Barriere di sabbia

La sabbia è un sistema più duraturo anche se un po’ meno efficace, quando è bagnata le lumache riescono ad attraversarla ma non si assorbe nel suolo come cenere e caffè, per cui appena torna il sole si asciuga e torna a ostacolare i gasteropodi.

Se vogliamo fare una striscia di sabbia contro le lumache meglio che sia più larga rispetto alle barriere di cenere e  caffè, almeno 10-15 cm.

Gusci di uovo

I gusci di uovo triturati sono un altro sistema per allontanare le lumache.

Una barriera di gusci d’uova può essere impiegata in protezione delle piantine di pomodoro durante la primavera, degradandosi i gusci forniranno poi il calcio che è necessario a prevenire il marciume apicale di quest’ortaggio.

Strisce di sale

Il sale sarebbe in assoluto la sostanza naturale più efficace contro le lumache: non possono neppure avvicinarsi perché le disidrata rapidamente. Usarlo nell’orto però è una cosa molto sbagliata perché quasi certamente andrà a finire nel suolo, danneggiandone in modo irreparabile la fertilità.

Anche provare a fare delle strisce in plastica con sopra sale, in modo che non sia a contatto col terreno, non è un’idea che consiglio: bisognerebbe ricordarsi ogni volta che piove di togliere la protezione ma basta scordarsi una volta per compromettere il terreno.

Il filo di rame

Si dice che il filo di rame sia in grado di allontanare le lumache dando una scossa al contatto. Nella mia esperienza questo metodo non porta risultato, per cui non mi sento di consigliarlo.

Barriere di argilla

Esistono in commercio barriere antilumaca realizzate con minerali argillosi particolarmente capaci di trattenere l’umidità e di creare quindi una striscia arida che scoraggi il passaggio delle limacce.

Ad esempio le barriere Limaway a base di atapulgite, granuli in grado di assorbire molto umido. Questo sistema è senza dubbio il migliore e il più duraturo, ma ha il difetto che al contrario di altre sostanze, richiede di acquistare il materiale appositamente, invece di riutilizzare scarti quali fondo di caffè e cenere.

Perché le barriere anti lumaca non sempre funzionano

Il problema delle barriere antilumaca lo abbiamo già accennato: quando piove o quando il clima è molto umido cessano la loro funzione, richiedono quindi di essere rinnovate molto spesso.

Considerando che i periodi umidi primaverili e autunnali sono quelli in cui le limacce sono particolarmente attive e sono anche quelli in cui spesso nell’orto ci sono piantine giovani da proteggere, possiamo capire che questo metodo non è il sistema ideale per fronteggiare i gasteropodi.

Può essere comunque utile per limitarne la presenza in determinati periodi, ma se abbiamo un’alta presenza di limacce è bene valutare l’impiego di altri sistemi, quali il fosfato ferrico (lumachicida biologico) o le trappole di birra.

Articolo di Matteo Cereda

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