Le malattie delle zucchine: prevenzione e cura bio

pianta di zucchinaLe zucchine sono senza dubbio tra gli ortaggi di più facile coltivazione: se vengono messe a dimora nel periodo adatto, con le tecniche e le distanze giuste tra le singole piante, di solito attecchiscono prontamente e offrono produzioni generose a lungo.

Le piante rispondono bene alla coltivazione biologica, come quella che in genere si persegue negli orti privati e che è basata su concimazioni organiche e cure a basso impatto ambientale dalle avversità. Se è vero che la coltura è semplice questo non significa che la pianta di zucchine sia al riparo da possibili malattie e parassiti, pur coltivando in modo ecologico bisogna riconoscere tempestivamente i sintomi e intervenire con le soluzioni appropriate.

Proviamo quindi a individuare e analizzare nel dettaglio quali sono le principali malattie che possono colpire le piante di zucchine e in parte anche le altre cucurbitacee (cetrioli, angurie, meloni e zucche), ma prima ricordiamo alcune strategie preventive di base.

Come prevenire le malattie

Nell’orto ci sono alcune regole fondamentali che devono sempre essere rispettate per una buona prevenzione delle avversità, queste sono valide praticamente per tutte le colture, a prescindere dalla malattia che si vuole evitare. Teniamo quindi questi semplici punti come regole, che sono una buona prassi utile a ridurre molto i problemi.

  • Mai bagnare la parte aerea delle piante: l’umidità favorisce le malattie fungine e quindi è bene irrigare le piante solo alla base.
  • Irrorare macerati ad azione rinforzante (e questi sono gli unici casi in cui si può bagnare la parte area delle piante) come quelli a base di equiseto, aglio e cipolla.
  • Non concimare troppo, quindi non esagerare neanche con le dosi di stallatico in pellets, per il quale può essere facile “avere la mano pesante”. Troppo azoto nei tessuti verdi li espone di più alle malattie.
  • Tenere a bada gli afidi, potenziali vettori di alcune malattie virali.
  • Rispettare sempre le rotazioni, cambiando ogni anno il posto alle zucchine e possibilmente evitare di metterle dove l’anno precedente c’era qualsiasi altra cucurbitacea. Anche se in un orto piccolo rispettare questo precetto alla lettera risulta difficile.
  • Eliminare le piante vecchie: anche se le zucchine, finito il picco produttivo di due mesi, continuano comunque a produrre frutti, dopo questo tempo conviene espiantarle, perché le piante vecchie sono più inclini ad ammalarsi. L’ideale è aver provveduto nel frattempo a piantarne altre che le sostituiscano, in modo da non restare senza zucchine finché la stagione lo consente;
  • Asportare scrupolosamente le foglie malate per limitare la propagazione dei funghi patogeni.

Anche prestando attenzione a queste indicazioni è probabile che alcune piante vengano comunque colpite da qualche avversità, di cui vediamo le principali.

Oidio o mal bianco

Oidio, foto di Sara Petrucci

L’oidio, chiamato anche “mal bianco”, è una patologia fungina che provoca delle efflorescenze bianco-grigie polverose sulle foglie e sugli steli delle zucchine, arrivando a colpire anche i frutti. In estate, soprattutto nelle zone afose con poca ventilazione, questa malattia è diffusissima negli orti e colpisce anche le zucche e le altre cucurbitacee. Alcune varietà di zucchine mostrano di loro natura striature estese bianco argentee sul fogliame, ma queste non devono essere confuse con l’oidio, che si mostra irregolare nell’aspetto e polveroso come consistenza.

Per bloccare questa malattia della zucchina con metodi consentiti dall’agricoltura biologica bisogna fare trattamenti ripetuti col bicarbonato di sodio disciolto in acqua, e nei casi più gravi ricorrere a prodotti a base di zolfo. L’importante per quest’ultimo è attenersi sempre alle indicazioni riportate sulle confezioni del prodotto acquistato e rispettare anche il “tempo di carenza” ovvero i giorni che devono passare dal trattamento alla raccolta. Considerata una raccolta praticamente quotidiana delle zucchine, questa necessità potrebbe comportare una perdita di frutti per poco meno di una settimana, cosa che col bicarbonato non avviene, anche se la sua azione forse è più blanda rispetto allo zolfo. Inoltre, lo zolfo non deve essere usato se le temperature ambientali superano i 30-32°C, perché potrebbe risultare fitotossico.

In alternativa a questi trattamenti si può ricorrere al fungo entomoparassita Ampelomyces quisqualis facendo due trattamenti a distanza di 7-10 giorni l’uno dall’altro.

Cladosporiosi

Il fungo colpisce tutte le cucurbitacee manifestandosi sulla parte aerea. In presenza di cladosporiosi sulle foglie della pianta di zucchini appaiono macchie che necrotizzano, lacerandosi nel mezzo, mentre sui frutti si notano tacche rotondeggianti e infossate, con grumi gommosi e muffa. I tessuti sottostanti in genere marciscono. Contro questa patologia si può intervenire con prodotti a base di rame, ma bisogna anche estirpare le piante infette.

Le virosi della zucchina

Le virosi sono particolari malattie che si manifestano con deformazioni, nanismi delle piante e decolorazioni singolari. Tra i più comuni citiamo il “virus del mosaico giallo dello zucchino”, che si nota anche sui frutti, che diventano ricurvi e bitorzoluti e con spaccature e il “virus del mosaico comune del cetriolo”, che a dispetto del nome si manifesta più sulle zucchine e sulle zucche, dando frutti piccoli, deformi e mosaicati.

Non ci sono soluzioni contro le virosi, se non la certezza che il materiale di propagazione (semi e piantine) sia sano, l’estirpazione delle piante infette e la cura di disinfettare il coltello usato per la raccolta dei frutti delle piante colpite. Le virosi sono trasmesse dagli afidi e anche dall’aleirodide Bemisia tabaci (la farfallina bianca), quindi la prevenzione e la lotta di questi parassiti, pur con mezzi ecologici, è importante.

Sclerotinia

I tessuti vegetali alterati dalla sclerotinia si ricoprono di muffa cotonosa bianca e corpiccioli neri tondi (sclerozi). Sui terreni che hanno ospitato colture colpite da questa malattia conviene irrorare una sospensione del fungo buono Thricoderma asperellum, naturale antagonista della sclerotinia.

Botrite

I sintomi della botrite sono simili a quelli della malattia precedente, solo che invece degli sclerozi in questo caso si nota la tipica muffa grigia. Nella coltivazione biologica la botrite si tiene a bada con i prodotti a base di rame, anche se la prevenzione limita molto il verificarsi di questa avversità nell’orto.

Carenze di elementi

A volte alcune carenze di elementi minerali come il magnesio o il potassio possono essere interpretate come patologie, perché i sintomi sono generalmente ingiallimenti o imbrunimenti dei margini fogliari. Se queste alterazioni sulle foglie si verificano per carenza non siamo in presenza di una malattia ma di semplice fisiopatia: ripristinando le giuste condizioni si risolve il problema. Non serve quindi alcun trattamento ma solo la giusta concimazione.

Fertilizzare ogni anno con abbondante compost e stallatico in pellets (senza esagerare), eventualmente aggiungere cenere di legna e farine di roccia, dovrebbe prevenire naturalmente questi squilibri.

Altre letture utili

Articolo di Sara Petrucci

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